Canan, Pałestina, Judea, Ixrael

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Messaggioda Berto » gio dic 31, 2015 1:30 pm

Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Canan, Pałestina, Judea, Ixrael

Messaggioda Berto » gio dic 31, 2015 1:32 pm

Canan/Cananea
https://it.wikipedia.org/wiki/Canaan
https://en.wikipedia.org/wiki/Canaan
Canaan (ebraico classico: כְּנַעַן, [kənaʕan], ebraico moderno: Knaan; greco della koinè: Χαναάν, da cui latino: Canaan; aramaico: ܟܢܥܢ da cui arabo کنعان [kanaʕa:n]; e da cui italiano: Cananea) è un antico termine geografico che si riferiva ad una regione che comprendeva, grosso modo, il territorio attuale di Libano, Israele e parti di Siria e Giordania.
Il nome Canaan ci è arrivato dall'ebraico כנען, attraverso il greco Χαναάν e il latino Canaan. Il termine ebraico è di origini oscure, un'ipotesi accreditata è la connessione col termine hurrita kinahhu, trovato a Nuzi (c. 1450 a.C.) o ancora all'accadico Kinaḫḫu, che si riferiscono al colore rosso porpora che tali popolazioni lavoravano. Come d'altra parte il significato di Fenici (dal greco Φοινίκη: Phoiníkē) ha la medesima ragione, i due termini sono sinonimi utilizzati per indicare le popolazioni della terra oggi compresa tra il nord Israele, Libano e parte di Siria e Giordania.
Secondo la tradizione biblica deriva dal nome di un personaggio della Bibbia, Canaan figlio di Cam e nipote di Noè, dal quale sarebbe disceso il popolo cananeo (mentre gli ebrei e gli arabi erano chiamati semiti in quanto discendenti di Sem).



Pałestina
https://it.wikipedia.org/wiki/Palestina
Con il nome Palestina (in greco: Παλαιστίνη, Palaistine; in latino: Palaestina; in arabo: فلسطين‎, Filasṭīn; in ebraico: פלשתינה‎?, Palestina) viene indicata la regione geografica del Vicino Oriente compresa tra il Mar Mediterraneo, il fiume Giordano, il Mar Morto, a scendere fino al mar Rosso e i confini con l'Egitto.
Palestina è la denominazione romana della provincia che risale all'epoca dell'imperatore Adriano, nel 135 d.C., quando il nome ufficiale Syria Palaestina sostituì il precedente Iudaea includendo anche altre entità amministrative: Samaria, Galilaea, Philistaea e Perea. Il cambio di denominazione del governatorato suggerisce la rottura politica fra l'impero e le autorità locali presso gli Ebrei (o Giudei). Il nome Palestina era tuttavia un toponimo già noto, introdotto da Erodoto e utilizzato dai Greci.

Nei più antichi documenti il territorio è noto con nomi diversi. Antichi documenti egiziani si riferiscono alla regione con il nome traslitterato rṯnu (pronuncia convenzionale retenu o recenu). Nella Bibbia la Palestina è indicata con diversi nomi e risulta una presenza contemporanea di più stati sul suo territorio. Oltre ai termini Eretz Yisrael "Terra di Israele", Eretz Ha-Ivrim "Terra degli ebrei", "Terra in cui scorre latte e miele", Terra promessa, tutto il territorio a occidente del fiume Giordano in epoca antecedente era chiamato "Terra di Canaan", in quanto precedentemente abitato dai Canaaniti (o Cananei). Nella mitologia biblica i cananei sono i discendenti di Canaan figlio di Cam. Secondo la Bibbia questa popolazione sarebbe stata sopraffatta e colonizzata più o meno nello stesso periodo dalla popolazione degli Ebrei nella parte interna-centrale (popolo originario della Mesopotamia meridionale considerati discendenti di Abramo cui Dio avrebbe promesso la terra di Canaan), e da quella dei Filistei, nella parte costiera e sud-occidentale.

Con l'arrivo del popolo ebraico la 'Terra di Canaan' prese il nome di "Terra di Israele". La storia del territorio a questo punto coincide con la storia del popolo d'Israele. A seguito vi fu una divisione del regno ebraico unito, il Regno di Giuda e Israele, in due regni separati, quello meridionale regno di Giuda (sottomesso e distrutto per un periodo a causa dei babilonesi), quello settentrionale regno di Israele o Samaria (conquistato poi dagli assiri).

La regione costiera invece, colonizzata probabilmente in un'epoca intorno al 1000 a.C. dai Filistei o pheleset (la cui origine si suppone probabilmente essere del ceppo indoeuropeo) comprendeva almeno cinque città: Gaza, Ashdod, Ekron, Gath, e Ashkelon. Di questo popolo gli Egiziani antichi danno per primi notizia come P-r/l-s-t (convenzionalmente Peleshet), uno dei Popoli del mare che invasero l'Egitto durante il regno di Ramses III ma su le cui origini vi è ancora dibattito.

"Filistea" (italianizzazione del termine biblico "Peleshet", ebraico פלשת Pəléšeth, P(e) léshet) è il toponimo da cui è derivato il latino "Palaestina", dunque "Palestina" è un nome ispirato al popolo dei Filistei. In epoca biblica i Filistei si scontrarono con gli Israeliti per un lungo periodo, subirono sconfitte ma vinsero alcune battaglie ai tempi del profeta Amos, vennero infine sottomessi da re David e forse definitivamente sterminati, scomparvero definitivamente come nazione e non sono più citati dai tempi delle invasioni degli Assiri.

La terra di Israele in seguito venne sottoposta al dominio persiano, ellenistico e romano. Uno dei regni ebraici - il Regno di Giuda - chiamato abitualmente Giudea, continuò a esistere, anche su territori dell'intera terra, come stato formalmente indipendente per almeno due secoli. I Romani intorno al 130 a.C. intervennero proprio su richiesta di uno dei due regni da parte della tribù regnante dei Maccabei, e lo stesso patriarca Giuda Maccabeo ottenne la cittadinanza onoraria di Roma e un seggio nel Senato Romano.



Giudea
https://it.wikipedia.org/wiki/Giudea
La Giudea (ebraico: יהודה, moderno Yəhuda, masoretico Yəhûḏāh, greco: Ιουδαία; Latino: Iudaea) è una regione storica del Vicino Oriente, coincidente con il territorio assegnato alla biblica tribù di Giuda. La sua città principale è Gerusalemme.
La Giudea è centrale nel racconto della Bibbia, con i patriarchi Abramo, Isacco e Giacobbe che vengono sepolti a Hebron nella Tomba dei Patriarchi. Essa fece parte dell'antico regno di Israele fino alla morte del re Salomone, circa nel 931 a.C., quando il regno si divise in due, il regno di Israele a Nord e il Regno di Giuda a Sud.



Ixrael
https://it.wikipedia.org/wiki/Israele
Israele, ufficialmente Stato d'Israele (in ebraico: מדינת ישראל[?•info], Medinat Yisra'el; in arabo: دولة اسرائيل, Dawlat Isrā'īl), è uno Stato del Vicino Oriente affacciato sul mar Mediterraneo. Confina a nord con il Libano, con la Siria a nord-est, Giordania a est, Egitto e Golfo di Aqaba a sud, e con i territori palestinesi, ossia Cisgiordania a est e Striscia di Gaza a sud-ovest.
Sull'etimologia del nome Israele non esiste un'opinione comune. Secondo Victor P. Hamilton, il nome deriva dall'unione del verbo śarar ("governare", "avere autorità") e del sostantivo el ("Dio"). Il significato sarebbe dunque "Dio governa" o "Possa Dio governare".
Secondo Geller, invece, l'etimo è da rintracciarsi nel verbo śarah ("combattere"), dal momento che Giacobbe cambia nome dopo la lotta con una possibile manifestazione divina. In questo caso, il significato sarebbe "Colui che ha combattuto con Dio" o "Dio combatte".
Un'interpretazione comune fa derivare il nome dal soprannome di Giacobbe, ovvero Israele (איש רואה אל, Ish roe El, che tradotto significa "l'uomo che vide (l'angelo di) JHWH"). "Eretz Yisrael" avrebbe dunque il significato di "Terra di Giacobbe". La grafia di questa interpretazione (ישראל) è quella più aderente alla parola Israele (ישראל).
Il documento più antico su cui appare la parola "Israele" è la cosiddetta "Stele di Merenptah", una stele risalente al 1209-1208 a.C. circa che documenta le campagne militari nella terra di Canaan del Faraone della XIX dinastia. La stele parla di Israele come di uno tra i tanti popoli di pastori-nomadi della regione, piuttosto che di una nazione bene organizzata:
« […] I principi prosternati gridano pietà! Nessuno alza la testa fra i Nove Archi. Il paese di Tjehnu è distrutto, il Khatti è in pace, Canaan è stata saccheggiata con tutto il male, Ascalona è presa e Gezer catturata, Yenoam è ridotta come se non fosse mai esistita. Israele è desolata e non ha più seme, Khor è rimasta vedova per To-meri […] »
Il nome Israele viene citato anche nel Libro della Genesi (32,28), dove viene raccontato l'episodio in cui Dio cambia il nome a Giacobbe, chiamandolo, per l'appunto, Israele.
Lo Stato moderno prende comunque il nome dal termine biblico, nonostante fossero stati proposti altri nomi (Eretz Yisrael, Sion o Zion, Giudea e Nuova Giudea).



Stełe de Merenptah o Stełe de Ixrael

Immagine

https://it.wikipedia.org/wiki/Stele_di_Merneptah
La Stele di Merenptah o Stele d'Israele è una stele di granito nero fatta erigere dal sovrano egizio Amenhotep III (regno circa 1387 a.C.-1348 a.C.) e modificata successivamente da Merenptah (regno circa 1213 a.C. -1203 a.C.). Riporta la data "Quinto anno, terzo mese di Shemu, terzo giorno", corrispondente circa al 1209-1208 a.C. È stata ritrovata nel 1896 da Flinders Petrie presso il tempio funerario di Merenptah a Tebe ed attualmente è conservata al Museo egizio del Cairo.
La stele riporta il resoconto di una vittoria militare contro i popoli Libu e Mashuash nell'attuale Libia. Nelle ultime righe è narrata l'esito vittorioso di una diversa spedizione militare condotta da Merenptah verso la terra di Canaan. Tra i popoli e le città sconfitti viene elencato ysrỉr:
Da molti studiosi moderni ysrỉr viene identificato con Israele. Si tratterebbe pertanto della prima testimonianza storica extrabiblica relativa al popolo ebraico.
Il nome ysrỉr non è accompagnato, come accade per le città o stati presenti nella lista, dall'ideogramma raffigurante tre montagne stilizzate indicante un paese o stato. L'ideogramma associato invece, un uomo e una donna, indica una popolazione di natura nomade.
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Re: Canan, Pałestina, Judea, Ixrael

Messaggioda Berto » gio dic 31, 2015 1:33 pm

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Re: Canan, Pałestina, Judea, Ixrael

Messaggioda Berto » gio dic 31, 2015 9:33 pm

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Re: Canan, Pałestina, Judea, Ixrael

Messaggioda Berto » gio dic 31, 2015 9:33 pm

El stanpo del markio de re Exekia, catà soto a Jeruxałeme
Lo stampo del sigillo di re Ezechia, rinvenuto a Gerusalemme

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... zechia.jpg


Nativi a Gerusalemme
A poco a poco la Terra d’Israele sta rivelando al popolo d'Israele i segreti rimasti sepolti nelle sue profondità per migliaia di anni
Lo stampo del sigillo di Ezechia, rinvenuto a Gerusalemme
Di David M. Weinberg
(Da: Jerusalem Post, 3.12.15)

http://www.israele.net/nativi-a-gerusalemme

La scoperta di un’impronta del sigillo reale di Ezechia negli scavi all’Ophel “riporta in vita davanti ai nostri occhi i racconti biblici su re Ezechia e sulle attività svolte durante la sua vita nel quartiere reale di Gerusalemme”, afferma l’Università di Gerusalemme. In effetti, è molto più di questo.

Il rinvenimento e la decifrazione della bulla di 2.700 anni fa trovata negli scavi accanto al Monte del Tempio è la prova concreta delle profonde radici del popolo ebraico a Gerusalemme: una conferma degli atavici diritti degli ebrei a Gerusalemme. Il che è doppiamente importante in un periodo come questo in cui vi sono studiosi e archeologi che negano la veridicità di ogni racconto biblico dell’antico Israele, e molti palestinesi che sostengono che il popolo ebraico non ha nessuna storia e nessun diritto nazionale a Gerusalemme. Si consideri quanti – dall’Unesco, ai palestinesi, ai ”pacifisti” intransigenti fino a scettici archeologi dell’Università di Tel Aviv – hanno contestato i due decenni di scavi all’Ophel e nella Città di Davide a Gerusalemme, alle falde del Monte del Tempio.

Superando con perseveranza grandi avversità, la professoressa Eilat Mazar e i suoi colleghi della Israel Antiquities Authority e dell’Università di Gerusalemme hanno portato alla luce alcuni dei più antichi manufatti conosciuti della città, risalenti ai secoli XI e XII a.e.v. Tra questi, prove a sostegno della storicità dei re biblici Davide e Salomone, fondatori della dinastia di Giuda.

Due anni fa, l’infaticabile Mazar ha annunciato la scoperta di un tesoro di monete d’oro trovate ai piedi del Monte del Tempio, risalenti al VI secolo e agli inizi del VII secolo a.e.v, cioè al periodo del Primo Tempio. Il tesoro comprendeva un grande medaglione d’oro sbalzato con motivi ebraici tra i quali una menorà e uno shofar. E ora la bulla che porta il nome di re Ezechia (727-698 a.e.v.), un reperto scoperto sei anni fa ma che solo di recente è stato decifrato. E’ la prima volta che l’impronta di sigillo di un re d’Israele o di Giuda viene alla luce in uno scavo scavi archeologico scientifico in Israele. Si tratta “della cosa più vicina a cui possiamo arrivare che molto probabilmente sia stata tenuta in mano da re Ezechia in persona”, dice Mazar. La bulla è stata scoperta in una discarica adiacente a un edificio reale o governativo verosimilmente costruito nel X secolo a.e.v., l’epoca di re Salomone.

Il medaglione con incisi Shofar, Menorah e rotolo della Torah

Quest’ultima scoperta di Mazar ci ricorda altri importanti ritrovamenti archeologici che mettono in risalto il radicamento ebraico in Terra d’Israele. Tra questi, le quattro antiche iscrizioni finora conosciute che menzionano “Israele”: la Stele di Merneptah (un’iscrizione dell’epoca del re egizio Merneptah del 1200 a.e.v., figlio del faraone Ramses II, quello della storia dell’Esodo); la Stele di Tel Dan (nella quale il re Hazael di Aram-Damasco, del IX secolo a.e.v., si vanta delle vittorie sul re d’Israele e sul suo alleato, il re della “Casa di Davide”); la Stele di Mesha (trovata sulle rive del Mar Morto, nella quale il re di Moav celebra le sue vittorie sui re ebrei della casa di Omri, strettamente parallelo al testo biblico di 2Re 3); e i Monoliti assiri di Kurkh (che sembrano fare riferimento a re Acab d’Israele).

Negli anni ‘50, Yigal Yadin scoprì le porte delle mura di Hatzor, Megiddo e Ghezer, che corrispondono perfettamente ai progetti di costruzione su larga scala di re Salomone del X secondo a.e.v. come sono descritti in 1 Re.

Un menzione speciale, in questo contesto, va all’archeologo israeliano tanto vituperato Adam Zartal, dell’Università di Haifa, scomparso lo scorso di ottobre. Zartal trascorse trent’anni a studiare uno straordinario pezzo di territorio in Giudea e Samaria, e nove anni a scavare un importante altare cerimoniale identificabile con quello costruito dal profeta e condottiero biblico Giosuè sul monte Ebal, vicino a Nablus (Giosuè 8, 30-31). Da molti colleghi è stato attaccato, deriso e infine ignorato. Ma Zartal era convinto che il lavoro degli archeologi contemporanei possa e debba ispirarsi alla Bibbia ebraica. Per Zertal, l’altare sul monte Ebal dimostra che gli israeliti attraversarono effettivamente il Giordano entrando in Canaan, come narra la Bibbia.

Una controversia simile è scoppiata nel corso degli scavi di Yosef Garfinkel, dell’Università di Gerusalemme, a Khirbet Qeiyafa, nella valle di Elah. Garfinkel vede nella cittadella fortificata una prova del potente regno di Davide nel X secolo a.e.v., e la identifica con la città biblica di Sha’arayim, menzionata in 1 Samuele. Altri, come Aharon Kempinski e Israel Finkelstein dell’Università di Tel Aviv, che considerano l’intero racconto biblico puramente mitologico, sostengono che il “cosiddetto regno di Davide” non era altro che una piccola entità tribale, povera e scarsa di popolazione, che non si estendeva al di là dei confini di Gerusalemme e dei suoi immediati dintorni.

“Hai visto? Gli ebrei hanno trovato un sigillo di un re d’Israele di 2.700 anni fa!” – “Orribile! Non avevo capito che l’occupazione era così antica!”

Ovviamente questi dibattiti riflettono non solo differenti opinioni scientifiche, ma anche prospettive profondamente diverse sul piano nazionale, politico e teologico (rafforzate da tensioni interpersonali, gelosie accademiche, competizioni per il budget). Possono anche riflettere il fatto che l’archeologia con un vera angolatura biblica è ancora agli inizi, soprattutto a Gerusalemme. L’equilibrio delle opinioni potrebbe spostarsi con l’aumento degli scavi e delle nuove scoperte.

La mia sensazione è che a poco a poco la Terra d’Israele sta rivelando al popolo d’Israele i segreti che sono rimasti sepolti nelle sue profondità per migliaia di anni. Anno dopo anno, scavo dopo scavo, gli strati dell’esilio vengono staccati dalla terra. La terra si rivela, e la storia del popolo ebraico in Israele si manifesta agli occhi di tutti.

Tutto questo è un altro modo per dire, ai palestinesi e ai tanti soggetti nel mondo ostili a Sion, che possono scordarsi di cacciare via Israele. Il retaggio del popolo ebraico a Gerusalemme e in Terra di Israele è solido come la roccia, e in essa incorporato. La storia e l’identità nazionale d’Israele sono autenticamente e profondamente ancorate a Gerusalemme. Nessuna quantità di palestinesi armati di coltelli, o di qualsiasi altra arma, potrà strappare gli ebrei da Gerusalemme e da questo paese.


https://it.wikipedia.org/wiki/Ezechia
Ezechia o Hezekiah (In ebraico: חזקיה or חזקיהו, che significa Dio mi ha reso forte) fu re del regno di Giuda.
Fu figlio del re Acaz (II Cronache 29,1) e della regina Abijah, figlia di uno Zaccaria di cui non abbiamo riferimenti storici. La regina Abijah era conosciuta anche come Abi ( 2 Re 18,1-2).
Ezechia regnò per ventinove anni ( 2 Re 18,2). Egli fa parte dell'elenco dei sovrani presenti nella genealogia di Gesù nel Vangelo secondo Matteo.
La datazione del suo regno è controversa: alcuni studiosi (come William F. Albright) propongono il periodo 715 a.C.-687 a.C., mentre altri (come E. R. Thiele) propongono il periodo 716 a.C.-687 a.C.

Dopo la morte del re assiro Sargon II a cui succedette il figlio Sennacherib, Ezechia cercò di riguadagnare la sua indipendenza dal regno di Assiria. Egli si rifiutò di pagare il tributo imposto a suo padre, e «si ribellò contro il re di Assiria», alleandosi con l'Egitto, (Libro di Isaia, 30-31). La sua ribellione ebbe come conseguenza l'invasione del regno di Giuda da parte di Sennacherib (II Libro dei Re, 18:13-16) durante il quarto anno di regno del re assiro (701 a.C.). Ezechia si preparò all'invasione assira, dando vita ad una imponente e geniale opera di ingegneria, un tunnel (noto con il nome di tunnel di Ezechia), lungo 533 metri che venne scavato per rifornire d'acqua la città di Gerusalemme dalla Sorgente di Gihon, che si trovava fuori della città. L'opera viene descritta nella iscrizione di Siloam, trovata all'interno del tunnel e databile intorno al periodo del suo regno. Nello stesso tempo, venne eretto un muro intorno al pozzo di Siloam nel quale confluivano le acque provenienti dalla sorgente (Isaia, 22:11). (Una impressionante vestigia di questa struttura è l'ampio muro nel Quartiere Ebraico della Città vecchia di Gerusalemme).


Me par kel sipia anca el segno de Tanit:

https://it.wikipedia.org/wiki/Tanit

Per i Cartaginesi, Tanit -da alcuni associata a Didone- era dea della fertilità, dell'amore e del piacere, associata alla buona fortuna, alla Luna e alle messi. Nella mitologia fenicia era simile ad Astarte, la dea madre. Nella religione greca, Tanit era paragonata ad Afrodite, ad Artemide ed a Demetra, dea delle messi e dei raccolti. Nella lingua egizia il nome di Tanit potrebbe essere letto come "Terra di Neith", e Neith era una divinità legata anche alla guerra. Non esiste certezza riguardo alla pronuncia del nome della divinità, chiamata TNT in lingua fenicia e punica (non veniva resa la vocalizzazione). Alcuni studiosi ritengono potesse chiamarsi Tinnit; il nome Tanit (pronunciato Tànit o Tanìt) si diffuse grazie al successo dell'opera Salammbô dello scrittore Gustave Flaubert.

https://en.wikipedia.org/wiki/Tanit


Sinboło venetego misterioxo - ła barca del sol
viewtopic.php?f=171&t=1481
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Re: Canan, Pałestina, Judea, Ixrael

Messaggioda Berto » gio dic 31, 2015 9:33 pm

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Re: Canan, Pałestina, Judea, Ixrael

Messaggioda Berto » gio dic 31, 2015 9:37 pm

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Re: Canan, Pałestina, Judea, Ixrael

Messaggioda Berto » gio dic 31, 2015 9:40 pm

Incontro del Presidente dello Stato di Israele Reuven Rivin con la Comunità Ebraica di Roma del 3 Settembre
https://www.radioradicale.it/palinsesto#o=10.58.18
Palinsesto di Domenica 6 Settembre 2015
https://www.radioradicale.it/download/2 ... .06.40.mp3
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Re: Canan, Pałestina, Judea, Ixrael

Messaggioda Berto » ven gen 01, 2016 8:42 am

Alcune domande scomode sulla Palestina su cui riflettere
Dic 30, 2015

http://www.rightsreporter.org/alcune-do ... riflettere

Riproponiamo questo pezzo non nostro sulla Palestina (ma ignoriamo l’autore altrimenti lo avremmo citato) pubblicato a suo tempo sul nostro forum che però ora non è più disponibile. Buona lettura e buona riflessione.

Egregio signore/a, sarebbe così gentile da rispondere a qualche domanda? Se lei è così sicuro che la “Palestina” sia stata fondata molti secoli fa, ben prima della presenza degli ebrei e abbia lasciato tracce nella storia, beni culturali da conservare, eredità da difendere, certamente lei sarà in grado di rispondere alle seguenti domande:

Quando è stata fondata e da chi?
Quali erano i suoi confini?
Qual era la sua capitale?
Quali erano le sue città più importanti?
Qual era la base della sua economia?
Qual era la sua forma di governo?
Può citare almeno un leader palestinese prima di Arafat e di Amin Al Husseini, il muftì di Gerusalemme amico di Hitler?

La “Palestina” è stata mai riconosciuta da un paese la cui esistenza a quel tempo non lascia spazio a discussioni?
Qual era la lingua parlata nello stato di Palestina prima degli ebrei?
Avevano un sistema politico? Il loro sovrano portava un titolo? C’era un parlamento o un consiglio? Hanno combattuto delle battaglie?
C’è un qualche libro palestinese prima del Novecento? Può nominare uno scrittore palestinese, un pittore, uno scultore, un musicista, un architetto palestinese prima di tale data?

Esiste un piatto tipico palestinese, che lei sappia? Un costume caratteristico?
Che religione aveva la Palestina prima di Maometto?
Qual era il nome della sua moneta? Ne esistono degli esemplari in qualche museo?
Scelga pure una data nel passato anche recente e ci dica: qual era il tasso di cambio della moneta palestinese nei confronti del dollaro, yen, franco, ecc.?
Poiché questo paese oggi non esiste, può spiegare la ragione per cui ha cessato di esistere? E può specificarne la data di estinzione?
Se la sua organizzazione piange per il destino dei poveri palestinesi “occupati”, mi può dire quando questo paese era orgoglioso e indipendente?
Se le persone che, a torto o a ragione, chiamate palestinesi non sono solo una collezione di immigrati dai paesi arabi e se davvero hanno una identità definita etnica che assicura il diritto di autodeterminazione, mi sa spiegare perché non hanno cercato di essere indipendenti dai paesi arabi prima della devastante sconfitta nella Guerra dei Sei Giorni? Perché datano l’”occupazione” dal ’67, se prima i “territori palestinesi” erano governati da stati “non palestinesi” come l’Egitto e la Giordania?

Le ho fatto tante domande, mi auguro che potrà rispondere almeno a qualcuna. Finisco solo con una nota: spero che lei non confonda i palestinesi con i Filistei, che erano una popolazione marittima di lingua indeoeuropea (i popoli del mare) che fecero un’invasione in terra d’Israele, come anche in Egitto e nell’attuale Libano verso il nono secolo a.C. Il solo rapporto è l’invenzione romana che dopo la distruzione del Tempio, nel I secolo, ribattezzò quelle terre per spregio con il nome di un antico nemico dei ribelli ebrei. L’etimologia non è storia.

Altre domande scomode
Come mai non è nato uno Stato palestinese tra il ’48 e il ’67?
E poi un’altra domanda: come sono stati trattati i profughi palestinesi dai fratelli arabi prima e dopo il ’67, dopo ma anche prima sottolineo?
Conoscete gli orrori del “Settembre nero” in Giordania? Conoscete il ruolo della Siria nel massacro del campo di Tal el Zatar?
Ma soprattutto: sapete che se i palestinesi avessero accettato il piano di spartizione dell’Onu, oggi avremmo due popoli e due Stati? Non c’era bisogno di tante guerre e tanto spargimento di sangue se gli arabi e i palestinesi avessero accettato il diritto degli ebrei ad avere uno Stato. Questo pochi lo sanno. Pochi lo vogliono sapere.
E’ possibile che 20 anni dopo Oslo, miliardi di dollari, miliardi di euro, aiuti da tutto il mondo, compreso Israele, l’Autorità Palestinese non sia stata capace di costruire un solo ospedale moderno, una qualsiasi struttura e continui a piangere miseria? Questa è la domanda che molti si fanno, per “molti” intendo le persone pensanti, non certo i pacifisti filopalestinesi o i sinistri antisraeliani che continuano il boicottaggio contro Israele, accecati dall’odio e dalla loro criminale ideologia. Allora?
Qualcuno sa dirmi dove sono finiti i miliardi e perché l’ANP (per non parlare di Gaza) pullula di villone con piscina di proprietà dei capi e capetti palestinesi mentre non esiste un ospedale degno di questo nome, non esistono università se non quelle dove si allevano amorevolmente giovani fanatici destinati a diventare possibili terroristi, (es.: Bir Zeit)?
Qualcuno sa dirmi perché, letteralmente affogati, alla Paperon de’ Paperoni, nei miliardi che il mondo manda da decenni all’ANP, miliardi che avrebbero potuto ricoprire d’oro ogni casa palestinese e rendere ricco ogni singolo abitante, miliardi che avrebbero potuto costruire ospedali e atenei all’avanguardia, la popolazione palestinese vive male e chi ha bisogno di cure serie deve venire in Israele o andare in qualche altro paese disposto ad accoglierli e a curarli gratis?

Alcune persone dicono che gli arabi sono “nativi palestinesi”, mentre gli ebrei sono “invasori” e”colonizzatori”. Quindi, io ho letto le biografie dei leader israeliani e palestinesi e sono diventato confuso.
Ecco chi tra i leader israeliani e palestinesi è Nato il in Palestina:

Leaders israeliani:
BENJAMIN NETANYAHU, Nato il 21 ottobre 1949 a Tel Aviv.
EHUD BARAK, Nato il 12 febbraio 1942 a Mishmar HaSharon, Mandato britannico della Palestina.
ARIEL SHARON, Nato il 26 febbraio 1928 a Kfar Malal, Mandato britannico della Palestina.
EHUD OLMERT, Nato il 30 settembre 1945 a Binyamina-Giv’at Ada, Mandato britannico della Palestina.
ITZHAK RABIN, Nato il 1 March 1922 a Gerusalemme, Mandato britannico della Palestina.
ITZHAK NAVON, Presidente israeliano nel 1977-1982. Nato il 9 aprile 1921 a Gerusalemme, Mandato britannico della Palestina.
EZER WEIZMAN, Presidente israeliano nel 1993-2000. Nato il 15 giugno1924 a Tel Aviv, Mandato britannico della Palestina.

Leader arabi “palestinesi”:
YASSER ARAFAT, Nato il 24 agosto 1929 al Cairo, Egitto.
SAEB EREKAT, Nato il 28 Aprile 1955, in Giordania. Ha la cittadinanza giordana.
FAISAL ABDEL QADER AL-HUSSEINI, Nato il 1948 a Bagdad, Iraq.
SARI NUSSEIBEH, Nato il 1949 a Damasco, Siria.
MAHMOUD AL-ZAHAR, Nato il 1945 al Cairo, Egitto.

Quindi i leader israeliani, che sono nati in Palestina, sono colonizzatori o invasori.
Mentre i leader arabi palestinesi che sono nati in Egitto, Siria, Iraq e Tunisia sono nativi palestinesi????-
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Canan, Pałestina, Judea, Ixrael

Messaggioda Berto » ven gen 01, 2016 11:31 pm

???

La Palestina non esiste più dai tempi dei Filistei
Di Anat Hila Levi, il 24 marzo 2015
http://www.qelsi.it/rubriche/anat-hila- ... i-filistei

Palestina è la denominazione romana della provincia che risale all’epoca dell’imperatore Adriano, precisamente al 135 d.C., quando il nome ufficiale Syria Palaestina sostituì il precedente Iudaea includendo anche altre entità amministrative: Samaria, Galiaelea, Philistaea e Perea. Il cambio di denominazione del governatorato romano suggerisce la rottura politica fra l’impero e le autorità locali presso gli Ebrei (o Giudei) dopo che avevano soffocato le ultime ribellioni ebraiche e distrutto oltre al Tempio anche la città di Gerusalemme con lo scopo di farla finita con la religione ebraica, sino al punto di punire con la morte il suo insegnamento.

Nel tempo non riuscirono ad imporre un nuovo nome di uso comune a Gerusalemme, ma riuscirono a sostituire il nome Palestina a Giudea. Il nome Palestina era tuttavia un toponimo già noto, introdotto da Erodoto e utilizzato dai Greci.

“Filistea” (italianizzazione del termine biblico “Peleshet”, ebraico פלשת Pəléšeth, P(e) léshet) è il toponimo da cui è derivato il latino “Palaestina”, dunque “Palestina” è un nome ispirato al popolo dei Filistei che viveva nella zona costiera a sud-ovest dell’attuale Israele . In epoca biblica i Filistei si scontrarono con gli Israeliti per un lungo periodo, subirono sconfitte ma vinsero alcune battaglie ai tempi del profeta Amos. Vennero infine sottomessi da re David e forse definitivamente sterminati, scomparvero definitivamente come nazione e non sono più citati dai tempi delle invasioni degli Assiri.

Per quanto riguarda il popolo palestinese, credo non servano altre spiegazioni o commenti dopo aver letto le parole che seguono, relative ad un’intervista a Zahir Muhsein che fu un leader dell’OLP. Affermò al giornale olandese Trouw nel lontano marzo 1977:

“Il popolo palestinese non esiste. La creazione di uno stato palestinese è solamente un mezzo per continuare la nostra lotta per l’unità araba contro lo Stato d’Israele. In realtà oggi non c’è differenza tra giordani, palestinesi, siriani e libanesi. Oggi parliamo dell’esistenza di un popolo palestinese per ragioni politiche e strategiche poichè gli interessi nazionali arabi richiedono che venga assunta l’esistenza di un distinto “popolo palestinese” da opporre al sionismo. Per ragioni strategiche la Giordania, che è uno stato sovrano con confini ben definiti non può vantare diritti su Haifa e Jaffa mentre io, come palestinese, posso senz’altro vantare diritti su Haifa, Jaffa, Beersheva e Gerusalemme. Comunque nel momento in cui i nostri diritti saranno riconosciuti non attenderemo nemmeno un minuto per unire la Palestina alla Giordania.”
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