Xgalmare, ànpołe, socołi, sopełi, scarpe, stivałi

Xgalmare, ànpołe, socołi, sopełi, scarpe, stivałi

Messaggioda Berto » mar gen 07, 2014 7:44 am

Sandałi, scarpe, stivałi, shoes, całighe, socołi, sopełi, xgalmare, ànpołe ...
viewtopic.php?f=44&t=331
https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... FkaW8/edit

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Sandało
https://it.wikipedia.org/wiki/Sandalo
Il sandalo è una calzatura aperta. Lascia il piede in gran parte scoperto e permette quindi un eccellente ricambio d'aria evitando la sudorazione dei piedi. Il sandalo viene considerata una scarpa aperta, anche se solo sulla punta o sul tallone.
http://www.etimo.it/?term=sandalo
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Savata
https://it.wikipedia.org/wiki/Ciabatta
Il nome ciabatta deriva dal Sabato ebraico Shabbat, venivano indossate in questo giorno di riposo dagli ebrei spagnoli, per cui divennero le scarpe dello Shabbat, per cui dallo spagnolo il termine è passato al milanese "sciavatt" e "sciavattin" per il calzolaio, il termine può essere passato anche attraverso altri dialetti della penisola grazie all'immigrazione degli ebrei sefarditi (spagnoli) dopo il 1492. Da loro deriva l'antico nome del calzolaio ciabattino. Quelle basse si possono chiamare pianelle, nome che deriva dal latino planus che significa piatto cioè senza tacco. Inoltre ciabatta è diventato il nome di oggetti di forma piatta e lunga come un formato di pane e uno di presa elettrica multipla.

Sabot
https://it.wikipedia.org/wiki/Sabot_%28calzatura%29


Papuçe e babbucce
https://it.wikipedia.org/wiki/Babbuccia
La babbuccia è un tipo di calzatura di origine orientale, tradizionale in Turchia , può avere la punta o il calcagno alto . In Italia è una scarpa bassa, senza tacco, di pelle morbida o di stoffa, simile ad una pantofola che si usa in casa. Può essere una scarpetta realizzata a maglia con laccio per chiusura, utilizzata per i bambini che non camminano ancora o, un tempo per tenere caldi i piedi quando si andava a dormire (quando i letti erano freddi e le abitazioni senza riscaldamento).
???
Babbuccia deriva dall'arabo bābūsh o babug; dal persiano pāpūsh composto da pa (piede) e push (copertura) e quindi «copripiedi»; forse attraverso il termine francese babouche.

Paduka
https://it.wikipedia.org/wiki/Paduka
Le Paduka sono calzature tra le più antiche dell'India. Esse sono composte da una suola e un piccolo montante con pomello che si infila tra l'alluce e il secondo dito.
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Pedułe, pianełe o chopine e patine
https://it.wikipedia.org/wiki/Pianella_%28calzatura%29
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https://upload.wikimedia.org/wikipedia/ ... eziane.jpg


Socoło
https://it.wikipedia.org/wiki/Zoccolo
https://it.wikipedia.org/wiki/Zoccolo_%28calzatura%29
http://www.etimo.it/?term=zoccolo
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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... emeran.jpg


Scarpa
https://it.wikipedia.org/wiki/Scarpa
Il termine "scarpa" deriva dall'antico francese escarpe (da escarpin, "zoccolo"), che trova corrispondenze con l'inglese antico scarp dal germanico skarpr, dal sassone scearp a loro volta dalla radice skar(p)- ("tagliare"); un utilizzo della radice si può ritrovare anche nell'islandese skrapa, nel sassone screpan, nell'inglese to scrape (lett. "raschiare"), nell'alto-tedesco antico scrëvon, nel latino scalpere ("incidere") e sculpere ("scolpire"). "Scarpa" riguarda, quindi, qualcosa di "acuto", quasi "tagliente", in riferimento alla parte finale della calzatura (appunto la "punta").

http://www.etimo.it/?term=scarpa
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Stivał
https://it.wikipedia.org/wiki/Stivale
La nascita dello stivale viene fatta coincidere con l'era paleolitica dove venivano originariamente costruiti con pelle animali arrotolati intorno al piede ed adornati con dettagli in avorio. Le prime raffigurazioni degli stivali in ambito militare risalgono ai Sumeri; i soldati venivano rappresentati con stivali alti fino al ginocchio, nati dall'esigenza di ripararsi dal lancio delle pietre causate dal galoppo dei cavalli. L'uso dello stivale sul campo da guerra era particolarmente diffuso tra le leggendarie Amazzoni. Le donne guerrieri si appropriarono degli stivali maschili alti al ginocchio in cui infilavano pantaloni aderenti. Diversa la configurazione dello stivale militare in antica Grecia, con l'utilizzo di particolari tecniche essi venivano fabbricati con taglio accorciato alla caviglia. Gli stivali alti ricomparvero con i soldati Micenei, che indossavano un sandalo a cui venivano legati delle parti in pelle per proteggere gli arti inferiori. Gli Arcomeni erano soliti dipingere i propri stivali in guerra di tonalità rosso cremisi per distinguersi dai nemici. In antica Roma i gladiatori utilizzavano stivali in cuoio con parti metalliche saldate ed allacciati all'altezza della coscia. Forme appuntite e dettagli in oro vennero aggiunti dai Bizantini, particolari che costituirono la base del modello di stivale diffusosi del Medioevo.


Xgalmara
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Geta
https://it.wikipedia.org/wiki/Geta_%28scarpa%29
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Xgalmare, socołi, sopełi, scarpe, stivałi

Messaggioda Berto » mer mag 28, 2014 10:11 am

Le calsadure o scarponi de Oetzi

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On sandało vecio coaxi come Oetzi

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Veci sandałi pristoreghi dal mondo

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Le calsadure çelteghe de Halstatt al muxeo de Hallein:

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Le calsadure de le secie de bronxo de Halstatt, Este, Certoxa, Vace:

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Li stivali de li Shiti

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Calsadure de li ani diti romani:

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vecie calsadure greghe

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Socołi e xgalmare

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Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Xgalmare, socołi, sopełi, scarpe, stivałi

Messaggioda Berto » mer giu 03, 2015 6:26 am

Scalfaroti, calse, calsoni, calsadure, calegheri
viewtopic.php?f=26&t=335

https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... JyRWM/edit
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Calse, casaldure, całighe e całegheri

https://it.wikipedia.org/wiki/Calzatura
Difficile determinare l'esatto inizio della storia delle calzature. Il materiale facilmente deperibile con cui sono costruite difficilmente giunge fino a noi, sicuramente le prime calzature furono preparate in epoca preistorica con pelli di animale o legno. Nelle regioni temperate erano molto semplici costruite come sandali, mentre nelle regioni fredde si usavano scarpe chiuse e rivestite, come quelle rinvenute su Otzi la mummia del Similaun. La produzione di calzature in cuoio era un processo complicato per l'epoca, per cui questi oggetti erano considerati articoli di lusso.
Nell'antichità, per Greci, Romani e Egiziani, come si vede dai dipinti ed affreschi, le scarpe più diffuse erano i sandali. Presso gli Egiziani, i Fenici e gli Ebrei i sandali e le pantofole erano costruiti in foglie di palma o di papiro; invece gli Assiri prediligevano sandali leggeri, allacciati con stringhe al piede.
I Greci possedevano una buona varietà di calzature, dai sandali di legno o di cuoio a scarpe rinforzate con chiodi e stivaletti alti fin oltre le caviglie; le calzature per le donne erano ricche di ornamenti, invece quelle degli attori si caratterizzavano da alte suole, per consentire loro di elevare la statura. In particolare il coturno era un calzare alto (simbolo della tragedia greca, poi giunto a Roma) e il soccus un sandalo a suola bassa (simbolo della commedia, anch'esso giunto poi a Roma).
Presso i Romani le calzature, che inizialmente erano state ispirate dagli Etruschi e quindi consistevano di una suola allacciata al piede, si distinsero a seconda del ceto e quindi apparvero il calceus, scarpa chiusa vietata agli schiavi, il soccus, ossia il tipo di scarpa più diffuso e la caliga, stivale indossato dai militari.

Caliga
https://it.wikipedia.org/wiki/Caliga
La caliga è una calzatura militare fatta con suola pesante. Le caligae erano indossate dai soldati delle legioni romane durante il periodo repubblicano e imperiale dell'Urbe. Esse erano indossate da tutti i gradi delle legioni fino al centurione.

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... go-358.jpg
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Re: Xgalmare, ànpołe, socołi, sopełi, scarpe, stivałi

Messaggioda Berto » dom mar 13, 2016 10:18 am

Savata, ciabatta
viewtopic.php?f=44&t=1645


Ludovico Antonio Muratori

Dell’arte del Tessere, e delle Vesti de’ secoli rozzi.

https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... pUdFk/edit
http://www.classicitaliani.it/muratori/ ... sert25.htm


Le nostre pantofole:
Mancò di vita il re Bernardo nell’anno 818. Se con suole di legno fosse comodo il camminare, non vel so dire. Certamente suole tali furono anticamente in uso, e il nome d’esse tuttavia si conserva in Italia, Francia e Germania, cioè pantofole, derivato dal Germanico paintofel, che vuoi dire tavole de’ piedi.


Le nostre savate:

le scarpe vecchie noi le appelliamo ciabatte; i Franzesi sabots e savates; gli Spagnuoli zapatas.

El dixonaro del Bàso-Durante el porta ke sto moto el rivaria da el turco-persian cabata = scarpa de rafia

http://it.wikipedia.org/wiki/Ciabatta
http://de.wikipedia.org/wiki/Pantoffel

Der Pantoffel (fr. pantoufle „Hausschuh“; umgangssprachlich auch Schlappen, Latschen, Puschen; österr. Schlapfen, Schluffen oder Patschen) ist eine Fußbekleidung (unisex) aus Sohle und Vorderkappe, jedoch - im Gegensatz zum Halbschuh oder Stiefel - ohne Fersenteil.
Da ligar a xlepa = schlappe (schiaffo, sciàfo) ???


Babouche (babuch/babbucce), le nostre papuse venete
http://fr.wikipedia.org/wiki/Babouche
La babouche du persan ... est une chaussure en cuir traditionnelle provenant du monde arabo-musulman.

Papuçe e babbucce
https://it.wikipedia.org/wiki/Babbuccia
La babbuccia è un tipo di calzatura di origine orientale, tradizionale in Turchia , può avere la punta o il calcagno alto . In Italia è una scarpa bassa, senza tacco, di pelle morbida o di stoffa, simile ad una pantofola che si usa in casa. Può essere una scarpetta realizzata a maglia con laccio per chiusura, utilizzata per i bambini che non camminano ancora o, un tempo per tenere caldi i piedi quando si andava a dormire (quando i letti erano freddi e le abitazioni senza riscaldamento).
???
Babbuccia deriva dall'arabo bābūsh o babug; dal persiano pāpūsh composto da pa (piede) e push (copertura) e quindi «copripiedi»; forse attraverso il termine francese babouche.

http://es.wikipedia.org/wiki/Chancleta
http://es.wikipedia.org/wiki/Sandalia
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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... sparto.jpg


Savata
https://it.wikipedia.org/wiki/Ciabatta
Il nome ciabatta deriva dal Sabato ebraico Shabbat, venivano indossate in questo giorno di riposo dagli ebrei spagnoli, per cui divennero le scarpe dello Shabbat, per cui dallo spagnolo il termine è passato al milanese "sciavatt" e "sciavattin" per il calzolaio, il termine può essere passato anche attraverso altri dialetti della penisola grazie all'immigrazione degli ebrei sefarditi (spagnoli) dopo il 1492. Da loro deriva l'antico nome del calzolaio ciabattino. Quelle basse si possono chiamare pianelle, nome che deriva dal latino planus che significa piatto cioè senza tacco. Inoltre ciabatta è diventato il nome di oggetti di forma piatta e lunga come un formato di pane e uno di presa elettrica multipla.

Sabot
https://it.wikipedia.org/wiki/Sabot_%28calzatura%29
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Re: Xgalmare, ànpołe, socołi, sopełi, scarpe, stivałi

Messaggioda Berto » dom mar 13, 2016 7:45 pm

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Re: Xgalmare, ànpołe, socołi, sopełi, scarpe, stivałi

Messaggioda Berto » dom mar 13, 2016 7:46 pm

Scarpe etruske

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... truske.jpg

http://www.vannacalzature.it/Storia_ita ... ruschi.htm

Diversi personaggi raffigurati in questi ipogei portano scarpe con le punte rialzate simili a quelle ittite e ciò può avvalorare la teoria sulle origini orientali degli Etruschi.
Nella fig.23 è rappresentato un modello di tali calzature tratto da un cippo proveniente da Chiusi e conservato al British Museum di Londra (490 - 470 a.C.) e della stessa origine è il modello effigiato nella fig.24 che potrebbe rappresentare un predecessore delle calzature romane chiamate Perones anche se quelle avevano sul dorso del piede un'apertura allacciabile con stringhe di cuoio. (vedi cap.6°)
La fig. 25 ci mostra un paio di sandali facenti parte di una statua rinvenuta nella tomba di Iside a Vulci (ca 570 -560 a.C.) che portano ancora traccia dei pigmenti rossi con i quali erano colorati.
Venivano usati anche sandali come quelli indossati dai danzatori della tomba del triclinio o a quelli portati dal suonatore di flauto della tomba dei leopardi entrambe a Tarquinia.

da sora a soto 23, 24, 25

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... truski.jpg
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Re: Xgalmare, ànpołe, socołi, sopełi, scarpe, stivałi

Messaggioda Berto » dom mar 13, 2016 7:47 pm

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Re: Xgalmare, ànpołe, socołi, sopełi, scarpe, stivałi

Messaggioda Berto » dom mar 13, 2016 7:50 pm

Vecie calsadure greghe

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... 559_n6.jpg


COTURNO s.m.
0.1 conturno, coturni.
0.2 DELI 2 s.v. coturno (lat. cothurnum).
0.3 Rim. Am. Ovid. (B), a. 1313 (fior.): 1.
0.4 In testi tosc.: Rim. Am. Ovid. (B), a. 1313 (fior.); Rim. Am. Ovid. (A), XIV pm. (pis.).
0.7 1 Calzatura con suola rialzata tipica del teatro tragico greco. 1.1 Fig. La poesia tragica (o di stile elevato).
0.8 Pietro G. Beltrami 28.10.2003.
1 Calzatura con suola rialzata tipica del teatro tragico greco.
[1] Rim. Am. Ovid. (B), a. 1313 (fior.), pag. 372.18: Li poeti tragedichi risuonano altamente, e l'ira si conviene a li poeti che portano li calzamenti coturni, e 'l calzamento soc[c]o si dee avere ne' mezzani versi, e libero piede giambo sia ristretto contra gli aversi nemici, o s'egli è veloce infino a la fine, o s'elli trae seco altro piede.
1.1 Fig. La poesia tragica (o di stile elevato).
[1] Rim. Am. Ovid. (A), XIV pm. (pis.), pag. 153.12: Li Traici suonano gran cose e l'ira si conviene ai Traici coturni, e socco dé esser avuto con versi mezani.
[2] Petrarca, Trionfi, 1351(?)-74, T. Cupidinis III.88, pag. 215: Materia di coturni, e non di socchi, / Veder preso colui ch'è fatto deo / Da tardi ingegni, rintuççati e sciocchi!
[u.r. 20.03.2008]

http://it.wikipedia.org/wiki/Coturno
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http://www.lessicografia.it/COTURNO
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Re: Xgalmare, ànpołe, socołi, sopełi, scarpe, stivałi

Messaggioda Berto » dom mar 13, 2016 7:58 pm

Le calzature dei romani

http://www.gatc.it/ritagli/calzaturedeiromani.htm

L'argomento che prenderemo in considerazione mette in evidenza un aspetto alquanto marginale della vita romana. Cercheremo da queste semplici notizie di cogliere gli interessi più opportuni.

Tutti i tipi di calzature della popolazione romana possono essere così riassunte:

1 - Le ciabattine (socci). Si tratta di una semplice realizzazione con suola e pelle che i romani usavano in casa. Questo tipo di scarpa era utilizzato anche dagli attori del teatro.

2- Gli zoccoli (sculponea). Questa parola deriva dal verbo sculpere (intagliare, scolpire il legno). La suola era realizzata in sughero o legno.
Questo tipo di calzatura era usata dai contadini e dagli schiavi. Son pervenuti da tombe etrusche degli zoccoli di legno snodati al centro della pianta per mezzo di una cerniera.

3 - I sandali (solae o sandalia). Questi erano tenuti fermi ai piedi mediante striscioline di cuoio che partivano direttamente dalla suola e che, infilandosi tra le dita, salivano sul collo del piede, mentre nella parte posteriore o sui fianchi queste striscie (amenta - habenae - obstragula) s'infilavano in anelli di cuoio che partivano dalla suola e proseguivano verso l'alto dove erano fermate alle altre striscie in un collare di cuoio che scendeva dalla caviglia. Tirando e legando queste striscie come fossero dei lacci stringevano e avvicinavano il collare con la suola del sandalo, raccogliendo e tenendo fermo il piede. Questo tipo di calzatura non era adatto nei periodi invernali ed era abbastanza economico. Per le persone appartenenti ad un certo rango non era prestigioso uscire in pubblico con i sandali. Essi, infatti, erano usati da gente che non poteva permettersi altri tipi di scarpe più costose.

4 - La caliga. È un sandalo militare molto robusto, con suola molto spessa munita di grossi chiodi alla base. Occorre ricordare che i soldati romani erano sottoposti a lunghe marce giornaliere, che facilitavano il logoramento delle scarpe. La parte superiore di questa caliga aveva una realizzazione quasi simile al comune sandalo: le striscie di cuoio erano per lo più larghe e più robuste.

Esistevano delle caligae che avevano la parte superiore chiusa, simile ad uno stivale ed adatte per i periodi invernali o per quei militari che operavano in zone non temperate (Nord Europa). Da sculture, disegni, mosaici e scritti, noi siamo abituati a vedere il soldato romano con caligae tipo sandalo, con striscie di cuoio e, raramente con i piedi divisi da calzature tipo stivale, perché, normalmente il soldato romano operava in climi mediterranei e in periodi non invernali. Le ostilità belliche iniziavano a marzo (il mese dedicato a Marte dio della guerra) e terminavano in autunno inoltrato.

5 - Il pero. Si tratta di un tipo rozzo di calzatura costituito da pelle non conciata e avvolta intorno al piede.
Il pero era un tipo di scarpa utilizzata da gente povera.

6 - 1 calcei. Essi rappresentano la vera calzatura del cittadino romano che accompagnava la toga in tutte le sue diversità sino all'abito nuziale.

Questo tipo di calzatura era di colore rosso per i patrizi e di colore nero per i senatori. Era formata da cinque striscie di cuoio (corrigiae ) cucite tra loro, che, partivano dalla suola (due posteriori, due laterali e una frontale a mo di lingua che era spesso ornata da una fibbia d'avorio) e si portavano sino alle caviglie. Nel costume romano non vi erano differenze sostanziali tra scarpe maschili e femminili ad eccezioni per pelli più morbide, per queste ultime e talvolta per vivacità di colore (oro e rosso) e la ricchezza di ornamenti o di preziosi (come perle, oro, argento, ecc..). Era ritenuto disdicevole portare in casa le stesse calzature con cui si usciva; i calcei erano sostituiti con i sandali che erano portati con sé, per esempio, quando si veniva invitati in casa d'altri.

I materiali usati per la realizzazione di tutti questi tipi di calzature erano sostanzialmente: cuoio conciato o meno, pelli con o senza il pelo, tessuti dai più comuni ai più fregiati, tipo la seta, il legno, il sughero e chiodi piccoli, robusti con testa pronunciata.


Le scarpe rose del papa:

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... tb9it8.jpg


PERONES
Scarpe dalla suola senza tacco con tomaie in pelle alte alla caviglia allacciate sul dorso del piede a mezzo di fibbie o stringhe in uso nell'antica Roma.
http://www.vannacalzature.it/Storia_italiano/romani.htm
http://www.vannacalzature.it/Glossario/glossario.htm

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1. pero, onis, m.,
stivale, VERG.; peronibus suis consulens, provvedendo ai suoi stivali, APUL.
pernio, onis, m., gelone ai piedi, PLIN. [perna + -io1].
perna, ae, f.,
1 coscia, d'uomo o d'animale, PLIN.;
2 prosciutto: fumosa perna, prosciutto affumicato, HOR.;
3 pinna, mollusco, PLIN.;
4 parte del ceppo, PLIN.
[cf. gr. ptérne].
pera, ae, f.,
bisaccia, PHAEDR. e a.: cum baculo peraque senex, MART. 4, 53, 3
[gr.].
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Re: Xgalmare, ànpołe, socołi, sopełi, scarpe, stivałi

Messaggioda Berto » dom mar 13, 2016 8:00 pm

STORIA E GEOGRAFIA DELLA CALZATURA

http://www.vannacalzature.it/Glossario/glossario.htm

À BEC DE CANE (SCARPE) Scarpe a becco d'anitra; calzature dalla punta quadrata usate in Francia nel XV sec.; si dice che la moda sia stata lanciata da Carlo VIII (1.470 - 1.498) che, probabilmente a causa della deformità di un suo piede, non poteva calzare le poulaines (vedi).

ASHINAKA Pianelle giapponesi in paglia.

AKATIOI Scarpe dalla punta rialzata, probabilmente di derivazione ittita, usate dagli antichi Greci.

ALBARDE Calzature simili alle ciocie (vedi)

ALLUME DI ROCCA Solfato doppio di potassio e d'alluminio idrato (K2SO4.AL2(SO4)3.24H2O) usato nella concia delle pelli.



BABBUCCE ( dall'arabo babush) Pantofole (vedi) in pelle, talvolta con il pelo dell'animale volto all'interno o in tessuto, senza suola e tacco e alte al calcagno, usate in epoca moderna come scarpe da riposo.

BÄRENKLAUEN (Scarpe a piè d'orso) Scarpe con la punta ancora più larga di quella degli Ochsenmäu ler (vedi) usate in Germania nel sec. XVI.

BORZACCHINI ( dall'olandese Broseken = scarpette) Scarpe alte in uso in Italia nel sec. XIV.

BROCCATO Tessuto in seta a doppia trama e ordito e lavorazione in rilievo che può contenere anche fili in oro e argento.

BRODEQUINS Stivaletti con tomaia grigia in pelle di daino, velluto e seta in usati per passeggio in Francia e Italia nel sec. XIX.



CALC Sandalo anglosassone (sec. 5° - 9°) a strisce.

CALCAGNINI Pianelle(vedi) o pantofole(vedi) montate sopra un'altissima suola in legno o sughero talvolta decorata con pietre preziose dipinta o rivestita in cuoio e/o tessuto in uso aVenezia e poi in tutt'Italia a partire dal sec. XV.

CALCARIOS Gambali di cuoio o tessuto, forse anche muniti di piede, in uso a Venezia nel sec. XIII.

CALCEI Suole senza tacco, dello spessore di circa 5 mm., corredate da tomaie in pelle morbida che coprivano tutto il piede; dai lati delle suole partivano due larghe strisce che si incrociavano e venivano an nodate sul dorso del piede mentre altre strisce più sottili potevano partire dal tallone per avvolgersi sulla caviglia per circa 15 cm. e vi venivano annodate lasciandone pendere l 'estremità a volte decorate da fibbie d'avorio a mezzaluna; erano usate nell'antica Roma.

CALCEI RIPANDI Calcei (vedi) dalla punta rialzata.

CALCEI UNCINATI Idem

CALEGHÉRI In dialetto veneziano calzolai associati in corporazione.

CALCIAMENTA In latino volgare scarpe.

CALIGAE Scarpe dalla pesante suola senza tacco, chiodata con bullette, la cui tomaia era simile a quella dei Perones , ma senza aperture affibbiabili, come quella di un moderno stivaletto.
Sul bordo superiore, per aiutarsi a calzarle, erano praticate, davanti e dietro, due fessure a mezzaluna e, poichè erano fatte di cuoio molto spesso e quindi rigido, la punta era aperta onde evitare di ferire le dita con lo sfregamento.
Per assicurarle meglio al piede e per irrobustirle ulteriormente, la tomaia era attraversata da una serie di corregge ed era dotata di rinforzi alleggeriti da fessure nel tallone.
I lati della suola erano collegati da una striscia di pelle che passava sopra il dorso del piede, altre strisce più strette univano la tomaia con la suola verso la punta ed erano tenute distanziate da un'altra striscia trasversale posta all'altezza dell'apertura sulla punta stessa. Erano usate nell'antica Roma da militari fino al grado di centurione e da chiunque dovesse percorrere lunghe distanze su terreni accidentati.

CALIGAE SOLATAE Nome latino delle Calze solate (vedi).

CALZARI Nome generico dato a molte calzature antiche.

CALZATURE ALL'ALEMANNA Scarpe maschili strette al tallone e larghe in punta usate in Italia nel sec.XVI.

CALZATURE ALLA FRANCESE Idem come sopra.

CALZE SOLATE Sorta di calzamaglia munita di una protezione alla pianta del piede, sotto forma di suola in cuoio, che rendeva superfluo l'uso delle scarpe.

CAMPAGI Calzature militari romane in uso nel IV sec.d.C.

CANOTIGLIA Cilindretti forati in vetro o madreperla cucibili su pelli o tessuti a scopo decorativo.

CARBATINAE Scarpe in cuoio grezzo, adatte alla marcia in terreni difficili, usate soprattutto dai militari nell'antica Roma.

CHAUSSONS Modello di pantofole(vedi) usate in Francia nel sec. XVIII.

CIOCIE Calzature usate fin dall'antichità (vedi Udones) nel sud del Lazio costituite da suole rettangolari in cuoio assicurate ai piedi da strisce di pelle giranti intorno alla gamba fasciata da panno bianco per 13 volte.

ÇIZME Stivali turchi.

CLAVI CALIGARES Chiodi con i quali si assicurava la presa sul terreno alle suole delle Caligae (vedi).

COATLI Sandali aztechi con suola in cuoio o fibre vegetali intrecciate.

COCCINIGLIA (Coccus cacti) Insetto originario del Messico dal cui corpo si ricava in colorante rosso detto carminio.

CONCIA Trattamento effettuato sulle pelli animali allo scopo di impedirne la putrefazione e di mantenerne l'elasticità e/o la morbidezza; a seconda dei prodotti usati per effettuarla prende diversi nomi concia al cromo, all'allume, al tannino, all'olio.

CORDOVANO Pelle morbidissima di capra conciata al tannino.

CORIARII Gli appartenenti alla corporazione degli artigiani che si occupavano delle lavorazioni di cuoi e pelli nell'antica

COZEHUATL Sandali aztechi muniti di una sorta di gambale che arrivava a proteggere il ginocchio, usati dai guerrie

CRAKOW Nome attribuito in Inghilterra alla Poulaine a partire dal 1.367.

CREPIDAE Sandali d'origine greca adatti alla marcia su terreni accidentati usati nell'antica Roma.

CREPIDULAE Crepidae femminili.

CRINC Sandalo anglosassone (sec. 5° - 9°) a strisce.

CRINOLINA Gonna molto larga in tessuto rinforzato con crine, tenuta a distanza dal corpo da una gabbia metallica o da stecche di metallo o di ossa di balena.



DESCHETTO Banchetto da lavoro usato dai calzolai.



EMBADES Calzature dalla tomaia completamente chiusa simili a stivaletti usate da ambo i sessi e dagli attori comici in uso nell'antica Grecia.

ENDROMIDES Stivaletti alti alle caviglie legati con strisce di cuoio in uso nell'antica Grecia.

ENTENSCHNÄBELN Equivalente della scarpa a becco d'anitra (vedi) in tedesco.

ESCARPINS Nome francese delle pantofole (vedi) chiamate in Italia Scarpini (vedi).



GALLICA Modello di Carbatina originario della Gallia.

GETA Zoccoli giapponesi in legno con due supporti trasversali che li sollevano da terra e allacciatura con il sistema "a infradito"

GUADO (Isatis tinctoria) Pianta erbacea della famiglia delle crocifere dalle cui foglie e radici si estrae una sostanza colorante azzurr

GUARDOLO Listello di cuoio di cm. 60x3x2 che serve ad unire la tomaia alla suola.



HAUT DE CHAUSSES Nome francese delle Calze solate (vedi).

HEMMING Scarpa anglosassone (sec. 5° - 9°) fatta di un unico pezzo di pelle.

HOSIS Calzature longobarde aperte fin quasi all'alluce fissate al piede da lacci incrociati.



INDACO Colorante vegetale blu estratto da una pianta del genere indigofera.

INFRADITO Sistema di fissaggio al piede di una suola a mezzo di una striscia di pelle, tessuto o fibra passante tra l'alluce e le altre dita del piede.



KAPKAP Alti zoccoli in legno usati dalle donne turche o mediorientali rinchiuse un tempo negli harem il cui nome deriva dal suono che producevano a contatto con il marmo dei pavimenti.

KOILA UPODÉMATA Upodémata con suole anche chiodate e parti di tomaia che ricoprivano il tallone e i lati del piede e che erano tenute allacciate allo stesso da strisce di pelle incrociate, in uso nell'antica Grecia.

KOTHORNOI Calzature di derivazione orientale con spessa suola di cuoio e tomaia in pelle morbida, alte al polpaccio ed allacciate sul davanti della gamba con corregge rosse.
Furono introdotte da Eschilo nelle rappresentazioni del teatro tragico ed avevano una suola molto alta ispessita da strati di sughero e l'altezza, fino ad un decimo della statura, variava a seconda dell'importanza del personaggio che le indossava in modo che dei ed eroi apparissero più alti dei comuni mortali; erano in uso nell'antica Grecia.

KREPIDOI Vedi Sandali.



MEST Pedule in cuoio turche.

MOCASSINI Nome derivante dall'algonkino "Makisin" di calzature usate da entrambi i sessi tra le popolazioni indigene del nord America; erano confezionate con un unico pezzo di pelle di daino con il pelo volto all'interno; non avevano suola e, sulla tomaia, una cucitura longitudinale praticata con aghi d'osso o con spine, la percorreva dalla punta all'apertura.
Talvolta potevano anche essere fatti con due pezzi di pelle uniti da una striscia dello stesso materiale passante attraverso fori praticati sui bordi di giunzione che serviva anche come stringa; potevano essere decorati con aculei di porcospino,perline, riporti di pelliccia.

MUKLUK Stivali alti al ginocchio usati dagli Eschimesi stanziati sulle coste dell'Alaska; avevano la suola in pelle di foca, la tomaia in pelle di caribù e l'interno era foderato in montone.

MULLEI Erano Calcei (vedi) di colore rosso dalla suola molto spessa onde innalzare la statura di chi li indossava.



NINFIDES Calzature di colore bianco con decorazioni usate dalle spose nell'antica Grecia.

NONCHALANTES Pantofole (vedi) con tomaia finemente ricamata usate in Francia nel se. XIX.



OCREAE Stivaletti alti al polpaccio allacciati sul davanti a mezzo di stringhe incrociate.

ORICELLO Sostanza colorante rossa estratta da licheni del genere roccella.

OCHSENMÄULER Scarpe a muso di bue portate da ambo i sessi, con punta larga e arrotondata e tomaia in pelle, usate in Germania nel sec. XVI.



PANTOFLES À LA POULAINE Pantofole (vedi) con punta rialzata e tomaia rossa usate in Francia nel sec. XIX.

PANTOFOLE Calzature con tomaia in pelle o stoffa, a tacco basso o senza tacco, senza stringhe, comode e leggere si portano oggidì soprattutto in casa.

PAPUÇ Babbuccia turca.

PASMAK Stivaletto turco.

PATINS Altro nome francese delle Chopines (vedi).

PATITARI Categoria di calzolai veneziani associati in corporazione che facevano zoccoli.

PATITELLE Calzature in uso nel regno di Napoli e Sicilia nel sec. XIII.

PATITOS Zoccoli con tomaia in pelle di montone e suola alta usati anche per non rovinare e sporcare le Calze solate (vedi) con il fango delle strade non lastricate del sec. XII.

PERONES Scarpe dalla suola senza tacco con tomaie in pelle alte alla caviglia allacciate sul dorso del piede a mezzo di fibbie o stringhe in uso nell'antica Roma.

PIANELLE Pantofole (vedi) aperte nelle parte posteriore.

PIGACES Altro nome delle Poulaines (vedi).

PIGGAINS Nome attribuito in Inghilterra alle Poulaines a partire dal 1.450.

PIKES Nome attribuito in Inghilterra alle Poulaines a partire dal 1.450.

PORPORA Sostanza colorante estratta, in antico, da alcuni molluschi della famiglia dei Muricidi.

POULAINES Calzature con punta tanto lunga da rendere difficoltosa la deambulazione in uso in Europa a partire dal sec. IX.

PREBAT Pellame con pelo di bufalo proveniente dalla Tartaria ed usato in Turchia.



QUEBRACHO ( Nome derivato dallo spagnolo "Quibra acha, che rompe l'ascia"). Legno di piante americane di diverse famiglie usato per la concia e la tintura delle pelli.



RIEMPIESKOENE Calzature di cuoio a strisce usate dai Boeri.

RIFELING Scarpa anglosassone (sec. 5° - 9°) fatta di un unico pezzo di pelle.



SANDALIA (antica Grecia) Vedi sandali.

SANDALIA Pantofole (vedi) usate dal Papa nel sec. XII, generalmente con tomaia in seta.

SANDALI Calzature usate da ambo i sessi costituite da suole di cuoio, gomma, plastica o fibre intrecciate con tomaia in strisce di pelle o stoffa che li assicurano al piede.

SCARPE LOTO Calzature cinesi indossate dalle donne con il piede deformato e quindi di piccole dimensioni (10 - 12 cm. di lunghezza).

SCARPETTE À LA MAHONNAISE Modello di pantofole (vedi) usate in Francia nel sec. XVIII.

SCARPINI Pantofole (vedi) con tomaia in pelle molto sottile, raso o velluto, talvolta dorata o ornata di pietre semipreziose, perle canotiglia intagli e ricami, usate dalle dame veneziane del sec. XVI.

SCOH Vocabolo anglosassone (sec. 5° - 9°) dal significato generico di scarpa o di stivaletto alto alla caviglia o di pantofola.

SCULPONEAE Zoccoli con suola in legno usati da schiavi e proletari nell'antica Roma.

SOC Scarpa anglosassone (sec. 5° - 9°) dal nome di derivazione romana fatta di un unico pezzo di pelle.

SOCCHI Zoccoli con suola in legno o sughero in uso a Venezia nel sec. XII; quelli con la suola di sughero dovevano avere le tomaie in cordovano ( in virtù di una disposizione della corporazione dei caleghéri (vedi) mentre quelli con la suola in legno le potevano avere in pelle di montone.

SOCCI Pedule in feltro colorato, portate prevalentemente in casa, ma anche dagli attori comici, nell'antica Roma.

SOLARII categoria speciale di calzolai veneziani, associati in corporazione, che facevano esclusivamente suole per scarpe e calze solate.

SOLEAE Primitivi calzari costituiti da suole di cuoio allacciate alla gamba con corregge in pelle in uso nell'antica Roma

SOMMACCO (Rhus coriaria) (dall'arabo Summaq) Arbusto della famiglia delle anacardiacee le cui foglie ricche di tannino, sono usate nella concia delle pelli.

SOPEI Altro nome degli Zoppieggi .

SOULIERS À PONT Scarpe con il tacco la cui moda fu lanciata da Cateria de' Medici (1.519 - 1.589) che essendo di bassa statura, le indossò per la prima volta con l'abito di nozze in occasi ne del suo matrimonio con il futuro re di Francia Enrico II; il tacco era in legno e la tomaia in pelle o broccato.

STAEPPESCOH Scarpa anglosassone a pantofola (sec. 5° - 9°) di pelle non conciata, alta alla caviglia.

STIVALLOS Stivali alti al polpaccio con suola in legno in uso a Venezia nel sec. XIII.

SWIFTLERE Scarpa anglosassone a pantofola (sec. 5° - 9°) di pelle non conciata, alta alla caviglia.




TACCHI LUIGI Tacchi larghi alla base e rientranti in uso in Francia dall'epoca di Luigi XV ( 1.710 -1.774) e poi diffusi in tutto il mondo.

TACCHI ROSSI Erano usati dai nobili francesi come segno distintivo del loro stato a partire dal sec. XVII, in Italia erano usati anche dalla borghesia.

TAKAASHIDA Zoccoli giapponesi molto alti usati per non sporcare le vesti nel sudiciume delle strade.

TALONS ROUGES Vedi tacchi rossi.

TANNINI Sostanze chimiche d'origine vegetale estratte dal legno di castagno, quercia, quebracho e dalle noci di galla, ma anche sintetiche usate per la concia delle pelli.

TERLIK Pedule turche in marocchino.

TRAMEZZA E' la parte portante della scarpa compresa tra la suola vera e propria e la soletta; è unita alla tomaia per mezzo del guàrdolo.
TRINCETTO Attrezzo in acciaio di varie forme usato dai calzolai per tagliare il cuoio.

TUBRUGOS Uose longobarde in lana portate in abbinamento con le Hosis (vedi) per cavalcare.



UDONES Suole rettangolari munite di lunghe cinghie di cuoio che le assicuravano ai polpacci protetti da pezze di lana e/o pelli d'ovino.

UPODÉMATA Calzature in uso nell'antica Grecia consistenti in suole di cuoio o legno assicurate al piede da corregge in pelle.

URINAE Sandali femminili romani in pelle bovina.

USATTI Specie di stivali con tomaia in cuoio o tessuto usati in Italia nel medioevo.



VACCHETTA Pelle bovina conciata al tannino (vedi).

VENEZ Y VOIR Tacchi decorati e/o intagliati in uso in Francia nel sec. XVIII.



WARAJI Sandali giapponesi in paglia



YUCCA Pianta dell'America centrale e meridionale della famiglia delle gigliacee dalla quale si estrae una fibra tessile.



ZANCHE Stivaletti o scarpe in uso a Roma nel tardo impero (V - VI sec.)

ZANGHE Zoccoli con suola in legno o sughero usati a Venezia nel sec. XII; quelli con la suola in sughero dovevano avere la tomaia in cordovano (vedi), in virtù di una disposizione della corporazione dei Caleghéri (vedi), quelli con la suola in legno la potevano avere in pelle di montone.

ZAVATÉRI Nome in dialetto veneziano dei ciabattini (associati in corporazione).

ZIBETTE Pianelle (vedi) con suola in cuoio o sughero e tomaia in pelle, broccato o velluto usate nel ducato di Milano nel sec. XV.

ZIGRINO Cuoio granito prodotto con pelle di capra usato soprattutto nelle rilegature di libri.

ZOCCOLI Modello di Zoppieggi (vedi) usato solo in Italia nel sec. XVII; avevano, sotto la suola, due pilastri di ca 20 cm. che rendevano quasi impossibile la deambulazione tanto che le dame che li indossavano dovevano aiutarsi con due bastoni.

ZOCCOLO DI MUCCA Nome spregiativo dato agli Zoppieggi (vedi).

ZOPPELLI Altro nome dei Patitos (vedi).

ZOPPIEGGI Pianelle o Pantofole montate sopra un'altissima suola in legno o sughero, talvolta decorate con pietre dure, dipinte o rivestite in pelle e/o tessuto in uso a Venezia e poi in tutta Europa a partire dal sec. XV.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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