Ai, ahi, aio, aia, aiu, (?aiare, aiuto, agiutare, aiutare?)

Ai, ahi, aio, aia, aiu, (?aiare, aiuto, agiutare, aiutare?)

Messaggioda Berto » dom feb 22, 2015 11:07 am

Ai, ahi, aio, aia, ai ai, aiu, ... (???aiare, aiuto, aiutare, agiutare, agio, agiare???)
viewtopic.php?f=44&t=1423

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... are-20.jpg


ahi o ai inter.
http://dizionari.corriere.it/dizionario ... /ahi.shtml

1 Si usa per esprimere dolore fisico o spirituale, contrarietà, preoccupazione, indignazione: ahi, che male!
2 Con lo stesso significato, si può combinare con i pronomi personali me (ahimè) e noi (ahinoi), e più raramente, prevalentemente con valore scherz., con quelli delle altre persone
3 Viene ripetuto, in canti molto ritmati: Ahi! ahi! siam messicani!
• Anche in funzione di s.m. inv.: non dire né ahi né ohi
• sec. XIII


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ahi,
inter. che esprime dolore fisico o morale (av. 1294, B. Latini).
Vc. onomat.


Anca i greghi łi dixea e łi dixe ai, ai ai, aiha ke mal! Ke łi gapie copià da naltri! O naltri da luri? O ła xe na vecia paroła de l'omo pristorego?

Apoło e Jaçinto

http://it.wikipedia.org/wiki/Apollo_(divinit%C3%A0)

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... inthos.gif

Uno dei miti più conosciuti riferiti al dio è quello della sua triste storia d'amore con il principe spartano Giacinto, mito narrato, fra gli altri, da Ovidio nelle sue Metamorfosi. I due si amavano profondamente, quando un giorno, mentre si stavano allenando nel lancio del disco, il giovane venne colpito alla testa dall'attrezzo lanciato da Apollo, spintogli contro da Zefiro, geloso dell'affetto tra i due. Ferito a morte, Giacinto non poté che accasciarsi tra le braccia del compagno che, impotente, lo trasformò nel rosso fiore che porta il suo nome, e con le sue lacrime tracciò sui suoi petali le lettere άί (ai), che in greco è un'esclamazione di dolore. Da ricordare che in questo mito viene svelata, nuovamente, la perfida personalità che talvolta riemerge dall'animo del Dio. Infatti, saputo che Tamiri, un altro pretendente alla compagnia di Giacinto (per inciso fu il primo uomo a innamorarsi di un individuo del suo stesso sesso) reputava di superare le muse nelle loro arti, il Dio, con estremo piacere andò dalle sue allieve per riferire tali parole. Le muse allora, privarono il povero Tamiri, reo di presunzione, della vista, della voce e della memoria.

Coki, cocaria, veła, gay e altre stranbarie
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Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Ai, ahi, aio, aia, aiu, (?aiare, aiuto, agiutare, aiutar

Messaggioda Berto » dom feb 22, 2015 11:18 am

.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Ai, ahi, aio, aia, aiu, (?aiare, aiuto, agiutare, aiutar

Messaggioda Berto » dom feb 22, 2015 11:20 am

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aiutare,
v. tr. ‘dare aiuto, porgere ad altri la propria opera’ (av. 1292, B. Giamboni),
rifl. ‘ingegnarsi, sforzarsi’ (1293-94, Dante).
Derivati:
aiutante,
agg. ‘che aiuta’ (fine sec. XIV, S. Agostino volgar.),
s. m. ‘chi aiuta o assiste qualcuno nello svolgimento di un lavoro’ (1671, P. Segneri), “nell'arte militare è un ufficiale dell'armata, di cui è officio l'assistere al maggiore, e di fare tutto ciò che a lui spetta in di lui assenza; aiutante di campo è un uffiziale che serve ai generali d'un esercito a portare i di lui ordini, ovunque richiegga il bisogno” (1797, D'Alb.),
aiuto,
s. m. ‘opera prestata in favore di chi si trova in stato di pericolo o di bisogno’ (av. 1249, Pier della Vigna), ‘persona che coadiuva in un lavoro o in un ufficio’ (1577, Bandi toscani: Rez.),
inter. ‘invocazione di soccorso’ (1348-53, G. Boccaccio).
Lat. adiutare, ints. di adiuvare, comp. di ad- raff. ed iuvare ‘giovare’. Aiuto è il lat. tardo adiutu(m), part. pass. sost. di adiuvare ‘aiutare’. V. LEI I 733-734, 734 (adiutor) e 738 (adiutorum).

aita,
s. f. ‘aiuto’ (inizio sec. XIII, Giacomino Pugliese; aito: 1437-38, L. B. Alberti).
Dev. di aitàre, ‘aiutare’ (attest. dal sec. XIII, Novellino), che è il provz. aidar ‘aiutare’. Ma forse è preferibile la proposta di Fassò 196, il quale supera la difficoltà della presenza della t, ricorrendo all'ipotesi di “una formazione del tutto indigena, da aiutare con caduta dell'intertonica”.
aitante,
agg. ‘robusto, gagliardo’ (fine sec. XIII, Tesoro volgar.).
Part. pr. di aitàre (V. aìta).


http://www.etimo.it/?term=aitare
Immagine

http://www.etimo.it/?term=aitante
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http://www.etimo.it/?term=aiutare
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Agio

http://www.etimo.it/?term=agio
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Re: Ai, ahi, aio, aia, aiu, (?aiare, aiuto, agiutare, aiutar

Messaggioda Berto » mer set 09, 2015 7:36 am

Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Ai, ahi, aio, aia, aiu, (?aiare, aiuto, agiutare, aiutar

Messaggioda Berto » mer set 09, 2015 7:41 am

Dixonaro "aiar" # tradur "aiar"

http://xref.w3dictionary.org/index.php?fl=it&id=21943

afrikaans help
gallese helpu
danese hjælpe
tedesco helfen
inglese help out
islandese hjálpa út
olandese helpen
norvegese hjelpe
svedese hjälpa till
swahili msaada wa nje


bielorusso дапамагчы
bulgaro помогнете
russo помочь
ucraino допомогти
serbo помоћи


italiano aiutare
galiziano axudar a
catalano ajudar
spagnolo ayudar
francese aider
estone aitab
finlandese auttaa
portoghese ajudar a
rumeno ajutor

irlandese cabhair a

lettone izpalīdzēt
lituano padėti

ceco vypomoci
croato pomoći
polacco pomóc
sloveno pomoč
slovacco vypomôcť


greco βοηθήσει

turco yardım
ungherese segíteni
indonesiano membantu
malese membantu

maltese jgħinu out
albanese ndihmoj

yiddish הילף זיך
ebraico להושיט עזרה

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vietnamita giúp đỡ

cinese (cina) 帮助
cinese (taiwan) 幫忙
thai ช่วยออก
giapponese を支援する
coreano 도와
hindi मदद

arabo مساعدة
persiano کمک کردن
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Re: Ai, ahi, aio, aia, aiu, (?aiare, aiuto, agiutare, aiutar

Messaggioda Berto » mer set 09, 2015 7:43 am

Help

Cfr. co:

Ei/ehi, eilà/ehilà, hello, eia eia alalà, Heil, ...
viewtopic.php?f=44&t=1219
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Re: Ai, ahi, aio, aia... Fàrghene àjo

Messaggioda Sixara » mer set 09, 2015 8:35 am

A ghè on modo de dire ( pì da le parte toe ke mie) ke l dixe : fàrghene àjo, ca vòe dire ' conbinarghene de tuti i colori ', ma anca far caxìn, salti, capriole de i putìni, scalmanarse zugando, corendo...
Mi penso ke l àjo n costion lè da intendarse come àjo , àjo-àjo - la pianta de l àjo e nò l àjo/aiuto, però a ne son sicura ke no lè n espresion de le me parte. Posìbile? :?
Parké a ghemo on m.d.d. ke l fà : vegnere su cofà l'àjo, ke l se ghe dixe propio de i putìni ca crése ben.
La pararìa propio alto-vixentina o via par de là ke Meneghèlo el ghe ne parla tel so Maredè, maredè..., p.36 :

"Si, schiamazzare, far chiasso, impazzare, farne di tutti i colori ( ma per divertimento, e in assoluto, non a ' qualcuno ' che potrebbe avere un'intonazione malevola); scatenarsi nel far festa, saltabeccare, piroettare, scalmanarsi..."

El dixe ke lè roba da putìni, ca fà i putìni :
"C'erano anche le bambine baccanti ... Non gridavamo AIO! AIO!, una specie di EUHOE'! come invasate, invasati?"

Dognimodo, a ne ghe entra gnente l àjo cofà 'aiuto', ga da èsare naltra roba, tipo on riferimento a dan'ze dionixiake, na roba cusì.
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Re: Ai, ahi, aio, aia, aiu, (?aiare, aiuto, agiutare, aiutar

Messaggioda Berto » mer set 09, 2015 6:55 pm

Faghene de ajo = faghene tante con comodo

Ajo = aggio e agio ?
http://www.etimo.it/?term=aggio
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http://www.etimo.it/?term=agio
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http://www.etimo.it/?term=agiare
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Re: Ai, ahi, aio, aia, aiu, (?aiare, aiuto, agiutare, aiutar

Messaggioda Sixara » gio set 10, 2015 8:01 pm

El greco AISIOS propizio, opportuno : a mi me se ferma l òcio so kel significà lì.
Senpre n riferimento a kel toketo de Meneghèlo, el scrive :

Ci volevano due attanti e bastavano appena, meglio tre o più per fàrghene aio che vuol dire bacchari : l'aio in fieri sfavillava, su tavolati cuarei scartossi, con vibranti pali e lunghe corde della lissia, e moieche del legno pallido, scapriole, boresso, e mortalissimi salti...

E dopo el continua co cueo ca go zà scrito sora : Si, schiamazzare, far chiasso ... e viandare.
E dopo el dixe :

Sì, ma fàrghene aio comunica altro da questo, cose più bizzarre e più intense, uno stato di eccitazione non lontano dai trasporti dionisiaci.

Insoma : attanti, bacchari, trasporti dionisiaci, bambine baccanti...
bacajàre còsa vol dire? fare bacàn...
no iè robe ca se fà con agio ma co l agita'zion.

Da naltra parte el scrive ke Aiuto!

oltre che voler dire iùteme! iutème!, può essere un grido ( allegro ) di allarme, qualcosa come " è incredibile!", " se è così, siamo nei guai!" " com'è divertente!" e nei giochi dei bambini equivale spesso a una vanteria : " Guardate! Guardate com'è rischioso e interessante quello che faccio!".

Me opà el dixea : àjo par dire... 'tento ca ghè calcòsa ke no và ( te sta situa'zion cuà). Nol jera on senplice zontarghe -o- a kel ài-... a dirìa de nò, ma no sò spiegarlo. On misto de 'allarme' e 'avvertimento'. On stare in scolta, 'allerta'.
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