Pregar, preghiera

Pregar, preghiera

Messaggioda Berto » ven mar 03, 2017 9:52 am

Pregar, preghiera
viewtopic.php?f=44&t=2504


Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... entali.jpg


http://it.wikipedia.org/wiki/Preghiera

(Novalis, Fragmente und Studien, 1799-1800, Nr. 125, III 573)

(DE)

« Beten ist in der Religion, was Denken in der Philosophie ist. [...] Der religiöse Sinn betet, wie das Denkorgan denkt. »

(IT)

« Il pregare è nella religione ciò che è il pensiero nella filosofia. [...] Il senso religioso prega come l'organo del pensiero pensa. »
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Pregar, preghiera

Messaggioda Berto » ven mar 03, 2017 9:54 am

El pregar

La preghiera o el pregar no lè nasesto rento ła storia de ła Bibla (come ca łi conta ki soto) ma rento ła storia de l’Omo (come ca łi conta pi soto ancora):

L'origine biblica della preghiera: il lamento
http://www.utopia.it/allegati/13_preghiera.htm
L'evoluzione della preghiera
- È nata come lamento: rabbia e dolore nell'intimo
- Si è aggiunta la funzione della supplica: richiesta per ottenere
- Infine, dialogo in absentia: conversare con se stessi (figurandosi Dio)


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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... egar-2.jpg


Filosofia e spiritualità: articoli di approfondimento.
http://www.ieau.it/html/lapreghiera.html
È un uomo solo, quello che percorre le foreste e i deserti dell’alba dei tempi.
Un uomo circondato da una natura terribile, che lo sovrasta e lo terrorizza di continuo.
Egli è profondamente solo: solo con le sue paure, solo con i suoi dubbi, solo con le sue domande.
Egli non sa neppure chi è, non sa perché è lì a subire tutto quello, e non sa neanche dove andrà a finire, alla fine di tutto.
Deve solo sopravvivere, puntando all’alba del giorno dopo, quando potrà dire a se stesso di aver superato un’altra notte di paura.
Quell’uomo non ha nient’altro che un cielo sopra la testa; un cielo in cui splende un sole caldo, “solo” anch’esso, proprio come lui.
Un sole che, per dare la vita, consuma se stesso.
Alzando gli occhi al cielo, quell’uomo prova un senso di sollievo, come se là, in strani luoghi nascosti dalle nubi, abitasse il padre che egli non ha mai conosciuto.
Come se là, nell’azzurro più profondo, egli sentisse di poter tornare a casa.
L’uomo leva le braccia, cade in ginocchio, e lancia un’invocazione.
È un grido di dolore, una domanda muta e, nello stesso tempo, una richiesta e una dichiarazione.
È tutte queste cose insieme, lanciate nello spazio dell’esistenza di quell’uomo: la sua prima preghiera.



???
La parola del papa Benedetto XVI - Udienza generale del 4 maggio 2011
La preghiera ci mette in rapporto con il mistero di Dio e il suo disegno di amore
di Antonio Colasanto
http://www.collevalenza.it/Riviste/2011 ... 611_02.htm

L’uomo di tutti i tempi – ha osservato il Papa – prega perchè non può fare a meno di chiedersi quale sia il senso della sua esistenza, che rimane oscuro e sconfortante, se non viene messo in rapporto con il mistero di Dio e del suo disegno sul mondo.
La vita umana è un intreccio di bene e male, di sofferenza immeritata e di gioia e bellezza, che spontaneamente e irresistibilmente ci spinge a chiedere a Dio quella luce e quella forza interiori che ci soccorrano sulla terra e dischiudano una speranza che vada oltre i confini della morte.
...
In ogni preghiera, infatti, si esprime sempre la verità della creatura umana, che da una parte sperimenta debolezza e indigenza, e perciò chiede aiuto al Cielo, e dall’altra è dotata di una straordinaria dignità, perché, preparandosi ad accogliere la Rivelazione divina, si scopre capace di entrare in comunione con Dio.
Cari amici, in questi esempi di preghiere delle diverse epoche e civiltà emerge la consapevolezza che l’essere umano ha della sua condizione di creatura e della sua dipendenza da un Altro a lui superiore e fonte di ogni bene.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Pregar, preghiera

Messaggioda Berto » ven mar 03, 2017 9:55 am

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Re: Pregar, preghiera

Messaggioda Berto » ven mar 03, 2017 9:56 am

Preghiere veneteghe

Bronxeti da ono de łi santoari veneteghi de Este:

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... netega.jpg


Ła pi łonga eiscrision venetega (catà a Este)
viewtopic.php?f=84&t=918
https://picasaweb.google.com/pilpotis/V ... aIscrision
https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... h3bXc/edit


???

5) |preker eś d|----(--)| moltevebos eipoi krivinea: | : dia| ... (diaritorbos ?)
6) |s doti ke lud|----(-)|/-(-)nita|/--(-)|ok—kermen ośon mol| ... (moltevebos ?)


cfr. co

pregar e sprechen/sprecan ...

http://www.etimo.it/?term=pregare
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http://www.etimo.it/?term=prece
Immagine
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http://www.etimo.it/?term=precetto
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Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... ar-528.jpg

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... en-693.jpg



Lengoa, łenga, langue, lecar, ciuciar, suggere, Zunge, tongue , parlar, pregar, eloquio, dir, sermo, verna, word, mot, sigar, saràka, oro-orasion-oracoło, ... diałeto, ...
viewtopic.php?f=44&t=1570


Immagine


dire,
v. tr. ‘proferire, enunciare’ (1211, Libro conti 92), ‘recitare’ (av. 1342, D. Cavalca), ‘narrare, raccontare’ (av. 1294, B. Latini),
intr. impers. ‘correr voce, esser fama’ (av. 1292, B. Giamboni),
s. m. ‘atto e modo del dire’ (inizio sec. XIII, Odo delle Colonne).
Lat. dicere (d'orig. indeur.), in orig. ‘mostrare’, quindi ‘far conoscere per mezzo della parola, dire’, usato dapprima in contesti solenni, religiosi e tecnici.



Ła pì longa eiscrision en łengoa venetega catà a Este
viewtopic.php?f=84&t=918

dekomei

4) |imer kedat—(-)|-|-utei dekomei diei kvan venev|?|is pai verokenon/


cfr. co:

http://www.etimo.it/?term=dire
Immagine
Immagine



???
http://www.etimo.it/?term=dieci
Immagine

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... to-384.jpg


???
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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... us-382.jpg
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Re: Pregar, preghiera

Messaggioda Berto » ven mar 03, 2017 10:00 am

Preghiere de l'omo e comande divine
viewtopic.php?f=24&t=483


Le comande de Maat

http://it.cathopedia.org/wiki/Maat

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Re: Pregar, preghiera

Messaggioda Berto » ven mar 03, 2017 10:02 am

Preghiere e orasion ente ƚa ƚengoa veneta
viewtopic.php?f=28&t=1179

Ke i Santi del Çeło łi te tegna de ocio
e kel to Anxoło el te custodisa dal bon ła note e 'l dì;
ke ła Madona ła te couerxa co łe ałe del so xendałe
e kel nostro Pare Çełeste el diga ben de ti el te bendiga!
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Re: Pregar, preghiera

Messaggioda Berto » ven mar 03, 2017 10:04 am

Preghiere xlameghe (islamiche) contro i non islamici

viewtopic.php?f=188&t=2502

Preghiere che insultano, ingiuriano offendono tutti i non islamici diversamente religiosi;
chiare espressioni del razzismo proprio del nazismo maomettano o Islam con la sua "pura razza dell'umma mussulmana".

Preghiere buone e preghiere cattive, il pregare non è tutto e sempre uguale, specialmente quando serve a discriminare gli altri e quando è rivolto a un idolo.
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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... -akbar.jpg

Il pregare idolatra, ideologico e militarizzato dei mussulmani
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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... lamego.jpg
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Re: Pregar, preghiera

Messaggioda Berto » ven mar 03, 2017 10:19 am

Lagnanse de morte - Il lamento funebre

Saràca e saràca
Bastieme, sacramenti, raxie, ostie, ostiar/ostionar, ostreghe, sarake, porki, straèke....
viewtopic.php?f=44&t=77


Ente l'arabo moderno a ghè:
arakh = sigàr, gridare
urâkh = sigo, grido


acadego: sarahu


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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... -ragio.jpg

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... us-543.jpg

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... emeran.jpg

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... na-265.jpg



http://it.wikipedia.org/wiki/Lamentazione
La lamentazione o lamento è una forma musicale o poetica che esprime dolore, dispiacere o lutto. Molti dei poemi più antichi sono delle lamentazioni e fra le più famose si ricordano le Lamentazioni di Geremia tratte dal Libro delle Lamentazioni facente parte della Bibbia e più precisamente dell'Antico testamento. Lamentazioni sono anche contenute sia nell'Iliade che nell'Odissea di Omero, ma anche nel Veda Indù ed in alcuni testi antichi della Mesopotamia come i Lamenti di Ur o gli ebraici Tanakh.

http://it.wikipedia.org/wiki/Libro_delle_Lamentazioni
http://www.verbumweb.net/it/bibbia/Lamentazioni.pdf


http://en.wikipedia.org/wiki/Lament

http://en.wikipedia.org/wiki/Lament_for_Ur
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/c ... 3h9137.jpg


http://www.etimo.it/?term=lamento
Immagine



Immagine

lamento,
s. m. ‘voce o grido esprimente dolore o pianto’ (av. 1294, Guittone), ‘pianto per la morte di qc.’ (av. 1348, G. Villani), ‘lagnanza, rimostranza’ (av. 1347, Bartolomeo da San Concordio).
...
Lat. lamentu(m), di orig. oscura, anche se spesso si fa notare la presenza della radice *la- (che ritroveremo in latrare) con l'attribuito senso di ‘gridare’. Ne sono der. lamentari e lamentare – attest. tardivamente in questa forma (ID XXXIV, 1971, 236) –, lamentatione(m), lamentabile(m) e il tardo lamentosu(m). Gli altri der. sono di altra provenienza: lamentanza, come mostra il suff. usato ed abusato nei primi secoli, rappresenta il lamentance del fr. ant.; lamentèla è da lamento col suff. -ela di cautela, tutela, querela, e lamentìo, sost. verb. da lamentare con suff. ints.


Lamento ente xvare lengoe:

spagnolo, portoghexe, tajan, veneto lamento
fransoxo lamentation
basco e catalan e angrexe e maltexe e polàco lament
rumeno lamenta

albanexe vajtoj
turco ağıt

bieloruso наракаць
bulgaro елегия
ruso сетовать
serbo јадиковање
ceco nářek
xlovàco nárek
croato e xloen naricati
todesco klage
danexe klage
xvedexe klagan
finlandexe valittaa
letone vaimanāt
galexe galarnad
irlandexe caoineadh
ixlandexe kveina
latino plangendum
lituan rauda
maçdone ламент
malexe merungut
norvejexe klagesang
olandexe klaaglied
axero ağlamaq
xwaili kuomboleza
ucraino нарікати
ongarexe panaszkodik
vietnamita than van
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Re: Pregar, preghiera

Messaggioda Berto » ven mar 03, 2017 10:48 am

Anticamente si pregava come i nostri avi venetici, in piedi e con le braccia e le mani aperte e non con le mani giunte e in ginocchio:


La femena de Caldevigo: orante, dea, shamana/sacerdòta (sacerdòsa, sacèrsa o saçerdotesa) ?
viewtopic.php?f=171&t=1498

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... 180261.jpg

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... e-Este.jpg



L'usanza cristiana di pregare con le mani giunte risale al Medioevo e deriva dalla cerimonia dell'omaggio feudale.
https://it.wikipedia.org/wiki/Preghiera

L'uomo che si disponeva all'omaggio congiungeva le mani e le poneva unite fra quelle del suo signore per diventare suo vassallo. La forma dell'omaggio vassallatico influenzò anche il culto cristiano e il modo di pregare Dio che divenne il signore di cui invocare la protezione. Chi pregava cominciò a farlo a mani giunte non più con le braccia aperte rivolte verso il cielo. Diventò così un gesto di sottomissione assoluta al proprio superiore.


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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... egar-1.jpg



Il massimo della sottomissione e della schiavitù umana e dell'annullamento personale sta nella prostrazione:

Il pregare idolatra, ideologico e militarizzato dei mussulmani
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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... lamego.jpg
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Re: Pregar, preghiera

Messaggioda Berto » ven mar 03, 2017 12:55 pm

Anche adorare vuol dire pregare, invocare, supplicare (lodando e magnificando, vedasi: "cantare le lodi" "indorare la pillola")

https://it.wikipedia.org/wiki/Adorazione
Per adorazione si intende solitamente, in ambito religioso, l'atto di pregare, magnificare, lodare, omaggiare, esprimere devozione nei confronti di un'entità soprannaturale e trascendente, solitamente una divinità. Rappresenta il "cuore" di qualsiasi culto, trattandosi di un elemento fondamentale comune a tutte le religioni del mondo.

http://www.etimo.it/?term=adorare
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http://www.etimo.it/?term=orazione
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http://www.etimo.it/?term=orare
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???
http://www.treccani.it/vocabolario/indorare
indorare v. tr. [comp. di in-1 e dorare] (io indòro, ecc.). – 1. Meno com. di dorare nel senso proprio di rivestire di uno strato continuo d’oro o di fregi d’oro: i. una cornice, il dorso di un libro; più usato in senso fig., e spec. nella locuz. indorare (più raro inzuccherare) la pillola, cercare di attenuare con parole gentili o in altro modo un dispiacere, l’impressione di una cattiva notizia o di un fatto comunque svantaggioso (l’espressione deriva dal trattamento cui sono talora sottoposte, in farmacia, le pillole per renderle più gradevoli): lo hanno trasferito in provincia e per indorargli la pillola lo hanno fatto commendatore. 2. estens. Preparare la frittura passando la carne, il pesce, la verdura in rosso d’uovo frullato. 3. poet. Rendere di colore simile all’oro: il sole nascente indorava le cime dei monti. Nell’intr. pron., assumere una tinta dorata: S’indorava la notte al divin lume (T. Tasso). Part. pass. indorato, anche come agg.: L’else indorate e gl’indorati sproni (Ariosto); carne indorata, impanata e fritta (ma è più com. dorata).


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oro, as, avi, atum, are, 1 tr.
1 parlare, dire; perorare, difendere;
2 pregare (assol., col doppio acc., con l'acc. della cosa, con l'acc. della persona, con ut o ne e il cong., col solo cong., con l'inf., con l'acc. e l'inf., con ab e l'abl., con cum e l'abl., con pro e l'abl.);
3 in posizione parentetica (oro te).

1 in gener., parlare, dire; in partic., pronunciare un'arringa, perorare, difendere: bonum aequomque oras, dici una cosa buona e giusta (cioè, fai un'osservazione giustissima), PL. Most. 682; talibus orabat Iuno, così parlava Giunone, VERG. Aen. 10, 96; complecti orando, abbracciare col discorso, CIC.; ars orandi, l'oratoria, QUINT.; orandi scientia, orandi studium, QUINT.; orantis vox, la voce dell'oratore, QUINT.; ex tempore orandi facultas, capacità di improvvisare un discorso, QUINT. 11, 1, 1; orandi validus, oratore valente, TAC. Ann. 4, 21, 3; orandi nescius, inesperto di oratoria, TAC.; causam orare, perorare una causa, TER., CIC., LIV. (VERG. Aen. 6, 849 causas o.); orare litem, difendere una lite, CIC.; causam dixit et ipse pro se oravit, pronunciò egli stesso la propria difesa, LIV. 39, 40, 12; matronis ipsis quae raptae erant orantibus, per intercessione delle donne stesse che erano state rapite, CIC. Rep. 2, 7, 13; part. sost. orantes, gli oratori, TAC. Dial. 6, 5;

2 pregare, supplicare, chiedere, implorare; assol., col doppio acc. (pers. e cosa), col solo acc. della cosa o della pers., e con ut o ne e il cong.; meno frequent. col solo cong., con l'inf. o l'acc. e l'inf., con ab e l'abl., con cum e l'abl., con pro e l'abl.; assol.: venit ipsus ultro lacrimans orans obsecrans, va spontaneamente (dalla mamma della ragazza) piangendo, pregando, scongiurando, TER. Ad. 472; sed modus orandi qui sit (quale sia la maniera di pregare) prius ordine dicam, VERG. Georg. 4, 537; col doppio acc.: age siquid te maius oret?, via, e se ti domandasse qualche cosa di più grave?, TER. Ad. 941; illud te ad extremum et oro et hortor, ut..., di questo da ultimo ti prego e consiglio, che..., CIC. ad Q. fr. 1, 1, 16, 46; auxilia regem orabant, chiedevano aiuti al re, LIV.; orare aliquem libertatem, SUET. Vesp. 16, 3; con l'acc. della cosa: optumum atque aequissumum orat, egli fa una richiesta giusta e sacrosanta, PL. Men. 1147; orabo gnato uxorem, chiederò la moglie per mio
figlio, TER. Andr. 3, 2, 48; legati Romam missi auxilium ad bellum orantes (a chiedere aiuto per la guerra), LIV. 21, 6, 2; veniam dapibus nullisque paratibus (dat.) orant, chiedono scusa per i cibi e per l'assenza di lusso, OV. Met. 8, 683; opem rebus affectis orare, invocare soccorso per la situazione difficile, LIV.; con l'acc. della pers.: me orat mulier, ENN.; virginem orare, ANDR.; pass.: per divos oratus uterque Penates, voi entrambi scongiurati per i santi Penati, HOR. Sat. 2, 3, 176; con ut o ne e il cong.: gnatam ut det oro, lo prego di concedere sua figlia, TER.; rogat oratque te... ut, ti prega caldamente che..., CIC.; orat multis et supplicibus verbis ut..., prega con molte e supplichevoli parole che..., CIC.; orat ut sibi parcat, prega di perdonargli, CAES.; morte me ut vindices ab Romanorum arbitrio oro obtestorque, ti prego e scongiuro di sottrarmi colla morte (uccidendomi, cioè) al potere dei R., LIV. 30, 12, 16; rogat eos atque orat ne oppugnent filium (di non osteggiare il figlio), CIC. Verr. 3, 96; ipse Caesar oratus etiam ab Artorio medico ne in castris remaneret, VELL. 2, 70, 1; col solo cong.: orant ignoscamus peccatum suom, ci pregano di perdonare la loro colpa, PL. Amph. 105; idque sinas oro, ti prego di concedere questo, OV.; con l'inf.: a me illos abducere Thestylis orat, T. chiede di potermeli portar via, VERG. Buc. 2, 43; Nisus et... Euryalus... admittier (= admitti) orant, N. e E. chiedono di essere ammessi alla loro presenza, VERG. Aen. 9, 231; nam principem orabat deligere senatores (di designare dei senatori), TAC. Ann. 6, 2; (sententiam) qua oraretur Claudius despondere Octaviam Domitio, con cui Cl. venga supplicato di consentire il matrimonio di Ottavia con D., TAC. Ann. 12, 9; con l'acc. e l'inf.: Aegypti praefecturam concedi sibi (che gli fosse concesso il governo dell'Egitto) oraret, SUET. Nero 47, 2; con ab e l'abl. della pers. e ut o ne e il cong.: hoc me orare a vobis iussit Iuppiter ut..., questo Giove mi comandò di
chiedervi, che..., PL. Amph. 64; petivit oravitque a suis amicissimis impense ut Aeneida... adolerent, supplicò vivamente i suoi intimi di bruciare l'Eneide, GELL. 17, 10, 7; con cum e l'abl. della pers.: tecum oro et quaeso... ut ei detur, ti prego vivamente di far consegnare a colui, PL. Curc. 432; oravi tecum uxorem ut duceres, ti ho pregato di prender moglie, TER. Hec. 686; con pro e l'abl.: tu pro illa ores ut sit propitius, prega per lei, che (il dio) le sia favorevole, PL. As. 783; pro civibus orare, IUST.; spesso oro è unito ad altro verbo: rogo atque (et) oro, prego vivamente, CIC.; oro et obtestor, CIC. (obtestorque, LIV.); oro atque obsecro, CAES. (oro obsecro, PL., TER.); precor atque oro, LIV. ecc.;
3 in posizione parentetica, oro te, CIC., SEN., HOR., oro vos, LIV., ti prego, vi prego o chiedo, per favore, di grazia (cfr. quaeso), come formula di cortesia specie per attenuare un imperativo: dic, oro te, clarius, parla, ti prego, più chiaramente, CIC. Att. 4, 8, 1; Lydia, dic, per omnes te deos oro, HOR. Carm. 1, 8, 2; ne illa quidem, oro vos (di grazia), movent?, LIV. 5, 5, 1; anche semplic. oro: absiste inceptis, oro, SIL. 11, 334.
• Orassis = oraveris, PL. Ep. 728
[cf. gr. ará].







Oro benon
viewtopic.php?f=34&t=56

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... s-orio.jpg
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