Censura e libertà su facebook

Re: Censura e libertà su facebook

Messaggioda Berto » dom apr 29, 2018 12:23 pm

Il caso di I Hate Israel

https://www.facebook.com/photo.php?fbid ... =3&theater


Quando NOI critichiamo l'islam, i palestinesi, l'invasori islamici dell' occidente, i censori di FB ci bloccano e cancellano i nostri post. All' ennesima segnalazione di una pagina FB che porta il titolo:I HATE ISRAEL, i censori di FB, come potete leggere dalla loro risposta, hanno deciso di "rimuovere" qualche post e foto, ritenendo che il resto dell' incitamento all' odio di Israele, non viola gli standard della comunità di FB. Pensate anche voi che c'è' un problema con i LORO STANDARD?
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Re: Censura e libertà su facebook

Messaggioda Berto » ven giu 01, 2018 2:44 pm

COMUNICATO STAMPA DELLE SENTINELLE IN PIEDI

https://www.facebook.com/groups/8991042 ... 3074388043

Facebook ha cancellato la pagina nazionale delle Sentinelle in Piedi dopo la pubblicazione delle foto dei camion vela di ProVita ONLUS contro l'aborto, comunicando che il logo delle Sentinelle in Piedi "non rispetta gli standard della comunità". Inoltre tutti gli editor sono stati bannati e diffidati dal condividere “immagini di bambini vittima di abusi” (paradossale!). Infine anche dalle pagine locali stanno scomparendo post.

Chiediamo il ripristino della pagina e l'esercizio della libertà di parola.
Se volete aiutarci a manifestare il vostro dissenso, ecco cosa potete fare:

1. Scrivere lettere di protesta ai giornali.

2. Condividere questo messaggio su Facebook e altri social. Suggeriamo di usare copia e incolla perché anche questo post potrebbe essere censurato.

3. Raggiungere la nostra nuova pagina su VK https://vk.com/club166992780 .

4. Sebbene Facebook cerchi di rendersi difficilmente reperibile e dichiari sulla sua pagina di assistenza “se state cercando un indirizzo email o un numero di telefono, ci dispiace deludervi ma Facebook non utilizza questi strumenti per comunicare con i suoi utenti”, è obbligata ad avere una email PEC. Chiediamo a chi può di scrivere una mail di protesta a Facebook. La sua PEC è


https://vk.com/public166992780
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Re: Censura e libertà su facebook

Messaggioda Berto » dom giu 03, 2018 8:06 am

La censura di Facebook in Germania
Stefan Frank
2 giugno 2018

https://it.gatestoneinstitute.org/12429 ... a-facebook

Un tribunale di Berlino ha emesso un'ordinanza restrittiva provvisoria contro Facebook. Sotto la minaccia di una multa di 250 mila euro o di una pena detentiva, Fb è stata costretta a ripristinare il commento di un utente che era stato rimosso. Inoltre, la sentenza ha vietato all'azienda di bannare l'utente a causa di questo commento.

È la prima volta che un tribunale tedesco si occupa delle conseguenze della legge tedesca che ha introdotto la censura sulle piattaforme dei social media, entrata in vigore il 1° ottobre 2017. La legge stabilisce che le aziende di social media devono rimuovere o bloccare gli illeciti penali "evidenti", come la calunnia, l'ingiuria, la diffamazione o l'istigazione all'odio, entro 24 ore dalla ricezione di un reclamo da parte di un utente.

Come rilevato da molti critici, questa censura di Stato rende la libertà di parola soggetta alle decisioni arbitrarie di entità commerciali che potrebbero censurare più dello stretto necessario, anziché rischiare pesanti multe fino a 50 milioni di euro. Secondo l'articolo di un quotidiano, i censori di Facebook hanno solo dieci secondi per decidere se rimuovere o meno un commento.

Il caso di cui il tribunale di Berlino ha dovuto occuparsi era quello di un articolo postato dal quotidiano svizzero Basler Zeitung sulla sua pagina Facebook con il titolo "Viktor Orban parla di 'invasione' musulmana". Il trafiletto diceva:

"Viktor Orban si chiede come in un paese come la Germania (...) il caos, l'anarchia e l'attraversamento illegale dei confini possano essere celebrati come qualcosa di buono."

L'utente di Fb, Gabor B., ha postato il seguente commento:

"I tedeschi stanno diventando sempre più stupidi. Non c'è da stupirsi, dal momento che i media di sinistra li bombardano quotidianamente di fake news sui 'lavoratori qualificati', sul tasso di disoccupazione in calo o su Trump".

Questo commento ha ricevuto rapidamente il maggior numero di "Mi piace", fino a quando Facebook non l'ha rimosso, a causa di una presunta violazione degli "standard della comunità" di Fb. Inoltre, Gabor B. è stato bannato da Facebook per 30 giorni.

"Si può condividere l'opinione del commentatore o considerarla polemica o non obiettiva", ha detto al Gatestone Joachim Nikolaus Steinhöfel, legale di Gabor B. "La cosa importante è che il commento beneficia del diritto alla libertà di espressione", ha dichiarato Steinhöfel, il quale prima di recarsi in tribunale ha aggiunto che il suo studio legale ha inviato a Facebook un monito scritto.

"Facebook ha ceduto parzialmente e ha revocato il divieto, ma non ha ripristinato il commento. Gli avvocati di Fb ci hanno comunicato che 'da un esame accurato è risultato che gli standard della comunità sono stati applicati correttamente e che pertanto il contenuto non poteva essere ripristinato' – una valutazione questa che non possiamo condividere".

Steinhöfel, oltre a essere un avvocato, è un noto giornalista, un blogger e un attivista anti-censura. Gestisce un sito web dove ha documentato innumerevoli casi in cui Facebook ha rimosso i contenuti o ha bannato gli utenti, e talvolta entrambe le cose. Sembra che Fb banni spesso gli utenti a causa dei commenti critici sull'immigrazione di massa o su certi aspetti della cultura islamica. Ad esempio, nel marzo scorso, Frank Bormann si è visto bloccare l'account di Facebook dopo che aveva scritto argutamente: "Gli uomini musulmani prendono una seconda moglie. Per finanziare le loro vite, i tedeschi fanno un secondo lavoro".

Joachim Steinhöfel (a destra) è avvocato, giornalista e un attivista anti-censura. Gestisce un sito web dove ha documentato innumerevoli casi in cui Facebook ha rimosso i contenuti o ha bannato gli utenti, e talvolta entrambe le cose. (Fonte dell'immagine: Hilmaarr/Wikimedia Commons)

A volte, Facebook sembra obiettare anche alle critiche implicite relative alle organizzazioni terroristiche. Lo scorso aprile, Christian Horst è stato bannato per tre giorni dopo che aveva postato una foto che ritraeva i membri dell'organizzazione terroristica palestinese Fronte Democratico per la liberazione della Palestina (FDLP) mentre facevano il saluto nazista.

Qualche volta, gli utente vengono bannati senza alcun motivo apparente. Nel marzo scorso, Marlene Weise si è vista bloccare per 30 giorni l'account di Facebook, per aver pubblicato due foto: una mostrava le atlete della nazionale femminile iraniana di pallavolo degli anni Settanta con magliette e pantaloncini; l'altra foto immortalava le giocatrici dell'attuale squadra nazionale di pallavolo femminile iraniana, con tanto di hijab in testa e con gambe e braccia rigorosamente coperte.

Steinhöfel spiega che i tribunali in genere non motivano un'ordinanza restrittiva. Ma la corte potrebbe accogliere la richiesta se il contenuto rimosso in questione fosse ritenuto pur sempre lecito e legittimo:

"Si tratta di una decisione di estrema importanza ed è la prima sentenza di questo tipo in Germania. (...) Alla fine, gli utenti possono agire contro i comportamenti commerciali poco trasparenti di una società che si assume le proprie responsabilità come se si trattasse di biciclette di seconda mano".

Steinhöfel afferma che, data la posizione dominante di Facebook sul mercato, l'esito di questa battaglia legale avrà forti ripercussioni sull'espressione e sullo scambio di opinioni sui social media: "Un utente di Facebook ligio alla legge – e delle norme contrattuali di Fb – deve accettare il fatto che aziende come Facebook e Twitter rimuovano i contenuti o li vietino? La sentenza è un'importante vittoria intermedia della libertà di parola".

Stefan Frank è un giornalista indipendente e scrittore. Vive in Germania.
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Re: Censura e libertà su facebook

Messaggioda Berto » gio giu 07, 2018 6:45 am

Il caso di Gino Quarelo e degli zingari, bloccato per 30 giorni


Liliana Segre: "Salvini? Fa il suo mestiere. Ma indifferenza per migranti e minoranze rom e sinti è la stessa di 80 anni fa"
6 giugno 2018

https://www.facebook.com/ilFattoQuotidi ... 5570626675

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/0 ... fa/4407820


“La storia, per quanto sappiamo che si ripeta, in realtà non si ripete mai esattamente. Ogni situazione è diversa. I grandi silenzi, il grande disinteresse, la grande indifferenza, quello si ripete. Sono le persone e i fatti ad essere diversi. Ma rivedo l’osceno sospetto di chi fino ad adesso non ha osato e adesso osa”. A parlare è la senatrice a vita Liliana Segre che ieri per la prima volta ha preso la parola al Senato per la sua dichiarazione di voto sulla fiducia al governo M5s-Lega. Ha fissato lo sguardo sui banchi del governo, dove sedeva tra gli altri il ministro dell’Interno Matteo Salvini, per dire che si opporrà “con tutte le forze” a eventuali leggi speciali che “sporcano” (ha usato questa parola) “la nostra civilità democratica”. Si riferiva, in particolare, alle minoranze e più precisamente quelle rom e sinti. E’ così ha raccolto un appello dello storico Alberto Melloni su Repubblica. L’intervento è stato applaudito da quasi tutti i gruppi parlamentari, tranne quelli della Lega. “Da persona che ha vissuto in una minoranza colpita – spiega ancora oggi a Circo Massimo, il programma di Massimo Giannini su Radio Capital – non posso veder colpite le altre minoranze solo perché esistono. Ad Auschwitz il nostro campo confinava con quello degli zingari, che sembravano continuare a vivere la loro vita, senza divise, in famiglia. Poi una mattina non c’era più nessuno. E una prigioniera disse: ‘Li hanno bruciati tutti’. Io queste cose le ho viste. Questa è la differenza fra me e gli altri“. E oggi, dunque, “rivedo l’osceno sospetto di chi fino ad adesso non ha osato e adesso osa”.

Governo, il primo intervento in aula di Liliana Segre: "Aiutiamo gli italiani a essere vigili". Acclamazione unanime

Salvini ha assicurato che quella della senatrice Segre è una “paura infondata” e che “faremo di tutto per far rispettare leggi normali”. La senatrice dice di capire “il punto di vista di un leghista che va al potere si fa garante di un ordine che finora non c’è stato. Salvini, dal suo punto di vista, fa il suo mestiere”. La Segre, invece, il suo: ha già pronto un disegno di legge contro l’odio verbale e un altro per i diritti umani.

La senatrice a vita racconta di essersi quasi emozionata più ieri di quando è entrata per la prima volta nell’Aula di Palazzo Madama, dopo la nomina avvenuta a gennaio. Il suo è stato un intervento con un italiano lineare, breve, incisivo, molto più efficace di decine di ore di dibattito portato avanti dai colleghi eletti. “Parlo in modo semplice e il mio ruolo, moralmente, non è politico. Il presidente Mattarella mi ha voluta onorare come simbolo. Sono ancora qui, a testimoniare. È la mia missione per tutti quelli che non hanno potuto. Però sento intorno a me delle cose che ho già vissuto”.

La Segre racconta, in un’intervista a Repubblica, di aver incontrato Melloni – storico delle religioni – al ricevimento al Quirinale, il primo giugno. “Mi aveva detto: ma lei sa che se una persona non manda il figlio a scuola deve pagare 30 euro di multa, ma se lo fa un rom gli tolgono il figlio? Mi ha proprio colpito. E allora gli ho raccontato che io me li ricordo gli zingari nei campi di sterminio, ma siccome non hanno una tradizione scritta come gli ebrei, queste cose non le sa nessuno. Forse neppure gli zingari stessi di oggi, rom o sinti che siano. Non potevo non rispondere al suo appello”.

A Repubblica, ancora oggi, torna sulla sua storia di ebrea perseguitata per effetto delle leggi razziali che in Aula, al Senato, ha precisato meglio chiamandole “razziste“. “Eravamo perseguitati da anni, cos’altro si poteva fare che cercare di fuggire? Io ero una richiedente asilo: negato. Avevo documenti falsi, cercavo di passare in Svizzera perché è chiaro che saremmo stati in salvo, ma gli svizzeri mi hanno respinto con mio papà e due vecchi cugini. Più tardi hanno deportato anche i miei nonni. Nessuno di noi aveva fatto nulla. Ci sono analogie ma non sono situazioni uguali, a distanza di 80 anni. E io non sono indifferente: la combatto, l’indifferenza, e continuerò a farlo finché vivo”. Alla domanda se “importiamo galeotti” dalla Tunisia, Segre risponde: “Questa emigrazione è completamente diversa. Noi fuggivamo perché sapevamo che saremmo stati deportati e uccisi. Questa emigrazione è un fenomeno enorme, una quantità di casi diversi, non si può generalizzare. Arrivano persone di tutti i tipi: chi scappa, chi vuole migliorare il proprio tenore di vita, bambini abbandonati da madri che sperano in un destino migliore… La mia mente torna a cose viste“.

Commenti

Gino Quarelo
Questa donna sinistra non è per nulla chiara, Non si sa se stia con Israele o contro e con i nazisti maomettani palestinesi. Mi pare che non sia proprio il massimo difendere i nazisti zingari che non hanno nulla da spartire con gli ebrei. Le sue parole inducono a credere che sia una persona per taluni versi ignorante e falsa anche se come ebrea ha patito Auschwitz.

Raffaele Covili
Cioè lei che ha la stella di Davide sull'immagine profilo sta dando dell'ignorante e falsa ad un'ebrea che è stata deportata ad Auschwitz?

Gisella Ceruti
Rispetti la Signora Segre che non ha certo avutoo un passato invidiabile!

Gino Quarelo
È una vergogna accostare agli ebrei gli zingari nazisti che vivono predando il prossimo: rubando, truffando, ingannando, rapinando, sequestrando, uccidendo, senza rispetto alcuno e con il massimo disprezzo per le loro vittime. Gli ebrei si sono sempre e ancor oggi si guadagnano il pane con il sudore della fronte facendo del bene all'intera umanità: gli ebrei non rubano, non truffano, non ingannano, non rapinano, non sequestrano non uccidono chichessia, hanno il massimo rispetto per tutti, e sono tutto il contrario degli zingari. La Segre è vergognosa.


Diego Russo
Gino Quarelo lei invece è un idiota.....ma di quelli veri....

Gino Quarelo
Non ho mai sentito la Segre prendere le difese delle vittime degli zingari, che sono milioni. Difendere poi i non diritti dei clandestini e lasciare che siano violati i veri diritti dei cittadini italiani ed europei è altrettanto vergognoso. Una vera manipolazione e falsificazione dei diritti umani. Io sono veneto e non sono ebreo ma amo gli ebrei e Israele e vorrei che gli zingari e i nazisti maomettani fossero perseguiti con la Legge Mancino i nazi maomettani banditi dal mondo civile.



LilianaSegre, una sorella di mio padre per me, un regalo della storia in Parlamento. Una diga alla deriva.
https://www.facebook.com/emanuele.fiano ... 5903992842

Rom, Segre: "Raccolgo invito di Repubblica, mi opporrò con tutte le forze a leggi speciali"
5 giugno 2018

https://video.repubblica.it/dossier/gov ... 874/307501
"Mi rifiuto di pensare che la nostra civilità democratica sia sporcata da leggi speciali nei confronti di Rom e Sinti: se accadrà mi opporrò con tutte le forze". Lo ha detto Liliana Segre nel suo intervento nel dibattito sulla fiducia al governo Conte. La senatrice a vita ha risposto così all'invito che le è arrivato da Alberto Melloni sulla prima pagina di Repubblica 'Cara Segre difenda lei i bimbi rom'. Standing ovation con 40 secondi di applausi quando Segre ha ricordato i numeri che porta sul braccio.


Gino Quarelo
È una vergogna accostare agli ebrei gli zingari nazisti che vivono predando il prossimo: rubando, truffando, ingannando, rapinando, sequestrando, uccidendo, senza rispetto alcuno e con il massimo disprezzo per le loro vittime. Gli ebrei si sono sempre e ancor oggi si guadagnano il pane con il sudore della fronte facendo del bene all'intera umanità: gli ebrei non rubano, non truffano, non ingannano, non rapinano, non sequestrano non uccidono chichessia, hanno il massimo rispetto per tutti, e sono tutto il contrario degli zingari. La Segre è vergognosa.

Non ho mai sentito la Segre prendere le difese delle vittime degli zingari, che sono milioni. Difendere poi i non diritti dei clandestini e lasciare che siano violati i veri diritti dei cittadini italiani ed europei è altrettanto vergognoso. Una vera manipolazione e falsificazione dei diritti umani. Io sono veneto e non sono ebreo ma amo gli ebrei e Israele e vorrei che gli zingari e i nazisti maomettani fossero perseguiti con la Legge Mancino i nazi maomettani banditi dal mondo civile.



Emanuele Perres
Bravo Quarelo

Sonia Kugo
Gino Quarelo- Gli zingari nazisti ancora non l'avevo sentita Comunque sappia che la senatrice Segre ha parlato di difesa delle minoranze contro leggi speciali, tipo quelle blaterate di recente da Salvini. E nel passato messe in pratica dai nazisti veri..Se per caso non lo sa, l'accostamento nasce dal fatto che anche gli zingari sono stati internati e gassati dal regime nazista. Negli stessi campi in cui sono stati imprigionati, torturati e uccisi i correligionari della signora Segre.. Anch'essi considerati minoranza..E la senatrice ha tutti i diritti di rinfrescarci la memoria e di contestare il razzismo dilagante che già avvelena nuovamente il nostro paese.. Che schifo


Capisco le paure e le valutazioni della Senatrice Liliana Segre.
Oriana Barbieri

https://www.facebook.com/permalink.php? ... 1263177098
La sua esperienza la induce a posizioni che corrispondono al suo vissuto. Un vissuto terribile, tale che solo a pensarlo fa rabbrividire e fa alterare il cuore teso e oppresso dalla angoscia.
Pur nel rispetto della sua terribile esperienza di vita, non mi sento di accettare che si paragoni la Shoah con l'atteggiamento di respingere coloro che non fuggono dalla guerra o dalla carestia!
Quando sono troppi sono troppi.
E poi chiediamoci perché non c'è sollevazione popolare di destra e di sinistra verso cinesi, vietnamiti o indiani....
Chi lavora è accolto e rispettato!
Il problema della realtà dei Nomadi è diverso
I Rom sarebbero da coinvolgere nella vita civile. Ma Senatrice si adeguerebbero?
Penso di no!
Abituati a vivere senza regole se non quelle del loro clan di appartenenza, sarebbero sempre lontani dalla legalità!
La loro cultura è radicata e difficile da scalfire!
Per me diversa è ed è stata la realtà degli Ebrei.
Gli Ebrei sono stati e furono perseguitati sempre nei secoli, per motivi collegati alla religione, ma hanno sempre contribuito al benessere della Nazione nella quale si stabilivano e si sono.adeguati a tutte le infami leggi decise per loro.
Salvatisi dai lager, in silenzio e dignità si sono creati una nuova vita, contando, come sono da secoli abituati a fare, sulle proprie capacità: impegno, studio, efficienza e sacrifici!
Non paragoniamo la loro esistenza a quella dei Rom e dei migranti...
Opinione personale: non offendiamo i Morti dei lager con paragoni totalmente ingiustificabili!
Non manchiamo di rispetto a chi, tutti i giorni per tutti i giorni dell'anno lavora come un dannato.......


Mordechai Bar Ykutiel
Se pensiamo ai Sinti e ai Rom come perseguitati e vittime della follia nazifascista è nostro dovere appoggiare la senatrice a vita Liliana Segre; per tutto il resto (sui nomadi...a parte pochissime eccezioni)...concordo sulla tua dinamica Oriana Barbieri.

Oriana Barbieri
Certo la persecuzione contro alcune comunità va tenuta a monito.
Furono perseguitati anche suore, sacerdoti e cattolici, cittadini comuni che si opposero alla barbarie naziste e fasciste!
Monito, perché non accada mai più!
Ringrazio la Senatrice, che difende minoranze, in nome di una esperienza personale e collettiva di un Popolo.
Ma evitiamo continui paragoni.
Nulla è paragonabile al vissuto degli Ebrei nei secoli e della Shoah!
Su questo mi batterò sempre!

Mordechai Bar Ykutiel
Il problema di fondo che non viene capito (ma onestamente...non vuole essere capito!) è relativo al fatto che i nomadi (per il 95%) hanno nella sporcizia, nel mendicamento, nel furto, ed altre negatività...il loro modus vivendi...da sempre! È su questo che -nel XXI secolo- nascono "le incomprensioni" con il "resto dei cittadini". Purtroppo è una realtà! Basterebbe -forse- cambiare...da parte loro...e "tutto si aggiusterebbe"...almeno si spera!

Sergio Damiani
Come al solito.... Si mischiano argomenti diversi del passato, per far accettare un fatto odierno: Rom ,erano rinchiusi nei lager nazisti,con determinate libertà dovute alla stessa loro natura ,ma anch'essi deportati e uccisi. Ebrei, uno sterminio sistematico li poneva all ultimo posto, nella gerarchia del lager, essi erano per lo più uccisi nelle prime settimane di deportazione, e solo alcuni(non i più utili,alcuni)si salvarono lavorando.
Ecco mi si dica,perché questi argomenti hanno fatto astenere dal voto per la fiducia al governo, la senatrice a vita Segre.



Giornata europea delle vittime del nazismo mafioso zigano
viewtopic.php?f=150&t=2610

Fascisti, antifascisti, nazisti, comunisti, maomettisti, zingari
viewtopic.php?f=205&t=2731
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Re: Censura e libertà su facebook

Messaggioda Berto » gio giu 14, 2018 12:18 pm

Censura con sospensione per 30 gg di Pento Alberto per questo post sulla pagina del ilfattoquotidiano che è un coco di segnalatori censori:

Basta con l'abuso criminale delle convenzioni internazionali sul soccorso in mare; l'abuso criminale rende vane queste convenzioni. Portateli in Francia da Macron il buono o in Spagna dal buonissimo Pedro Sánchez l'illuminato socialista o in Tunisia o in Algeria o riportateli in Libia dai fratelli dell'Unione Africana. Ciao ciao o bella ciao!
In Italia non vi è più posto, non vi sono più risorse e non vi è alcun lavoro, non si può più accogliere ed ospitare, vi sono milioni di italiani poveri e senza lavoro a cui si deve pensare; oltretutto basta nazisti maomettani africani che ci mancano di rispetto e che ci possono uccidere in nome del loro mostruoso idolo Allah.
Che sia l'Unione Africana a farsi carico e non l'Unione Europea.



Migranti nel Mediterraneo, ong non può fare trasbordo: "Nessun porto assegnato, si rischia nuovo caso Aquarius"
di Lucio Musolino | 13 giugno 2018

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/0 ... us/4426052

“È inaccettabile che persone che sono state letteralmente raccolte dall’acqua, che hanno visto i loro amici annegare, siano bloccate in mare senza un porto pronto ad accoglierle. La disputa sulla distribuzione dei richiedenti asilo non deve essere condotta a spese delle persone in difficoltà in mare”. È l’appello lanciato dal presidente di Sea-Watch Johannes Bayer e dalla portavoce dell’ong in Italia Giorgia Linardi a più di un giorno dal naufragio avvenuto a 20 miglia dalle coste libiche dove una nave della Marina statunitense, la “Ico Usns Trenton”, che ha salvato 41 persone e recuperato 12 corpi senza vita.
Ricevuta una mail negli uffici di Sea-Watch a Berlino, ieri la nave dell’ong ha risposto all’allarme della nave americana essendo “l’unico mezzo di soccorso civile – è scritto in un comunicato – rimasto al momento nel Mediterraneo Centrale”. Allertata nel primo pomeriggio di martedì 12 giugno la centrale operativa di Roma, quest’ultima “informava Sea-Watch di non essere coinvolta né di coordinare il caso in questione e di non essere dunque nella posizione di assegnare un porto sicuro in Italia all’ong”.
Da quel momento è iniziato un tira e molla che, adesso, rischia di creare la stessa situazione che ha visto la nave Aquarius bloccata nel Mediterraneo con oltre 600 persone a bordo. La comunicazione di indisponibilità, infatti, è stata inoltrata dalla Sea-Watch alla nave militare alla quale l’organizzazione non governativa ha confermato “di avere spazio a bordo, cibo e coperte per i 41 sopravvissuti”. Pur avendo raggiunto nel frattempo l’assetto militare della “Ico Usns Trenton”, tuttavia “senza place of safety (POS) assegnato, – è scritto nella nota – Sea Watch 3 non è nelle condizioni di effettuare un trasbordo”.
In sostanza, la nave dell’ong ha chiarito agli americani “di essere pronta e disponibile a fornire l’assistenza richiesta e procedere al trasbordo, a condizione che le fosse assegnato un porto di sbarco ragionevolmente vicino, nel range di 340 miglia/36 ore di navigazione, perché sia logisticamente raggiungibile dalla Sea-Watch 3”. Il rischio è che si ripeta la stessa situazione di “Aquarius” che “comporterebbe la permanenza dei naufraghi a bordo per tempi indefiniti e l’impossibilità per Sea-Watch, da un punto di vista tecnico-logistico, di essere ingaggiata in una simile rotta”.
Le due navi hanno trascorso la notte vicine in attesa di istruzioni da Roma. Istruzioni che non sono arrivate. Risultato: i migranti sono ancora a bordo dell’imbarcazione da guerra, inadeguata a dare assistenza ai superstiti del naufragio, mentre la Sea-Watch che è in condizioni di garantire le prime cure non può farli trasbordare fino a quando la centrale operativa di Roma non assegna all’ong un porto sicuro dove attraccare.
Non sono valse a nulla nemmeno le sollecitazioni della nave americana. “Siamo ancora in attesa di istruzioni, – scrive l’ong – poiché finora nessuno Stato si è assunto le proprie responsabilità”. In ballo ci sono 41 persone che necessitano di essere assistite: “È disumano trattenerle in mare più del necessario per via di un dibattito politico che sta decimando la presenza delle navi delle ong, in mare con la chiara missione di salvare vite. Mentre un enorme dispiegamento di forze è impiegato per effettuare lo sbarco delle persone rimaste bloccate su Aquarius, si assiste a un’acuta e voluta mancanza di mezzi in un tratto di mare che è considerato il confine più letale al mondo, dove le persone continuano a morire. Il naufragio di ieri, infatti, dimostra una preoccupante mancanza di capacità di salvataggio in mare ed è evidente che, in assenza di vie sicure e legali verso l’Europa, simili tragedie continueranno a verificarsi”.
“Le navi non governative – si legge sempre nel comunicato di Sea-Watch – si sono assunte la responsabilità delle attività di ricerca e salvataggio cercando di colmare un vuoto istituzionale. Per contro, sono diventate il capro espiatorio del governo italiano, che cerca di esercitare pressione sul resto dell’Ue affinché condivida la responsabilità nei confronti delle persone soccorse nel Mediterraneo Centrale nell’ambito delle riforme delle politiche migratorie, compresa quella del regolamento Dublino III”.
Per la portavoce in Italia dell’ong Giorgia Linardi, “queste sono questioni di terra, che è da irresponsabili disputare in mare, sulla pelle delle persone”. “Esortiamo – concludono Linardi e Bayer – i governi europei a trovare rapidamente una soluzione a questa umiliante tragedia, sbloccando questo limbo disumano in cui si stanno lasciando le persone in fuga dall’inferno libico”.


Alberto Pento
Basta con l'abuso criminale delle convenzioni internazionali sul soccorso in mare; l'abuso criminale rende vane queste convenzioni. Portateli in Francia da Macron il buono o in Spagna dal buonissimo Pedro Sánchez l'illuminato socialista o in Tunisia o in Algeria o riportateli in Libia dai fratelli dell'Unione Africana. Ciao ciao o bella ciao!
In Italia non vi è più posto, non vi sono più risorse e non vi è alcun lavoro, non si può più accogliere ed ospitare, vi sono milioni di italiani poveri e senza lavoro a cui si deve pensare; oltretutto basta nazisti maomettani africani che ci mancano di rispetto e che ci possono uccidere in nome del loro mostruoso idolo Allah.
Che sia l'Unione Africana a farsi carico e non l'Unione Europea.
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Re: Censura e libertà su facebook

Messaggioda Berto » dom lug 29, 2018 12:31 pm

Bannato Leonardo Facco

FACEBOOK TI BANNA SE SCRIVI DI IMPRENDITORI CHE SI TOLGONO LA VITA
di LEONARDO FACCO
https://www.miglioverde.eu/facebook-ti- ... no-la-vita

Facebook discrimina e giustappunto può fare quel che vuole, ma non ammette che si “discrimini”, perché trova giusto e conveniente assecondare il pensiero mainstream. Tutti noi possiamo farne uso oppure no, ho ribadito più volte. Ciononostante, che il baraccone di Zuckerberg, anche in modo subliminale, si stia comportando da quinta colonna del regime mondial-progressista che avanza (anzi, che bussa da tempo alle porte) mi pare corretto rilevarlo. Anzi, val la pena anche di lasciarlo al suo destino, come farò io. Questa volta, Facebook ha superato il mio limite di sopportazione: ha deciso di bannarmi (il profilo è quello di Leonardo Stanchino Facco) per 30 giorni per via della pubblicazione dell’articolo dedicato ai suicidi economici causati dallo Stato italiano, intitolato “Italia, 878 suicidi economici. Chissenefrega non erano clandestini”. La scusa addotta dai nazi-comunisti al servizio di Zuckerberg? «Non rispetta gli STANDARD DELLA COMUNITÀ». Voi pensatela come preferite, ma io ho fatto la mia scelta: a fine anno, chiuderò tutti i miei profili Facebook, considerato che dopo…
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Re: Censura e libertà su facebook

Messaggioda Berto » gio ago 09, 2018 8:07 pm

Io sto con Niram Ferretti.

https://www.facebook.com/alberto.d.capu ... 9317705833

Niram Ferretti è stato bloccato per un mese, Per aver protestato contro l'articolo vergognoso di Repubblica che ha pubblicato la morte di una palestinese omettendo i 200 razzi lanciati contro Israele.



In difesa di Niram
11 agosto 2018
Gerardo Verolino

http://www.italiaisraeletoday.it/in-difesa-di-niram

La realtà del mondo su Facebook sembra filtrata attraverso spesse lenti filo-palestinesi. È una visione che sta diventando sempre più di parte col risultato di eliminare le altre voci in contrasto col comune sentire sulle vicende mediorientali. Facebook, dopo appena un mese dall’ultimo blocco, ha deciso nuovamente, coi suoi modi bruschi e senza appello, di fermare un giornalista e uno studioso che esprimeva le sue sensate opinioni, senza il filtro della malafede, su Israele.

Gerardo Verolino

Stavolta l’errore (di lesa maestà) di Ferretti è stato citare il quotidiano “La Repubblica” esprimendo giudizi forti riguardo al racconto che fa sugli scontri di Gaza. Giuste o sbagliate che siano le opinioni di tutti vanno rispettate e semmai confutate attraverso il dibattito. Tappare la bocca alla controparte non è la soluzione migliore.
Foto di Paolo Genovesi. 2.05.2011 Ravenna Presentazione dei candidati sindaci a confindustria, samantha comizzoli

Samantha Comizzoli

Anche perché, per dirne una, la più famosa odiatrice compulsiva di Israele su Facebook, Samantha Comizzoli, continua tranquillamente a sputare merda sullo Stato ebraico dalla sua pagina Facebook, anche in queste ore, aprendo i suoi post con “Buongiorno Palestina e resto del mondo occupato dal mostro sionista israeliano”.

Come mai l’occhiuto censore della Rete non la blocca? La Comizzoli è solo la punta dell’iceberg di un universo mondo molto più vasto di odiatori antisemiti nettamente in sovrannumero.

Altro che par condicio. La propaganda sui media e in Rete è tutta sbilanciata a favore dei pro-pal. Se l’arbitro scende in campo schierandosi con uno dei due contendenti falsa la competizione.

Internet si regge sul mito della libertà. Che deve essere data a tutti indistintamente. A meno che non si chiamino Hitler o Stalin. E anche su questo Zuckerberg non sembra essere d’accordo se ritiene di dover dare la parola anche ai negazionisti. Se Il celebre Mark parteggia per una delle due parti in competizione perde di credibilità e rischia di sfasciare il già delicato giocattolo che ha costruito. La ghettizzazione dei giornalisti filo-israeliani, la loro apartheid, o la loro messa al bando, rischia di non rivelarsi un buon affare.

Infatti stavolta a gli utenti hanno reagito. Di fronte all’ennesimo blocco imposto a Ferretti c’è stata un’ammirevole, spontanea, efficace, sollevazione generale da parte tutti quelli che amano Israele. La gente è stanca di sentirsi discriminata. Da Roma, a Milano, a Napoli, fino agli Stati Uniti d’America, in tanti hanno voluto manifestare la propria solidarietà a Ferretti. Si è creato, da subito, in risposta all’orribile e fastidiosa censura, un vero e proprio network della libertà.

In poche ore una grande, appassionata, sincera, catena della solidarietà che in nome del “Siamo tutti Ferretti” ha detto basta e si è fatta sentire su Facebook, contagiando in poco tempo migliaia di persone. La protesta spontanea si è allargata, in breve tempo, a macchia d’olio. Tutto è partito, in simultanea, dopo i primi appelli. A seguire le richieste via Facebook di tanti giornalisti solitamente impegnati sui temi di politica estera: Rebecca Mieli, Loredana Biffo, tutti noi di “Italia-Israele-Today (che ha deciso per tre giorni consecutivi di proporre articoli di Ferretti) “Progetto Dreyfus”, “L’Informale”, “Caratteri Liberi”, “Informazione corretta”; e ancor gli studiosi: Ugo Volli, Emanuele Segre Amar, Dova Cahan, Roberta Vital, Deborah Faith, Daniele Coppin, Riccardo Ghezzi; le pagine e i gruppi filo-israeliani sempre effervescenti, ma anche tanti semplici e comunque qualificati sostenitori di Israele che non vogliono subire in silenzio.

Da Milano a Gerusalemme passando, come detto, per gli Stati Uniti. Qui, Jaime Manca Graziadei, uno che ha lavorato come team manager in Formula 1 con la Minardi, ha voluto pubblicare un appello in lingua a favore di Ferretti, rivolgendosi direttamente a Zuckerberg. E ancora tanti altri, in un rincorrersi di condivisioni dell’articolo “incriminato” in nome della sacrosanta libertà di parola.
Alla fine l’inflessibile e fazioso censore ha perso. Chi pensava di oscurare Ferretti, se n’è trovati, decuplicati, contro mille. La catena della solidarietà ha spezzato quella dell’oscurantismo.
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Re: Censura e libertà su facebook

Messaggioda Berto » dom ago 12, 2018 1:43 am

Censurato e sospeso per 30 giorni Alberto Pento
https://www.facebook.com/alberto.pento per aver commentato su un post, con queste parole:

"Non solo non possiamo ma non dobbiamo assolutamente. Soccorrere e accogliere indiscriminatamente clandestini significa depredare e condannare a morte gli italiani."

https://www.facebook.com/groups/8365048 ... 9179433420


Ricordo a Facebook che:

1) la clandestinità è reato, sia in Italia che in tutti i paesi del mondo e che favorirla è considerato ovunque un delitto;
2) anche abusare del soccorso in mare è un crimine e rientra nell'ambito del favoreggiamento all'immigrazione clandestina;
3) introdursi fraudolentemente nella casa di qualsiasi uomo, in qualsiasi luogo della terra è una violazione dei diritti umani universali, allo stesso modo è il violare il territorio di una comunità, di un paese o stato; come è un crimine violare i territorio degli animali in aree protette;
4) la solidarietà quando diviene forzata e un obbligo si trasforma automaticamente in una subdola forma di schiavitù;
5) lo stato italiano ha un debito pubblico che è il più alto del mondo, ha milioni di poveri, milioni di disoccupati, milioni di giovani che non riescono a farsi una casa, a formarsi una famiglia e a fare dei figli;
per cui le scarse risorse esistenti non possono essere sottratte ai cittadini italiani per darle ad altri; il farlo è un crimine;
6) la difesa del proprio territorio, della propria casa, del proprio paese è un valore, un dovere e un diritto umano (e animale) civile universale e interpretare questa naturale legittima difesa come odio etnico o razziale è un crimine;
7) la libertà di pensiero e di parola è uno dei diritti umani universali e violarlo censurando come fa facebook è un crimine;
...

Alberto Pento da oltre un anno sta boicottando facebook per i suoi crimini che violano i diritti umani universali, in particolare la libertà di pensiero e di parola, non utilizzando più questa piattaforma sociale per publicizzare la sua attività. Facebook con Alberto Pento ha già perso migliaia di euro.
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Re: Censura e libertà su facebook

Messaggioda Berto » dom ago 12, 2018 1:44 am

La pagina L'Individualista Feroce è stata bloccata perché spesso esprimiamo questo pensiero:
il collettivismo è la radice di ogni male sociale e da esso derivano fascismo, comunismo e nazismo.

Gemelli quasi indistinguibili, nonostante nel nostro paese l'informazione voglia farli sembrare agli antipodi.

Dicono che i nostri contenuti incitano all'odio, ma sbagliano: i nostri contenuti incitano alla ragione.

https://www.facebook.com/permalink.php? ... 8116383544

https://www.facebook.com/individualistaferoce
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Re: Censura e libertà su facebook

Messaggioda Berto » mer dic 12, 2018 7:35 pm

Bisogna incominciare a portare facebook in tribunale per violazione dei diritti umani
https://www.facebook.com/groups/8365048 ... 9685933036

La censura di Facebook in Germania
https://www.facebook.com/groups/8365048 ... 5821002090

La censura di Facebook in Germania
Stefan Frank
2 giugno 2018

https://it.gatestoneinstitute.org/12429 ... a-facebook

Un tribunale di Berlino ha emesso un'ordinanza restrittiva provvisoria contro Facebook. Sotto la minaccia di una multa di 250 mila euro o di una pena detentiva, Fb è stata costretta a ripristinare il commento di un utente che era stato rimosso. Inoltre, la sentenza ha vietato all'azienda di bannare l'utente a causa di questo commento.

È la prima volta che un tribunale tedesco si occupa delle conseguenze della legge tedesca che ha introdotto la censura sulle piattaforme dei social media, entrata in vigore il 1° ottobre 2017. La legge stabilisce che le aziende di social media devono rimuovere o bloccare gli illeciti penali "evidenti", come la calunnia, l'ingiuria, la diffamazione o l'istigazione all'odio, entro 24 ore dalla ricezione di un reclamo da parte di un utente.

Come rilevato da molti critici, questa censura di Stato rende la libertà di parola soggetta alle decisioni arbitrarie di entità commerciali che potrebbero censurare più dello stretto necessario, anziché rischiare pesanti multe fino a 50 milioni di euro. Secondo l'articolo di un quotidiano, i censori di Facebook hanno solo dieci secondi per decidere se rimuovere o meno un commento.

Il caso di cui il tribunale di Berlino ha dovuto occuparsi era quello di un articolo postato dal quotidiano svizzero Basler Zeitung sulla sua pagina Facebook con il titolo "Viktor Orban parla di 'invasione' musulmana". Il trafiletto diceva:

"Viktor Orban si chiede come in un paese come la Germania (...) il caos, l'anarchia e l'attraversamento illegale dei confini possano essere celebrati come qualcosa di buono."

L'utente di Fb, Gabor B., ha postato il seguente commento:

"I tedeschi stanno diventando sempre più stupidi. Non c'è da stupirsi, dal momento che i media di sinistra li bombardano quotidianamente di fake news sui 'lavoratori qualificati', sul tasso di disoccupazione in calo o su Trump".

Questo commento ha ricevuto rapidamente il maggior numero di "Mi piace", fino a quando Facebook non l'ha rimosso, a causa di una presunta violazione degli "standard della comunità" di Fb. Inoltre, Gabor B. è stato bannato da Facebook per 30 giorni.

"Si può condividere l'opinione del commentatore o considerarla polemica o non obiettiva", ha detto al Gatestone Joachim Nikolaus Steinhöfel, legale di Gabor B. "La cosa importante è che il commento beneficia del diritto alla libertà di espressione", ha dichiarato Steinhöfel, il quale prima di recarsi in tribunale ha aggiunto che il suo studio legale ha inviato a Facebook un monito scritto.

"Facebook ha ceduto parzialmente e ha revocato il divieto, ma non ha ripristinato il commento. Gli avvocati di Fb ci hanno comunicato che 'da un esame accurato è risultato che gli standard della comunità sono stati applicati correttamente e che pertanto il contenuto non poteva essere ripristinato' – una valutazione questa che non possiamo condividere".

Steinhöfel, oltre a essere un avvocato, è un noto giornalista, un blogger e un attivista anti-censura. Gestisce un sito web dove ha documentato innumerevoli casi in cui Facebook ha rimosso i contenuti o ha bannato gli utenti, e talvolta entrambe le cose. Sembra che Fb banni spesso gli utenti a causa dei commenti critici sull'immigrazione di massa o su certi aspetti della cultura islamica. Ad esempio, nel marzo scorso, Frank Bormann si è visto bloccare l'account di Facebook dopo che aveva scritto argutamente: "Gli uomini musulmani prendono una seconda moglie. Per finanziare le loro vite, i tedeschi fanno un secondo lavoro".

Joachim Steinhöfel (a destra) è avvocato, giornalista e un attivista anti-censura. Gestisce un sito web dove ha documentato innumerevoli casi in cui Facebook ha rimosso i contenuti o ha bannato gli utenti, e talvolta entrambe le cose. (Fonte dell'immagine: Hilmaarr/Wikimedia Commons)

A volte, Facebook sembra obiettare anche alle critiche implicite relative alle organizzazioni terroristiche. Lo scorso aprile, Christian Horst è stato bannato per tre giorni dopo che aveva postato una foto che ritraeva i membri dell'organizzazione terroristica palestinese Fronte Democratico per la liberazione della Palestina (FDLP) mentre facevano il saluto nazista.

Qualche volta, gli utente vengono bannati senza alcun motivo apparente. Nel marzo scorso, Marlene Weise si è vista bloccare per 30 giorni l'account di Facebook, per aver pubblicato due foto: una mostrava le atlete della nazionale femminile iraniana di pallavolo degli anni Settanta con magliette e pantaloncini; l'altra foto immortalava le giocatrici dell'attuale squadra nazionale di pallavolo femminile iraniana, con tanto di hijab in testa e con gambe e braccia rigorosamente coperte.

Steinhöfel spiega che i tribunali in genere non motivano un'ordinanza restrittiva. Ma la corte potrebbe accogliere la richiesta se il contenuto rimosso in questione fosse ritenuto pur sempre lecito e legittimo:

"Si tratta di una decisione di estrema importanza ed è la prima sentenza di questo tipo in Germania. (...) Alla fine, gli utenti possono agire contro i comportamenti commerciali poco trasparenti di una società che si assume le proprie responsabilità come se si trattasse di biciclette di seconda mano".

Steinhöfel afferma che, data la posizione dominante di Facebook sul mercato, l'esito di questa battaglia legale avrà forti ripercussioni sull'espressione e sullo scambio di opinioni sui social media: "Un utente di Facebook ligio alla legge – e delle norme contrattuali di Fb – deve accettare il fatto che aziende come Facebook e Twitter rimuovano i contenuti o li vietino? La sentenza è un'importante vittoria intermedia della libertà di parola".

Stefan Frank è un giornalista indipendente e scrittore. Vive in Germania.
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