Onore a Stakio (Stacchio)

Onore a Stakio (Stacchio)

Messaggioda Berto » mar feb 17, 2015 10:10 am

Onore a Stakio (Stacchio)
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El dirito a defendarse e ła revolta
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Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Onore a Stakio (Stacchio)

Messaggioda Berto » mar feb 17, 2015 10:12 am

NEL VICENTINO UN BENZINAIO SPARA AL RAPINATORE. I GIUDICI LO INDAGANO PER ECCESSO DI LEGITTIMA DFESA, IL PAESE E' CON LUI."E' UN EROE", DICONO, VOI COME LA PENSATE?

https://www.facebook.com/salvosottile/p ... 75/?type=1

Salvo Sottile

A Nanto c’è Ulisse che fa il sindaco, c’è don Diego che fa il parroco e, da ieri, fra i paesani più popolari c’è anche lui: Graziano Stacchio, professione benzinaio, una vita dedicata al suo distributore, alla famiglia e a quel fucile da caccia con il quale ama girare fra i boschi cercando caprioli.
Martedì sera l’ha imbracciato per spaventare cinque rapinatori che stavano assaltando la vicina gioielleria Zancan armati di mazze e kalashnikov. Stacchio ha sparato alle gambe di uno di loro e l’altro, un giostraio di 41 anni, è fuggito.
L’hanno trovato morto dissanguato duecento metri più in là, a bordo della sua macchina.

Per la Procura di Vicenza è doveroso indagare il sessantacinquenne benzinaio vicentino, una moglie e due figli, con l’accusa di eccesso colposo di legittima difesa. Per la gente del posto è inconcepibile. «Siamo tutti con te». «Hai fatto la cosa giusta». «Eroe». Una gara di solidarietà culminata con una raccolta di firme e la solenne promessa di Joe Formaggio, il sindaco di Albettone noto per dormire con il fucile accanto al letto: «Faccio le t-shirt e ci scrivo “Io sto con Stacchio”».
Domanda: cosa pensa il benzinaio di tutto questo? «Un uomo che uccide un altro uomo non possa essere considerato un eroe... non volevo uccidere», dice guardando l’asfalto. Siamo nel Vicentino ai piedi dei colli Berici. Stacchio ha già ripreso a lavorare in questa area di servizio che gestisce da cinquant’anni e che martedì sera è diventata un Far West.
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«Sono scesi da due macchine verso le sette di sera con i passamontagna - racconta -. Erano armati e hanno iniziato a picchiare sulla porta della gioielleria come barbari. Le macchine suonavano i clacson “è una rapina”, dicevano ma nessuno poteva fare nulla e ai banditi non importava: spaccavano tutto. Io a pensato a Genny, la commessa del gioielliere, che è per me come una figlia. Ho detto: starà morendo di paura. Allora sono intervenuto e ho urlato “andate via che arrivano i carabinieri”. Ma loro continuavano. Sono allora entrato in casa, ho preso la chiave dell’armadietto dove tengo il fucile e sono uscito. Erano ancora lì. Ho sparato un colpo in aria. L’uomo che faceva da palo ha risposto al fuoco e io ho tirato altre due volte sulla macchina vuota. Poi lui si è avvicinato a me, puntandomi con l’arma e gli ho tirato alle gambe e sono andati via». Fino a ieri sera gli altri quattro banditi erano ancora in fuga.

Mentre parla arriva Genny che lo abbraccia in silenzio con gli occhi lucidi. E arriva pure il gioielliere, Robertino Zancan, che per tutelare il benzinaio ha pensato addirittura di attribuirsi le colpe dichiarando agli inquirenti che a premere il grilletto era stato lui: «L’ho detto per tutelare Graziano, lui l’ha fatto per Genny. Gli ho anche messo a disposizione una squadra di legali per difendersi». Zancan ha deciso di chiudere per sempre il negozio: «Da oggi è finita perché non ne posso più: 2 rapine e un sequestro...».

Santo suito!

Forse łi jera singani (jostrari)? Ke oror ke bruta xente, ke sasini, łi xe pexo de l'Isis! Se i xe singani Ulise el ris-cia groso, parké i singani par ke łi gapie el dirito de robar, de rapinar, de copar, ... purpio come łi orsi, i leoni, i lovi, parké lè ła so nadura e coultura. Ulise el ris-cia anca de esar persegoesto par rasixmo contro na etnia/raça omana (i singani) ke ła ga łi memi diriti de łe bestie anca se łi xe omani, na bestia no la pol gnanca esar persegoesta, proçesà e condanà parké ła bestia ła xe enoçente par nadura, la ghe va drio al so istinto e l'omo nol ga el dirito de descremenarla. I singani anca se i xe omani i gode de łi diriti omani de tuti łi omani ma anca de coełi de łe bestie.

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Rapina e sparatoria in gioielleria - Il bandito morto è un nomade vicentino
http://corrieredelveneto.corriere.it/ve ... 5357.shtml

Indagato il benzinaio. L’ipotesi di reato potrebbe essere l’eccesso colposo in legittima difesa. E il sindaco fa stampare t-shirt: «Io sto con Stacchio»

VICENZA È stato identificato il bandito rimasto ucciso ieri, martedì, nel tentativo di rapina ad una gioielleria nel vicentino.
Si tratta di un nomade 41enne, Albano Cassol, nato a Vicenza e residente nel campo di Fontanelle, nel Trevigiano.
Lo ha comunicato il Procuratore capo di Vicenza, Antonino Cappelleri. Il magistrato ha confermato inoltre l’inscrizione nel registro indagati, come atto dovuto, di Graziano Stacchio, il benzinaio che ha esploso alcuni colpi di fucile contro i banditi.

Un atto reso indispensabile - spiega la Procura - dall’esigenza di garantire la partecipazione e l’interlocuzione dei difensori dell’uomo agli accertamenti tecnici. Cappelleri precisa, in una nota, che «l’astratta ipotesi di reato che interessa Stacchio è quella di eccesso colposo in legittima difesa, ovvero nell’uso legittimo delle armi».

«Ma la situazione processuale - sottolinea il magistrato - sarà meglio determinata, sia sotto il profilo di configurazione giuridica che di effettiva responsabilità, solo all’esito delle indagini, che saranno compiute con ogni attenzione, obbiettività e diligenza». Quanto alle indagini in corso per l’esatta ricostruzione della dinamica della tentata rapina e del conflitto a fuoco, Cappelli evidenzia come esse si presentino complesse e articolate, e necessitino di molti accertamenti tecnici. Per questo, conclude il magistrato, «gli esiti non possono essere immediati».

Intanto il sindaco di Albettone, uno dei comuni vicini a Ponte di Nanto, ha fatto realizzare delle t-shirt in solidarietà con il benzinaio: «Io sto con Stacchio». Joe Formaggio, il sindaco vicentino che non ha mai fatto mistero di dormire «con il fucile sotto il cuscino», intende raccogliere in questo modo fondi da destinare al gestore della pompa di benzina, che per il suo gesto si trova ora indagato per eccesso colposo di legittima difesa. Oltre alle t-shirt di solidarietà, Formaggio, con i sindaci di Barbarano e Nanto, ha avviato una raccolta di firme a sostegno del benzinaio.

04 febbraio 2015

On gràsie e onore a sto sant'omo!

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Re: Onore a Stakio (Stacchio)

Messaggioda Berto » mar feb 17, 2015 10:12 am

Vicenza, i parenti del bandito potrebbero chiedere i danni al benzinaio?

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 90422.html

La famiglia del rapinatore morto dopo l'assalto alla gioielleria partecipa all'autopsia con un proprio consulente: preparano l'azione legale contro Stacchio?
Ivan Francese - Ven, 06/02/2015 - 12:23

Potrebbe costituirsi parte civile, la famiglia di Albano Cassol, il bandito morto nella sparatoria scaturita dalla rapina a una gioielleria a Ponte di Nanto, nel Vicentino.

Lo stesso scontro a fuoco per cui è indagato Graziano Stacchio, il benzinaio che ha sparato contro i banditi, per difendere, sostiene, la commessa della gioielleria.

Ora la famiglia Cassol sarebbe pronta a chiedere i danni: l'indiscrezione, ripresa stamattina in prima pagina dal Giornale di Vicenza, arriva dal campo nomadi di Fontanelle, nel Trevigiano. I parenti del bandito morto in seguito alle ferite subìte durante la rapina, infatti, hanno fatto sapere di volere partecipare all'autopsia, molto probabilmente in presenza di un loro consulente.

Nel frattempo l'esame esterno del corpo avrebbe evidenziato la presenza di una ferita appena sopra il ginocchio di Cassol: un particolare che confermerebbe la versione fornita sin da subito da Stacchio, che ha sempre sostenuto di aver mirato alle gambe dei rapinatori. Il pm ha aperto due fascicoli: già, perché oltre al procedimento contro Stacchio, riferisce il Giornale di Vicenza, anche il titolare della gioielleria Zancan sarebbe pronto a sporgere denuncia per tentato omicidio.

Nel frattempo, continuano le dimostrazioni di solidarietà, da parte del mondo della politica e delle associazioni di categoria, nei confronti di Graziano Stacchio. In suo favore si sono pronunciati non solo Lega Nord e FDI, ma anche Confcommercio: "Di fronte alla ferocia dell'assalto di 5 uomini pronti a tutto, armati di kalashnikov, un commando militare, la reazione di Graziano Stacchio non solo è comprensibile, ma più che condivisibile", ha commentato Luca Squeri, Presidente della Commissione Sicurezza e Legalità di Confcommercio.


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Cogna ke a gnàsa dei comitadi o asoçasion ke łe se fasa cargo de portar vanti ła gran bataja contro el feroçe rasixmo dei singani verso de nantri (ke par lori a semo i gagè a cu se pol farghe de tuto, basta!).

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Re: Onore a Stakio (Stacchio)

Messaggioda Berto » mar feb 17, 2015 10:13 am

La negasion dei diriti omani - l'ensemensa omana de sta scribakina

Io non sto con Graziano Stacchio, il Veneto non è il Far West

Pubblicato: 06/02/2015 16:25 CET Aggiornato: 06/02/2015 16:25 CET

http://www.huffingtonpost.it/deborah-di ... 28856.html

Sta ensemenia lè egnorante dei diriti omani e de le leji taliane, cativa, dexomana, ensoulsa, screterià, rasista, ...

Chi uccide un altro essere umano non è mai un eroe. ???
(E i partexani rosi ke li fea saltar en aria li todeski e ke pò da viliaki li se scondeva e li làsava morir al so posto de li enoçenti 10/1 e ke li vien fati pasar par eroi? E kel sasin de Garibaldi fato pasar par eroe de li do mondi ?)

In nessun caso, a maggior ragione se lo ha fatto per sbaglio e di quello sbaglio risponderà alla legge e alla sua coscienza (gnaon xbajo lè on dover oman e de ogni bravo çitadin). Chi spara sa quello che fa, sa che le conseguenze della sua azione potrebbero rivelarsi ben più gravi di quanto ipotizzi premendo un grilletto. Chi rompe paga, e i cocci, purtroppo, sono suoi (dighelo al delincoente ke el ga asaltà el negosio de boni laoradori e ke dapò al ga sparà contro el bon omo Stacchio).

Non può essere legittimato, almeno nel mio paese, un uomo che si difende sparando (altro ke lexetemà, pì ke lexetemà). Anche se ha un fucile legalmente detenuto, anche se è lui per primo vittima degli spari di un gruppo di rapinatori cialtroneschi (??? rapiandori cialtroneski ???). Se lo fosse non sarebbe l'Italia: sarebbe il Far West (ensemenia te parli parké a te la boca ma no co çarvelo). E nel Far West quella che vigeva era la legge del più forte, di quello che aveva la mira migliore, quello più veloce a estrarre la pistola dalla fondina (ke gnorante e falba ke te si).

Chiunque oggi innalzi quel benzinaio a eroico giustiziere, in una discutibile logica del chi fa da sé fa per tre, non capisce che Dottor Jeckyl e Mr Hide erano le due facce della stessa medaglia, erano la traduzione letteraria di un bipolarismo che in un paese civile non può essere ammesso. Per nessuna ragione. Il rischio che si corre, legittimando politicamente quello che è accaduto in Veneto, è autorizzare (più o meno consapevolmente) ogni cittadino a impallinare chiunque violi la sua proprietà (la purpietà la xe sacra, come la vida, come la purpia caxa, stolta!)

Ci sono poliziotti e carabinieri e giudici e legislatori chiamati a tutelare i diritti di ognuno, non servono revolver e furore. E non vale l'attenuante dell'esasperazione che arma la mano delle persone perbene: pacifici cittadini che in un giorno di ordinaria follia si fanno giustizia da sé (stolta co no li ghe xè a cogna ranjarse, stolta).

Non vale nemmeno la scusa di uno Stato distratto, della burocratica lentezza (dovuta ad una garantista presunzione d'innocenza) dei tribunali e della scaltra intelligenza di bravi avvocati.

Perché poi, a voler essere onesti, coloro che oggi hanno fatto di questo assassino per errore l'eroe dell'operoso Triveneto, sono gli stessi che invocano il rispetto delle leggi da parte di tutti, in primo luogo di tutti gli altri. Come se a loro spettasse il compito di stabilire quando è giusto e quando non lo è rispettare quella serie di norme alle quali siamo tutti sottoposti. Come se esistesse una sospensiva del Codice Penale se a imbracciare un fucile e uccidere un essere umano è qualcuno che loro reputano legittimato a farlo (gnorante no te se gnanca coel ca te dixi: art. 52 C.P.).

Nei messaggio di solidarietà a un uomo che ne ammazza un altro si nasconde, e neanche tanto bene, un incitamento alla violenza inaccettabile da un privato cittadino, inammissibile da un personaggio politico. È una questione di responsabilità e se chi mi amministra, o ambisce a farlo, non ne è dotato che si dedichi ad altro. Non a gettare il mio paese e la mia vita nella confusione di un'anarchica giustizia secondo la quale io ho il diritto di difendermi da sola. ??? gnanca da comentar!

Io non voglio difendermi da sola: io voglio essere difesa dalle persone che hanno il dovere di farlo. Io non voglio che in Italia chi uccide un uomo, anche per errore, diventi un eroe nazionale (pì ke eroe lè n'omo justo). Io non voglio che i rapinatori finiscano ammazzati per strada, circondati da un'aureola di sangue. Io voglio che vengano arrestati, processati e condannati a una pena insindacabile. ??? gnanca da comentar!

Io non voglio che la rabbia trasformi l'Italia in un Far West (la xe xa on Far West par colpa de jente ensemenia fofà ti) dove una serie di improbabili sceriffi piantano i loro sudici stivali sul diritto alla vita di ognuno di noi.

On bon omo el ga el dover e el dirito de defendar la vida da ki ke la vol desfar!


Signora, si vergogni.

In qualunque paese civile la difesa legittima della propria incolumità è un diritto garantito. Si legga il Codice Penale, il Codice di Procedura Penale ed il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, nonchè la Costituzione della Repubblica, prima di scrivere certi commenti.

"Non può essere legittimato, almeno nel mio paese, un uomo che si difende sparando. Anche se ha un fucile legalmente detenuto, anche se è lui per primo vittima degli spari di un gruppo di rapinatori cialtroneschi. "

Ed invece è legittimo. Poi può anche non piacerle, ma è legittimo. Legittimo=previsto dalla legge.
Art. 52 C.P.
Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere (1) un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale (2) di un'offesa ingiusta (3), sempre che la difesa sia proporzionata all'offesa (4) (5) [55].
Nei casi previsti dall'articolo 614, primo e secondo comma, sussiste il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un'arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere:
a) la propria o la altrui incolumità:
b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d'aggressione.
La disposizione di cui al secondo comma si applica anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all'interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un'attività commerciale, professionale o imprenditoriale.

Clemente Carlucci · Politecnico di Bari
"Falsa idea di utilità è quella che sacrifica mille vantaggi reali per un inconveniente o immaginario o di troppa conseguenza, che toglierebbe agli uomini il fuoco perché incendia e l’acqua perché annega, che non ripara ai mali che col distruggere. Le leggi che proibiscono di portare armi sono leggi di tal natura; esse non disarmano che i non inclinati né determinati ai delitti, mentre coloro che hanno il coraggio di poter violare le leggi più sacre della umanità e le più importanti del codice, come rispetteranno le minori e le puramente arbitrarie, e delle quali tanto facili ed impuni debbon essere le contravvenzioni, e l’esecuzione esatta delle quali toglie la libertà personale, carissima all'uomo, carissima all’illuminato legislatore, e sottopone gl’innocenti a tutte le vessazioni dovute ai rei? Queste peggiorano la condizione degli assaliti, migliorando quella degli assalitori, non iscemano gli omicidii, ma gli accrescono, perché è maggiore la confidenza nell’assalire i disarmati che gli armati. Queste si chiamano leggi non prevenitrici ma paurose dei delitti, che nascono dalla tumultuosa impressione di alcuni fatti particolari, non dalla ragionata meditazione degl’inconvenienti ed avantaggi di un decreto universale'".
Cesare Beccaria- Dei delitti e delle pene.

Naltro ensemenio

Prof universitario contro Stacchio: “Rapine servono a migranti per recuperare ricchezza estorta”

http://voxnews.info/2015/02/05/prof-uni ... za-estorta

Francesco Caruso ( il cui unico lavoro a memoria d’uomo è stato il ‘deputato’), dal programma Virus di Rai due, si scaglia contro Graziano Stacchio, il benzinaio eroe di Vicenza:
“Se gli immigrati rubano la colpa è delle diseguaglianze create dai ricchi e le rapine sono un metodo violento che i poveri hanno per recuperare la ricchezza loro estorta”

Sto demente gnanca el sa ke sti "singani de Fontanełe" no łi xe migranti.

http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Saverio_Caruso
Francesco Saverio Caruso (Benevento, 25 agosto 1974) è un politico e attivista italiano, esponente del movimento no-global del sud Italia. Dopo la mancata elezione di rappresentanti del PRC alle elezioni politiche italiane del 2008, si è dichiarato "sovversivo a tempo pieno".
Originario di Benevento, al termine degli studi liceali si iscrive presso l'Istituto Universitario Orientale di Napoli, dove si laurea in Scienze Politiche. Negli anni degli studi universitari frequenta l'Università di Bologna per portare a termine la tesi di laurea e lì inizia la sua militanza politica. Di professione dichiarata ricercatore sociale, risultava prima dell'elezione in parlamento nullatenente, con reddito zero[3]. Attualmente è iscritto ad un dottorato di ricerca in sociologia politica presso l'Università della Calabria.
A luglio 2011 viene sospettato di essere "Spidertruman", un anonimo attivista che dichiara su Facebook di essere un precario licenziato da Montecitorio, e di voler svelare tutti i segreti della "casta", con un'operazione che raccoglie migliaia di adesioni su Internet, e che fa parlare di sé in Italia e all'estero.
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Re: Onore a Stakio (Stacchio)

Messaggioda Berto » mar feb 17, 2015 10:13 am

Ciao Albertone

Quando un delinquente rapina con le armi, deve mettere in conto il rischio di scontro a fuoco e di lasciarci la vita. Spiace per i familiari del morto, ma cosa cambiava se a ucciderlo fossero state le forze dell'ordine?

E' fondamentale per la sicurezza dei cittadini creare una comunità coesa, attenta e solidale a 360°; se un malintenzionato se la prende con qualcuno, magari debole (di solito anziani), deve sapere che si mettono contro di lui anche i vicini. Da sempre l'unione fa la forza. Se uno è testimone di una violenza contro un minore o incapace e non interviene, non rischia forse l'omissione di soccorso?

Le forze dell'ordine non arrivano dappertutto, il controllo del territorio da parte della popolazione residente non è sbagliato, anzi. Delegare tutto agli altri, allo Stato, non da mai buoni risultati ed è indice di sudditanza. "Aiutati che il ciel t'aiuta!" dice un saggio proverbio. Ci sono delle tecniche d'intervento passivo che riducono i rischi. Il cittadino non va bene solo come carne da cannone agli ordini di qualcuno, magari fuori di testa; vedi tutta la grancassa patriottica di questi mesi per la ricorrenza del centenario della grande guerra. Nonni vigili, volontari negli ospedali e case di riposo, protezione civile, soccorritori, pedibus, ... sono tutte sfaccettature di una solidarietà capillare che coinvolge direttamente le persone. Perché non estenderla anche alla sicurezza del territorio? Sul come, basta un po’ d’intelligenza e vedere cosa c’è in giro per il mondo.

Finalmente un popolo di cittadini non di sudditi!

Carlo

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Re: Onore a Stakio (Stacchio)

Messaggioda Berto » mar feb 17, 2015 10:13 am

Nanto, le telecamere danno ragione al benzinaio Dopo la fucilata in aria i banditi hanno fatto fuoco.

Ma la famiglia del rapinatore ucciso adesso chiede di sapere la verità e che venga fatta giustizia

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http://www.ilgiornaledivicenza.it/stori ... _benzinaio

NANTO. Le telecamere di sorveglianza danno ragione al benzinaio Stacchio. Immagini nitide, che confermano il suo racconto. Un racconto che ha ripetuto tante volte, senza incertezze e senza dubbi».

«Ho agito d'istinto - ha spiegato - sapevo che Jenny, la commessa della gioielleria Zancan era in balìa dei rapinatori che prendevano a picconate la porta. Io ho cercato di intimorirli, loro se ne fregavano. Anzi hanno fatto qualche passo verso di me. E dopo che ho sparato in aria un colpo di avvertimento, loro hanno cominciato a mitragliarmi addosso. Non so se l'ho ucciso io, credo di averlo colpito a una gamba e lui poi è salito in macchina da solo».
Le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo e della compagnia continuano senza sosta su più fronti: è subito scattata, ovviamente, la caccia alla banda (con blitz nei campi nomadi poche ore dopo il tentato colpo) e sono stati ascoltati tutti i protagonisti e i testimoni della vicenda. Non solo: sono state controllate e ricontrollate le immagini del sistema di sorveglianza interno ed esterno del negozio. (...)


http://www.ilgazzettino.it/VICENZA-BASS ... 3779.shtml
Comento:
poichè AVEVA una fedina penale di tutto rispetto, dovrebbero fare causa a TUTTI
nel senso di TUTTI quelli che lo hanno lasciato in circolazione!!!!! il
curriculum di Cassol contava una sfilza di precedenti per reati contro il patrimonio. Furti e rapine. E sparatorie. Da far impallidire la maxi rissa che, quindici anni fa, a Castelfranco, costa naso, mandibole e costole rotte a due carabinieri veneziani. Cassol, al centro delle cronache ci torna qualche anno dopo, quando mette a segno un colpo in banca nel Bresciano. Un’azione violenta fermata dai carabinieri che bloccano tre suoi complici. Cassol riesce a scappare, per essere catturato più tardi dopo una lunga indagine. Il colpo più efferato nel 2006 con la sparatoria e l’inseguimento a duecento chilometri l’ora, nel Veneziano. Nel mirino la cassaforte della Coop di Concordia Sagittaria. Il colpo fallisce, ma i militari dell’Arma riescono ad avere la meglio sui quattro in fuga. «La banda però - riportano le cronache di allora - era pronta a tutto e non avrebbe esitato a uccidere per sfuggire alla rete della giustizia». E’ il far west. Due banditi vengono catturati, uno è Cassol, allora 32enne. Il complice risponde al nome di Giuliano Relandini, implicato nell’omicidio di due poliziotti.
Commento inviato il 2015-02-06 alle 14:38:56 da Honi soit qui mal y pense

C'è un video: il benzinaio si è difeso Le telecamere confermano: Stacchio ha risposto al fuoco dei banditi. Ma ora si temono ritorsioni
Marino Smiderle - Dom, 08/02/2015 - 07:00

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 90979.html

VicenzaLa fortuna del benzinaio più twittato dagli italiani sta nelle telecamere. Non quelle delle decine di tv che in questi giorni lo hanno lanciato sulla ribalta nazionale proponendolo come eroe o, per i familiari del nomade ucciso dopo la tentata rapina a Nanto (Vicenza), come giustiziere, bensì quelle installate da Robertino Zancan titolare della gioielleria presa di mira dai banditi.

È grazie a questi filmati che emerge un dettaglio, fondamentale: Graziano Stacchio ha sparato per legittima difesa.

Secondo quanto trapela da ambienti investigativi, dai primi fotogrammi e dall'audio del video ricavato dalle telecamere di sorveglianza viene confermata la versione data dal benzinaio sessantacinquenne. Si sente il rumore del primo colpo sparato in aria dallo stesso Stacchio, si vedono i banditi sorpresi da questa imprevista e imprevedibile reazione da parte di un cittadino che sceglie di non girarsi dall'altra parte. E poi si vedono malviventi fare fuoco ad altezza uomo in direzione della pompa di benzina. A quel punto Stacchio risponde col suo fucile e, presumibilmente, colpisce Cassol. La legittima difesa c'è tutta: se uno mi spara addosso ho tutto il diritto di rispondere. È da qui che partiranno gli avvocati del benzinaio di Nanto per convincere il giudice a respingere l'accusa di eccesso di legittima difesa, reato per cui adesso è indagato («È un atto dovuto», ci tiene a precisare la Procura) quello che Jenny, la commessa che era sola in negozio durante l'assalto della banda, ricorderà sempre come l'uomo che le ha salvato la vita.

Intanto, giusto per confermare che in Italia diverse cose vanno alla rovescia, polizia e carabinieri hanno istituito un servizio di vigilanza continua alla casa di Stacchio e al suo distributore. Non la definiscono una scorta, nel senso che il benzinaio è libero di andare dove vuole, ma il senso è quello. La sfilza di precedenti penali della vittima 41enne, che andava in giro a rapinare gioiellerie con a casa una moglie incinta e quattro figli, è piuttosto lunga e pericolosa, se così si può dire. Insomma, le forze dell'ordine hanno fondati motivi di ritenere che Stacchio corra più di qualche rischio. «Io sono distrutto per aver provocato la morte di un uomo - ripete sconsolato l'esercente a tutti coloro che vanno a fare il pieno da lui - ma la mia coscienza è a posto. Volevo salvare Jenny dalla follia di quei banditi. Spero che si mettano una mano sulla coscienza».

Se sti dełincoenti łi ciamava el 118 el dełincoente morto el saria ancora vivo, se lè morto lè colpa sua e de łi so conpliçi, xe łi so conpleçi o conpleghi ke łi va persegoesti par omision de socorso. Caxo mai a xe sti conpleghi ke ła fameja del dełencoente morto ła ga da denunçar par omision de socorso a cu dimandarghe łi dàni.

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Re: Onore a Stakio (Stacchio)

Messaggioda Berto » mar feb 17, 2015 10:15 am

Sixara ha scritto:Ma se sà come ke l è morto? Lo gài xbandonà n makina e lori i è scapà 'asandolo lì a morire disanguà..?
Ke bruta storia, a me despiaxe asè par kel pòro benzinàro, se l ghea el fuxìle sota el banco a vòe dire ke i lo ghea zà rapinà anca lù come l orèfice e kisà coanti altri. El ga vù parole juste co i lo ga intervistà ma dèso no se pòe fare pì gnente.
Ki ca dovea fare l è el sindaco de Fontanèle, la polizhia, la rejon Vèneto, el stato tuto. Ma i fà tenpo oncora a tòrsele le so responsabilità, nò lasàre ke i citadini de kel teritorio lì i se rànja a spararse fra de lori.
Parké elora a femo de manco da elerjerla na aministrazhion comunale, provinciale, rejonale e da pagar tàse pa l controlo e la vijlanzha de l teritorio. A se conpremo on kalashnikov ( ke l vièn anca par poco) e scumizhiemo a sparare tuti.
Ma - torno a dirlo - co ti gà n arma prima o dopo te spari e nò senpre el bersalio lè cueo justo.


Sta volta el jera coeło justo, becà en pien e ente l'anema, parké sto dełencoente el se ga copà co ła so vołontà e co coeła dexomana o enomana de łi so conpliçi o conpleghi. Mi a dirla tuta no a gò gnaona bona fede entel stado tałian e ente łe so artecołanse.



Ciao Albertone

Quando un delinquente rapina con le armi, deve mettere in conto il rischio di scontro a fuoco e di lasciarci la vita. Spiace per i familiari del morto, ma cosa cambiava se a ucciderlo fossero state le forze dell'ordine?

E' fondamentale per la sicurezza dei cittadini creare una comunità coesa, attenta e solidale a 360°; se un malintenzionato se la prende con qualcuno, magari debole (di solito anziani), deve sapere che si mettono contro di lui anche i vicini. Da sempre l'unione fa la forza. Se uno è testimone di una violenza contro un minore o incapace e non interviene, non rischia forse l'omissione di soccorso?

Le forze dell'ordine non arrivano dappertutto, il controllo del territorio da parte della popolazione residente non è sbagliato, anzi. Delegare tutto agli altri, allo Stato, non da mai buoni risultati ed è indice di sudditanza. "Aiutati che il ciel t'aiuta!" dice un saggio proverbio. Ci sono delle tecniche d'intervento passivo che riducono i rischi. Il cittadino non va bene solo come carne da cannone agli ordini di qualcuno, magari fuori di testa; vedi tutta la grancassa patriottica di questi mesi per la ricorrenza del centenario della grande guerra. Nonni vigili, volontari negli ospedali e case di riposo, protezione civile, soccorritori, pedibus, ... sono tutte sfaccettature di una solidarietà capillare che coinvolge direttamente le persone. Perché non estenderla anche alla sicurezza del territorio? Sul come, basta un po’ d’intelligenza e vedere cosa c’è in giro per il mondo.

Finalmente un popolo di cittadini non di sudditi!

Carlo (me fradeo)

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Re: Onore a Stakio (Stacchio)

Messaggioda Berto » mar feb 17, 2015 10:16 am

Sixara ha scritto:Sì-to ti Albertone? E la ghèto sì n arma pronta sparare...
El gà raxon Carlo to-fradèo a dire ke
Berto ha scritto:E' fondamentale per la sicurezza dei cittadini creare una comunità coesa, attenta e solidale a 360°; se un malintenzionato se la prende con qualcuno, magari debole (di solito anziani), deve sapere che si mettono contro di lui anche i vicini. Da sempre l'unione fa la forza.

e ke polizhia-carabinièri no i pòe rivare dapartùto e ke bixogna tornàre a darse na man tuti a controlare el teritorio indoe ca te vivi, ti e la to fameja , i to beni ca te ghè pì cari.
Sì : na comunità coesa, attenta e solidale e l è lì ca casca el palco. Solidarietà no ghi n è pì par nisùn, zà da tenpo ormai, a ghevimo capìo ke, co i skei, a podevìmo farghene anca demanco.
Kisà ke dèso, ca semo tuti n boleta, a tornemo a jùtarse, a èsare danòvo na comunità.
Ma senzha armi, parcarità. Carlo nol dixe de armi, nò cuée ca còpa almanco. Nisùn bersalio lè justo.



Cara Sixara me fradelo el ga scrito>::

Ciao Albertone

Quando un delinquente rapina con le armi, deve mettere in conto il rischio di scontro a fuoco e di lasciarci la vita. Spiace per i familiari del morto, ma cosa cambiava se a ucciderlo fossero state le forze dell'ordine?

E' fondamentale per la sicurezza dei cittadini creare una comunità coesa, attenta e solidale a 360°; se un malintenzionato se la prende con qualcuno, magari debole (di solito anziani), deve sapere che si mettono contro di lui anche i vicini. Da sempre l'unione fa la forza. Se uno è testimone di una violenza contro un minore o incapace e non interviene, non rischia forse l'omissione di soccorso?

Le forze dell'ordine non arrivano dappertutto, il controllo del territorio da parte della popolazione residente non è sbagliato, anzi. Delegare tutto agli altri, allo Stato, non da mai buoni risultati ed è indice di sudditanza. "Aiutati che il ciel t'aiuta!" dice un saggio proverbio. Ci sono delle tecniche d'intervento passivo che riducono i rischi. Il cittadino non va bene solo come carne da cannone agli ordini di qualcuno, magari fuori di testa; vedi tutta la grancassa patriottica di questi mesi per la ricorrenza del centenario della grande guerra. Nonni vigili, volontari negli ospedali e case di riposo, protezione civile, soccorritori, pedibus, ... sono tutte sfaccettature di una solidarietà capillare che coinvolge direttamente le persone. Perché non estenderla anche alla sicurezza del territorio? Sul come, basta un po’ d’intelligenza e vedere cosa c’è in giro per il mondo.

Finalmente un popolo di cittadini non di sudditi!

Carlo (me fradeo)



Pensa a sti criminałi kì, Sixara!

Łe straje de via Raxeła e de łe Fose Ardeatine
viewtopic.php?f=178&t=1311

I rosi teroristi de via Raxeła, (partixani e rexistenti ?) łi xe stà de i viłiaki, anvençe de costituirse łi ga łasà ke vegnese copà al so posto, come da raprexaja de goera, łi 330 e pàsa çiviłi: 1 a 10 jera ła leje de ła raprexaja e sti rosi teroristi łi ło saveva. Xe come se i łi ghese copà luri. E da 70 ani łi xe portà cofà eroi, Eroi de ła Rexistensa!
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Re: Onore a Stakio (Stacchio)

Messaggioda Berto » mar feb 17, 2015 10:17 am

Sta ki la me fa fastidio, la me da de volta a le buele, la me fa skifo!

Perché io (a differenza di quelli) davvero sto con Stacchio

http://barbablog.vanityfair.it/2015/02/ ... n-stacchio

Anch’io sto con Stacchio, ma non perché ha sparato a un uomo. Sto con Graziano Stacchio, il sessantacinquenne benzinaio della provincia di Vicenza che ha ucciso con un colpo di fucile il
rapinatore quarantunenne Albano Cassol, perché è l’unica persona che in questa brutta storia ha avuto parole di pena e dispiacere per i familiari della vittima.

Sto con Stacchio perché si affanna a spiegare di non voler essere un esempio e di non voler essere strumentalizzato («Io non sono un divo, né un politico. Non è la mia vita, questa»).
Sto con Stacchio perché non solo gli si legge nel viso anziano e disperato quanto sta soffrendo per aver ucciso involontariamente un uomo – ha sparato a una gamba, reciso un’arteria femorale e la vittima è morta dissanguata – ma perché esprime sconsolato quello che prova: «Una dimensione di disperazione, di sconforto, di confusione».

Sto con Graziano Stacchio perché è l’unico che, nonostante l’angoscia, nel delirio che ha seguito il disgraziato epilogo della rapina alla gioielleria di Ponte di Nanto sembra rimanere lucido, e soprattutto rimanere umano. Un altro vicepresidente del Senato che non voglio più nominare lo ha definito un eroe, un sindaco di paese ha fatto stampare magliette con frasi da Far West («Io sto con Stacchio per la difesa del territorio») e poi ci sono i matti che in Rete scrivono sotto la foto del benzinaio «Na fusilà e fora dai cojioni»: una fucilata e fuori dai coglioni, come se non fosse morto un uomo ma un animale molesto, e forse per un animale in parecchi si sarebbero dispiaciuti di più.

Qualcuno già vede Graziano Stacchio parlamentare e lui protesta: «Spero abbiano rispetto della mia persona e non mi espongano». Gli hanno dato una scorta per proteggerlo da eventuali ritorsioni della famiglia del giostraio ucciso e lui commenta: «È imbarazzante avere una scorta, se l’hanno deciso significa che ci saranno dei motivi. Però io francamente non temo reazioni da questa gente. Penso che anche i parenti della vittima abbiano capito perché ho sparato, e che non volevo uccidere quell’uomo». La sua iscrizione nel registro degli indagati per eccesso di difesa non è una stortura gauche caviar buonista, ma un automatismo: se uccidi un bandito per difenderti, sei indagato. I morti e le loro famiglie hanno dei diritti, o almeno dovrebbero averli (e i vivi no li ga mia i diriti? E le fameje de i delincoenti no li ga mia vargogna?). Di sicuro lo capisce Stacchio, uomo perbene che si chiede che cosa è giusto e che cosa è sbagliato, e non si vergogna di mostrare la sua confusione: «A volte mi dico che ho fatto la cosa giusta, altre volte mi sento male, poi torno tranquillo e poi mi riprende lo sconforto».

Ha visto delle persone in difficoltà, ha sparato in aria, gli hanno risposto al fuoco, ha sparato ancora. Un uomo è morto: giostraio, nomade, pregiudicato. Aveva quarantun anni e dei figli.

Ensemenia, falba dona, nesuni sta co Stakio parké el ga copà on delincoente e potensialmente sasin (???), ma parké el ga vesto l'omanedà e el corajo de vinçar el teror, a ris-cio de la so vita, de defendar la vida e i beni de li so viçini, xente par ben come lù ke la se gagna el pan col suor de la so fronte e no robando o rapenando o copando. Suca marsa!


Anca sta ki lè conpagna, stesa bruta ràça

La Lucarelli: Stacchio non doveva spararev - selvaggia-lucarelli

http://www.vvox.it/2015/02/09/la-lucare ... va-sparare

Volevo dire che io non sto col benzinaio vicentino che ha sparato al rapinatore. Ma non perchè provi particolare pena per il rapinatore. Era un recidivo, girava con un fucile, sapeva a cosa poteva andare incontro, se l’è voluta. Non sto col benzinaio perchè non s’è difeso, non ha agito d’istinto, nessuno stava sparando a nessuno. C’era una rapina in corso. Ce ne sono tante, tutti i giorni. E’ uno schifo, ma gli dai quello che vogliono e vanno via. Se poi non vanno via, ti menano e tu gli spari, fai bene.
Se sparano a qualcuno e gli spari fai bene. Se sei lì e vedi che c’è una rapina chiami la polizia. In questo caso invece il benzinaio è salito in casa, ha preso il suo fucile con cui andava a sparare ai caprioli e s’è messo a sparare (lui). Inutile poi dire che non voleva uccidere. E’ come per il rapinatore: imbracciare il fucile vuol dire esporre se stessi e gli altri a un rischio. Quello di morire e uccidere. Sparare a gente armata (se non sta sparando) vuol dire innescare il far west. Vuol dire che magari io passo di lì con mio figlio a mettere benzina e mi arriva un proiettile. O arriva a mio figlio. Vuol dire che la commessa che volevi difendere rischia la vita più che se lasciassi i rapinatori andar via col bottino.
Io lo so che chi sta dietro a un bancone è esasperato. Lo so che è difficile non aver voglia di sparare a chi ti fa vivere nel terrore. Ma dire “ha fatto bene” vuol dire che il prossimo proiettile può toccare a noi o ai nostri figli. Vuol dire che il prossimo a crepare può essere un disperato con un’arma giocattolo che non ha da dare da mangiare al figlio. Vuol dire legittimare la giustizia fai da te. E la giustizia fai da te non solo non ci difende dai rapinatori (quelli continueranno, di morire lo mettono in conto sempre), ma non ci difende neanche dal nostro vicino di casa, armato di fucile e di buone intenzioni.


"Doveva farsi i fatti suoi". I parenti del rapinatore minacciano il benzinaio
L'ultima follia della famiglia Cassol contro Graziano Stacchio: "Come se noi prendessimo una pistola e ora andassimo a sparargli..."


Nino Materi - Mer, 11/02/2015 - 08:22
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 92184.html

La roulotte non è di quelle fatiscenti, modello accampamento rom. Ricorda piuttosto quei caravan confortevoli che ospitano gli artisti dei circhi di lusso. Qui poco dopo il cartello di «Benvenuti a Fontanelle», nell'Opitergino, c'è la «casa» di Albano Casson.

Si tratta di una casa con le ruote, ma non chiamatela «nomade», altrimenti la famiglia Cassol si arrabbia: «Noi non siamo rom, siamo nati in Veneto e ci consideriamo "razza Piave" a tutti gli effetti». La disputa sull'effettiva identità etnica dei Cassol ci interessa poco, anche perché rischia di portarci fuori strada rispetto alla via maestra di questa brutta storia, lungo la quale un bandito ha perso la vita e un uomo perbene rischia di finire sul banco degli imputati.

Il bandito risponde al nome di Albano Cassol, 41 anni; l'uomo perbene si chiama Graziano Stacchio, 65 anni.
La sera di martedì 2 febbraio Cassol è morto nell'assalto di un commando criminale a una gioielleria di Ponte di Nanto, nel Basso vicentino.
A ucciderlo è stato il benzinaio Graziano Stacchio, «reo» di non essersi girato dall'altra parte ma di aver difeso la commessa e il titolare del negozio che in quel momento si trovavano sotto la minaccia delle armi. Graziano ha prima sparato un colpo di fucile in aria, poi ha mirato alle gambe di Cassol, successivamente morto dissanguato durante la fuga in auto. Il caso potrebbe chiudersi qui. La dinamica è chiara. Le immagini delle telecamere di sorveglianza sono lì a dimostralo.

Invece avviene un cortocircuito che - prima ancora che giudiziario - è mediatico. La Procura di Treviso indaga il benzinaio per eccesso di legittima difesa. Giornali e televisioni si scatenano nel dar voce alla famiglia del rapinatore ucciso. E qui la situazione vira scivola subito sul piano inclinato del paradosso. Con il benzinaio che diventa «colpevole» e il rapinatore «vittima».
Almeno questo è il delirante schema mentale o della famiglia Cassol che urla ai giornalisti di «non voler parlare». Ma poi, dalla scaletta cromata del loro caravan, urlano frasi sconsiderate del tipo: «Quel benzinaio doveva farsi i fatti (eufemismo, ndr ) suoi.. non ci si fa giustizia da soli... e come se noi adesso prendessimo una pistola e andassimo a sparargli...». Chi non credesse che queste frasi siano state pronunciate davvero, può rivedere l'ultima puntata della programma Quinta Colonna condotta su Rete4 da Paolo Del Debbio. All'inviato della trasmissione i parenti di Cassol hanno urlato: «Ma tu da piccolo non hai mai rubato delle cioccolate? Tutti abbiamo commesso degli errori...». Ma non tutti, per fortuna, vanno a fare rapine in gioielleria. Però anche su questo punto dalla famiglia Cassol non arriva nessuna autocritica, solo accuse contro lo «Stato italiano che non ci consente di fare un lavoro onesto».
Una tesi che i parenti più stretti di Albano Cassol confermano anche a noi del Giornale : «Albano aveva messo la testa a posto... aveva chiesto un lavoro anche al sindaco del paese... si è trovato in una situazione assurda... ma non meritava di fare quella fine... vogliamo giustizia... chi ha sbagliato deve pagare... contro di noi sentiamo odio e calunnie... ma siamo pronti a denunciare tutti... abbiamo ingaggiato ben due avvocati».
E qui ritorna il paradosso: con la famiglia di un bandito che chiede «giustizia» e un uomo mite dipinto come un giustiziere senza scrupoli. Ma i curriculum vitae dei due «contendenti» parlano chiaro: Albano Cassol ha una fedina penale nera come la pece; Graziano Stacchio ha sulla parete un attestato di «benemerenza al valor civico». Anni fa salvò la vita a una ragazza finita con l'auto nel fiume; quel maledetto 2 febbraio imbracciò il fucile per difendere due persone minacciate dai rapinatori. Poi è andata com'è andata.

Ma Stacchio - a differenza di Cassol - non ha nulla di cui vergognarsi.
Eppure questo benzinaio sta sentendo in questi giorni sulle sue spalle tutto il peso di una tragedia per la quale si mostra disposto addirittura a recitare un mea culpa sull'altare del buonismo più demagogico: «Mi dispiace per la famiglia Cassol... sono vicino alla moglie... e ai suoi bambini... anch'io ho dei figli e dei nipoti...». È questo un sentimento di solidarietà che fa onore a Graziano Stacchio, ma è come certi ribaltamenti di ruolo ci facciano perdere di vista un dato incontrovertibile: se il giorno della rapina Albano Cassol, invece di indossare giubbotto antiproiettile e armarsi fino ai denti, fosse rimasto a casa con moglie e figli, oggi sarebbe ancora vivo e potrebbe godersi, come ogni persona onesta, un'esistenza felice e serena. Invece no, Cassol - lo stesso Cassol che secondo i parenti «aveva messo la testa a posto» - il 2 febbraio ha assaltato una gioielleria, finendo per rimetterci la pelle. Il resto sono solo chiacchiere. E lo sa bene pure l'avvocato Francesco Murgia, rappresentante legale della famiglia Cassol. Lui - da esperto del diritto qual è - a ogni «rischio di strumentalizzazione», oppone saggiamente la pacatezza dell'uomo di legge: «Nessuna vendetta, la vedova di Albano Cassol vuole solo conoscere la verità».

Ma la «verità», in questo caso, è sotto gli occhi di tutti. Compresi quelli delle telecamere di sorveglianza che hanno ripreso la scena. Si vede un benzinaio che prima spara in alto e poi, minacciato da Cassol che risponde al fuoco (ad altezza d'uomo), esplode un colpo per difendersi da morte sicura. Serve altro?

No no serve altro!
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Re: Onore a Stakio (Stacchio)

Messaggioda Berto » mar feb 17, 2015 10:17 am

Il benzinaio vicentino «eroe» per aver ucciso rapinatore: «Non usatemi»
Il questore lo ha messo sotto scorta, i politici lo difendono e c’è già che lo vede al Parlamento. Ma Graziano Stacchio insiste: «Non sono un divo, lasciatemi al mio lavoro» di Andrea Pasqualetto

http://www.corriere.it/cronache/15_febb ... f8f9.shtml

Lo esaltano, lo cercano, lo chiamano. Prima i compaesani, poi i politici, di destra, di sinistra, di centro. L’ardente sindaco di Albettone, Joe Formaggio, l’ha pure stampato su una t-shirt, «Io sto con Stacchio», facendone un’icona di generosità e ardimento. E lui, il sessantacinquenne benzinaio Graziano Stacchio di Ponte di Nanto (Vicenza) che per difendere la commessa della vicina gioielleria dall’assalto armato di una banda criminale ha ucciso senza volerlo un bandito, cosa ne pensa? «Non vorrei sembrare poco gentile con queste persone che parlano di me e fanno tante cose belle. Li ringrazio molto ma io sono in uno stato di confusione totale e di malessere e vorrei solo tornare a fare il mio lavoro…».

L’improvvisa ribalta mediatica nazionale sta disorientando il benzinaio di Nanto che cerca di tornare alla sua pace misurando le parole, per non offendere nessuno. «È giusto che tutti dicano quel che pensano e se quel che fanno servirà a portare più sicurezza nei paesini come il mio, ben vengano anche le parole e le iniziative. Il fatto è che io non sono un divo, non sono un politico, non voglio essere troppo un esempio e non vorrei essere strumentalizzato. Non è la mia vita questa».

Ma i fatti sono quelli: c’è stata una tentata rapina violentissima, c’era Genny che aveva chiuso la porta della gioielleria ed era terrorizzata, c’erano i rapinatori che tentavano di entrare armati davanti agli occhi spaventati della gente che non poteva fare nulla.
E c’era Stacchio che di fronte a quell’assalto indisturbato decise di intervenire prendendo il suo fucile per sparare in aria nel tentativo di allontanare i malviventi.
Uno ha risposto al fuoco e Nanto si è trasformata nella Durango del Vecchio West, con il bandito che si avvicina, lo punta e Stacchio che preme il grilletto e gli scarica sulla gamba una pallottola diventata letale, avendo disgraziatamente beccato l’arteria femorale.
Un fatto straordinario che ha inevitabilmente proiettato il benzinaio di paese su un’altra dimensione.
«Una dimensione di disperazione, di angoscia, di confusione.
A volte mi dico che ho fatto la cosa giusta, altre volte mi sento male, poi torno tranquillo e poi mi riprende lo sconforto».
Il segretario della Lega Matteo Salvini non ha esitato: «Sto con lui». Il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli ha usato un piedistallo: «É un eroe». Per Antonio De Poli dell’Udc «ha tutta la nostra solidarietà», mentre Alessandra Moretti del Pd parla di «reazione comprensibile».
Qualcuno lo vede già sindaco, altri parlamentare. Stacchio anticipa tutti: «Spero abbiano rispetto della mia persona e non mi espongano».

La Confcommercio ha avviato una raccolta di fondi per pagargli uno dei migliori avvocati di Vicenza, Lino Roetta.
Il Questore gli ha dato una scorta, una pattuglia giorno e notte per proteggerlo da eventuali ritorsioni.
«È imbarazzante avere una scorta, mi fa anche piacere, se l’hanno deciso significa che ci saranno dei motivi. Però io francamente non temo reazioni da questa gente.
Penso che anche i parenti della vittima abbiano capito perché ho sparato e che non volevo uccidere quell’uomo».
La moglie di Albano Cassol, la vittima, un giostraio di 41 anni con precedenti per rapina, ha nominato un legale di fiducia e sembra intenzionata a denunciarlo: «Chi ha sbagliato deve pagare, in giro c’è troppo odio», ha dichiarato d’impeto al Gazzettino.
E lui: «Non credo che la moglie abbia potuto dire una cosa del genere. Mi sembrano parole esagerate. Forse non sapeva cosa faceva il marito... Se poi penso ai loro figli... mi fa male».


Scorta per Graziano Stacchio, il benzinaio che ha ucciso un rapinatore per difendere una ragazza

http://notizie.tiscali.it/articoli/cron ... inaio.html

La vedova di Albano Cassol, il rapinatore ucciso nella tentata rapina alla gioielleria Zancan di Nanto, ha nominato un proprio legale di fiducia, l'avv. Francesco Murgia del foro di Treviso, che ha già anticipato l'intenzione di essere presente lunedì prossimo quando il pm Cristina Gava affiderà al medico legale Vito Cirielli dell'Istituto Legale di Verona il compito di effettuare l'autopsia del bandito.

Scorta per il benzinaio - Nel frattempo il questore di Vicenza ha stabilito che da ieri una macchina delle forze dell'ordine stazioni giorno e notte nel piazzale del distributore di benzina di Graziano Stacchio, dal cui fucile è partito il colpo che ha ucciso Cassol. La pattuglia può così osservare anche la casa di Stacchio, che si trova a fianco del distributore. Il timore è che qualcuno possa prendere di mira il benzinaio per vendicare la morte di Cassol, che risiedeva in un campo nomadi a Fontanelle (Treviso).

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