Il razzismo, le colpe e le responsabilità degli ebrei ???

Il razzismo, le colpe e le responsabilità degli ebrei ???

Messaggioda Berto » mar gen 28, 2014 9:23 am

Il razzismo, le colpe e le responsabilità degli ebrei ???
http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... f=25&t=468


???
http://www.radioislam.org/islam/italiano/index.htm

"Un milione di Arabi non valgono nemmeno l’unghia di un ebreo."
-- Rabbi Yaacov Perrin, NY Daily News, Feb. 28, 1994, p.6

Talmud, ke łe sipia vere ste robe? NO!
http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... 197&t=2065
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El rasixmo, łe colpe e łe responsabełetà de łi ebrei

Messaggioda Berto » dom mag 18, 2014 9:41 am

"Perché gli arabi dovrebbero fare la pace? Se fossi un dirigente arabo non la firmerei con Israele. È normale: abbiamo preso il loro paese. Certo, Dio ce lo ha permesso, ma il nostro Dio non è il loro. È vero che siamo originari di Israele, ma la cosa risale a 2000 anni fa: in che cosa li riguarda? Ci sono stati l’antisemitismo, i nazisti, Hitler, Auschwitz, ma è stata colpa loro? Loro vedono una cosa sola: siamo venuti e abbiamo preso il loro Paese. Perché dovrebbero accettare questo fatto?"

- David Ben-Gurion (Primo Ministro di Israele), The Jewish Paradox, di Nahum Goldmann, p. 99.

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El rasixmo, łe colpe e łe responsabełetà de łi ebrei

Messaggioda Berto » sab nov 21, 2015 5:36 pm

???

"Parigi? Gli attacchi sono la giusta punizione all'Europa per l'Olocausto"

http://www.leggo.it/NEWS/ESTERI/parigi_ ... 1639.shtml

Venerdì 20 Novembre 2015, 20:21
«Gli attentati di Parigi da parte dell'Isis sono la giusta punizione all'Europa per aver permesso l'Olocausto».
Il controverso rabbino capo della cittadina israeliana di Kiryat Arba, Dov Lior, non usa mezzi termini per descrivere gli attentati dell'Isis di una settimana fa. All'agenzia di stampa Walla l'uomo ha dichiarato: «I malvagi europei meritano di essere bagnati nel sangue per quello che hanno commesso al nostro popolo 70 anni fa».

Dov Lior, vicino alla destra nazionalista israeliana, è sempre stato al centro di polemiche per alcune dichiarazioni sul difficile rapporto con la Palestina. Nel 2009, nella prefazione a un libro, aveva infatti dichiarato che la legge ebraica, la Torah, consentiva di uccidere civili non israeliani e l'anno scorso aveva rincarato la dose: «La Striscia di Gaza va rasa al suolo, dobbiamo sterminarli tutti, se serve. Se la questione è la sicurezza di Israele, ogni forma di umanitarismo va accantonata e noi siamo un paese costantemente sotto attacco». Lo riporta il Jerusalem Post.
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Messaggioda Berto » sab dic 26, 2015 10:52 pm

Gli ebrei sono vittime dell’odio cristiano? Facciamo un po’ di chiarezza.
21 luglio, 2012

http://www.lamadredellachiesa.it/ebrei- ... -chiarezza

In seguito all’episodio del parlamentare israeliano che ha bruciato il Vangelo perché i cristiani avrebbero ammazzato milioni di ebrei, è giunta alla nostra redazione un “botta e risposta” privato, avvenuto via email, che ci è parso molto significativo delle false convinzioni sulle persecuzioni che i cristiani avrebbero messo in atto contro il popolo ebraico. Riteniamo che la risposta data a questi luoghi comuni meriti di essere letta. Per motivi di privacy non riportiamo il nome della signora che se ne è fatta portavoce, mentre pubblichiamo quello del suo interlocutore, che ci ha autorizzato a farlo.

Mail della signora …

Gli ebrei non bruciano chiese e non uccidono cristiani e soprattutto sono loro le vittime di quasi duemila anni di odio cristiano. Quante volte noi cristiani abbiamo bruciato il Talmud? E quante volte insieme al Talmud abbiamo bruciato i rabbini? San Giovanni di Antiochia insegna l’odio contro gli ebrei, non contro il giudiaismo, ma contro gli ebrei. Le parole di Lutero hanmno aperto la via ad Hitler. Sant Agostino invita a bruciare le sinagoghe. Vuole una prima a approssimata lista dei pogrom, dei massacri di ebrei perpetuata da noi cristiani? Il cristianesimo è il più grande dono di Dio, ma i cristiani spesso e volentieri sono stati un vero disastro. Sono certa che il demonio esiste e che l’antisemitismo sia il frutto avvelenato che ha messo nel cristianesimo. I cristiani hanno reso il cristianesimo odioso agli ebrei. Uno dei due compiti della nostra generazione è riparare questo disastro. E lo facciamo subitro, amando con tutto il cuore i nostri fratelli maggiori.

Risposta:

Cara Signora …,

Sono convinto che Lei sia scusabile perché è chiaro ed evidente che Lei non mai letto il Talmud. Se lo avesse letto, saprebbe non solo che in esso dell’odio contro i cristiani ne sono piene le pagine, ma che in esso sono contenute specifiche formule di maledizione contro i cristiani. Saprebbe anche che il razzismo non inizia né con Hitler (che era un apostata della Fede ed un satanista già prima della 1a guerra mondiale, avendo formalmente aderito alla Teosofia, un culto satanico), né con Lutero, ma proprio con il Tamud stesso. Saprebbe che sempre nel suddetto Talmud la religione mosaica viene stravolta e la circoncisione diventa appartenenza non più al popolo che Dio s’è scelto tra tutte le nazioni cioè tra gli uomini ma come appartenenza al popolo eletto in senso razziale, quasi tribale del termine.

Viceversa, nella Bibbia, gli ebrei che con Mosè fuggono dall’Egitto non sono coloro che hanno una connotazione razziale, determinata dalla circoncisione, che è successiva all’Esodo, ma coloro che rifiutavano il politeismo pagano. Lo stesso è vero per il successivo insediamento in Palestina: ebrei erano tutti coloro, anche cananei ed hittiti, che rifiutavano il paganesimo.

Il Talmud, che inizia a prendere forma nel II secolo dopo Cristo, non è la continuazione della Bibbia, ma il libro di coloro che hanno rifiutato Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo. Vuole un esempio? “GOY” viene solitamente tradotto come gentile, non ebreo. In realtà la traduzione più letterale di “goim” è bestiame. La parola “uomo” (adamo) nel Tamud significa “ebreo” e per questo soltanto un cadavere ebreo è tabù, cioè “impuro” e sacro al tempo stesso: per i cadaveri e per i cimiteri ebraici vi è perciò timore reverenziale, mentre così non è per i cadaveri e per i cimiteri non-ebraici.

Così in Israele, sono stati distrutti cimiteri musulmani: la costruzione dell’Hilton di Tel Aviv è nel posto dove prima esisteva un cimitero musulmano. Pensa che siano mie esagerazioni, o che sono vicende politiche che riguardano solo i mussulmani ? Provi a chiedere ai sacerdoti cattolici e di altre confessioni cristiane che risiedono nello Stato di Israele: il Talmud prescrive di sputare ad una chiesa cristiana e sono davvero tanti i sacerdoti cattolici o i religiosi cristiani che possono testimoniare di aver ricevuto sputi in faccia da parte di ebrei ortodossi per nessun’altra ragione che la loro fede in Cristo, espressa dall’abito indossato.

Sono cose di oggi, non di tanti anni fa.

Lei, però, mi parla di cose di tanti secoli addietro. “Gli ebrei non bruciano chiese e non uccidono cristiani e soprattutto sono loro le vittime di quasi duemila anni di odio cristiano” Lei scrive.

Sono convinto che anche in questo caso Lei sia scusabile perché è chiaro ed evidente che Lei è vittima di una propaganda recente ed antica (a partire dall’Illuminismo).

Per quanto riguarda San Giovanni di Antiochia la Sua accusa di razzismo è non solo infondata, ma è frutto di un abbaglio. Lei confonde l’odio razziale, che riguarda una specifica ereditarietà cromosomica, con l’appartenenza ad una religione che si era associata ai pagani per perseguitare la Chiesa. Non ci crede? Da dopo l’imperatore Claudio, a partire da Nerone l’odio contro i cristiani fu suscitato nell’autorità romana proprio dagli ebrei e di fatto tutte le persecuzioni dei primi secoli del cristianesimo avevano tale origine. Gli annali ne sono pieni e Le faccio un solo esempio: quello di Giuliano l’Apostata, che lanciò un’ennesima feroce persecuzione dei cristiani, sobillato dagli ebrei talmudici e, viceversa, finanziò con propri fondi la ricostruzione del Tempio di Salomone (l’opera fu distrutta però da un incendio dovuto a cause naturali).

Lei poi parla di Sant’Ambrogio. Forse Lei dimentica che il giudaismo talmudico era il più stretto alleato degli Ariani (che si erano imposti alla corte imperiale, almeno fino a Teodosio) e dei pagani che al pari del giudaismo negavano la Divinità di Nostro Signore Gesù Cristo e chiedevano ed ottenevano il sequestro delle Basiliche cristiane e continuavano a sobillare le autorità contro i cristiani.

Lei parla dei pogrom e di una lunga lista di essi. È una questione molto lunga e molto complessa, riguarda principalmente (ma non solo) la Russia e sono pronto a sostenere con Lei una discussione storica. Lei però ha mai indagato, mi chiedo, sulle loro cause, in genere più economiche e politiche che religiose ?

Le faccio un esempio politico che riguarda l’unico rilevante episodio del lontano passato che riguarda l’Italia, il cosiddetto pogrom di Livorno, durante il periodo della Rivoluzione Francese. La vicenda è illuminante: fu preceduto da una inaudita rapina dei beni dei livornesi ed il numero delle successive vittime giudaiche è molto inferiore alle precedenti vittime cattoliche del giacobinismo a capo del quale vi erano numerosi esponenti della locale comunità giudaica. Soprattutto a rendere furioso il popolo era stata la pubblica profanazione delle Ostie Consacrate, Corpo e Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo. Mi limito a questi cenni, ma se vuole però posso andare avanti ad oltranza.

Veniamo, però, all’oggi: Lei parla di amare i nostri fratelli maggiori.

Miei fratelli in Cristo sono coloro che hanno ricevuto il battesimo, secondo due millenni di Dottrina della Chiesa.

Per quanto riguarda l’oggi, dunque, miei fratelli in Cristo sono in primo luogo quei tanti cristiani palestinesi che sono stati costretti a lasciare la terra dei propri avi: una presenza cristiana millenaria è stata in poche decenni, dalla fondazione dello Stato di Israele, ridotta al lumicino. Questo io so e posso evidenziare con cifre e numeri.

Infine per quanto riguarda l’antisemitismo penso che sia ben più del frutto avvelenato del demonio di cui Lei scrive: come ogni forma di razzismo è una bestemmia contro Dio, nello specifico è anche una forma di apostasia perché Gesù Cristo, che vive e regna nei secoli, appartiene al popolo ebraico come la Beata Vergine Maria, San Giuseppe, i Patriarchi, i Profeti e tutti i Santi Apostoli. In realtà noi cristiani siamo il Nuovo Israele di cui scrissero i Profeti.

È però una distorsione inaccettabile definire antisemitismo qualsiasi critica degli atti politici e pubblici dello Stato di Israele o di suoi rappresentanti pubblici eletti. Di questo e solo di questo stiamo parlando: del fatto che un deputato israeliano abbia pubblicamente strappato il Vangelo. Se per Lei questo non conta e se Lei è stata mai battezzata, Lei non è che apostata della Fede.

Nel nome della Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo.

Saluti
In Christo Rege per Mariam Reginam
Maurizio d’Orlando
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El rasixmo, łe colpe e łe responsabełetà de łi ebrei

Messaggioda Berto » sab dic 26, 2015 10:56 pm

Certo è che l'antisemitismo millenario dei cristiani nasce proprio in seno al mondo ebraico nel conflitto tra ebrei cristiani ed ebrei non cristiani.



La Shoà è la più disumana tragedia che sia capitata in Europa dalla preistoria paleolitica.

Essa è stata causata/generata dall'antisemitismo/antigiudaismo cristiano, sorto già in ambiente giudaico/ebraico al tempo dell'eretico ebreo Cristo che si contrapponeva all'ortodossia farisiaca e trasmessosi poi all'ambiente dei gentili fattisi cristiani e ampliatosi a dismisura quando l'eresia ebraico-cristiana o cristianismo è divenuta la religione ufficiale e unica dello stato imperiale romano e della sua oligarchia imperiale e burocratico-amministrativa.
Tale accentuazione antigiudaica è dovuta al fatto che i gentili romani invasori di Israele avevano ucciso l'ebreo Cristo, da non cristiani, e dopo essersi fatti cristiani hanno cercato di sgravarsi di questa colpa attribuendone la responsabilità agli ebrei rimasti ebrei che non avevano riconosciuto e non riconoscevano Cristo come Messia e come Dio.
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Messaggioda Berto » sab dic 26, 2015 10:57 pm

Bruciata la chiesa della «Moltiplicazione dei Pani e dei Pesci», in Galilea
Attacco a un simbolo della cristianità in Cisgiordania. Israele arresta 16 estremisti ebrei
19/06/2015
maurizio molinari

http://www.lastampa.it/2015/06/19/ester ... agina.html

Immagine
https://www.filarveneto.eu/wp-content/u ... -crese.jpg



Un incendio doloso ha devastato la chiesa «dei Pani e dei Pesci» sul lago di Tiberiade, la polizia israeliana indaga sui gruppi di estremisti ebraici e il premier Benjamin Netanyahu chiede di punirli «con tutta la forza della legge» perché «chi aggredisce una chiesa, attacca tutti noi».

Il blitz durante la notte
L’attacco è avvenuta nella notte fra mercoledì e giovedì, quando un gruppo ben organizzato prima ha coperto le insegne stradali che portano alla chiesa del V secolo e poi ha dato fuoco al portone in legno dei monaci, provocando un incendio che ha gravemente danneggiato due sale di uno dei luoghi di preghiera più frequentati dai pellegrini cristiani. La chiesa della «Moltiplicazione dei Pani e dei Pesci» è infatti stata edificata a Tabgha nel posto dove si ritiene che Gesù fu protagonista del miracolo omonimo, narrato nel Vangelo.

Due dei monaci della chiesa sono rimasti leggermente intossicati dal fumo e i religiosi hanno redatto un rapporto sull’incendio, inviandolo al Vaticano. Fonti della Chiesa cattolica locale hanno affermato che «rientra in una serie di attacchi recenti a cui il governo non ha saputo rispondere». Gli autori dell’attacco hanno lasciato sulle mura della chiesa scritte in ebraico sulla «distruzione dei falsi idoli». Proprio l’esame delle tracce lasciate dagli aggressori ha portato la polizia israeliana, nelle ore seguenti, ad arrestare 16 giovani ebrei residenti negli insediamenti in Cisgiordania, che sono stati interrogati e rimessi in libertà.

Le informazioni ottenute sono il primo tassello delle indagini che vedono polizia e Shin Beth - il servizio di sicurezza interna - cooperare per «punire un atto codardo e ignobile che contrasta con i valori basilari dello Stato di Israele», come afferma il ministro della Sicurezza Interna, Gilad Erdan. Per il premier Benjamin Netanyahu «dare fuoco a una chiesa è un attacco a tutti noi perché la libertà di culto è una delle pietre su cui Israele è costruita». Da qui l’impegno ad adoperare «tutta la forza della legge per punire i responsabili di questo atto odioso e intollerante».

I gruppi ultranazionalisti
Nel mirino c’è una galassia di gruppi ultranazionalisti ebraici che include «Lehava» (Fiamma), guidato da Ben Zion Gopstein dell’insediamento di Kiryat Arba, già colpito da arresti per simili atti contro chiese e moschee al punto da spingere il ministro della Difesa, Moshe Yaalon, a valutare la possibilità di dichiararlo «gruppo terroristico». Per l’associazione «Rabbini per i diritti umani» sono almeno 43 i luoghi di culto cristiani e musulmani che dal 2009 sono stati attaccati da questi gruppi estremisti, in Israele e in Cisgiordania. Tali attentati sono stati inseriti lo scorso anno nel rapporto del Dipartimento di Stato Usa sul terrorismo.


L'estremista ebreo: bruciare le chiese. Protestano i cattolici
Non solo Isis, in Israele i cristiani sono nel mirino dei fanatici ebrei: si è oltrepassato il limite.
lunedì 10 agosto 2015
http://www.globalist.it/Detail_News_Dis ... 78&typeb=2
Clima teso e pericoloso in Israele, dove gli estremisti ebrei "hanno oltrepassato le linee rosse" degli attacchi contro obiettivi cristiani. E' arrivato il momento che il governo intervenga con misure dure per fermare le violenze. La richiesta è arrivata da Wadiya Abu Nasser, consigliere della Chiesa cattolica in Israele, intervistato dalla radio dell'esercito. "Gli attacchi - ha denunciato - non sono solo contro le proprietà, ma adesso anche contro le persone, contro i religiosi cristiani".
Ma contro tutto questo, continua nella sua accusa, il governo israeliano non sta prendendo "alcuna misura vera: spero che le autorità competenti affrontino questo fenomeno in modo significativo". Le parole di Nasser arrivano dopo che la Custodia di Terrasanta ha chiesto al procuratore generale d'Israele di incriminare per incitamento al razzismo l'estremista ebreo Bentzi Gopstein, dopo che questi ha sostenuto che bruciare chiese significa rispettare la legge ebraica.
L'Assemblea degli ordinari cattolici, dello scorso 7 agosto, hanno diffuso una lettera in cui si afferma che "la comunità cattolica in Terra Santa ha paura e si sente in pericolo". La lettera ricorda che tali affermazioni avvengono "dopo una serie di atti di vandalismo contro i Luoghi santi in Israele". L'ultimo in ordine di tempo è l'incendio alla chiesa della moltiplicazione dei pani e dei pesci a Tabgha. In precedenza vi sono stati tentativi di incendio e vandalismi verso il "Cenacolino", la basilica dell'Annunciazione a Nazareth e altri.


Le chiese bruciano, i vandali ridono
19 giugno 2015
http://www.famigliacristiana.it/blogpos ... idono.aspx

Dell'incendio doloso che ha devastato la chiesa della Moltiplicazione dei pani e dei pesci a Tabgha, sulle rive del lago di Tiberiade, si sta parlando troppo poco. Un po' perché alcuni grandi giornali italiani hanno semplicemente ignorato la notizia. Un po' perché questo atto, sotto le vesti dell'intolleranza religiosa, ha un cuore profondamente politico di cui non è comodo parlare.
Tabgha è un luogo di rara suggestione, come sanno migliaia e migliaia di pellegrini che ci sono passati e hanno sostato per una preghiera. Ed è un luogo centrale per la predicazione di Gesù che, come tutti sanno, si svolse in gran parte lungo le sponde di questo lago, che i primi israeliani chiamavano "mare" per mantenere le proporzioni con le dimensioni ridotte del loro Stato.
Però Israele, oggi, non è più quello. E' assai più popoloso e un po' meno piccolo, perché ha insediato parte della propria popolazione (circa 700 mila persone, ovvero poco meno di un israeliano su dieci) nei "territori occupati". Sono quelli che i palestinesi chiamano "coloni", gli israeliani che vivono negli insediamenti. E proprio dagli insediamenti escono i vandali che dal 2009, come testimonia l'organizzazione israeliana "Rabbini per i diritti umani", hanno attaccato e devastato 43 luoghi di culto cristiani o musulmani. Anche la chiesa della moltiplicazione dei pani e dei pesci è entrata nel mirino delle stesse bande: su uno dei muri è stata tracciata in ebraico la scritta "i falsi idoli saranno distrutti", frase tratta dall'Alenou Le Shabeah, preghiera che gli ebrei osservanti recitano tre volte al giorno.
Il primo ministro Netanyahu ha usato espressioni forti nei confronti degli sconosciuti vandali di Tabgha: ha chiesto di punirli "con tutta la forza della legge", perché "chi aggredisce una chiesa attacca tutti noi". Non sarebbe quindi giusto dubitare della determinazione delle autorità di Israele nel perseguire i colpevoli. Allo stesso modo, però, sarebbe da sciocchi non notare che quasi mai i responsabili sono stati identificati, catturati e processati. Il che è comunque un po' strano, in un Paese che ha un imponente ed efficiente apparato di sicurezza e di polizia. Nel 2014, appena prima che arrivasse in visita papa Francesco, a Gerusalemme erano state coperte di scritte offensive la Chiesa ortodossa rumena e il Centro Notre Dame, il grande complesso cristiano subito fuori dalla Città Vecchia. Prima ancora era stato colpita la chiesa dei francescani nei pressi del Cenacolo, l’abbazia della Dormizione e un vicino cimitero cristiano. Nel 2012, con modalità simili a quelle usate a Tabghah, era stato attaccato il monastero dei trappisti a Latrun, tra Gerusalemme e Tel Aviv. Persone processate e condannate? Zero.
Con tutta la buona volontà, riesce un po' difficile vedere Netanyahu nei panni di colui che persegue con accanimento i vandali religioso-politici che compiono le loro incursioni a partire dagli insediamenti. Perché Netanyahu è, da sempre, il loro (non dei vandali, ma degli insediamenti) sostenitore numero uno. Quando Ariel Sharon decise di abbandonare Gaza, nel 2004, Netanyahu lasciò il suo Governo in segno di protesta. Negli ultimi vent'anni la superficie occupata dagli insediamenti israeliani nei "territori occupati" è cresciuta di oltre il 180%, e per almeno metà di questo periodo Netanyahu è stato primo ministro. E l'ultimo atto del precedente Governo Netanyahu, quello che ha portato al disfacimento del governo e alle elezioni anticipate, è stata proprio l'approvazione della legge che definisce Israele "Stato della nazione ebraica", con una potenziale discriminazione ai danni delle minoranze etniche e religiose.
Tutta l'azione politica di Netanyahu, insomma, è stata a favore della strategia degli insediamenti. Lui ne ha tratto un consenso politico sempre crescente, anche ai danni degli alleati. Ma la realtà è che oggi sono i cosiddetti "coloni" a dettare il passo politico di Israele. Sono le loro esigenze a influenzare l'agenda dei Governi. E' l'intransigenza di chi tiene la prima linea, anche rischiando la vita, quella da rispettare. Il resto, incendi compresi, non è che conseguenza.


GIUSTIFICATO BRUCIARE LE CHIESE
Benzi Gopstein - 14-08-2015
http://www.stampalibera.com/?a=30139

The Telegraph: giustificato bruciare chiese cristiane, dice leader estrema destra in Israele

‘il leader del gruppo israeliano di estrema destra ha rischiato l'arresto perchè pare abbia dato voce ad un sostegno ad attacchi con incendio doloso in chiese cristiane in Israele, questo nel mezzo di un inasprimento di estremismo ebraico.
Benzi Gopstein, il capo di Lehava – che è diventato famoso per i suoi violenti assalti sul tema assimilazione tra Arabi ed Ebrei - ha fatto queste osservazioni durante una discussion di un programma per studenti ebrei yeshiva, quando gli è stato chiesto da un presente ai lavori, se credesse che fosse giustificato bruciare chiese in Israele.
Successivamente ha cercato di eludere le accuse, relative ad incitamento dei suoi seguaci ad appiccare fuoco, dicendo che era responsabilità del governo portare avanti cio' che egli presentava come un insegnamento religioso, del 12 sec a mezzo del filosofo Maimonide".



ISRAELE - VATICANO
Leader cattolici denunciano rabbino estremista che spinge a bruciare chiese e moschee
di Joshua Lapide
10/08/2015

http://www.asianews.it/notizie-it/Leade ... 34997.html

L’Assemblea degli ordinari di Terra Santa si appella alle autorità israeliane perché fermino “l’odio” e “la reale minaccia sugli edifici religiosi”. Per il rabbino Benzi Gopstein bruciare luoghi di culto “idolatri” è secondo la legge di Israele. Il gruppo Lehava, di cui Gopstein è il capo, è un’organizzazione razzista anti-araba.
Gerusalemme (AsiaNews) – Gli ordinari cattolici della Terra Santa hanno denunciato un rabbino estremista che nei giorni scorsi ha approvato in pubblico il bruciare chiese e moschee, dicendo che esso era “secondo la legge” ebraica.
L’Assemblea degli ordinari cattolici, radunati lo scorso 7 agosto, hanno diffuso una lettera in cui si afferma che “la comunità cattolica in Terra Santa ha paura e si sente in pericolo”. Per questo, oltre a denunciare le dichiarazioni del rabbino, i leader cattolici domandano “alle autorità israeliane… che garantiscano una vera protezione ai cittadini cristiani di questo Paese, come pure ai loro luoghi di culto”.
L’appello degli ordinari cattolici si riferisce a una dichiarazione di Benzi Gopstein, leader del gruppo estremista Lehava. Durante una conferenza, in risposta a uno studente ebreo di una yeshiva di Gerusalemme, che gli domandava “se lui era favorevole a bruciare chiese nella Terra di Israele”, Giopstein ha risposto: “Rambam [Maimonide] ha stabilito o no di distruggere [l’adorazione degli idoli]? L’adorazione idolatrica deve essere distrutta. [Perciò] è un semplice sì. Dov’è il problema?”.
Quando il moderatore della conferenza cui stava partecipando, ha avvertito Gopstein che la discussione veniva filmata e che la polizia avrebbe potuto arrestarlo, il rabbino ha risposto: “Questa è l’ultima cosa che mi preoccupa. Se è la verità, sono pronto ad andare in prigione per 50 anni”.
La lettera degli ordinari cattolici ricorda che tali affermazioni avvengono “dopo una serie di atti di vandalismo contro i Luoghi santi in Israele”.
L’ultimo in ordine di tempo è l’incendio alla chiesa della moltiplicazione dei pani e dei pesci a Tabgha. In precedenza vi sono stati tentativi di incendio e vandalismi verso il “Cenacolino”, la basilica dell’Annunciazione a Nazareth e altri.
Le affermazioni di Gopstein – sottolineano i leader cattolici – “spingono all’odio e fanno pesare una reale minaccia sugli edifici religiosi cristiani di questo Paese”.
L’assemblea degli ordinari cattolici di Terra Santa raduna circa 20 fra patriarchi, arcivescovi e vescovi in Israele, compreso il Custode francescano di Terra Santa.
Alla loro lettera, Gopstein ha risposto su Facebook. Attribuendo il messaggio al Vaticano, egli ha criticato l’intervento della Santa Sede in una discussione “halakhica” (halakhah è la tradizione legale rabbinica). “E’ tempo – egli ha detto – di ricordare al Vaticano che è finito il tempo della censura, quando essi censuravano i libri ebraici. Già le mani dalla Torat Yisrael (le legge di Israele)”.
Il gruppo Lehava, di cui Gopstein è il capo, è un’organizzazione che dice di lottare contro la perdita di identità ebraica, opponendosi soprattutto ai matrimoni misti fra ebrei e arabi. Esso si ispira all’ideologia del rabbino Meir Kahana, fondatore del movimento razzista anti-arabo Kach. Il nipote di Meir Kahana, Meir Ettinger è uno dei tre ebrei estremisti in detenzione amministrativa dopo l’incedio di una casa palestinese – in cui è morto un bambino di un anno e mezzo e il padre – e quello della chiesa di Tabgha.
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Re: El rasixmo, łe colpe e łe responsabełetà de łi ebrei

Messaggioda Berto » dom dic 27, 2015 7:45 am

Il Papa twitta: sui cristiani perseguitati silenzio vergognoso
Oggi l'Angelus in San Pietro, domenica il Giubileo delle famiglie. Ma Francesco non dimentica i tanti fedeli che soffrono a causa della loro fede. E nell'Angelus parla del valore del perdono
di Ester Palma

http://roma.corriere.it/giubileo-2015/n ... 1d7d.shtml

Un appello per i cristiani perseguitati in tutto il mondo, lanciato proprio nel giorno in cui la Chiesa ricorda Stefano, primo martire, lapidato nel 36 d.C. «Preghiamo per i cristiani che sono perseguitati, spesso con il silenzio vergognoso di tanti». Lo afferma papa Francesco in un nuovo tweet, diffuso sul suo account @Pontifex nella solennità di Santo Stefano, primo martire della Chiesa, patrono, visto che fu ucciso a colpi di pietra, di muratori e marmisti, oltre che invocato nella tradizione contro i calcoli ai reni.


La storia di Stefano

Francesco si è soffermato sulla figura del protomartire: «C'è un aspetto particolare nell'odierno racconto degli Atti degli Apostoli, che avvicina Santo Stefano al Signore. E' il suo perdono prima di morire lapidato. Inchiodato sulla croce, Gesù aveva detto: "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno", in modo simile Stefano piegò le ginocchia e gridò: "Signore, non imputare loro questo peccato"». E «fra quelli per i quali egli implorò il perdono di Dio c'era un giovane di nome Saulo, che perseguitava la Chiesa e cercava di distruggerla. Saulo divenne poco dopo Paolo, il grande santo, l'apostolo delle genti. Aveva ricevuto il perdono di Stefano . Possiamo dire che Paolo nasce dalla grazia di Dio e dal perdono di Stefano. Che è dunque martire, che significa testimone, perché fa come Gesù ; è infatti vero testimone chi si comporta come Lui: chi prega, chi ama, chi dona, ma soprattutto chi perdona, perché il perdono, come dice la parola stessa, è l'espressione più alta del dono».

Il perdono

Il Papa durante l'Angelus ha poi parlato del valore del perdono: «Ogni giorno abbiamo l'occasione per allenarci a perdonare, per vivere questo gesto tanto alto che avvicina l'uomo a Dio. E' sempre molto difficile, ma poi si scopre che questa lotta interiore per perdonare purifica dal male. Come il nostro Padre celeste, diventiamo anche noi misericordiosi, perché attraverso il perdono vinciamo il male con il bene, trasformiamo l'odio in amore e rendiamo così più pulito il mondo. È tanto brutto vivere nel rancore». E ancora: «Possiamo affrontare con la preghiera il risentimento che proviamo, affidando chi ci ha fatto del male alla misericordia di Dio». E come fare per imparare a perdonare? «Anzitutto - ha spiegato il Papa - come ha fatto Stefano. Si comincia dal proprio cuore e dalla preghiera. Poi si scopre che questa lotta interiore per perdonare purifica dal male e che la preghiera e l'amore ci liberano dalle catene interiori del rancore».

Il saluto

Salutando al termine dell'Angelus i tantissimi pellegrini arrivati in piazza dall'Italia e dal mondo, Francesco ha rinnovato a tutti «l'augurio che la contemplazione del Bambino Gesù, con accanto Maria e Giuseppe, possa suscitare un atteggiamento di misericordia e di amore vicendevole nelle famiglie, nelle comunità parrocchiali e religiose, nei movimenti e nelle associazioni, in tutti i fedeli e nelle persone di buona volontà». E poi il ringraziamento per gli auguri: «In queste settimane ho ricevuto tanti messaggi augurali da Roma e da altre parti. Non mi è possibile rispondere a ciascuno. Pertanto, esprimo oggi a tutti il mio vivo ringraziamento, specialmente per il dono della preghiera».


I primi cristiani persegoità łi xe stà purpio łi ebrei ereteghi creistiani, persegoità da łi ebrei ortodosi: Cristo, dapò Stefano e tuti st'altri.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: El rasixmo, łe colpe e łe responsabełetà de łi ebrei

Messaggioda Berto » dom dic 27, 2015 8:57 am

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Re: El rasixmo, łe colpe e łe responsabełetà de łi ebrei

Messaggioda Berto » dom dic 27, 2015 11:33 am

Insulti anticristiani a Gerusalemme
Insulti oltraggiosi in lingua ebraica: "Gesù figlio di.." e " Il prezzo da pagare". A Gerusalemme divampa il sentimento anticristiano. Il portavoce della polizia: "Apriremo un'inchiesta"
Luisa De Montis - Mar, 02/10/2012

http://www.ilgiornale.it/news/esteri/in ... 42648.html

Le tensioni a Gerusalemme tra ebrei e cristiani non si placano. Questa mattina alcune scritte oltraggiose nei confronti di Gesù, come "Gesù figlio di.." sono state trovate sul portone d'ingresso del Convento di San Francesco sul Monte Sion. La paternità dell’atto di dissacrazione è stata attribuita ai sostenitori del movimento dei coloni, si tratta di gruppi dell'estrema destra religiosa ebraica. L'accaduto ha destato non poco clamore e Micky Rosenfeld il portavoce della polizia israeliana ha comunicato che presto verrà aperta un'inchiesta. Non tarda ad arrivare la reazione del Capo dello Stato, Shimon Peres, che ha definito il gesto "un fenomeno a cui è impossibile abituarsi".
Non è il primo caso. Già nel febbraio scorso la scritta " Morte ai cristiani" era apparsa fuori dal monastero della Croce a Gerusalemme, da allora il forte sentimento anticristiano è cresciuto rapidamente. Il 20 agosto scorso un gruppo di giovani coloni ha infatti devastato un complesso residenziale cristiano a Betfage, mentre circa un mese fa, precisamente il 4 settembre, un altro insulto oltraggioso ("Gesù è una scimmia") è stato trovato sulle mura dell’Abbazia di Latrun, alle porte della capitale israeliana.
All'epoca dei fatti il Custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa, in una intervista al quotidiano Haaretz aveva accusato i dirigenti israeliani di aver avuto reazioni troppo deboli di fronte al ripetersi di atti di ostilità verso la comunità cristiana locale.


Gli ebrei ultra-ortodossi contro il Papa
Hanno manifestato davanti alla tomba di Davide a Gerusalemme: per i cristiani è la sede dell'Ultima cena e il Papa vi terrà una messa durante il suo viaggio in Israele, a maggio
13 maggio 2014

http://www.ilpost.it/2014/05/13/ebrei-tomba-david-papa

Lunedì 12 maggio centinaia di ebrei ultra-ortodossi hanno manifestato vicino alla tomba di Davide, a Gerusalemme, chiedendo che resti di proprietà dello stato ebraico e che non sia ceduto ai cristiani. L’edificio è considerato sacro sia dagli ebrei sia dai cristiani, che lo reputano la sede del Cenacolo, la sala in cui si svolse l’Ultima cena di Gesù, in cui venne istituita l’Eucarestia, ci furono alcune apparizioni dopo la Resurrezione, e la Pentecoste. Da anni il Vaticano sta trattando con Israele per ottenere la sovranità del primo piano dell’edificio, quello che ospita il Cenacolo, mentre il piano terra, sede della tomba di Davide, resterebbe a Israele. Durante la sua prossima visita nel paese, dal 24 al 26 maggio, Papa Francesco terrà una messa nel Cenacolo, e molti ebrei temono che l’evento possa affrettare la decisione del governo israeliano di cedere al Vaticano la proprietà.
Durante la manifestazione molti fedeli reggevano cartelli che invitavano il Papa a restarsene a Roma, o che ricordavano al presidente israeliano Shimon Peres che “la tomba di Davide non è in vendita”; molti pregavano in segno di protesta. Il rabbino Avraham Goldstein ha detto all’agenzia di stampa Agence France Presse che «Se toccano lo status quo di questo luogo succederanno brutte cose». I manifestanti hanno programmato un’altra protesta, che si terrà il 22 maggio, a tre giorni dall’arrivo del Papa in Israele. Nelle ultime settimane sono aumentate la tensione e le ostilità nei confronti dei cristiani, e alcune chiese sono state danneggiate con graffiti anti-cristiani.



«Gesù è spazzatura», esplode il razzismo ebraico a pochi giorni dell’arrivo del papa

http://rivoluzioneromantica.com/2014/05 ... o-del-papa

«Re David appartiene agli ebrei, Gesù è spazzatura»: questa, apparsa sulle mura della chiesa di Hahoma Hashlishit a Gerusalemme, è soltanto una delle tante scritte anticristiane, ad opera di “estremisti” ebrei, che in queste settimane hanno vandalizzato edifici e chiese in Israele, a pochi giorni dalla visita di Papa Francesco in Terra santa.
Il sentimento fortemente anticristiano in Israele, del resto, non è un fenomeno che nasce da un giorno all’altro, anzi: gli atti di vandalismo – che a parti inverse sarebbero chiamati atti di razzismo – da parte degli estremisti ebrei contro i cristiani in Israele non hanno mai accennato a placarsi pur senza fare notizia.
E se gli accenti fortemente anti-arabi sono cosa abbastanza nota a chi non si nutre solo di telegiornali, passa invece più facilmente sotto silenzio il razzismo che colpisce i cristiani, molto più politicamente scorretto e sconveniente visto che il conservatorismo europeo e statunitense considera Israele parte di un unico “fronte” insieme all’occidente. Tutti contro l’estremismo islamico, nemico della democrazia e della civiltà.
Ma a rompere per una volta il velo d’ipocrisia è il patriarca di Gerusalemme Fouad Twal, che ha denunciato proprio in questi giorni il clima pesante che si respira. Un tentativo che i media italiani hanno accolto a dir la verità freddamente, riportando lo stretto indispensabile, senza mettere troppo in evidenza la questione relativa all’estremismo ebraico.
Basti leggere il lancio dell’Ansa: «Atti anticristiani Israele, sos di Twal – Patriarca Gerusalemme, ‘Avvelenano atmosfera visita Papà». Ma chi sarebbero gli autori di questi atti vandalici? Un mistero che si disvelerà nel corpo dell’articolo? Non esattamente: «I recenti anti di vandalismo anticristiani – scrive l’Ansa – ‘avvelenano l’atmosfera di coesistenza e cooperazione, in particolare a due settimane dalla visita di papa Francesco’. Lo ha detto il patriarca latino di Gerusalemme, Fouad Twal, la più alta autorità cattolica in Terra Santa. ‘Non abbiamo paura, il pontefice non ha paura e gli apparati di sicurezza dei tre paesi che si appresta a visitare funzionano. E poi – ha aggiunto Twal riferendosi alla prossima visita del papa – c’è anche la protezione divina’»[1].
Di ebrei colpevoli neanche l’ombra; cosa sia successo e per colpa di chi rimane un interrogativo. Siamo all’11 maggio.
Il giorno seguente, in un approfondimento di Massimo Lomonaco, il quadro sembra un po’ più chiaro ed in partenza si parla di razzismo ed estremisti ebrei, anche se ancora il titolo rimane vago al riguardo («Israele: stretta contro razzismo anticristiano e arabo») e nel sottotitolo si fa addirittura riferimento ai «neonazisti locali». La logica è chiara, non conta l’ideologia, è il male in sé in qualsiasi forma che rappresenta il campo avverso, quello sconfitto nella seconda guerra mondiale. E così lo stereotipo si autoalimenta.
Per evidenziarne anche i contenuti più interessanti: «Il governo, in sostanza, sembra aver imboccato la strada che il movimento dietro i ‘price tag’ – !il prezzo da pagare” – sia definito organizzazione terroristica: una mossa definita da molti ”decisiva” per contrastare il fenomeno». E ancora: «un ufficiale di polizia avrebbe chiesto alle autorità cattoliche di rimuovere un poster gigante di benvenuto a papa Francesco apposto su un palazzo dell’Ordine Francescano vicino alla Porta di Giaffa di Gerusalemme. La motivazione dell’ufficiale di polizia sarebbe stata il pericolo che il poster potesse infiammare le passioni e condurre a nuove proteste di ebrei contrari alla visita del papa»[2].
Ancor più ermetica la notizia data sempre dall’Ansa in un altro lancio, da Gerusalemme: «I recenti atti di vandalismo anticristiani ‘avvelenano l’atmosfera di coesistenza e cooperazione, in particolare a due settimane dalla visita di papa Francesco’. Lo ha detto il patriarca latino di Gerusalemme, Fuad Twal, la più alta autorità cattolica in Terra Santa in una conferenza stampa a Haifa». Ma immediatamente, nella frase successiva, si cambia registro e si rimane disorientati: di che si parla?! «’Provo dolore – ha detto il Papa a braccio ordinando 13 nuovi preti – quando trovo gente che non va più a confessarsi perché è stata bastonata, sgridata: hanno sentito che le porte delle chiese si chiudevano in faccia, per favore – ha esortato – non fate questo, misericordia, misericordia’»[3].
Storia simile a quella illustrata poc’anzi anche per Rai News, che titola: «Israele, l’allarme del patriarca: ‘Stop a vandalismo contro cristiani’». E poi, nel sottotitolo, “spiega”: «Monsignor Fouad Twal denuncia un”atmosfera avvelenata’ a due settimane dalla visita di Papa Francesco e chiede al governo israeliano di agire contro i responsabili di atti d’odio contro i cristiani. Il ministro della Giustizia Livni: ‘Terrorismo’».
Anche qui la regola base del giornalismo, quella delle 5 W, viene bypassata: il ‘chi?’ (‘who?’) viene del tutto ignorato.
Anche nell’incipit del pezzo Rai News è molto cauta: «’Un’ondata di atti estremisti‘ che ‘avvelenano l’atmosfera di coesistenza e cooperazione’, ‘in particolare a due settimane dalla visita di Papa Francesco’. Lo denuncia il patriarca latino di Gerusalemme, Fuad Twal, la più alta autorità cattolica in Terra Santa. Nel mirino, i cosiddetti ‘price tag’ (prezzo da pagare), cioè gli atti di violenza commessi da estremisti e coloni contro arabi e cristiani».
‘Coloni’ anziché ‘ebrei’ o ‘estremisti ebrei’: suona meglio, più leggero.
E’ solo alla fine del secondo paragrafo che arriva finalmente il punto: «sospettati alcuni ebrei ultraortodossi». Ah ecco!
«Quello della Chiesa – aggiunge Rai News – è solo uno dei tanti atti contro i cristiani. È di pochi giorni fa una lettera di minacce spedita a Nazareth negli uffici del vescovo Giacinto Boulos Marcuzzo, vicario patriarcale per Israele». Il responsabile, che si è anche firmato, chiedeva ai cristiani di lasciare Israele.
«Spesso gli obiettivi dei radicali sono chiese, moschee, gruppi pacifici israeliani e persino basi dell’esercito israeliano. Il vandalismo è stato ampiamente condannato dalle autorità dello Stato ebraico e dall’opinione pubblica, mentre la polizia indaga sui fatti»[4].
Vandalismo, non razzismo. L’antisemitismo a parti inverse non è più “il più odioso dei crimini contro l’umanità” ma un fenomeno paragonabile al comune danneggiamento.
Anche Repubblica sceglie di non fare riferimento diretto ai responsabili nel titolo: «Veleni anticristiani sulla visita del Papa a Gerusalemme». Dopo un po’ è finalmente spiegato il punto: «Polizia e Shin Bet, il servizio di sicurezza interna, temono che il movimento radicale ebraico che è in parte sotterraneo, potranno beneficiare del pellegrinaggio del Papa in Terra Santa dal 24 al 26 maggio per intensificare la loro campagna di intimidazioni».
«Lunedì a Gerusalemme – segnala Repubblica – è stata imbrattato il muro davanti l’ufficio dell’Assemblea degli Ordinari cattolici, edificio del Vaticano che sorge proprio di fronte alla Città Vecchia. Con lo spray è stato scritto ‘Morte agli arabi e ai cristiani’».
A chiarire il contesto e far capire che non si tratta di episodi e realtà isolate è lo scrittore israeliano Amos Oz, che racconta «dell’appoggio di certi nazionalisti, deputati razzisti e di certi rabbini che forniscono loro giustificazioni pseudo- religiose»[5].
Del resto, su circa otto milioni di israeliani, gli ultraortodossi (haredim) si aggirano tra i quattrocentomila e gli ottocentomila abitanti, con un tasso di crescita del 6% annuo, a dispetto dell’1,5% del tasso complessivo.

[1] http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews ... b9f1e.html
[2] http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2 ... 74105.html
[3] http://www.ansa.it/sito/notizie/politic ... c7dd0.html
[4] http://www.rainews.it/dl/rainews/artico ... refresh_ce
[5] http://ricerca.repubblica.it/repubblica ... mme14.html


«Ma è solo un cristiano!»
Israele anticristiano
26 Ottobre 2008: di Ultimo Crociato su primopiano, 548 letture

http://www.valianti.it/cgi-bin/bp.pl?pa ... icolo=4506

sono un cittadino italiano (cattolico) residente in Israele da 25 anni. Ho avuto la fortuna di studiare la lingua ebraica all'Università di Gerusalemme e ora insegno ebraico biblico sempre a Gerusalemme, cercando di trasmettere ai miei discepoli, oltre all'amore per la grammatica, anche l'amore per il testo sacro scritto in ebraico e per il popolo che fu il primo destinatario del messaggio divino.

Nel mese di gennaio 2008, forse anche sotto l'impulso delle celebrazioni legate alla Giornata della memoria, ho avuto modo di vedere che in Italia molte proposte di studio/ricerca/dialogo fra cristiani ed ebrei. Mi fa piacere e dispiacere allo stesso tempo vedere tutte queste iniziative. Mi fa piacere vedere che nel nostro Paese ci sia una buona sensibilità verso la questione. Mi dispiace che si parli sempre a senso unico. Mi spiego.

Qui in Israele la situazione dei cristiani è ben diversa da quella italiana ed europea. Non c'è nessuna sensibilità da parte ebraica circa il dialogo con i cristiani in terra d'Israele; non esiste un punto di riferimento civile e/o religioso con cui si possa dialogare. A Gerusalemme succede non di rado che ebrei religiosi sputino addosso a cristiani. A me è successo più di una volta. Uno di questi sedicenti ebrei religiosi, colto in flagrante e fermato dalla polizia, si difendeva dicendo: «Ma è solo un cristiano!».

In Europa e in Occidente si continuano a organizzare conferenze sull'antisemitismo dei cristiani, mentre qui gli ebrei, quando ne hanno la possibilità, osteggiano i cristiani... Che intanto continuano a fuggire da Israele senza che nessuno se ne voglia assumere la responsabilità.
Nessuna condanna, per esempio, da parte dei rabbini. Certo, i cristiani sono in gran parte arabi, «gli altri». Ma si tratta comunque di un silenzio colpevole!
Non sarebbe il caso di reimpostare la questione del dialogo e delle sue difficoltà chiamandola in altro modo? Ad esempio l'intolleranza o in sensibilità di una mag­gioranza (cristiani in Europa ed ebrei in Israele) verso una minoranza (ebrei in Europa e cristiani in Israele) che tende ad emergere?
Un'altra cosa a mio avviso è grave: l'appartenenza a Israele (religione e Stato) è segnalata sul passaporto! Chi non è ebreo non è cittadino a pieno diritto quando si tratta di cercare un lavoro o una posizione nella società civile... I cristiani sono confinati nei loro quartieri e gli israeliani (di religione ebraica e passaporto israeliano) non si mescolano ad essi. Immaginiamo se, per essere italiani, si dovesse essere cristiani, o peggio cattolici. I non cattolici cosa direbbero? Non urlerebbero (giustamente) tutti i difensori dei diritti umani? Io sono qui da 25 anni, ho fatto i miei studi all'Università ebraica (dove mi sono trovato benissimo), ma non sono cittadino israeliano solo perché sono cristiano.
Per questa ragione trovo a dir poco «aggressive» le affermazioni di «dialoganti ebrei italiani» (anche rabbini) che continuano a sostenere che l'Occidente è antisemita. L'Occidente non è più antisemita oggi di quanto l'attuale Israele non sia anticristiano.
Massimo Pazzini, Gerusalemme
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Re: El rasixmo, łe colpe e łe responsabełetà de łi ebrei

Messaggioda Berto » dom dic 27, 2015 11:49 am

IL TALMUD e i cristiani
http://www.cristianicattolici.net/ebrei ... almud.html

PROLOGO

Molte persone interessate nella questione ebraica sono solite chiedere se ci sia o no qualcosa nel Talmud che non sia bello e sublime e completamente estraneo a qualsiasi espressione che possa sembrare odio verso i cristiani. La confusione di opinioni a questo riguardo è talmente grande che, a sentire coloro che trattano l'argomento con tanta apparente saggezza, si penserebbe che stessero parlando di una razza antica e lontana dai nostri tempi, e non del popolo di Israele che vive in mezzo a noi secondo un codice morale immutabile che continua anche oggi a regolare la loro vita religiosa e sociale.
Stando così le cose, ho intrapreso il compito di dimostrare ciò che veramente insegna il Talmud a proposito dei cristiani, per potere in tal modo soddisfare i desideri di coloro che vogliono conoscere questa dottrina da fonti originali.
A questo scopo, ho tradotto i più noti libri talmudici che fanno riferimento ai cristiani e ho disposto queste fonti in ordine tale da dare una chiara idea dell'immagine del cristiano che il Talmud presenta agli ebrei.
Al fine di non essere accusato di avere usato un testo alterato del Talmud o di non averlo interpretato correttamente, come in genere accade a coloro che hanno tentato di rivelare gli insegnamenti giudaici segreti, ho disposto il testo ebraico a fianco di quello latino.
Ho diviso il testo in due sezioni: la prima tratta degli insegnamenti del Talmud sui cristiani, la seconda, delle regole che gli ebrei hanno l'obbligo di seguire quando vivono fra i cristiani.
Faccio precedere queste due parti da una breve capitolo di discussione sul Talmud stesso.


IL TALMUD

IL TALMUD deriva il suo nome dalla parola LAMUD - insegnato, e significa L'Insegnamento. Per metonimia, si vuol significare il libro che contiene l'Insegnamento, il quale insegnamento si chiama Talmud, cioè il libro dottrinale che da solo espone e spiega completamente tutta la conoscenza e l'insegnamento del popolo ebreo.
Per quanto riguarda l'origine del Talmud, i rabbini ritengono che il suo primo autore sia Mosè. Essi sostengono che, oltre alla legge scritta - trasmessa da Dio a Mosè sul Monte Sinai sulle tavole di sasso e denominata Torah Scheibiktab - Mosè abbia anche ricevuto la sua interpretazione, o legge orale, chiamata Torah Shebeal Peh. Secondo loro, questo è il motivo per cui Mosè rimase per tanto tempo sul monte. Infatti, essi sostengono, un giorno solo sarebbe stato sufficiente per ricevere da Dio la legge scritta.
Si dice che Mosè abbia trasmesso questa legge orale a Giosuè; Giosuè a sua volta ai settanta Anziani; questi Anziani ai Profeti, e i Profeti alla Grande Sinagoga. Si sostiene che essa fu più tardi trasmessa a certi rabbini, uno dopo l'altro, finchè non divenne impossibile ritenerla oralmente.
Qualunque cosa possa dirsi sulla storia dei rabbini, è cosa sufficientemente nota fra noi che, prima della nascita di Cristo, in Palestina esistevano scuole nelle quali si insegnavano i sacri testi. Per poterli ricordare, i commentari dei Dottori della legge venivano scritti su carte ed elenchi che, riuniti insieme, formarono gli inizi del Talmud giudaico.
Nel secondo secolo dopo Cristo, il rabbino Jehuda - che, a causa della sua santità di vita, era chiamato Il Santo e Il Principe - si rese conto che la cultura degli ebrei andava scemando, che la loro legge orale si stava perdendo, e che il popolo ebreo si stava disperdendo, e fu il primo a prendere in considerazione i possibili modi di ridar vita e preservare la legge orale. Egli raccolse tutti gli elenchi e le carte (che la contenevano) ricavandone un libro che fu chiamato Sepher Mischnaioth, oppure Mischnah - un Deuterosis o legge secondaria. Lo divise in sei parti, ciascuna delle quali venne divisa in molti capitoli che vedremo più avanti.

La Mischnah è il fondamento e la parte principale di tutto il Talmud.
Questo libro fu accettato da tutti gli ebrei e fu riconosciuto come codice autentico della loro legge. Veniva spiegato nelle loro Accademie di Babilonia - a Sura, Pumbaditha e Nehardea - e nelle loro Accademie di Palestina - a Tiberiade, Iamnia e Lydda.
Con l'andar del tempo le interpretazioni aumentarono e le dispute e le decisioni dei dottori della legge riguardanti la Mischnah furono scritte. e questi scritti costituirono un'altra parte del Talmud chiamata Gemarah.
Nel Talmud queste due parti sono disposte in maniera tale per cui la Mischnah serve per prima come una specie di testo della legge e la Gemarah serve poi da analisi delle varie opinioni per giungere alle decisioni definitive.
Non tutti i precetti della Mischnah, comunque, venivano discussi nelle scuole ebree. Non si commentavano quelli che non potevano essere applicati a causa della distruzione del Tempio, e quelli che potevano essere osservati solo nella Terra Santa. La loro spiegazione veniva rimandata alla venuta di Elia e del Messia. Per questo motivo, nel Gemarah, alcune parti del Mischnah mancano.
Per quanto riguarda l'interpretazione della Mischnah del rabbino Jehuda, ciascuna delle scuole di Palestina e di Bab ilonia seguì il suo metodo particolare, e in questo modo si venne a creare una duplice Gemarah - la versione di Gerusalemme e quella di Babilonia. L'autore della versione di Gerusalemme fu il rabbino Jochanan, che fu capo della sinagoga di Gerusalemme per ottant'anni. Nell'anno 230 A.D., egli portò a termine trentanove capitoli di commenari sulla Mischnah.
La Gemarah babilonese, comunque, non fu compilata da una sola persona e nemmeno in una volta sola. Il rabbino Aschi la cominciò nel 327 A.D. e vi lavorò per sessant'anni. Continuò il rabbino Maremar nell'anno 427 A.D., e l'opera fu portata a termine dal rabbino Abina nell'anno 500 A.D. circa.
La Gemarah babilonese è composta da trentacinque capitoli di interpretazioni.
Questa duplice Gemarah, assieme con la Mischnah, dà vita ad un duplice Talmud: la versione di Gerusalemme che a causa della sua brevità e difficoltà di comprensione non è molto usata; e la versione babilonese che è sempre stata tenuta in altissima considerazione dagli ebrei di tutti i tempi.
La Gemarah è seguita da aggiunte chiamate Tosephoth. Fu così che il rabbino Chaia inizialmente chiamò le sue opinioni sulla Mischnaioth. Egli e il rabbino Uschaia furono i primi a spiegare questo libro pubblicamente nelle scuole. I commentari sulla furono redatti dai dottori fuori dell'ambito delle scuole, erano chiamati Baraietoth, o opinioni estranee.
A questi Commentari si aggiunsero poi altre decisioni chiamate Piske Tosephoth, brevi tesi e semplici principi.
Per quasi cinquecento anni dopo il completamento del Talmud babilonese, lo studio della letteratura fu gravemente ostacolato, in parte a causa di calamità pubbliche e in parte a causa di dissensi fra gli studiosi. Ma nell'undicesimo secolo, altri scrissero ulteriori aggiunte al Talmud. Fra queste, le principali sono quelle del Tosephoth del rabbino Ascher.
Oltre a queste, comparvero il Perusch del rabbino Moische ben Maimon, per brevità chiamato Rambam dagli ebrei, dai cristiani Maimonide, e dal rabbino Schelomo, Iarchi o Raschi.
Così che la Mischnah, la Gemarah, il Tosephoth, le note marginali di rabbino Ascher, il Piske Tosephoth e il Perusch Hamischnaioth di Maimonide, tutti insieme, costituiscono un ampio lavoro chiamato Il Talmud.

******

Le principali parti del Talmud, che abbiamo menzionato sopra, sono sei:
...

I. ZERAIM. Contiene undici libri o Masechtoth.
...

II. MOED. Contiene dodici Libri o Masechtoth.
...

III. NASCHIM. Contiene sette Libri o Masechtoth.
...

IV. NEZIKIN. Contiene dieci Libri o Masechtoth.
...

V. KODASCHIM. Contiene undici Libri o Masechtoth.
...

VI. THOHOROTH. Contiene dodici Libri o Masechtoth.
...


Il Talmud completo si compone di 63 libri divisi in 524 capitoli.

Oltre a questi ci sono altri quattro brevi fascicoli che non sono stati inclusi nel Talmud regolare. Essi sono stati aggiunti da scrittori ed autori successivi.

Questi quattro fascicoli sono:

MASSEKHETH SOPHERIM - il Trattatello degli Scribi. Tratta del modo di scrivere i libri della legge. Contiene 21 capitoli.
EBHEL RABBETI - Un grosso trattato sul Lutto. Contiene 14 capitoli.
KALLAH - la Sposa. Sull'acquisizione della sposa, sui suoi ornamenti e altre cose che la riguardano. Ha un solo capitolo.
MASSEKHETH DEREKH ERETS - la Condotta di Vita.

Diviso in RABBAH - parti principali, e ZUTA - parti secondarie. Contiene 16 capitoli. Alla fine è aggiunto un capitolo speciale - PEREK SCHALOM - sulla Pace.
*****
Essendo il Talmud un lavoro tanto disordinato e voluminoso, si presentò la necessità di un compendio che ne facilitasse lo studio. A questo scopo, nel 1032, il rabbino Isaac ben Jacob Alphassi pubblicò un Talmud Abbreviato, che egli chiamò Halakhoth - Costituzioni. Tutte le discussioni protratte vi furono omesse e invece quelle parti che concernevano le cose pratiche della vita vi furono conservate. Dato però che questo lavoro non aveva un ordine, non fu considerato di gran valore.
Il primo a produrre un lavoro ben ordinato sulla Legge Ebraica fu Maimonide, chiamato l'"Aquila della Sinagoga." Nel 1180, egli produsse il suo celebre Mischnah Torah - Ripetizione della Legge, chamato anche Iad Chazakah - la Mano Forte. Esso contiene quattro parti o volumi e 14 libri che comprendono tutto il Talmud. In questo lavoro, Maimonide incluse anche molte discussioni filosofiche e tentò di stabilire molte leggi sue proprie. A causa di questo fatto, egli fu scomunicato dalla sua gente e condannato a morte. Fuggì in Egitto dove morì nel 1205.
Nonostante ciò, il valore del suo lavoro crebbe col tempo, e per un certo periodo, una versione espurgata fu tenuta in altissima considerazione dagli ebrei. Un difetto di questo lavoro è che continene molte leggi che hanno perso qualsiasi valore dopo la distruzione del Tempio.
Nel 1340, in stretto accordo con le idee dei rabbini, Jacob ben Ascher pubblicò un'edizione del lavoro di Maimonide, espurgata da tutte le sue innovazioni filosofiche e delle vecchie, inutili leggi.
Essa fu chiamata Arbaa Turim - I Quattro Ordini, che sono:
...

Nel trattatello Babha Metsia, fol 33a, leggiamo:
"Coloro che si dedicano alla lettura della Bibbia esercitano una certa virtù, ma non moltissima; coloro che studiano la Mischnah esercitano una virtù per cui riceveranno un premio; coloro, comunque, che si impegnano nello studio dalla Gemarah esercitano la più alta virtù."
Similmente, nel trattatello Sopherim XV,7, fol.13b:
"La Sacra Scrittura è come l'acqua, la Mischnah il vino, e la Gemarah vino aromatico."
La seguente è un'opinione nota e se ne trovano alte lodi negli scritti dei rabbini:
"Figlio mio, ascolta le parole degli scribi piuttosto che le parole della legge."
Il motivo di ciò si trova nel trattatello Sanhedrin X,3, f.88b:
"Colui che trasgredisce le parole degli scribi pecca più gravemente che chi trasgredisce le parole della legge."
Anche in presenza di divergenze di opinioni fra la Legge e i dottori, entrambi devono essere presi come parole del Dio Signore.
Nel trattatello Erubhin f.13b, dove si riferisce di una divergenza di opinioni fra le due scuole di Hillel e Schamai, si concude che:
"Le parole di entrambi sono parole del Dio vivente."
Nel libro Mizbeach, cap. V, troviamo la seguente opinione:
"Non c'è niente che sia superiore al Santo Talmud."
I sostenitori contemporanei del Talmud ne parlano quasi nella stessa maniera.

Ciò che i cristiani pensavano del Talmud è ampiamente dimostrato dai molti editti e decreti emessi a questo proposito, con i quali i supremi governanti della Chiesa e dello Stato lo hanno proscritto molte volte e hanno condannato alle fiamme questo sacro Codice Legale Secondario degli ebrei.
Nel 553, l'Imperatore Giustiniano proibì la diffusione dei libri del Talmud su tutto il territorio dell'Impero Romano. Nel XIII secolo "i Papi Gregorio IX e Innocente IV condannarono i libri del Talmud in quanto contenenti ogni tipo di abiezioni e bestemmie contro la verità cristiana, e ordinarono che fossero bruciati perchè diffondevano molte orribili eresie."
Più tardi, essi furono condannati da molti altri Pontefici Romani - Giulio III, Paolo IV, Pio IV, Pio V, Gregorio XIII, Clemente VIII, Alessandro VII, Benedetto XIV e altri che pubblicarono nuove edizioni dell'Indice dei Libri Proibiti secondo gli ordini dei Padri del Concilio di Trento, e anche nei nostri stessi giorni.
((Per quanto riguarda l'atteggiamento della Chiesa Cattolica verso gli ebrei, si veda l'Appendice alla fine di questo libro: "Come i Papi Hanno Trattato gli Ebrei."))
All'inizio del XVI secolo, quando la pace della Chiesa era disturbata da nuove religioni, gli ebrei cominciarono a distribuire il Talmud apertamente, assistiti dall'arte della stampa allora appena inventata. La prima edizione stampata di tutto il Talmud, contenente tutte le sue bestemmie contro la religione cristiana, fu pubblicata a Venezia nell'anno 1520. E quasi tutti i libri ebrei pubblicati in quel secolo che era loro favorevole sono completi e genuini.
Verso la fine del XVI secolo e l'inizio del XVII, quando molti uomini famosi si impegnarono in un diligente studio del Talmud, gli ebrei, temendo per se stessi, cominciarono ad omettere parti del Talmud che erano apertamente ostili ai cristiani. Fu in tal modo che il Talmud pubblicato a Basilea nel 1578 fu mutilato in molti punti.
Ad un sinodo in Polonia, nell'anno 1631, i rabbini della Germania ed altri paesi dichiararono che non si doveva stampare niente che potesse infastidire i cristiani e causare la persecuzione di Israele. Per questo motivo, nei libri ebraici pubblicati dal secolo seguente in poi, ci sono indizi di molte cose mancanti cui i rabbini suppliscono con spiegazioni ritenute a memoria, in quanto essi possiedono i libri integrali che i cristiani vedono raramente.
Comunque, i libri ebraici furono pubblicati più tardi con pochissime mutilazioni in Olanda - dove gli ebrei espulsi dalla Spagna venivano cordialmente ricevuti. Il Talmud pubblicato in questo paese nel 1644-1648 è quasi uguale all'edizione veneziana.
L'ultimo strattagemma inventato per ingannare i censori è stato di inserire la parola haiah (era) nel testo genuino, come per indicare che la questione di cui si tratta si riferisce ad un tempo passato. Ma così facendo essi "puliscono solo l'esterno della tazza". Infatti, in molti punti lasciano trapelare ciò che intendono, per es. con le parole gam attah, "perfino ora," vale a dire "questa legge deve essere obbedita"; e aphilu bazzeman hazzeh, "fino ad oggi," vale a dire "questa legge è ancora valida," e simili.

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Dobbiamo aggiungere alcune considerazioni sull'altro notissimo libro degli ebrei, che si chiama ZOHAR.

Secondo alcuni rabbini, Mosè, dopo essere stato istruito sull'interpretazione della legge sul Monte Sinai, non trasmise quest'informazione a Giosuè nè questi agli anziani, ma ad Aronne, Aronne ad Eleazzaro, e così via fino a che l'insegnamento orale non fu messo in forma di libro con il nome di ZOHAR, dal nome ZEHAR, che significa emanare splendore. Esso è infatti un'illustrazione dei libri di Mosè, un commentario del Pentateuco.
Si dice che l'autore sia stato R. Schimeon ben Jochai, un discepolo di R. Akibha che, cinquant'anni dopo la distruzione del Tempio, morì da martire nell'anno 120 A.D. circa nella guerra che Adriano condusse contro gli ebrei. Dato che, comunque, in questo libro appaiono nomi di uomini vissuti diversi secoli dopo l'anno indicato, e dato che nè Rambam (R. Mosche ben Nachman, nè R. Ascher, che morì nell'anno 1248 A.D. circa, ne hanno fatto menzione, è più probabile che siano più vicini alla verità coloro che dicono che il libro di Zohar vide la luce per la prima volta intorno al XIII secolo. Ciò è considerato probabile specialmetne a causa del fatto che circa in questo periodo fu prodotto un libro simile per stile e argomento al modo di scrivere caldeo.
Si compone di tre volumi formato in ottavo grande.

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