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Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

MessaggioInviato: gio apr 05, 2018 4:14 pm
da Berto
Sicilia, il presidente Musumeci: "Ci sono dipendenti regionali adottati da anziani per beneficiare della legge 104"
4 aprile 2018

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/0 ... 04/4270016

Si sono fatti adottare da anziani malati per poter beneficiare della legge 104, che concede permessi retribuiti a chi assiste familiari con handicap. È quello che hanno fatto alcuni dipendenti della Regione Siciliana. A raccontarlo in conferenza stampa, il governatore dell’isola Nello Musumeci.”È possibile che su 13mila dipendenti, 2.350 usufruiscano della legge 104?”, è la domanda retorica del presidente eletto dalla coalizione di centrodestra nel novembre del 2017.

Musumeci ha spiegato in conferenza stampa che la sua giunta “sta lavorando sul fronte del personale dipendente della Regione”. È così che è saltata fuori la storia dei lavoratori regionali adottati per godere della legge 104. La norma, introdotta nel 1992, garantisce una serie di agevolazioni ai lavoratori pubblici e privati affetti da disabilità grave e ai familiari che assistono una persona con handicap in situazione di gravità.

Ma non solo. Perché oltre a evidenziare l’eccesso di dipendenti che usufruiscono della 104, Musumeci ha dato altri numeri. “Duemilaseicento dipendenti – ha detto – sono dirigenti sindacali e non possono essere distaccati”. È per questo motivo che la Regione ha difficoltà a “trovare tecnici e altre professionalità” nonostante possa contare su ben 13mila dipendenti. “Si pensi che non possiamo trasferire personale da un ufficio all’altro oltre i 50 chilometri – ha spiegato il governatore – e che tra due anni andranno in pensione altri tremila dipendenti. Siamo in difficoltà, sono convinto che troveremo le organizzazioni sindacali dalla nostra parte. Ognuno si assumerà le proprie responsabilità. Basta, il tempo dei giochetti e dei ricatti reciproci è scaduto”.

Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

MessaggioInviato: dom giu 10, 2018 7:14 pm
da Berto
Avellino, truffa e peculato nella sanità: indagate moglie e figlie di Ciriaco De Mita
di Vincenzo Iurillo | 28 maggio 2018

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/0 ... ta/4386999

Truffa aggravata ai danni dello Stato e peculato mediante profitto dell’errore altrui. Sono due delle ipotesi di reato di un’inchiesta della Procura di Avellino sulla gestione dell’associazione Aias che si occupa di assistenza ai disabili, e sugli accreditamenti con gli uffici della sanità della Regione Campania, inchiesta che vede indagate la moglie e due figlie di Ciriaco De Mita, l’ex premier e sindaco di Nusco, ancora influente nelle scelte politiche in Irpinia. De Mita non è indagato ma dalle carte e dalle intercettazioni emerge un suo personale interessamento nella vicenda.

In queste ore il procuratore capo Rosario Cantelmo e il procuratore aggiunto Vincenzo D’Onofrio stanno eseguendo un decreto che dispone diversi sequestri, tra i quali: circa 84mila euro nei confronti dell’associazione Noi con Loro Onlus, presieduta dalla signora Annamaria Scarinzi, moglie di De Mita, e della Hs Soluzioni Srl degli imprenditori Marco e Massimo Preziuso, nonché il sequestro di 3120 euro dai conti personali di Lady De Mita e di quasi 6000 euro dai conti di Simona De Mita, una delle figlie dell’ex presidente del Consiglio. È indagata insieme alla sorella Floriana, per la quale è stato disposto un sequestro di 3750 euro: le due avrebbero svolto un’attività di consulenza informatica fittizia nell’ambito di un progetto finanziato con fondi pubblici. Le sorelle De Mita, scrive il pm, erano “prive delle cognizioni tecniche necessarie”. Disposti anche sequestri per circa 1.350.000 euro nei confronti dei conti di Aias Avellino e di alcune ditte coinvolte nelle indagini. Sequestrati 120.000 euro all’ex presidente dell’Aias Avellino Gerardo Bilotta: sarebbero stati ‘distratti’ e utilizzati per la costruzione di un immobile.

Dalle intercettazioni a cui si fa cenno nel decreto di sequestro della Procura eseguito stamane, spunterebbe il “diretto e personale coinvolgimento” di Ciriaco De Mita nell’attività di gestione dell’Aias. Secondo una testimonianza agli atti delle indagini, De Mita sarebbe intervenuto personalmente presso alcuni funzionari della Regione Campania “per comprendere e capire lo stato della pratica” dell’ente che ha esercitato per anni in Irpinia in regime di accreditamento sanitario provvisorio con la Regione.

Attualmente l’Aias Avellino è commissariata e le è stato revocato l’accreditamento. Da 11 mesi i dipendenti non ricevono lo stipendio. È stata aperta una dura vertenza sindacale, culminata con lo sciopero della fame del segretario Cgil Marco D’Acunto, che nelle scorse settimane ha piantato una tenda di fronte agli uffici e ha digiunato per otto giorni. Sindacati e prefettura avevano recentemente chiuso un accordo per il trasferimento di alcuni dipendenti Aias presso altre strutture e lo sblocco dei pagamenti di 4 mensilità. Pagamenti che però non sono ancora avvenuti.

Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

MessaggioInviato: ven lug 06, 2018 6:01 am
da Berto
Arrestato il giudice amministrativo Giuseppe Mineo, Renzi tentò di farlo nominare al Consiglio di Stato

4 luglio 2018

http://www.affaritaliani.it/cronache/gi ... ign=noibot

È stato arrestato per corruzione l'ex giudice del Consiglio di Giustizia Amministrativa Siciliano Giuseppe Mineo. Il provvedimento è stato disposto dal gip di Messina su richiesta della Procura diretta dal procuratore Maurizio de Lucia. Nel 2016 Mineo era stato indicato dall'allora premier Matteo Renzi per un ruolo al Consiglio di Stato ma la nomina non fu ratificata perchè era stato già sanzionato per il ritardo nel deposito delle sentenze.

Accuse: corruzione e sentenze pilotate

Mineo si sarebbe interessato perché le imprese "Open Land Srl" e "AM Group Srl", controllate dai costruttori Frontino, fossero favorite nei ricorsi che avevano intentato contro il Comune e la Sovrintendenza di Siracusa. Il giudice sarebbe dovuto intervenire perché venisse sovrastimato il risarcimento del danno che Comune e Sovrintendenza dovevano alle due società. Sia la vicenda Open Land che quella della Am Group sono emerse nella inchiesta della Procura di Messina che, a febbraio, ha portato in carcere, tra gli altri, l'ex pm di Siracusa Giancarlo Longo e gli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore, entrambi legati ai Frontino.

La vicinanza a Lombardo

In cambio del suo interessamento nella causa di cui era peraltro giudice relatore Mineo, docente universitario nominato al Cga in quota dell'ex governatore siciliano Raffaele Lombardo, avrebbe chiesto denaro per un amico: l'ex presidente della Regione Giuseppe Drago, poi deceduto nel 2016. Mineo e il politico erano legati da una stretta amicizia. All'ex presidente della Regione sarebbero stati fatti avere 115mila euro: la somma sarebbe stata versata dalla società "Ocean One Consulting Srl", riconducibile agli avvocati Amara e Calafiore, su un conto maltese intestato all'imprenditore siracusano Alessandro Ferraro, anche lui già coinvolto nell'inchiesta messinese su Longo. Ferraro avrebbe poi girato la somma a Drago.

Le polemiche sulla tentata nomina del governo Renzi e i rapporti con Faraone

Come detto, la sua tentata nomina nel 2016 da parte del governo Renzi suscitò diverse polemiche. A differenza degli altri nomi indicati dall'allora governo, infatti, quello di Mineo era l'unico totalmente estraneo all'ambiente romano. Una storia, la sua, interamente radicata in Sicilia con la vecchia conoscenza dell'ex governatore Raffaele Lombardo, che lo porta al Consiglio siciliano. Mineo viene persino considerato uno degli "ideologi" del partito di Lombardo, che prende vita quando l'ex presidente siciliano rompe con Berlusconi e fa asse col Pd. Ed è proprio con il Pd che Mineo allaccia stretti rapporti, in particolare con l'area renziana rappresentata in Sicilia da Davide Faraone. Proprio da qui nasce probabilmente il (poi tramontato) grande salto, con il governo Renzi che cerca nel 2016 di farlo nominare al Consiglio di Stato. Ma i dubbi sulle sentenze depostate in ritardo portarono al parere negativo del Csm.


Casta dei magistrati (procuratori e giudici) e degli avvocati
viewtopic.php?f=22&t=305

Corruzione italo-romana
viewtopic.php?f=22&t=278

Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

MessaggioInviato: ven lug 06, 2018 7:06 pm
da Berto
Nomine e concorsi nella sanità: arrestato il governatore Pittella
Sergio Rame - Ven, 06/07/2018

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 49604.html

Terremoto alla Regione Basilicata. Finisce ai domiciliari il presidente (Pd), in carica dal 2013. Con lui altri 29 in manette

Terremoto giudiziario alla Regione Basilicata. Il governatore Marcello Pittella, esponente del Partito democratico in carica dal 2013, è finito agli arresti domiciliari.

È, infatti, tra le persone coinvolte nella maxi inchiesta condott dalla procura di Matera per questioni connesse a concorsi e nomine nella sanità lucana anche il direttore generale e la direttrice dell'azienda sanitaria di Matera. Per i trenta finiti in manette si configurano adesso una sfilza di reati contro la Pubblica amministrazione in Basilicata.

Le accuse sono tutte pesantissime. Si va dall'buso d'ufficio al falso ideologico, dalla truffa aggravata alla corruzione. E coninvolge una trentina di esponenti di spicco della Regione Basilicata. Oltre al governatore, fratello dell'eurodeputato dem Gianni Pittella, sono finiti agli arresti anche il direttore generale dell'Asl di Bari, Vito Montanaro, e il responsabile dell'anticorruzione dell'Asl, Luigi Fruscio. "È la politica che condiziona pesantemente la gestione delle Aziende sanitarie lucane e in particolar modo le procedure selettive per assumere personale nella sanità", scrive il gip Angela Rosa Nettis secondo cui l'intero sistema era stato orchestrato non solo per "ampliare il consenso elettorale" ma anche "allo scopo di 'scambiare' favori ai politici di pari schieramento che governano Regioni limitrofe, come è il caso della Puglia e della Campania". "Deus ex machina di questa distorsione istituzionale nella sanità lucana", secondo gli inquirenti, era proprio Pittella che non si limitava a "formulare gli atti di indirizzo politico per il miglioramento e l'efficienza della Sanità regionale" ma influenzava anche "le scelte gestionali delle Aziende sanitarie ed ospedaliere lucane interfacciandosi direttamente con i loro direttore genereli i quali sono stati tutti nominati con delibere di giunta regionale nonchè con i successivi decreti del governatore" (guarda il video).

Fu grazie al direttore generale Asm Pietro Quinto (da oggi in carcere) che don Angelo Gallitelli, segretario del vescovo di Matera Antonio Giuseppe Caiazzo interessato a far ammettere la sorella Maria e un amico al percorso di formazione, a numero chiuso e per massimo 50 posti per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità nella scuola primari, riuscì a "trovare prontamente un'alternativa" a Pittella. Fu, infatti, messo in contatto con Vito De Filippo, all'epoca viceministro dell'Istruzione nel governo Gentiloni (e prima ancora con Matteo Renzi) e ora deputato del Pd. "Le richieste del prelato - si legge nell'ordinanza cautelare del gip di Matera - risulteranno esaudite perché la sorella di Gallitelli risulterà vincitrice del concorso, che era stato indetto dall'Università della Basilicata per l'anno accademico 2016/17". La circostanza rende molto bene l'idea di come Quinto fosse "il collettore delle raccomandazioni che promanano" da Pittella. Era infatti lui a "intrattenere significativi rapporti con altre figure politiche e religiose di spicco".

Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

MessaggioInviato: mer lug 25, 2018 6:52 am
da Berto
Bari, 14 giudici di pace condannati: "Ostriche e champagne per pilotare le sentenze"
Secondo il Tribuale di Lecce centinaia di provvedimenti sono stati scritti dagli avvocati delle parti. In un caso un giudice avrebbe ricevuto costosi regali per aver restituito la patente a un sorvegliato speciale
di CENZIO DI ZANNI
24 luglio 2018

http://bari.repubblica.it/cronaca/2018/ ... -202536159

Ostriche e champagne per aver restituito la patente revocata a sorvegliati speciali, in qualche caso. Sentenze "aggiustate", quando non completamente scritte dai colleghi avvocati, negli altri casi. Si è chiuso con 14 condanne e un'assoluzione il processo nei confronti di altrettanti giudici di pace e avvocati di Bari, Bitonto, Altamura e Corato. La seconda sezione penale del tribunale di Lecce - competente quando le parti di un processo sono magistrati del distretto di Bari - ha messo un primo punto fermo sullo scandalo delle sentenze 'pilotate' che fra il 2008 e il 2010 hanno scosso la giustizia a Bare dintorni.

Per 14 fra legali e giudici di pace - che sono avvocati prestati alla magistratura con il titolo di giudici onorari - sono state riconosciute a vario titolo le accuse di associazione per delinquere, corruzione in atti giudiziari, falso ideologico e abuso d'ufficio, come riporta La Gazzetta del Mezzogiorno.Si va dai 6 anni di reclusione per Vito Squicciarini, 52 anni, ex coordinatore dei giudici di pace di Modugno, ai tre anni e tre mesi di carcere per Domenico Ancona, Gaetano Consoli, Eugenio Di Desidero, Alfredo Fazzini, Luigi Ferri, Raffaele Mascolo,Cipriano Popolizio, Deborah Semidoppioe Nicola Stifanelli.

La sfilza di condanne si chiude con i quattro anni di reclusione per Roberto Cristallinie Vincenzo Sergio; poi con i tre anni e 10 mesi per Angelo Scardigno e Letizia Serini. Di più: 12 dei 14 imputati condannati dovranno risarcire per 50mila euro l'unica parte civile del processo: il Comune di Bari.

Secondo l'accusa della pm Valeria Mignone - fascicolo ereditato dalla collega Desirèe Digeronimo, oggi alla procura di Roma - le sentenze dei giudici di pace. centinaia di provvedimenti sono stati scritti dagli avvocati delle parti. Fondato, dunque, l'impianto accusatorio. Almeno in primo grado. L'unica accusa caduta nel vuoto è quella nei confronti dell'avvocato Leonardo Sesta.

Il legale è stato assolto con formula piena per un episodio di corruzione in atti giudiziari e concorso in abuso d'ufficio assieme a Letizia Serini (assolta da quest'accusa). Anzi, in questo caso le carte sono tornate alla procura di Lecce, che dovrà indagare su una presunta falsa testimonianza di chi aveva puntato l'indice contro i due. "Non è credibile", dicono i magistrati salentini. Tutto il resto sì.

Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

MessaggioInviato: dom ago 05, 2018 7:34 pm
da Berto
Boss della 'ndrangheta vuole portare la madonna: carabinieri bloccano la processione
5 agosto 2018

https://ilmessaggero.it/primopiano/arti ... 97832.html

I carabinieri sono intervenuti a Zungri per interrompere la processione della «Madonna della Neve» dopo che un presunto boss della 'ndrangheta aveva preteso di essere incluso tra i portatori dell'effige. Alla richiesta si é opposto, però, il Comitato promotore dei festeggiamenti e ne é scaturita una discussione. A tutta la scena hanno assistito i carabinieri che erano in servizio d'ordine sul posto e che hanno immediatamente bloccato la processione.

Dopo che il presunto boss si é allontanato, la processione a Zungri si conclusa regolarmente. Il rito é stato autorizzato dai carabinieri su richiesta di alcuni fedeli e del Comitato promotore dei festeggiamenti i quali, dopo che il boss si era allontanato, hanno sostenuto che nessun motivo impediva lo svolgimento della processione. A quel punto i carabinieri della locale caserma, cui si erano aggiunti nel frattempo come rinforzo i militari della Compagnia di Tropea, al comando del capitano Dario Solìto, hanno autorizzato lo svolgimento della manifestazione religiosa, che si é svolta regolarmente.

I carabinieri della Compagnia di Tropea hanno sentito il parroco di Zungri, don Giuseppe La Rosa, ed alcuni fedeli per ricostruire i fatti. Dopo il mancato accoglimento della richiesta da parte del Comitato promotore dei festeggiamenti, il boss si é allontanato e la processione si é potuta svolgere regolarmente. I carabinieri stanno ascoltando tutti coloro che possono fornire un contributo per una ricostruzione dettagliata dei fatti per potere poi inviare un'informativa alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia. Secondo quanto si é appreso, comunque, il presunto boss non ha attualmente alcun conto in sospeso con la giustizia ed é quindi un uomo libero.

I PRECEDENTI
In Calabria sono numerosi i casi di ingerenze dei boss nelle processioni di 'ndrangheta, con la pretesa di essere inseriti tra i portatori della statue sacre e di ricevere in queste occasioni specifici atti di omaggio. Nel luglio del 2014, ad Oppido Mamertina, nella Piana di Gioia Tauro, il maresciallo dei carabinieri comandante della locale caserma che coordinava il servizio d'ordine durante la processione della statua della Madonna delle Grazie si allontanò dopo che l'effige fu fatta sostare, in segno di omaggio e di rispetto, davanti la casa del boss Giuseppe Mazzagatti.

Il sottufficiale, su quanto accaduto, inviò una dettagliata informativa alla Dda di Reggio Calabria. Quell'episodio fece scattare l'intervento del Vescovo di Oppido Mamertina-Palmi, mons. Francesco Milito, che dispose la la sospensione per tre anni di tutte le processioni religiose nella Piana di Gioia Tauro. Episodi analoghi si sono verificati negli ultimi anni anche in provincia di Vibo Valentia. Due i casi più eclatanti, rimasti negli annali della 'ndrangheta, verificatisi a Sant'Onofrio ed a Stefanaconi. Nel primo centro, in particolare, «regno» della cosca Bonavota, su disposizione del vescovo, mons.

Luigi Renzo, il rito dell'«Affruntata», l'incontro cioé nel giorno di Pasqua tra la Madonna ed il Cristo Risorto, fu «commissariato» per due anni. In occasione di una delle due interruzioni, le statue furono portate dai carabinieri, mentre la volta successiva a sostenere le effigi sacre furono i volontari della Protezione civile comunale, scelti in base ad un sorteggio e dopo un'attenta disamina della loro fedina penale. Analoga procedura fu seguita per un anno, sempre su disposizione di Mons. Renzo, a Stefanaconi dopo la scoperta della pesanti ingerenze da parte della cosca Patania. Anche in quel caso i portatori furono estratti a sorte tra i volontari della Protezione civile.

Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

MessaggioInviato: mer ago 08, 2018 6:30 pm
da Berto
Mutilati per truffare assicurazioni
2018/08/08

http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca ... 1218d.html

Mutilavano braccia e gambe delle vittime, che erano consenzienti nonostante a volte finissero in sedia a rotelle, sostenendo che quelle lesioni erano la conseguenza di incidenti stradali, in modo da poter poi truffare le assicurazioni. È quanto ha scoperto la Polizia a Palermo sgominando due pericolose organizzazioni criminali. I poliziotti stanno eseguendo una serie di provvedimenti di fermo emessi dalla procura di Palermo. Le indagini della Polizia hanno accertato che i membri delle due organizzazioni utilizzavano metodi particolarmente violenti e dolorosi per mutilare le vittime, ad esempio scagliando su braccia e gambe dei pesanti dischi di ghisa come quelli utilizzati per il sollevamento pesi nelle palestre. Le menomazioni erano tali che le vittime o finivano in sedia a rotelle o erano costrette a muoversi per lunghi periodi con le stampelle.

C'è anche un tunisino che è morto tra le vittime delle due organizzazioni. Le indagini degli uomini della squadra mobile di Palermo hanno infatti accertato che il cittadino africano trovato morto su una strada alla periferia di Palermo nel gennaio 2017, non era in realtà rimasto vittima di un incidente stradale ma era deceduto in seguito alle fratture provocate dai membri di una delle due organizzazioni proprio con l'obiettivo di simulare un incidente e ottenere così i rimborsi assicurativi.

Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

MessaggioInviato: sab set 01, 2018 7:09 pm
da Berto
“In Calabria dipendenti pubblici più pericolosi della ’ndrangheta”
rino giacalone
2016/07/10

http://www.lastampa.it/2016/07/10/itali ... agina.html

I colletti bianchi sono diventati più pericolosi delle coppole. Per il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, «prima ancora della politica e della ’ndrangheta, il problema della Calabria sono i quadri della pubblica amministrazione». Dopo aver seguito gli ’ndranghetisti nelle boscaglie dell’Aspromonte durante la stagione dei sequestri di persona, ricostruito le rotte del narcotraffico fino al Sudamerica, ora il magistrato, che da quasi trent’anni vive sotto scorta, punta su chi siede sulle comode poltrone degli uffici appena inaugurati della Cittadella regionale.

«Ci sono direttori generali - ha spiegato intervenendo a una manifestazione a Reggio Calabria - che da vent’anni sono nello stesso posto, e da incensurati gestiscono la cosa pubblica con metodo mafioso». Un centro di potere cresciuto sulle spalle di «una politica debole che non ha la forza e la preparazione tecnico-giuridica per affrontare il problema della gestione dei quadri. Per amministrare la cosa pubblica basterebbe un po’ di buon senso - ha detto ancora Gratteri - ma la parte procedurale dei meccanismi di appalto è governata da un centro di potere che è lì da sempre. Anche per questo quando mi hanno proposto di candidarmi ho detto di no».

A sedersi sulla scomoda poltrona di governatore della Calabria è invece Mario Oliverio. Dopo due anni da presidente non ha dubbi: «Sottoscrivo convintamente la valutazione del procuratore Gratteri». Quello della burocrazia è un problema «più che politico direi di democrazia». «Si avverte una pressione, una presenza che definirei un macigno, uno schema sempre uguale di burocrazia dominante. Sono dell’idea che questa struttura abbia avuto un peso tutt’altro che secondario nel ritardato processo di sviluppo della Calabria».

Negli uffici pare capitare di tutto, succede che le riunioni di giunta vengano registrate abusivamente e addirittura che dipartimenti regionali promuovano atti in senso opposto rispetto alle richieste del presidente e della sua giunta. «Segnali diversificati - spiega il governatore - ma che rendono l’idea di una burocrazia arrogante e autosufficiente sul piano del potere». Per rompere l’assedio si dovrebbe riorganizzare e ruotare i dirigenti da un settore all’altro, più facile a dirsi che a farsi: «È stato il mio impegno fin dall’inizio, ora siamo a un passo dal mettere in pratica una riforma epocale, ma abbiamo incontrato forti resistenze». Un aiuto potrebbe arrivare anche dai calabresi: «Cittadini e imprese devono denunciare comportamenti scorretti e soprusi, noi e la magistratura saremo al loro fianco».

Ma nei corridoi della Cittadella non si respira ottimismo. L’elefantiaca struttura regionale, con oltre mille dipendenti, pare aver anticorpi assai forti al rinnovamento. Qui i colletti bianchi resistono allo “spoil system” e ai cambiamenti politici. Una casta di intoccabili a cui nessuno vuol pestare i piedi. Proprio in questi giorni è stata pubblicata la manifestazione di interesse per il nuovo responsabile dell’anticorruzione che dovrebbe vigilare proprio sui dirigenti: domande pervenute nessuna.

Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

MessaggioInviato: mer ott 10, 2018 8:07 pm
da Berto
La responsabile anticorruzione della Regione arrestata per corruzione
4-5 minuti

Su richiesta della Procura di Catanzaro sono finite ai domiciliari Maria Gabriella Rizzo e l’imprenditrice vibonese Laura Miceli. Al centro dell’inchiesta informazioni su bandi non ancora pubblicati, presunti escamotage per ottenere contributi pubblici e “consulenze” ripagate con soggiorni in Toscana e in un villaggio di Ricadi
9 ottobre 2018

https://www.corrieredellacalabria.it/re ... Plv0jgjdfw


CATANZARO Fino a poco tempo fa era la responsabile anti-corruzione della Regione, oggi è stata arrestata per corruzione. Maria Gabriella Rizzo, 57 anni, è finita ai domiciliari assieme all’imprenditrice vibonese Laura Miceli (67 anni) in esecuzione di un provvedimento emesso dal gip di Catanzaro, Paolo Mariotti. Entrambe sono indagate per corruzione nell’ambito di un’inchiesta condotta dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria e coordinata dai sostituti Graziella Viscomi e Giulia Tramonti, dall’aggiunto Vincenzo Capomolla e dal procuratore Nicola Gratteri.
Stando a quanto emerso dall’inchiesta, denominata “È dovere”, Maria Gabriella Rizzo, dirigente in servizio al dipartimento Turismo e Cultura della Regione e all’epoca dei fatti responsabile regionale per la trasparenza e la prevenzione della corruzione, avrebbe comunicato all’imprenditrice informazioni non ancora divulgate riferite a bandi non pubblicati, e avrebbe fornito alla stessa Miceli, attiva nel settore turistico a Ricadi, anche attività di “consulenza”. La dirigente, anche in incontri informali appositamente organizzati, secondo la Procura e la Gdf avrebbe prospettato all’imprenditrice «l’evoluzione delle istruttorie di pubblicazione ed i contenuti di bandi regionali finanziati da fondi comunitari destinati al supporto del settore turistico-alberghiero». In un caso (per il quale l’imprenditrice è indagata a piede libero anche per concorso in falso ideologico), cosciente del fatto che il villaggio turistico di Laura Miceli avesse già usufruito di un contributo “de minimis” da 200mila euro per il «miglioramento ed ampliamento delle strutture ricettive esistenti», nelle more della pubblicazione di un ulteriore bando, che sarebbe stato precluso all’imprenditrice perché aveva già usufruito di tale tipologia di fondi, Rizzo avrebbe promosso la partecipazione al bando dell’impresa che formalmente è intestata a terzi ma che in concreto gestisce il villaggio “Baia di Ercole” e sarebbe sempre riconducibile a Miceli.

In un caso, inoltre, la dirigente regionale secondo gli inquirenti si sarebbe «personalmente adoperata per “accontentare” Miceli, bisognosa di avere la liquidazione il prima possibile di un s.a.l. di oltre 130 mila euro». «Siccome per un errore contenuto in una scheda tecnica – spiegano ancora gli inquirenti – l’effettiva liquidazione del s.a.l. da 130mila scese a 124mila euro, la Rizzo si sentì in dovere di spiegare alla Miceli che l’errore non era dipeso da lei». A fronte di questi «servigi», la dirigente della Regione assieme ai suoi familiari avrebbe «usufruito a spese della Miceli di un soggiorno di 5 giorni nel capoluogo toscano, di un soggiorno nel villaggio di Ricadi nonché beneficiava di diversi pranzi e di varie donazioni di vino». Nella vicenda la Procura ipotizza il concorso con la dirigente di un ingegnere (consulente esterno deputato al controllo dei finanziamenti erogati dalla Regione al settore turistico) la cui posizione «dovrà essere valutata dal giudice con riferimento alla richiesta di sospensione dall’incarico di collaboratore della Regione» avanzata dai pm di Catanzaro.

Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

MessaggioInviato: sab ott 20, 2018 8:07 am
da Berto
Maxi truffa con 2.800 falsi incidenti: arrestati 18 avvocati a Napoli
Leandro Del Gaudio
Mercoledì 17 Ottobre 2018

https://www.ilmattino.it/napoli/cronaca ... 45396.html


Professionisti della truffa alle assicurazioni, finti testimoni e fascicoli costruiti a tavolino, in una vicenda consumata all’ombra dei giudici di pace di Barra e di Casema Garibaldi (non ci sono magistrati coinvolti) e che approdava a Malta per operazioni di riciclaggio.

Sono diciotto gli avvocati finiti ai domiciliari al termine di indagini su false testimonianze e false denunce: associazione per delinquere finalizzata alle truffe assicurative finalizzata ai falsi sinistri, interi studi legali coinvolti al termine del blitz Napoletano (ribadiamo: non c’è coinvolgimento dei giudici di pace).

Migliaia sono le false procedure individuate, con costi sociali enormi sui premi assicurativi. Associazione per delinquere, riciclaggio che avveniva all’estero, attraverso società che avevano sede a Malta: una organizzazione che aveva sede all’estero e che era strutturata, ben altra cosa dal fenomeno oleografico raccontato dal film «Così parlò Bellavista». Ritrovati pc e supporti informatici che hanno ancora dentro elementi ritenuti utili alle indagini. Inchiesta coordinata dai pm Stefano Capuano, Alessandra Converso, Salvatore Prisco, sotto la guida del procuratore aggiunto Rosa Volpe, che hanno guidato il lavoro degli uomini della polizia municipale e dell’aliquota della guardia di finanza della Procura.

Dalle indagini è spuntato anche un tariffario: cento euro a testimonianza; 2.800 sinistri, 2.200 già iscritti al ruolo, secondo quanto è emerso da un anno di indagine; una truffa per milioni di euro.




Truffa alle assicurazioni: anche tre giudici fra i ventidue arrestati - Cronaca
Falsi incidenti stradali, perizie pilotate, sentenze ad hoc; e in casa di un indagato trovati migliaia di euro in contanti: è quanto emerge da un provvedimento emesso dalla procura di Roma in seguito ad una indagine della Finanza.
di Francesco Giorgi
28 settembre 2018

https://www.motori.it/attualita/770364/ ... stati.html


Ci sono anche tre magistrati – un giudice di pace, attualmente agli arresti domiciliari, ed altri due giudici – fra le persone sottoposte a misura cautelare, da parte della Procura di Roma, oltre ai 22 arrestati (nell’abitazione di uno dei quali sarebbero stati trovati migliaia di euro in contanti), in seguito ad una operazione condotta nei giorni scorsi a Torre Annunziata (Napoli), da parte della Guardia di Finanza in merito ad una indagine rivolta a smascherare un “giro” di incidenti stradali fasulli che ha provocato un notevole raggiro ai danni di alcune Compagnie di assicurazione.

Pesanti i capi di accusa: da corruzione a corruzione in atti giudiziari, al favoreggiamento. “In 45 giorni di indagine – spiegano, in un “lancio” di agenzia, i magistrati del Tribunale di Roma Paolo Ielo e Maria Golfieri – sono stati riscontrati ben 37 episodi di reato”. “Oltre ai tre giudici, sono stati arrestati una ventina fra avvocati e consulenti; indagati anche due appartenenti alle forze dell’ordine, che avrebbero rivelato l’esistenza dell’inchiesta”.

Dalla dichiarazione dei magistrati, e dall’entità delle indagini, si comprende come la “macchina” delle truffe fosse particolarmente articolata: sentenze aggiustate, perizie compiacenti, responsabilità “limate”. Molto di tutto ciò comparirebbe, nero su bianco attraverso la stesura delle conversazioni che compromettono ed offendono la funzione, nell’ordinanza firmata dal giudice Costantino De Robbio. Nel mirino dei militari della GdF anche l’assegnazione di alcune perizie “pilotate” a consulenti che pagavano per vedersi assegnati gli incarichi. Al momento c’è un ulteriore indagato, che le Fiamme Gialle stanno cercando.