Lengoa veneta, varianse scrite longo i secołi

Re: Lengoa veneta, varianse scrite longo i secołi

Messaggioda Berto » mar mag 05, 2015 10:37 am

Node so ła storia de ła łengoa veneto-venesiana e veneta

http://www.europaveneta.org/areadialogo ... eneta.html

Perchè la lingua veneta


Hanno fatto scalpore le proposte di sottoporre gli insegnanti ad un esame di Lingua e Cultura venete, critiche e lodi si sono sprecate, polemiche politiche a non finire ma spiegazioni chiare e documentate poche e ancor meno "visibili". Lasciamo da parte la politica per un momento e vediamo di fare il quadro della situazione basandoci su fatti certi e documentati.

Ormai è risaputo a livello mondiale che lo Stato italiano è sorto come espansione armata e violenta del piccolo regno monarchico savoiardo, supportato dai massoni francesi ed inglesi per i loro interessi economici, fatto contro la volontà dei Popoli conquistati (Siciliani, Napoletani, Veneti, ecc)... ebbene, la scuola italiana si è ben guardata da insegnarci questo, anzi, ha censurato, falsificato, mistificato la Storia per farci credere che fu una "festa" invece di una conquista militare ed un dramma sociale, culturale, economico per le popolazioni invase (es. il "banditismo" al sud e l'emigrazione di massa nelle Venezie). In tale contesto riusciamo a comprendere bene perchè la scuola italiana si è ben guardata da insegnarci che la differenza linguistica tra Lingua e Dialetto è solo POLITICA: tutti e due sono sistemi linguistici dotati di proprie regole, sintassi, grammatiche, pronunce e DIGNITA' (confronta tutti i maggiori glottologi stranieri e "nostrani" come l'Ascoli, il Devoto, G.B. Pellegrini, M. Cortellazzo, etc.) ...va da sé che questo è servito/serve per tenerci in soggezione culturale ed ideologica e, conseguentemente, politico-amministrativa.

Ebbene, quando l'italiano non esisteva, il veneto, variante veneziana, è stata lingua cancelleresca, di Stato e diplomatica, scritta per oltre due secoli (XI-XII sec.) per poi tornare al latino e, più tardi, al franco-provenzale toscano per le forme di comunicazioni ufficiali ma senza mai cedere il primato di lingua di cultura (usata da poeti, artisti, musicisti, nobili e, soprattutto come lingua commerciale INTERNAZIONALE (dal Baltico al Mar Nero e Medioriente). Palladio, Canova, Giorgione, Brustolon, Vivaldi, Albinoni, Salieri, Luigi Nono, Bellini, Tiziano, Canaletto, Vecellio, Tintoretto, Tiepolo, Veronese, Cima, Carpaccio, Mantegna, Ruzante, Boito, Calmo, Magagnò, Goldoni, Marco Polo, Giacomo Casanova, Antonio Pigafetta e tutti gli altri personaggi veneti di fama mondiale dell'epoca parlarono e scrissero in veneto.

Perduta l'indipendenza a causa del massone Bonaparte (1797) il Veneto restò lingua di comunicazione interna ed internazionale cedendo solo in minima parte al francese. Neanche il passaggio forzoso all'impero austroungarico (1815) eliminò la lingua veneta dagli usi pubblici, anzi, perfino la "Kaiserliche Österreichische-Venezianische Kriegsmarine" l'Imperiale Marina Veneziano-Austriaca fu costretta ad adottarla in quanto usata non solo da equipaggi ed ufficiali veneti ma anche da altre marinerie nell'Adriatico e nel Mar Nero.
Neppure la svendita della Venezia al Regno d'Italia dei Savoia (1866) fece scomparire completamente l'uso della lingua veneta in ambiti ufficiali locali, questo nonostante fosse nei fatti PROIBITO.... così come durante il fascismo, pregiudizialmente contrario alle Culture locali al fine di esaltare un'inesistente "razza italiana". Tanto per essere più chiari, fatta l'unità, l'italiano era parlato da poco più il 2% (duepercento) della Popolazione... neppure i conquistatori parlavano l'italiano, i piemontesi stessi preferivano il francese assieme al loro idioma, cosi come gli ex sudditi del regno di Napoli e Sicilia.

L'italiano standard è arrivato nei consessi pubblici locali, nonostante il suo insegnamento OBBLIGATORIO (ed il DIVIETO del veneto) molto più tardi....con la televisione e le conseguenti "nazionali" di pallone. Il resto è cronaca attuale. Al giorno d'oggi, sia per la naturale riscoperta delle nostre radici che per la conoscenza delle motivazioni storiche e politiche ed i relativi sfruttamento, malgoverno e malfunzionamento dello Stato, si è imposto con forza il desiderio di avere accesso alle verità censurate e di riottenere i diritti naturali negati. Da qui la necessità del riconoscimento culturale, economico e politico dei Popoli che compongono questo Stato, passando anche per la questione linguistica. La Lingua veneta è riconosciuta dall'UNESCO ed ha il riconoscimento legislativo della Regione Veneto.

La lingua veneta è parlata dal 75% della nostra Popolazione, se non in ambito pubblico, almeno in quello familiare ed è scritta in numerose pubblicazioni locali, cosi come in internet. Quale Lingua Veneta?... quella che si parla a Montebeluna, Feltre, San Donà dea Piave, Sitadea, Schio, Adria, Legnago e nelle altre città venete, l'inter-comprensione è assicurata. Non è necessario, al momento, avere una Lingua normalizzata (unificata), per secoli sono state usate le nostre belle parlate e possiamo farlo ancor oggi, l'importante, però è tendere ad una scrittura comune ed anche su questo tema sia la Società Filologica Veneta negli anni '80 che la Regione Veneto oggi hanno dato indicazioni precise su come affrontare il tema della scrittura (a cui è collegato il tema dell'insegnamento). Il suo insegnamento è necessario non solo per rispetto storico ma anche per giustizia, dignità e... serietà. Chi si sposta per lavoro, a partire da quello pubblico, non potrà più arrivare come colonizzatore arrogante imposto dall'alto ed inviso bensì come ospite benvenuto rispettoso di Storia, Cultura, Religione, Tradizioni e Lingua locale (o Dialetto che dir si voglia). Questo è previsto dalla Carta dei Diritti dell'Uomo e sancito dall'Assemblea delle Nazioni Unite. Non fare questo significa avvallare la continua invasione di Genti e Popoli stranieri allo scopo di creare una "nuova Società multinazionale monoculturale'', in altre parole significa avvallare un nuovo Ordine centralista e antidemocratico governato dalle multinazionali finanziarie e commerciali, avente lo scopo di creare un governo mondiale eliminatore delle diversità culturali con lo scopo, neppure tanto nascosto, di creare un "mercato unico con prodotti e consumatori standard", forse ricco di gadgets elettronici ma sicuramente più povero e meno libero.



Saj del Tomaxin so ła łengoa cançełeresca venesiana:
https://www.academia.edu/5875800/Quindi ... I_pp._3-48
http://www.rm.unina.it/rivista/dwnl/x_o ... n_08_1.pdf

ano 1309

Hoc est exemplum cuiusdam litere misse a consulo Verone illustri domino Duci Venetiarum.

Al so signor meser lo dosse de Venexia Pero Nani per vostro comandamento consolo in Verona ala <...> vostra Signoria semper se recomanda. Aldando e sapiando la condicion et la carestia del fromento ch’è in Venesia per onor de vui et per lo meio delo povolo nostro sì ai rasonadho cum li nobeli homeni miser Alberto et miser Bartholamio dala Scala Capitani general de Verona per caxon ch’eli à grande quantità de blava in Verona
et in Veronese per le soe vile, sì ai trovao bontadhe et cortesia (. . .) sì dise che li vendarà circa CCC chara e lo caro sì è XXIIIJ minali veronesi, li qual XXIIIJ minali serà circa XIJ stera de Venexia.
E sì ve la vol dar a Lignago, et da lende in çó alo nostro perigolo et a nostre spese, ma no me’s vol dir quanto che li de vol del minal, ma sì me à dito così: Pero, s’elo te par de mandarlo a dir a miser lo Doxe, sì lo pos far, e s’elo manda persona per ço qua, nui li daremo lo presio, et s’elo li parerà a far marchao cum nui, sì lo farà, che nostro entendimento è de servir et donar miser lo Dose et lo comun de Venexia semper.
Eo sì co [o]mo che varda alo onor et ben de vui sì ve lo scrivo et sì ve mando questo meso per ço, et eo sum sempre presto ali vostri comandamenti. Eo credo che se vui d’avese mandadho vostri ambaxadhori ala prima, che vu d’avese habudo da Verona in bona quantità de blava.
Data çobia VIIIJ die marcij.



Ecco per esempio una parte approvata in Maggior consiglio nel luglio del 1401, e relativa a questioni annonarie - scrita ente na łengoa mexa veneta e mexa tałiana:

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... n-1401.jpg
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Re: Lengoa veneta, varianse scrite longo i secołi

Messaggioda Berto » mar mag 05, 2015 6:56 pm

El bixiaco

"Ella può conoscere che riguardo alla lingua sono fuori del Friuli"
Su Leonardo Brumati e le prime testimonianze sul Bisiac, intorno alla "lingua bisiacha"
di
Ivan Crico

http://www.dialettando.com/articoli/det ... o?id=10681

Poesie di Leonardo Brumati

Sonet

A Lùzia e Bepi Cosul

Sposi

Anca ti Lùzia te xe maridada,
felize mi te auguro la vita
finamente ti te à coronada
quela speranza che la era zita

cignuda ta 'l to cor e ben serada.
Dès bogna che te pense a far fioreti
parché la zoventù te à donada
a Bepi che al speta bei fioleti

par far faméa che la vaghe vanti drita
su quela strada segnada del Signor.
E ti Bepi corazo, ta la vita

xe anca spini e no solache fior.
Ma tut passa in sto mondo, passa via,
resta noma che al grando, vero amor.

Sonetto. Anche tu, Lucia, ti sei maritata, / felice io ti auguro la vita / finalmente hai coronata / quella speranza che silenziosa // tenevi nel cuore ben custodita./ Adesso bisogna che tu pensi a far fioretti / poiché la gioventù hai donato / a Giuseppe che aspetta bei figlioli // per metter su famiglia che vada avanti diritta / lungo quella strada segnata dal Signore. / E tu Giuseppe coraggio, nella vita // ci sono anche le spine e non soltanto fiori. / Ma tutto passa in questo mondo, passa via, / rimane soltanto il grande, vero amore.

Morosi

L'altro zorno al mus se ferma
e no zova la vis'ceta
mi desmonto e vardo a dreta
e de bot ò la conferma

drio la macia la cavala
de sior Pinperle passona
chieta chieta, bona bona,
e al me mus, lu no no fala,

al te zira svelt a dreta
ma sul oro li xe un fos
e rucando a più no pos
al rebalta la careta.

Quando che ghe ciapa i sete
i morosi i fa conpagno
no i te scolta gnanca al lagno
e i cunsilgi de mi prete.

Fidanzati. L'altro giorno l'asino si ferma / e a nulla serve il frustino / io scendo e, guardando alla mia destra, / capisco subito il perché: // oltre gli alberi la cavalla / del signor Pinperle bruca l'erba / quieta quieta, buona buona / e infallibile il mio asino // gira veloce a destra / ma, sul margine, lì c'è un fosso / e tirando a più non posso / rovescia il carretto. // Così quando sragionano / i fidanzati si comportano allo stesso modo: / non danno più ascolto né alle lagnanze / né ai consigli di me prete.

Mussa Vernacola

Un tenp un bon udor la bavisela
sufiava su de la marina cara
ma dès cu'i risi, questa la é bela,
vien su una spussa che l'é propio rara.

No i à vulù scoltarme co diseuo
de no piantar quei risi ta 'l paludo
e i siori quando che mi lazò andeuo
i me feva scanpar como un por gudo

par guantarme de bot in ta la nassa.
Ma mi cun arte desfauo la madassa
scrivendoghe a Gurizia le reson

che no le à valù, parché al paron
l'é senpre lu che al vinze e intant al por
al à magnà le vache e al so lavor.

Mussa vernacola. Un tempo un buon odore la brezza leggera / portava su dalla marina cara / ma ora con le risaie, questa è bella, / arriva una puzza davvero rara. // Non mi hanno voluto ascoltare quando ripetevo / di non coltivare il riso nella palude / e i ricchi, quando mi recavo laggiù, / mi facevano scappare come un povero pesce // per cercare di farmi poi finire nella rete. / Ma io con arte disfacevo la matassa / scrivendo a Gorizia le ragioni // che però non sono servite, perché il padrone / alla fine è sempre lui a vincere e intanto il povero / ha perduto le mucche ed il suo lavoro

Ivan Crico
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Re: Lengoa veneta, varianse scrite longo i secołi

Messaggioda Sixara » mar mag 05, 2015 7:10 pm

Ebbene, quando l'italiano non esisteva, il veneto, variante veneziana, è stata lingua cancelleresca, di Stato e diplomatica, scritta per oltre due secoli (XI-XII sec.) per poi tornare al latino e, più tardi, al franco-provenzale toscano per le forme di comunicazioni ufficiali ma senza mai cedere il primato di lingua di cultura (usata da poeti, artisti, musicisti, nobili e, soprattutto come lingua commerciale INTERNAZIONALE (dal Baltico al Mar Nero e Medioriente). Palladio, Canova, Giorgione, Brustolon, Vivaldi, Albinoni, Salieri, Luigi Nono, Bellini, Tiziano, Canaletto, Vecellio, Tintoretto, Tiepolo, Veronese, Cima, Carpaccio, Mantegna, Ruzante, Boito, Calmo, Magagnò, Goldoni, Marco Polo, Giacomo Casanova, Antonio Pigafetta e tutti gli altri personaggi veneti di fama mondiale dell'epoca parlarono e scrissero in veneto.

No lè propio cusì senplice : de l elenco lì de artisti solo el Calmo e l Goldoni i ga scrito n te la variante veneta-vene'ziana ( ke po' lè tuta da definire còsa ca s intende pa vene'ziana ke l Goldoni el ghe mete anca on fià de cioxòto, ke vene'zian nol xe),Marco Polo l à scrito el Milion n francexe, Ruzante l à scrito te la variante padoàna, Caxanòva la tradu'zion de l Iliade ma lè màsa poco , el Mantegna no me rixulta e gnanca tuti kei altri pitori o scultori o arkiteti n elenco... el Paladio in ke lengoa scrìvelo i so libri de arkitetura? E Luigi Nono... :? no stemo farse ciapare da l entuxiaxmo : on conto xe parlar, on conto lè scrivare n veneto.
Sol vene'zian ( de l 500) Cortelazzo el dixe ke, gròso-modo, a se pòe distinguarne trè :
on veneziano medio, ca se podarìa ciamarlo anca mercantile - trasversale - parvia de ki ca lo parlava e scriveva ke i jera bòna parte de la realtà socio-economica de la Vene'zia de l epoca;
pardesora e parsoto de l veneziano medio a ghè, verso l alto, el veneziano aulico o curiale co la so version scrita cancellieresca, dito anca illustre ma elora lè sinonimo de letterario; verso el bàso el veneziano volgare ( da preferirghe l ajetivo plebeo).
El cancelleresco el tira depì verso l toscan fin scuaxi confondarse; i pì intaresanti i è el popolare e l leterario ke tuti 2 i và pescare le parole tel medio ke tuti i lo parlava ma solo poki i jera bòni da scrivarlo.
No lè senplice parké, a l epoca, co uno el scrivea el voeva fare bèa figura secondo cueo ke i pensava la fùse la moda de i tenpi , el stile leterario e via ndare... co uno el fà de la leteratura el fà parfinta, dixen, elora mejo, ma tanto mejo dal p.d.vista de la verità lengoistica i libri contabili, par dire, de i mercanti. Ke cuei i faxea dal bòn.

E dapò el Glossario, da abeveradora a çustiseri:

Glossario

abeveradora
12.109r.9, 110r.9 ‘abbeveratoia’, nell’uso veneziano di Creta, era detto di terra «sulla quale l’acqua scorreva grazie a canali e con-dotte la cui trama risaliva sicuramente all’epoca bizantina» (M. Gal-lina,
Una società coloniale del Trecento. Creta fra Venezia e Bisanzio
, Venezia, Deputazione di Storia Patria per le Venezie, 1989, p. 19).
...
Çustiseri novi e veri
‘Giustizieri nuovi e vecchi’ 3.2: titolari di due magi-strature menzionate nello stesso testo (
Çustisia vere e nova
3.10), due dei più importanti organi giudiziari in età due-trecentesca, per cui cfr. G. Monticolo,
L’Ufficio della Giustizia Vecchia a Venezia dalle Origini sino al 1330
, Venezia, R. Deputazione di Storia Patria per le Venezie, 1872 («Miscellanea», s. IV, XII)

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Re: Lengoa veneta, varianse scrite longo i secołi

Messaggioda Berto » mar mag 05, 2015 8:19 pm

Sixara secondo ti a xe mejo dir:

łengoestica o łengoestega,
greco o grego,
avocato o avogado/avogadore

?
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Lengoa veneta, varianse scrite longo i secołi

Messaggioda Berto » mar mag 05, 2015 9:42 pm

El venesian Benbo sprexador de ła łengoa veneta, na vargogna par i veneti, xa ai tenpi del Benbo łi venesiani łi gheva ła spuseta ente ła canapia, coanto ensemenio jereło?:

Piero Benbo
http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Bembo
L'era cresesto a Firense co so par anbasador
Pietro Bembo (Venezia, 20 maggio 1470 – Roma, 18 gennaio 1547) è stato un cardinale, scrittore, grammatico, traduttore e umanista italiano. Regolò per primo in modo sicuro e coerente la lingua italiana fondandola sull'uso dei massimi scrittori toscani trecenteschi. Contribuì potentemente alla diffusione in Italia e all'estero del modello poetico petrarchista. Le sue idee furono inoltre decisive nella formazione musicale dello stile madrigale nel XVI secolo.

http://it.wikipedia.org/wiki/Prose_nell ... gar_lingua

http://www.treccani.it/enciclopedia/pie ... taliano%29

mejo perdarli ensemenii come sto kive, ke 'gnorante e i venesianisti li vol ndarghe 'ncora drio, vargogneve, ensemenii!



El venesian Benbo sprexador de ła łengoa veneta, na vargogna par i veneti, xa ai tenpi del Benbo łi venesiani łi gheva ła spuseta ente ła canapia, coanto ensemenio jereło?:

Piero Benbo
http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Bembo
L'era cresesto a Firense co so par anbasador
Pietro Bembo (Venezia, 20 maggio 1470 – Roma, 18 gennaio 1547) è stato un cardinale, scrittore, grammatico, traduttore e umanista italiano. Regolò per primo in modo sicuro e coerente la lingua italiana fondandola sull'uso dei massimi scrittori toscani trecenteschi. Contribuì potentemente alla diffusione in Italia e all'estero del modello poetico petrarchista. Le sue idee furono inoltre decisive nella formazione musicale dello stile madrigale nel XVI secolo.

http://it.wikipedia.org/wiki/Prose_nell ... gar_lingua

http://www.treccani.it/enciclopedia/pie ... taliano%29

mejo perdarli ensemenii come sto kive, ke 'gnorante.



Piero Benbo, on mona kel spresava ła łengoa veneta
viewtopic.php?f=40&t=1584

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... /Benbo.jpg


El podeva promovar al memo o isteso na łengoa franca volgar, par l'ara tałega, al posto de l'arestogratego e pretesco latin sensa spresar ła łengoa veneta.
Mona cosa serviva spresarla, mona; a te ghevi da valorixar ła łengoa volgar veneta e no da spresarla, monàsa!

El gheva scrito sol so livro "Prose della volgar lingua" nel paragone tra il toscano e il veneziano: "... primieramente si veggono le toscane voci miglior suono avere, che non hanno le viniziane, più dolce, più vago, più spedito, più vivo; né elle tronche si vede che siano e mancanti, come si può di buona parte delle nostre vedere, le quali niuna lettera raddoppiano giamai ... ".
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Re: Lengoa veneta, varianse scrite longo i secołi

Messaggioda Sixara » mer mag 06, 2015 9:04 am

Berto ha scritto:łengoestica o łengoestega,
greco o grego,
avocato o avogado/avogadore

Secondo mi :
lengoe-stica - ma ti te sì pì coerente sa te scrivi lengoe-stega ( coerente co le to sielte personali, co la to recia, dixemo ) ;
pal steso motivo mi scrivo : gre-co e ti gre-go;
però - avocato - mi a lo lasarìa cusì, ke si-nò a te lo confondi co l avogado, el frùto e avogadore nol me sona par gnente bèn ( vogadore- vogaor ...)
Nò tute le parole a se pòe tirarle verso la LV ( o el contrario verso l italiàn o altre lengoe) : a ghi nè racuante ke no le se fà luxingare par gnente e le resta lì indoe ke le stà o le vièn.
Còsa ca vòe dire a-vocato, vox - chiamato - xela privativa kela a - boh ... bixogna proàre xmontarla la parola e vedare se ri-montandola la vièn fòra te naltro modo e sinò a te la làsi cusì.
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Re: Lengoa veneta, varianse scrite longo i secołi

Messaggioda Berto » mer mag 06, 2015 9:10 am

"Avogado e avogador" (l'avogador de comoun) lè on moto atesta par scrito da e par secołi, anca "grego" lè atestà: avocato
e greco lè ła variansa tałiana.

Avogadoria de Comun
http://it.wikipedia.org/wiki/Avogadoria_de_Comun

Oxar, oxar e oxana - oxe, voxe, voce
viewtopic.php?f=44&t=553
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Re: Lengoa veneta, varianse scrite longo i secołi

Messaggioda Sixara » mer mag 06, 2015 9:16 am

Sì scuxame, a volevo dire: coerente co le to sielte e co le atesta'zion storike. Le ga da èsarghe tute do, par mi, parke na parola la me entra n circolo, pa poderla inserire tel me lèsico personale; ke l resta dognimodi personale, no xe dito ke la me sielta la ghe vaga bèn a kei altri.
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Re: Lengoa veneta, varianse scrite longo i secołi

Messaggioda Berto » mer mag 06, 2015 9:19 am

Sixara ha scritto:Sì scuxame, a volevo dire: coerente co le to sielte e co le atesta'zion storike. Le ga da èsarghe tute do, par mi, parke na parola la me entra n circolo, pa poderla inserire tel me lèsico personale; ke l resta dognimodi personale, no xe dito ke la me sielta la ghe vaga bèn a kei altri.


Beh, coełi ke łi va verso el talian i prefarise t a d, mi ke vojo restar drento el veneto a prefariso ła d. Tuto coeło kel me porta lonsi dal tałian par mi el va benon. Xmarcarme come tałian e marcarme come veneto. Ghemo da doparar regołe venete e no regołe tałiane o latine. Tute łe sielte o łe sernense (sernimenti, disernimenti, discernimenti) łe xe na convension e anca el fruto de na poxision edeołojega (połedega e coultural).
Anca ła recia e ła scolta o el scoltar łè condisionà da na poxision o sernensa edeołojega (poledega e coultural).

Ente la lengoa veneta: Połedega o połetega o połidega o połitega o politica ?
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Re: Lengoa veneta, varianse scrite longo i secołi

Messaggioda Sixara » mer mag 06, 2015 10:02 am

Berto ha scritto:Połedega o połetega o połidega o połitega o politica


POL-E-D-E-G-A
okei capo :D

the Politics of Language... the Politics of New Feeling Good...

Re-Flex : The Politics of Dancing

https://www.youtube.com/watch?v=gY7RIn4byK0 :D
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