Refuxà, axiłanti, diriti omàni, obligasion e reałixmo

Re: Refuxà, axiłanti, diriti omàni, obligasion e reałixmo

Messaggioda Berto » mer ott 17, 2018 9:37 pm

Gli negano l'asilo politico, ventiduenne del Gambia si toglie la vita
17 ottobre 2018

https://www.ilmessaggero.it/italia/asil ... nhbym-e7fo

Una immagine di Amadou Jawo tratta dal suo profilo Facebook. Amadou Jawo, un 22enne del Gambia che da due anni viveva in Italia, si è tolto la vita, impiccandosi al cornicione della casa a Castellaneta Marina dove viveva con altri connazionali

Doveva tornare nel suo paese di origine perchè gli avevano negato l'asilo politico e si sentiva un fallito. Sarebbe stata questa la molla che ha spinto Amadou Jawo, un 22enne del Gambia che da due anni risiedeva in Italia, a togliersi la vita impiccandosi al cornicione del terrazzo dell'abitazione che condivideva con alcuni connazionali, a Castellaneta Marina. Il gesto risale a lunedì scorso: a darne notizia è l'associazione Babele, che ha avviato una raccolta fondi per il rimpatrio della salma.

Fonti del Viminale spiegano che Amadou aveva un permesso di soggiorno con scadenza a marzo 2019 e viveva con alcuni connazionali. In Italia aveva chiesto lo status di rifugiato: gli era stato respinto il 7 dicembre 2016, ma lui aveva fatto ricorso e lo scorso 12 ottobre il giudice si era riservato riservato la decisione. Non era dunque detta ancora l'ultima parola. Riguardo ai motivi del gesto, le stesse fonti dicono che i suoi compagni, sentiti dai carabinieri, «hanno imputato il gesto a uno stato depressivo. Secondo gli inquirenti il 22enne aveva anche manifestato l'intenzione di tornare in Gambia, usufruendo dei rimpatri assistiti».

«Amadou - racconta una attivista di Babele - a 22 anni ha scelto di uccidersi. Aveva avuto un diniego. Qui in Italia, per la legge, non poteva più starci. Finisce così la storia di un ragazzo come tanti, su cui violenze ed anni di stenti avevano prodotto un dolore sordo, mai affrontato. Ora riportiamo la sua salma nel suo villaggio in Gambia». Il 22enne era stato prima in una struttura di accoglienza nel leccese e poi si era trasferito a Castellaneta Marina, dove svolgeva lavori saltuari. Dopo che gli era stato negato lo status di rifugiato «non riusciva a darsi pace». Due giorni fa, infine, il giovane è salito sul terrazzo dell'abitazione in cui viveva con altri ragazzi, si è legato una corda al collo e poi si è lasciato cadere.

A nulla sono serviti i tentativi di rianimazione da parte del 118. «Riportiamo la sua salma nel suo villaggio in Gambia», è l'appello dell'associazione Babele, che ha acceso un conto corrente e sta raccogliendo donazioni con appelli diffusi anche tramite i social network. «Servono in pochi giorni - viene spiegato - circa 5mila euro per pagare l'agenzia funebre che si occupa dello spostamento. Il sogno di Amadou era tornare in Africa. Realizziamo insieme il suo ultimo desiderio». Nei giorni scorsi, c'erano state tensioni a Foggia, nelle campagne di Borgo Mezzanone, dove circa 50 migranti, secondo la denuncia dei sindacati di Polizia, per impedire l'arresto di un gambiano, avrebbero colpito due agenti, costringendoli a medicarsi in ospedale le ferite giudicate guaribili in 15 e 30 giorni. Lo straniero aveva chiesto asilo politico all'Italia.



Alberto Pento
Che serva di monito e di lezione a tanti africani che credono di poter fare i furbi e venire in Italia e in Europa a vivere alle nostre spese.
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Re: Refuxà, axiłanti, diriti omàni, obligasion e reałixmo

Messaggioda Berto » dom ott 28, 2018 5:14 am

Dl Sicurezza, la rivoluzione: niente asilo se entri in Italia da irregolare
Claudio Cartaldo - Ven, 26/10/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 93113.html

Il governo presenta un emendamento al dl Sicurezza riformulare i criteri per cui una "domanda di asilo" risulta "manifestamente infondata"

Il dl Sicurezza di Matteo Salvini è stato approvato dal Conisglio dei ministri e ora lo attende la prova del Parlamento.

Il pugno duro del ministro dell'Interno, sopratutto dal lato dell'immigrazione, ha fatto storcere il naso a molti, anche all'interno della maggioranza di governo. Non è un mistero l'opposizione di Roberto Fico ad alcune misure e tutta la truppa di parlamentari a lui fedeli potrebbero pensare a qualche sgambetto. Il comandante De Falco, per dirne una, ha fatto capire chiaramente chenon ritirerà le sue proposte di modifica al provvedimento.

Lo stesso Salvini si era detto pronto a modifiche migliorative in Parlamento, ma ha chiuso la porta a stravolgimenti. "I capisaldi di questo decreto rimangono tali - ha spiegato il leghista Molteni - l’articolo 1, l’articolo 10 e l'articolo 12, che sono gli elementi cardine del provvedimento, tali sono e tali rimarranno". Il M5S è avvisato: prima aveva presentato ben 81 emendamenti, poi un braccio di ferro con i colleghi di governo ha convinto il Movimento a ritirarli quasi tutti. Ma le soprese sono sempre dietro l'angolo.

Intanto, però, gli emendamenti presentati al decreto arrivano soprattutto dal governo e dalla Lega. L'ultimo in ordine di tempo potrebbe risultare una vera e propria rivoluzione. Il testo è stato depositato dal governo in commissione Affari costituzionali al Senato e prevede che se uno straniero si introduce illegalmente in Italia o vi rimane senza aver fatto richiesta d'asilo con tempestività, la sua domanda è considerata in automatico 'infondata' e quindi può essere rigettata.

L'intenzione governativa è quella di riformulare i criteri per cui una "domanda di asilo" risulta "manifestamente infondata". Fra questi motivi - si legge nell'emendamento - ci sono: i casi in cui il migrante abbia "sollevato esclusivamente questioni" non attinenti ai "presupposti per il riconoscimento della protezione internazionale"; abbia rilasciato dichiarazioni "contraddittorie o incoerenti"; abbia "indotto in errore le autorità" con dati falsi sulla propria identità; provenga da stati inseriti nella lista dei "paesi sicuri"; si sia rifiutato di farsi prendere le impronte digitali.

Un altro emendamento, emerso nei giorni scorsi, riguarda invece proprio la formazione di una lista di "Paesi sicuri": chi proviene da uno di questi Stati, se passasse la modifica al dl, dovrebbe presentare le "prove" di non poter tornare nel suo Paese a causa di minacce alla sua incolumità.



Dl Salvini, "domanda di asilo infondata per i migranti che entrano illegalmente"
2018/10/26

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/1 ... ssion=true

È quanto prevede un emendamento governativo presentato in commissione Affari costituzionali al decreto legge Immigrazione e Sicurezza. La proposta fa riferimento alla direttiva Ue 32/2013, che prescrive una procedura accelerata cui può essere sottoposto il richiedente che entra irregolarmente in un Paese dell'Unione

I migranti che arrivano in Italia in maniera illegale non avranno diritto a presentare domanda di protezione internazionale. E’ quanto prevede un emendamento governativo presentato in commissione Affari costituzionali in Senato al decreto legge Immigrazione e Sicurezza, il cosiddetto Dl Salvini. La richiesta, si legge nel testo, “è manifestamente infondata” quando il richiedente è entrato illegalmente in territorio italiano oppure vi ha prolungato illegalmente il soggiorno. La proposta di modifica fa riferimento a quanto previsto dalla direttiva europea 32/2013, che prescrive una procedura accelerata cui può essere sottoposto il richiedente che entra irregolarmente in un Paese dell’Unione europea.
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Re: Refuxà, axiłanti, diriti omàni, obligasion e reałixmo

Messaggioda Berto » gio nov 15, 2018 8:59 pm

Migranti economici, la Cassazione dice stop e dà ragione al Viminale
Ferruccio Pinotti
8 novembre 2018

https://www.corriere.it/cronache/18_nov ... dsiWlonErc

Problemi economici in patria del migrante: va respinta la domanda di protezione dello straniero.
Una sentenza della Cassazione depositata il 6 novembre (Corte di Cassazione, sez. VI Civile - 1, ordinanza n. 28226/18) in cancelleria ed analizzata dal portale giuridico Diritto e Giustizia dell’editore Giuffrè Francis Lefebvre , crea un precedente importante in una delicatissima materia quale quella dell’immigrazione.
La sentenza sancisce altresì la vittoria per il Ministero dell’Interno su un fronte finora problematico, anche giuridicamente.

I problemi in patria non bastano

La Corte di Cassazione, nel caso specifico, esclude qualsiasi possibile forma di tutela in Italia nei confronti di un cittadino del Mali, che dopo aver visto accolte le proprie ragioni in primo grado, le ha viste bocciate in secondo. Ed ora anche in terzo grado. Secondo la sentenza è impossibile parlare di «situazione di vulnerabilità» alla luce di ragioni di natura economica. Irrilevante anche la presunta rescissione dei legami sociali nel Paese di origine. I problemi economici in patria non sono elementi sufficienti per rendere legittima la domanda di protezione presentata dallo straniero approdato in Italia. Effimera la vittoria iniziale in Tribunale per un cittadino del Mali, Sacko Mokola. Difatti, mentre in primo grado gli veniva riconosciuta «la tutela umanitaria», in Corte d’Appello i Giudici escludono categoricamente «qualsiasi forma di protezione». E questa decisione – ritenuta soddisfacente dal Ministero dell’Interno, ovviamente – è confermata ora dalla Cassazione, che respinge definitivamente le ultime obiezioni proposte dallo straniero.

Reddito e diritti umani

I Giudici del Palazzaccio ricordano che «la condizione per il rilascio di un permesso di natura umanitaria risiede nella valutazione di una situazione concreta di vulnerabilità da proteggere, alla luce degli obblighi costituzionali e internazionali gravanti sullo Stato italiano» e riferita ad «elementi strettamente personali» e connessa alla «grave violazione dei diritti umani» nel Paese di provenienza dello straniero. E all’interno di questo quadro non si può parlare di «situazione di vulnerabilità», aggiungono i Giudici, con riferimento a «ragioni di natura economica o di ripartizione della ricchezza tra la popolazione».
La Corte nega che «il rimpatrio possa determinare la privazione della titolarità e dell’esercizio dei diritti umani al di sotto del nucleo ineliminabile costitutivo dello statuto della dignità personale (Cassazione n. 4455 del 2018»). E per chiudere il cerchio viene anche respinto il richiamo fatto dallo straniero alla presunta «rescissione dei legami sociali» causata dalla «lontananza dal Paese di origine, tenuto conto, peraltro, che il ricorrente ha affermato di esser coniugato e padre di tre figli residenti in Mali».

Ecco il link al portale del portale: “Diritto e Giustizia”, quotidiano di informazione giuridica online (www.dirittoegiustizia.it) di Giuffrè Francis Lefebvre http://www.dirittoegiustizia.it/news/8/ ... aniero.htm
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