Accoglienza imposta è un crimine contro l'umanità

Re: Accoglienza imposta è un crimine contro l'umanità

Messaggioda Berto » dom dic 10, 2017 7:36 am

Non esiste alcun obbligo all'accoglienza e non accogliere è un dovere quando l'invasione si fa potenzialmente mortale e viola i nostri diritti umani;
impedire l'invasione anche con le armi è un diritto e un dovere di legittima difesa.



La crisi migratoria europea: Arriveranno ancora milioni di migranti - "L'esodo africano di proporzioni bibliche impossibile da fermare"
di Soeren Kern
8 dicembre 2017
Pezzo in lingua originale inglese: Europe's Migrant Crisis: Millions Still to Come
Traduzioni di Angelita La Spada

https://it.gatestoneinstitute.org/11512 ... opea-esodo


Più di sei milioni di migranti sono in attesa nei paesi del Mediterraneo di raggiungere l'Europa, secondo un rapporto riservato del governo tedesco trapelato e finito sulle pagine del quotidiano tedesco Bild.

"I giovani hanno tutti il cellulare e possono vedere cosa accade in altre parti del mondo e questo agisce da calamita." – Michael Møller, direttore generale della sede delle Nazioni Unite a Ginevra.

"I più grandi movimenti migratori devono ancora avvenire: la popolazione africana si raddoppierà nei prossini decenni. (...) La Nigeria [crescerà] fino a quattrocento milioni. Nella nostra era digitale, con Internet e i telefoni cellulari, tutti sanno della nostra prosperità e conoscono il nostro stile di vita. Devono ancora arrivare da otto a dieci milioni di migranti ." – Il ministro tedesco dello Sviluppo Gerd Müller.

Il vertice tra Unione Europea e Unione Africana, svoltosi ad Abidjan in Costa d'Avorio, il 29-30 novembre scorsi, è miseramente fallito dopo che 55 leader africani e 28 leader europei presenti al summit non sono stati in grado di trovare un accordo anche sulle misure fondamentali per impedire a potenziali decine di milioni di migranti africani di inondare l'Europa.

Malgrado le aspettative elevate e le altisonanti dichiarazioni, l'unica decisione concreta uscita dal vertice di Abidjan è stata quella di promettere l'evacuazione di 3.800 migranti africani bloccati in Libia.

Più di sei milioni di migranti sono in attesa nei paesi del Mediterraneo di raggiungere l'Europa, secondo un rapporto riservato del governo tedesco trapelato e finito sulle pagine del quotidiano tedesco Bild. Il report afferma che un milione di persone sta aspettando di farlo in Libia; un altro milione in Egitto, 720 mila in Giordania, 430 mila in Algeria, 160 mila in Tunisia e 50 mila in Marocco. Più di tre milioni di persone che sono in attesa in Turchia al momento non possono entrare in Europa a causa dell'accordo sui migranti che l'Unione Europea ha concluso con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

L'ex capo dell'ambasciata britannica a Bengasi, Joe Walker-Cousins, ha avvertito che un milione di migranti provenienti dai paesi africani sono già in viaggio verso la Libia e l'Europa. Gli sforzi dell'Ue per formare istruttori di una guardia costiera libica sono stati "troppo esigui e tardivi", egli ha affermato. "I miei informatori nell'area mi dicono che ci sono un milione di potenziali migranti, se non di più, che stanno già arrivando dall'Africa centrale e dal Corno d'Africa".

Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha dichiarato che l'Europa sta "sottovalutando" l'entità della gravità della crisi migratoria e che "milioni di africani" inonderanno il continente nei prossimi anni, se non saranno adottate misure urgenti.

In un'intervista al Messaggero, Tajani ha parlato di un esodo "di proporzioni bibliche che sarà impossibile fermare" se l'Europa non riuscirà ad affrontare ora il problema:

"La crescita della popolazione, i cambiamenti climatici, la desertificazione, le guerre, la carestia in Somalia e in Sudan. Questi sono i fattori che costringono le persone a lasciare i loro paesi.

"Quando le persone perdono la speranza, rischiano di attraversare il Sahara e il Mediterraneo perché è ancora meglio che rimanere nel loro paese, dove corrono rischi enormi. Se non contrasteremo subito questo fenomeno, nei prossimi anni ci ritroveremo con milioni di immigrati alle nostre porte.

"Oggi stiamo cercando di risolvere un problema di poche migliaia di persone, ma dobbiamo avere una strategia per milioni di persone".

Pochi giorni prima del vertice tra Unione Europea e Unione Africana, Tajani aveva invocato un "Piano Marshall per l'Africa" – un piano di investimenti a lungo termine da 40 miliardi di euro per favorire l'istruzione e incentivare la creazione di posti di lavoro nel continente per dissuadere le persone a non andarsene. Tajani ha detto che la crescita esponenziale della popolazione in Africa sarà una "bomba" demografica che potrebbe spingere milioni di africani in Europa. "Senza una strategia avremo terrorismo, immigrazione illegale, instabilità", egli ha affermato.

Più della metà della crescita globale della popolazione da qui al 2050 si verificherà in Africa, secondo il rapporto delle Nazioni Unite di "Revisione 2017 sulle Prospettive della Popolazione Mondiale". Il report stima che la popolazione africana aumenterà di 1,3 miliardi, passando da 1,2 miliardi nel 2017 a 2,5 miliardi nel 2050. Tra il 2017 e il 2050, si prevede che le popolazioni di 26 paesi africani raddoppieranno rispetto alle dimensioni del 2017.

Secondo le Nazioni Unite, gran parte dell'aumento della popolazione africana si verificherà in Nigeria, il settimo paese più popoloso al mondo. Entro il 2050, la Nigeria supererà gli Stati Uniti diventando la terza nazione più popolosa al mondo, dopo l'India e la Cina (la popolazione dell'India dovrebbe superare quella della Cina entro il 2024).

Oltre il 2050, si prevede che l'Africa sarà l'unica regione al mondo ad avere "una sostanziale crescita demografica" – secondo il rapporto, la quota della popolazione globale del continente passerà dal 17 per cento nel 2017 al 40 per cento entro il 2100.

L'Africa è attualmente il continente più giovane al mondo: il 60 per cento della sua popolazione ha meno di 25 anni a fronte del 32 per cento del Nord America e al 27 per cento dell'Europa.

I 28 Paesi membri dell'UE hanno un Pil di 18 trilioni di dollari, nove volte i 2 trilioni di dollari dell'Africa.

Il direttore generale della sede delle Nazioni Unite a Ginevra, Michael Møller, ha dichiarato che l'Europa deve prepararsi ad accogliere altri milioni di migranti dall'Africa, dall'Asia e dal Medio Oriente. In una intervista a The Times, Møller, un danese, ha detto:

"Quella a cui stiamo assistendo è una delle più grandi migrazioni umane nella storia. E rischia di accelerarsi. I giovani hanno tutti i telefoni cellulari e possono vedere cosa sta succedendo in altre parti del mondo, e questo agisce da calamita".

Il ministro tedesco dello Sviluppo Gerd Müller ha fatto eco al monito di Møller:

"I più grandi movimenti migratori devono ancora avvenire: la popolazione africana si raddoppierà nei prossini decenni. Un paese come l'Egitto crescerà fino a cento milioni di abitanti e la Nigeria fino a quattrocento milioni. Nella nostra era digitale, con Internet e i telefoni cellulari, tutti sanno della nostra prosperità e conoscono il nostro stile di vita".

Müller ha aggiunto che soltanto il 10 per cento di coloro che sono diretti in Europa ha raggiunto il Vecchio Continente: "Arriveranno ancora otto-dieci milioni di migranti".

Sul Financial Times Gideon Rachman spiega così la situazione dell'Europa:

"Una possibile reazione da parte dell'Europa è quella di accettare il fatto che la migrazione dal resto del mondo è ineluttabile – e di sostenerla senza riserve. Le economie europee piene di debiti hanno bisogno di una iniezione di giovinezza e dinamismo. Chi lavorerà nelle case di riposo e nei cantieri edili, se non gli immigrati provenienti dal resto del mondo?

"Ma anche quegli europei che sono favorevoli all'immigrazione tendono a sostenere che, ovviamente, i nuovi arrivati nel continente devono accettare 'i valori europei'. Ciò potrebbe essere irrealistico. (...) Molti immigrati provenienti dal Medio Oriente e dall'Africa si portano dietro dei comportamenti molto più conservatori e sessisti. Ci vorrà più di qualche lezione di educazione civica per cambiare questo... .

"È possibile che gli Stati insulari circondati dall'Oceano Pacifico, come il Giappone, o l'Australia, mantengano norme rigorose in materia di immigrazione. Sarà praticamente impossibile farlo per una Unione Europea che fa parte di un blocco euroasiatico ed è separata dall'Africa solo da stretti tratti del Mediterraneo".



Si può fermare e si deve fermare anche con le armi.
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Re: Accoglienza imposta è un crimine contro l'umanità

Messaggioda Berto » lun gen 15, 2018 8:39 am

A San Pietro una messa per i migranti, il Papa: «Non ci rubano nulla, ma devono rispettare le leggi»
Franca Giansoldati

https://www.ilgazzettino.it/italia/prim ... 83478.html

CITTA' DEL VATICANO Contro la paura che i 
migranti ci «rubino» qualcosa la risposta è quella 
dell’incontro e non dell’ «alzare barriere per difenderci». Loro però, i migranti, nuovi arrivati nel luogo di arrivo, devono «rispettare le leggi, la cultura e le tradizioni dei 
Paesi in cui sono accolti». Papa Francesco martella sulle porte aperte ai migranti e non fa distinzione tra migranti economici e profughi che fuggono dalle guerre mentre celebra nella 
Basilica di San Pietro la Giornata mondiale del Migrante e del 
Rifugiato con una grande messa alla quale hanno partecipato, tra i 
fedeli, i rappresentanti di 49 Paesi (soprattutto africani) che hanno esposto le loro bandiere nazionali. In basilica 
anche una settantina di rappresentanti diplomatici accreditati 
presso la Santa Sede e l’Italia. 
Nel corso dell’omelia, Papa Francesco ha ribadito che «ogni 
forestiero che bussa alla nostra porta è un’occasione di incontro 
con Gesù Cristo, il quale si identifica con lo straniero accolto 
o rifiutato di ogni epoca».

Tra i nodi più seri da sciogliere c'è naturalmente la paura dell'altro. «Nel mondo di oggi, per i nuovi arrivati, accogliere, 
conoscere e riconoscere significa conoscere e rispettare le 
leggi, la cultura e le tradizioni dei Paesi in cui sono accolti. 
Significa pure comprendere le loro 
paure e apprensioni per il futuro». Mentre per le comunità 
locali, il trinomio: accogliere, conoscere e riconoscere 
significa «aprirsi alla ricchezza della diversità senza 
preconcetti, comprendere le potenzialità e le speranze dei nuovi 
arrivati, così come la loro vulnerabilità e i loro timori».

Naturalmente, ha riconosciuto il Papa, 
non è facile entrare nella cultura altrui, mettersi nei 
panni di persone così diverse da noi, comprenderne i pensieri e 
le esperienze. E così spesso rinunciamo 
all’incontro con l’altro e alziamo barriere per difenderci. Le 
comunità locali, a volte, hanno paura che i nuovi arrivati 
disturbino l’ordine costituito, ’rubino’ qualcosa di quanto si è 
faticosamente costruito. Anche i nuovi arrivati hanno delle 
paure: temono il confronto, il giudizio, la discriminazione, il 
fallimento». Tutte paure «legittime, fondate su dubbi pienamente 
comprensibili da un punto di vista umano. Avere dubbi e timori 
non è un peccato. Il peccato - ha concluso Francesco - è lasciare 
che queste paure determinino le nostre risposte, condizionino le 
nostre scelte, compromettano il rispetto e la generosità, 
alimentino l’odio e il rifiuto. Il peccato è rinunciare 
all’incontro con l’altro, con il diverso, con il prossimo, che di 
fatto è un’occasione privilegiata di incontro con il Signore».


Gino Quarelo
Rubano anche troppo. i migranti clandestini e illegali e anche i finti profugli e anche i veri profughi se in un certo numero rubano eccome se rubano:
rubano risorse, rubano speranza, rubano servizi, rubano vita, rubano diritti di cittadinanza, rubano il nostro futuro i nostri figli, rubano lavoro, rubano condizioni migliori di vita per la nostra gente, le nostre famiglie, i nostri ammalati, i nostri disabili, la nostra gioventù, i nostri vecchi.
E se non bastasse rubare rapinano, spacciano, stuprano, uccidono, ci maltrattano, ci disprezzano, ci minacciano, ci abbruttiscono, ci vogliono imporre la loro incultura e inciviltà maomettana.



Migranti, l'appello di papa Francesco: 'Superate le paure e accogliete'
Angelo Scarano - Dom, 14/01/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 82891.html


"Quest'anno ho voluto celebrare la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato con una Messa a cui siete invitati in particolare voi, migranti, rifugiati e richiedenti asilo.

Alcuni siete arrivati da poco in Italia, altri da molti anni siete residenti e lavorate, e altri ancora costituiscono le cosiddette 'seconde generazioni'". Durante l'omelia della Santa Messa celebrata nella basilica Vaticana, papa Francesco è tornato a lanciare un appello all'accoglienza e all'integrazione a tutti i fedeli. Se agli stranieri, che arrivano in Italia e in Europa, ha chiesto il rispetto delle leggi che vigono nei Paesi che li ospitano, agli occidentali ha chiesto di superare le proprie paure. "Nell'incontro vero con il prossimo - ha chiesto - saremo capaci di riconoscere Gesù Cristo che chiede di essere accolto, protetto, promosso e integrato?".

La paura sembra condizionare i rapporti tra i migranti e le comunità che li accolgono. Ne è convinto Bergoglio che nell'omelia di oggi è tornato a chiedere a chi è chiamato ad accogliere gli stranieri di "comprendere le loro paure e apprensioni per il futuro". Il Santo Padre capisce, però, anche la paure delle comunità locali. A loro riconosce che "non è facile entrare nella cultura altrui, mettersi nei panni di persone così diverse da noi, comprenderne i pensieri e le esperienze. E così spesso rinunciamo all'incontro con l'altro e alziamo barriere per difenderci". "Le comunità locali a volte - ha osservato - hanno paura che i nuovi arrivati disturbino l'ordine costituito, 'rubino' qualcosa di quanto si è faticosamente costruito".

Dunque, da una parte ci sono le paure dei nuovi arrivati che, ha elencato papa Francesco, "temono il confronto, il giudizio, la discriminazione, il fallimento". E dall'altra quelle di chi teme di vedere modificata la propria situazione da questi arrivi. "Queste paure - ha scandito il Pontefice - sono legittime, fondate su dubbi pienamente comprensibili da un punto di vista umano". "Avere dubbi e timori - ha spiegato - non è un peccato. Il peccato è lasciare che queste paure determinino le nostre risposte, condizionino le nostre scelte, compromettano il rispetto e la generosità, alimentino l'odio e il rifiuto". Secondo Bergoglio, dunque, "il peccato è rinunciare all'incontro con l'altro, con il diverso, con il prossimo, che di fatto è un'occasione privilegiata di incontro con il Signore". In questa ottica, ha spiegato, "per le comunità locali, accogliere, conoscere e riconoscere significa aprirsi alla ricchezza della diversità senza preconcetti, comprendere le potenzialità e le speranze dei nuovi arrivati, così come la loro vulnerabilità e i loro timori".

"Nel mondo di oggi, per i nuovi arrivati, accogliere, conoscere e riconoscere significa conoscere e rispettare le leggi, la cultura e le tradizioni dei Paesi in cui sono accolti". In occasione della Giornata mondiale del Migrante e del rifugiato, la Basilica di San Pietro era gremita di stranieri. Ed è stato anche a loro che papa Francesco ha voluto parlare chiaramente. "Per tutti voi - ha spiegato il Pontefice - è risuonata in questa assemblea la Parola di Dio, che oggi ci invita ad approfondire la speciale chiamata che il Signore rivolge ad ognuno di noi. Egli, come ha fatto con Samuele ci chiama per nome e ci chiede di onorare il fatto che siamo stati creati quali esseri unici e irripetibili, tutti diversi tra noi e con un ruolo singolare nella storia del mondo".



Vaticano, Papa Francesco: "Gesù Cristo si identifica negli immigrati. Accogliete, proteggete, integrate"
14 Gennaio 2018 3

http://www.liberoquotidiano.it/news/ita ... gelus.html

"Ogni forestiero che bussa alla nostra porta è un'occasione di incontro con Gesù Cristo, il quale si identifica con lo straniero accolto o rifiutato di ogni epoca". È il messaggio pastorale e politico di Papa Francesco, nel suo Angelus dedicato alla Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato. L'ordine lanciato dalla finestra di San Pietro è: accoglienza, accoglienza, accoglienza. "Desidero riaffermare che la nostra comune risposta si potrebbe articolare attorno a quattro verbi fondati sui principi della dottrina della Chiesa - ha ricordato il Santo Padre -: accogliere, proteggere, promuovere e integrare". Francesco ha anche annunciato che "d'ora in poi, per motivi pastorali, la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato sarà celebrata la seconda domenica di settembre. La prossima, cioè la centocinquesima, sarà domenica 8 settembre 2019".


La demenza irresponsabile di Bergoglio, dei suoi vescovi e dei falsi buoni che fanno del male e che non rispettano i nostri diritti umani, questi idolatri presuntuosi che si credono salvatori dell'umanità e del mondo a nostre spese.
viewtopic.php?f=132&t=2591
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Re: Accoglienza imposta è un crimine contro l'umanità

Messaggioda Berto » gio gen 25, 2018 10:23 pm

Ventimiglia, condannato ballerino che accolse 10 migranti
Ivan Francese - Gio, 25/01/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 86846.html


Finisce dietro le sbarre un ballerino francese che dal 2014 ospitò 10 migranti nella propria scuola a Ventimiglia

Cinque anni e 150mila ero di multa: a tanto è stato condannato dal tribunale di Imperia un ballerino francese che dal 2014 aveva accolto dieci migranti nella propria scuola a Ventimiglia, ultimo paese prima della frontiera con la Francia.

Proprio nella cittadina ligure di confine da ormai quasi quattro anni si assiste a un ininterrotto via-vai di migranti, richiedenti asilo e clandestini che tentano con ogni mezzo di attraversare la frontiera ed entrare nell'Esagono, venendone il più delle volte inesorabilmente respinti.

Proprio a questi respinti si era rivolto Rodolphe Hell, ballerino francese con origini camerunensi, proprietario di due scuole di danza a Ventimiglia e a Beausoleil. Nei giorni più caldi della crisi migratoria in frontiera, Hell aveva aperto le porte della propria struttura a dieci africani, spinto da uno spirito di soldarietà.

Allora come oggi, infatti, i migranti respinti dalla gendarmeria francese trascorrevano la notte alla stazione della cittadina rivierasca oppure precariamente accampati lungo le rive del fiume Roja.

Dopo un controllo di Polizia, durante il quale era stata rilevata la presenza di dieci irregolari che avevano rifiutato la fotosegnalazione, nei confronti di Hell è scattata una denuncia per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, con apertura di un relativo processo nonostante il francese non abbia mai tentato di aiutare i migranti a passare il confine e non abbia mai accettato denaro da loro.

Ora, come riporta il quotidiano locale SanremoNews, il collegio giudicante di Imperia lo ha condannato a cinque anni di reclusione: uno in meno di quanto richiesto dal pubblico ministero. Fra ottanta giorni i giudici depositeranno le motivazioni della sentenza e allora i legali del ballerino francese decideranno se presentare o meno ricorso in appello.
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Re: Accoglienza imposta è un crimine contro l'umanità

Messaggioda Berto » sab gen 27, 2018 5:55 am

L'Europa spalanca le porte: via libera ai migranti climatici
Alberto Giannoni - Mer, 24/01/2018

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 86186.html

Il cambiamento climatico non si sa bene cosa sia, ma il «migrante climatico» è pronto: l'Europa sta preparando uno status su misura.

Mentre gli scienziati e i governi mondiali si dividono sulle cause delle evoluzioni climatiche e sui disastri naturali, le istituzioni comunitarie sono all'opera per disegnare questa nuova figura da tutelare e accogliere. Tracce del disegno si trovano nelle pieghe dei documenti, fra una risoluzione e l'altra. L'ultima è stata approvata il 16 gennaio, dedicata a «donne, pari opportunità e giustizia climatica». Le 12 pagine, dopo le canoniche premesse, partono dalla parità di genere per arrivano al dunque: si invita la Commissione e gli Stati europei a «contribuire al Patto globale per la migrazione sicura, ordinata e regolare», nella prospettiva di «salvaguardare la giustizia climatica riconoscendo il cambiamento climatico come motore della migrazione».

Non solo guerre e violazioni dei diritti umani dunque. Unendo i burocratici trattini che vengono disseminati nelle carte europee, si potrebbe arrivare a codificare il diritto umano di migrare a causa del clima, con il corrispondente dovere di accogliere le «persone sfollate a causa dei cambiamenti climatici» (sempre il punto 20 della risoluzione). Questo, almeno, è il timore di chi ha votato contro, come il deputato europeo Stefano Maullu, che parla di un «tentativo piuttosto maldestro di introdurre lo status di rifugiato climatico, con conseguenze oggi nemmeno immaginabili». Le prospettive di mosse simili, il deputato milanese di Forza Italia le immagina eccome: «Il provvedimento - prevede - getta le basi per un'ulteriore ed enorme nuova apertura delle frontiere europee già in grave difficoltà». Inutile dire che secondo questa analisi, il peso destinato a gravare sulla «frontiera» meridionale dell'Europa, quella mediterranea, sarebbe enorme. «Chiunque provenga da territori colpiti anche solo da siccità o desertificazione avrebbe diritto allo status di rifugiato» avverte Maullu, e l'Italia «sarebbe ovviamente il Paese più investito dal problema».

Previsioni allarmanti, per la verità, sono state evocate anche al recente G7 dei ministri della Salute, a Milano. Mentre Ong e ambientalisti accreditano scenari apocalittici ricondurre ogni disastro naturale all'azione dell'uomo, sopratutto se occidentale, un studio di Environmental Justice foundation profetizza che il boom dei flussi migratori darà vita a «forti tensioni politiche, sociali ed economiche», e l'annuale rapporto Lancet countdown calcola in un miliardo i rifugiati climatici in giro per il pianeta da qui al 2050, mentre per l'Alto Commissariato Onu per i rifugiati (un tempo guidato dalla attuale presidente della Camera, Laura Boldrini) entro il 2050 i profughi ambientali potrebbero essere addirittura 200-250 milioni.

Opposto il punto di vista della Lega, che ha votato contro, e del suo segretario Matteo Salvini, che da deputato europeo ieri ha parlato della risoluzione ad Agorà, addebitando a una deputata svedese della sinistra («col voto del Pd e dei 5 Stelle») la paternità di questa iniziativa che apre le porte agli eco-rifugiati. E non è andato troppo per il sottile Salvini: «Cos'è il migrante climatico? Dove va? Se uno in inverno ha freddo e in estate ha caldo migra? Siamo seri. Ne abbiamo già tanti. Il migrante climatico è anche uno di Milano a cui non piace la nebbia?».
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Re: Accoglienza imposta è un crimine contro l'umanità

Messaggioda Berto » sab gen 27, 2018 6:00 am

L’Austria fa le barricate contro i ricongiungimenti familiari per immigrati
Vienna, 25 gen 2018
Giulio Prettenthaler

http://www.ilprimatonazionale.it/esteri ... rati-78943

Il nuovo governo austriaco targato Övp-Fpö, cioè a trazione decisamente destrorsa, sembra voglia fare sul serio e ripagare la fiducia incassata dai suoi elettori. Uno dei temi forti con cui il giovanissimo Sebastian Kurz e i sovranisti del Partito della Libertà hanno sbancato alle elezioni, infatti, era proprio la limitazione dell’immigrazione di massa. E ora l’Austria passa dalle parole ai fatti: il ministro degli interni Herbert Kickl (Fpö) ha annunciato la ferma opposizione del suo Paese al nuovo regolamento Dublino IV, quello che in sostanza facilita i ricongiungimenti familiari per i richiedenti asilo.
In proposito Kickl è stato chiarissimo: «Questo sarebbe un segnale assolutamente sbagliato da parte di Bruxelles ai migranti economici. Tale iniziativa per un ampliamento dei ricongiungimenti familiari, infatti, funzionerebbe come una calamita per tutti i migranti asiatici e africani. E per i contraffattori di documenti sarebbe di nuovo alta stagione». Per questo motivo, nel suo incontro con il ministro degli interni dell’Ue, Kickl vuole impegnarsi «affinché il Consiglio europeo si opponga energicamente a questa proposta dell’Europarlamento».
Nel disegno per il nuovo regolamento Dublino IV è peraltro in discussione un’estensione del concetto stesso di “famiglia”. Avrebbero così diritto al ricongiungimento familiare anche fratelli e sorelle, cugini e figli adulti ancora a carico di un richiedente asilo, purché questi si trovino già in un altro Paese dell’Unione europea. Facile capire come dietro queste riforme “umanitarie” si nasconda in realtà un giro di affari mastodontico per Ong, scafisti e falsari. Qualora il Parlamento europeo approvasse il regolamento, infatti, moltissimi saranno invogliati a tentare la via del mare per potersi successivamente portare appresso tutto il parentado.
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Re: Accoglienza imposta è un crimine contro l'umanità

Messaggioda Berto » sab feb 10, 2018 8:28 am

Buone regole umane e civili da rispettare

1) In Italia c'è il debito pubblico più elevato dell'occidente dopo la Grecia, esistono milioni di poveri, milioni di disoccupati, milioni di famiglie che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese, milioni di giovani che non possono farsi una famiglia, una casa e dei figli per difficoltà economiche, centinaia di migliaia di giovani costretti a emigrare "legalmente" ogni anno per avere un futuro lontano dalla loro terra di origine, le imprese sono soffocate dalle tasse e sono costrette a chiudere, a fallire o a delocalizzare, centinaia di lavoratori autonomi e di imprenditori si suicidano ogni anno (anche per colpa delle amministrazioni pubbliche che non pagano i loro debiti), vi sono le paghe da lavoro dipendente più basse dell'occidente; vi sono i disabili, gli ammalati e i vecchi maleassistiti e trascurati; vi sono milioni di parassiti, di ladri, di farabutti, di fanulloni, di bugiardi, di privilegiati, di truffatori, di mafiosi, di irresponsabili (tra cui i governanti, tra i dipendenti pubblici e gran parte di coloro che si promuovono come "buoni" dediti al bene altrui e di tutti gli uomini della terra specialmente degli ultimi o fantomatici ultimi). In queste condizioni non esistono risorse e prospettive per poter aiutare, accogliere, ospitare e integrare offrendo un lavoro e un futuro dignitoso a chicchessia proveniente dal resto del mondo; oltretutto l'accoglienza e l'ospitalità non dignitose, non integranti e pelose sono una vergogna e danneggiano in primo luogo i migranti bisognosi e secondariamente tutti i cittadini e le loro comunità.

2) i beni di un paese (stato, comunità, nazione) quali le risorse economiche pubbliche, i diritti civili e/o di cittadinanza, il territorio, la cultura generale, l'identità e le tradizioni locali delle varie comunità (etnie, popolazioni, genti native, indigene, autoctone), la sicurezza civile, il sostegno pubblico, sono beni esclusivi di tutti i suoi cittadini (e a quelli equiparati ai cittadini aventi la residenza per lavoro, studio e altro) ed è un crimine gravissimo scialacquarli, sperperarli, dilapidarli, malversarli, dispensarli con prodigalità, rubarli ai propri cittadini bisognosi per darli ad altri, ... ed è altrettanto criminale non difendere i valori civili e sociali, la cultura e le tradizioni dei propri cittadini lasciandoli disprezzare, calpestare, violare, negare, oltraggiare dai non cittadini, dai migranti, dagli ospiti che in tali casi dovrebbero essere privati dei diritti di cittadinanza, della possibilità di richiederla e/o espulsi più o meno immediatamente a seconda della gravità dei casi.

3) è una violazione gravissima delle leggi fondamentali di ogni paese e dei diritti umani, civili e politici dei suoi abitanti e cittadini, mettere a rischio i loro beni, la loro vita, il loro ordine civile, sociale e culturale, permettendo a chiunque di poter entrare nel paese senza essere ben certificato, documentato e dotato di risorse sufficenti a mantenersi per tutto il periodo di permanenza;
in particolare lasciar entrare liberamente criminali comuni e politici, terroristi e nazisti maomettani (siano essi fondamentalisti o moderati con la loro incivile e disumana idolatria politico religiosa portatrice: di demenziali e criminali discriminazioni umane e sociali, irrisolvibli conflitti civili e politico religiosi; di orrore, terrore e morte).

4) la solidarietà con stranieri (tra cui il soccorso, l'accoglienza, l'ospitalità) imposta per coercizione statale dei governi contro la volontà dei cittadini (sia pure di una loro parte) specialmente in mancanza di risorse e di possibilità di lavoro, è tra le più odiose, aberranti forme di schiavitù e la sua imposizione è un tradimento della fraternità "della cittadinanza o nazionale" e un crimine contro l'umanità.

5) Ogni cittadino in possesso delle piene facoltà mentali e dei diritti civili, nel rispetto delle leggi esistenti e della sicurezza del proprio paese, è libero di disporre della sua vita e dei suoi beni personali adottando, accogliendo e ospitando, assumendosi però la piena responsabilità civile e penale e rispondendone in solido con la sua libertà personale e con il suo intero patrimonio.

6) Le convenzioni e i trattati internazionali sul soccorso e dell'asilo umanitario e politico vanno considerate e rispettate unicamente se compatibili: con le possibilità economiche, con la tenuta sociale e politica, con la sicurezza, la cultura, le tradizioni e i valori civili del paese e non debbono arrecare alcun danno e alcuna violazione dei diritti umani, civili e politici dei cittadini del paese il cui bene è il supremo e prioritario valore per lo stato, le sue istituzioni e i governi.
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Re: Accoglienza imposta è un crimine contro l'umanità

Messaggioda Berto » mer feb 21, 2018 11:30 pm

"Bergoglio sui migranti sbaglia. L'Europa ha bisogno d'altro"
Giuseppe Aloisi - Mar, 20/02/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 96537.html

L'intellettuale Laurent Dandrieu ha criticato Bergoglio per l'approccio dottrinale al tema dell'immigrazione.

L'occasione per esporre un'analisi su quella che alcuni hanno definito la "teologia immigrazionista" del papa argentino è stata un convegno organizzato a Roma lo scorso 2 febbraio, in una sala del Senato di Piazza Capranica. Promotore dell'evento il quotidiano liberale ‘L’Opinione.

Secondo quanto riportato su Rossoporpora, l'incontro ha registrato la partecipazione di esponenti culturali e politici portatori di visioni differenti sul tema dibattuto: oltre a Dandrieu, infatti, sono intervenuti l'arcivescovo Silvano Maria Tomasi, il senatore Maurizio Gasparri, il demografo Gian Carlo Blangiardo, l'esponente del Partito Democratico Luciano Nobili, il presidente della stampa estera in Italia Philipp Willan e, appunto, il direttore de 'L'Opinione, Arturo Diaconale. E sempre il sito diretto dal vaticanista Giusepppe Rusconi ha pubblicato buona parte del virgolettato del pensatore d'oltralpe.

"Mi esprimo da fedele cattolico. Se sono spinto a criticare assai duramente le posizioni della Chiesa sull’immigrazione, non lo faccio con cuore allegro né per infierire, ma per aiutarla a uscire da ciò che io considero una situazione terribile", ha premesso l'autore di "Eglise et immigration: le grand malaise. Le pape et le suicide de la civilisation européenne (Plon, 2017)", un pamphlet sulla scomparsa della civilità occidentale, che sta continuando a suscitare molto clamore in Francia.
"A intervalli regolari - ha detto Laurent Dandrieu - i discorsi del Papa richiamano la virtù della prudenza nell’accogliere, riconoscono il diritto degli Stati di limitare l’immigrazione nella prospettiva del bene comune di cui sono responsabili", ma la frequenza di queste affermazioni è minimale "rispetto al torrente di dichiarazioni in favore della logica dell’accoglienza", ha sottolineato il pensatore francese. Il "diritto a non emigrare", teorizzato e promosso da Joseph Ratzinger, cioè la tendenza a preferire che i popoli conservino un diritto a rimanere nella propria terra d'appartenenza, sarebbe stato in qualche modo rimosso dal magistero di Papa Francesco.

Gli europei, invece, sarebbero angosciati per i rischi derivanti da un'immigrazione sostanzialmente incontrollata. E si aspetterebbero dalla Chiesa un atteggiamento materno invece di essere accusati di "non fare abbastanza per l’accoglienza dello straniero". "Le loro inquietudini - ha detto Dandrieu riferendosi sempre ai cittadini europei - sono assimilate a reazioni razziste". L'ansia per la scomparsa della civiltà del vecchio continente, insomma, verrebbe scambiata per suprematismo etnico. La Chiesa, poi, commetterebbe due grossi sbagli: guardare all'immigrazione solo attraverso il punto di vista del migrante e non mettere in conto "le differenze culturali o religiose concrete, come se ciò non incidesse sulla capacità delle società di accoglienza di integrarli". Il buonismo teorizzato da Bergoglio, quindi, finirebbe per non tenere presente le sofferenze inflitte alle popolazioni d'Europa.

Critiche da Dandrieu, poi, sono arrivare rispetto all'assolutizzazione del diritto a migrare: "Tale visione di una immigrazione di massa che contribuisce all’unità della famiglia umana spinge ad adottare una visione messianica delle migrazioni, che diventano una manifestazione dello spirito di Dio", ha evidenziato l'intellettuale francese. E ancora:"La posizione della Chiesa sull’immigrazione è in amplissima misura una posizione ideologica e politica, in cui la questione del bene concreto delle persone diventa secondaria in rapporto a questa visione messianica dell’immigrazione". La Chiesa, dunque, sarebbe finita nel vortice dell'ideologia immigrazionista, ma avrebbe bisogno di tutt'altra base culturale.

Un altro discorso cattolico - ha chiosato lo scrittore d'oltralpe - è necessario per la sopravvivenza del cattolicesimo europeo: "Ne va dell’avvenire dell’Europa, ma anche dell’avvenire della Chiesa, poiché essa – mostrandosi compiacente verso l’invasione di migranti – allarga sempre il fossato che la separa dalle popolazioni europee". "Così facendo - ha evidenziato l'intellettuale - si preclude essa stessa le vie della nuova evangelizzazione". La rievangelizzazione del nostro continente, in definitiva, non può passare per il sacrificio forzato di un'accoglienza pretesa a tutti i costi.
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Re: Accoglienza imposta è un crimine contro l'umanità

Messaggioda Berto » mar apr 17, 2018 2:28 am

Migranti, Macron: “La Francia non può accogliere tutta la miseria del mondo”
EUROPA UE, NEWS
lunedì, 16, aprile, 2018

http://www.imolaoggi.it/2018/04/16/migr ... -del-mondo

La Francia “non può accogliere tutta la miseria del mondo”. Con queste parole il presidente francese Emmanuel Macron ha riassunto la sua politica migratoria e difeso la legge sull’asilo presentata dal suo governo, il cui esame verrà avviato oggi in Assemblea nazionale.

Il disegno di legge “rispetta il diritto d’asilo”, ma permetterà di espellere “più rapidamente” le persone cui viene negato in un contesto in cui “l’Europa si trova a far fronte a un fenomeno migratorio inedito e destinato a durare”.

“È falso affermare che con questa riforma chiunque abbia diritto all’asilo ne verrà escluso”, ha assicurato il presidente. Ma attualmente “servono 14 mesi per ottenere asilo, 14 mesi di precarietà con diritti limitati. Il mio impegno è di ridurre questo periodo a sei mesi”, ha argomentato il capo di stato francese. “Per coloro che non hanno diritto all’asilo, la procedura sarà più rapida e saranno eventualmente espulsi più velocemente. La Francia non può accogliere tutta la miseria del mondo” anche perché – ha proseguito Macron – “sono i nostri concittadini più modesti che subiscono maggiormente le conseguenze di un’immigrazione non controllata”.




La riforma dell'immigrazione di Macron
mercoledì 21 febbraio 2018
È molto contestata: introduce un reato di entrata illegale e vuole ridurre i tempi della presentazione delle domande di asilo e dei ricorsi

https://www.ilpost.it/2018/02/21/franci ... ne-e-asilo

Oggi, mercoledì 21 febbraio, il governo francese del presidente Emmanuel Macron proporrà al consiglio dei ministri un disegno di legge «per un’immigrazione controllata e per un diritto di asilo effettivo»: il testo è stato criticato da tutte le organizzazioni che lavorano per i diritti umani, ma anche da alcuni deputati che fanno parte dell’attuale maggioranza. Sarà discusso all’Assemblea Nazionale il prossimo aprile.

Il ministro dell’Interno Gérard Collomb ha spiegato che l’obiettivo generale della legge è ridurre i tempi burocratici dell’accoglienza, portandoli a sei mesi al massimo contro gli undici di oggi. Le critiche riguardano soprattutto le modalità con cui si è deciso di intervenire sulla riduzione di questi tempi. Mentre finora un richiedente aveva fino a 120 giorni per presentare la propria domanda di asilo, ora ne avrà 90: se la richiesta dovesse essere rifiutata avrà due settimane (e non più un mese) per depositare un ricorso. La questione è molto problematica visto che ci vogliono circa 30 giorni lavorativi per ottenere un appuntamento in prefettura.

Le domande di asilo presentate in Francia passano innanzitutto dall’Ufficio francese per la protezione dei rifugiati e degli apolidi (OFPRA); se una domanda viene respinta, il richiedente può presentare ricorso. A quel punto la Corte nazionale del diritto di asilo (CNDA, organo del Consiglio di Stato) istruisce la sua pratica. Le modifiche sui tempi significano che la CNDA e e l’OFPRA dovranno rispondere a una richiesta in meno di sei mesi. Il problema è che oggi un giudice gestisce già 325 casi all’anno, un numero considerato molto elevato. I dipendenti della Corte nazionale del diritto di asilo sono dunque entrati in sciopero da diversi giorni contro la proposta di legge: «Non siamo gestori di flusso. Siamo lì per ascoltare storie di sofferenza e stabilire se c’è un diritto all’asilo», ha detto un rappresentante sindacale della CNDA, Sébastien Brisard. E ancora: «In una giornata di udienze vengono trattate 13 pratiche. Tuttavia, non si ascolta una persona allo stesso modo al mattino o alle 7 di sera dopo aver sentito altre 12 pratiche. Il tempo necessario all’ascolto non viene rispettato, e le pratiche sono sempre più complicate e con problematiche più sottili da analizzare.»

Un altro punto che viene criticato nella nuova proposta è l’estensione delle audizioni video: «Un’audizione video è uno schermo tra il tribunale e il richiedente. La Corte non sarà in grado di sentire il richiedente. Non vedremo se è stressato, non potremo rassicurarlo. Ci sono molte cose che non saremo in grado di rilevare. La dimensione fisica è molto importante in questo tipo di pratiche», ha spiegato sempre Sébastien Brisard. Tutti questi interventi rafforzano insomma una «logica produttivistica a discapito dell’attuazione di una giustizia di qualità e minano tanto i diritti dei richiedenti asilo», quanto le condizioni di lavoro dei funzionari che lavorano per i richiedenti asilo. La legge prevede nuove assunzioni che sono giudicate però non sufficienti (150 nuovi posti nelle prefetture, cioè un posto nuovo in ciascuna singola prefettura).

La proposta di legge interviene anche sulla durata massima della permanenza in detenzione amministrativa che sarà aumentata da 45 a 90 giorni (che possono diventare 135) e porta da 16 a 24 ore il fermo amministrativo per verificare i documenti. Diverse organizzazioni che lavorano con i migranti sostengono che si tratti di misure repressive e inutili e fanno notare che i due terzi delle espulsioni si verificano già nei primi dodici giorni di reclusione amministrativa. «È chiaro che si vuole dare un segnale più che fare qualcosa per essere efficaci. Il governo vuole innanzitutto dissuadere i migranti dal venire in Francia», ha spiegato a Le Monde Serge Slama, professore di diritto pubblico all’Università di Grenoble-Alpes. Altre organizzazioni hanno fatto notare poi come nel 2011, il passaggio da 32 a 45 giorni di detenzione sia stato di fatto senza senso: le espulsioni non sono aumentate ma molte persone hanno sofferto «di privazioni inutili e assurde della loro libertà» per un tempo ancora più a lungo.

La proposta rafforza infine le misure di controllo e repressione alla frontiera e istituisce un reato di entrata illegale: chi arriva in Francia senza passare per i posti di frontiera potrebbe rischiare fino a un anno di carcere e il pagamento di una multa pari a quasi 4 mila euro. Il governo ha comunque affiancato a queste misure considerate repressive altre modifiche che sono state giudicate in modo positivo: un permesso di soggiorno di quattro anni (invece che di uno) per alcune categorie di rifugiati, un rafforzamento della protezione per le donne minacciate di mutilazioni sessuali e delle facilitazioni per i minori richiedenti asilo e per i ricongiungimenti dei fratelli e delle sorelle.

La nuova proposta di legge potrebbe comunque creare dei problemi all’interno della maggioranza attualmente al governo, che è composta da deputati che provengono sia da partiti di destra che da partiti di sinistra e che su questo tema hanno posizioni piuttosto differenti. Matthieu Orphelin, parlamentare di partito La République En Marche!, il partito di Macron, ha affermato ad esempio che presenterà una serie di emendamenti per modificare il disegno di legge. Un’altra deputata del partito di Macron, Sonia Krimi, ha accusato il governo di «giocare con le paure della gente». Il primo ministro Edouard Philippe ha rassicurato la maggioranza promettendo che le 72 proposte fatte dal deputato En Marche! Aurélien Taché per migliorare l’integrazione dei rifugiati saranno realizzate (prevedono, tra le altre cose, un aumento delle ore dei corsi di formazione e di lingua e la riduzione da 9 a 6 mesi del tempo in cui un richiedente asilo non ha il diritto di lavorare).

Il disegno di legge potrebbe essere molto popolare tra gli elettori. Un sondaggio condotto da BVA all’inizio di questo mese ha mostrato che il 63 per cento dei cittadini francesi intervistati ritiene che in Francia ci siano troppi immigrati: il numero di persone che hanno presentato richieste di asilo in Francia ha raggiunto un record nel 2017, superando le 100 mila domande.
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Re: Accoglienza imposta è un crimine contro l'umanità

Messaggioda Berto » mar lug 03, 2018 7:52 pm

“La Francia non può accogliere tutta la miseria del mondo”. Così parlò Rocard
Giulio Meotti

https://www.ilfoglio.it/esteri/2018/07/ ... E.facebook

Roma. “La Francia non può farsi carico di tutta la miseria del mondo”. Di solito sentiamo questa frase attribuita a Michel Rocard in bocca ai politici della destra francese, felici di farsi forti di una parola che da sinistra legittimi il rafforzamento dei controlli alle frontiere e una stretta sull’immigrazione. Ma prima Bernard Kouchner ha ripreso la formula dell’ex primo ministro di François Mitterrand, e adesso anche il presidente Emmanuel Macron la cita spesso.

L’origine di questa formula risale a un discorso pronunciato da Rocard il 6 giugno 1989 all’Assemblea nazionale: “Nel mondo ci sono troppe tragedie, povertà, carestie così che l’Europa e la Francia non possono accogliere tutti coloro che la miseria spinge verso di noi”, disse quel giorno Rocard, prima di aggiungere che dobbiamo “resistere a questa spinta costante”.

A quel tempo, il clima cominciava a farsi teso sulla questione dell’immigrazione. Il razzismo e i conflitti sociali nelle banlieue minacciavano l’apparente prosperità francese. “Siamo sul filo del rasoio” disse Rocard, mentre nelle strade Sos Racisme convocava le marce a favore degli immigrati mentre a destra l’animo si eccitava al richiamo della France perdue.

In una scuola di Creil, tre ragazze musulmane furono escluse dopo che si erano rifiutate di togliersi il velo in ottemperanza alla legge sulla laicità. Il Front National iniziò a flettere i muscoli e anche a sinistra i discorsi sull’immigrazione si indurirono. François Mitterrand disse che la “soglia di tolleranza” dei francesi nei confronti degli stranieri “è stata raggiunta negli anni Settanta”.

Un giorno, Michel Rocard, tecnocrate illuminato, social-libertario e antigiacobino del socialismo francese, venne ospitato di Anne Sinclair nello spettacolo su TF1. “Non possiamo accogliere tutta la miseria del mondo, la Francia deve rimanere quello che è, una terra di asilo politico ma non di più”.

Poi Rocard invocò “una mobilitazione di mezzi senza precedenti per combattere l’uso improprio della procedura di richiesta di asilo politico”. Lo ripeté anche alcuni giorni dopo, il 7 gennaio 1990, di fronte ai socialisti di origine nordafricana riuniti in occasione per una conferenza sull’immigrazione. “Oggi lo dico chiaramente. La Francia non può essere terra di nuova immigrazione. Il tempo per accogliere i lavoratori stranieri con soluzioni più o meno temporanee è ormai finito”.

Era un socialista intransigente, Rocard, che negli ultimi anni rifletté molto anche sul declino delle democrazie occidentali, sul loro fronte interno più esposto, e questo lo avrebbe portato persino a scrivere per Flammarion un libro che oggi sembra uscito dalla penna di un “reazionario”. Il titolo era chiaro: “Suicide de l’occident”. Per questo l’opinione pubblica francese lo ha costantemente percepito come un personaggio non tanto moderno quanto differente, oscillante tra politica e morale protestante e individualistica, tra palazzo e società.

E fra i simboli di questo “suicidio”, ma questo Rocard non lo dice, c’è anche l’abbraccio della sinistra con il multiculturalismo islamofilo e l’immigrazione non come fenomeno da gestire, ma come nuova ideologia, come panacea terzomondista dei dannati. Altri tempi, quelli di Rocard, ma che il pragmatico Emmanuel Macron ogni tanto ci ricorda.


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Re: Accoglienza imposta è un crimine contro l'umanità

Messaggioda Berto » dom lug 22, 2018 7:34 am

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La terra è di tutti ma ognuno ha la sua terra e la deve difendere. Chiudere i porti e presidiare ogni metro di costa e di confine.

Prima del proprio diritto a emigrare, esiste il dovere di chiedere agli altri il permesso di essere accolti e il loro diritto di negarlo.

Invadere la casa e il paese altrui non è un diritto, tanto meno è un diritto farsi accogliere e mantenere. Abusare dell'asilo politico e dell'aiuto umanitario è un crimine come è criminale farsi complici di chi invade la nostra casa e il nostro paese.
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