Comounisti, nasicomounisti e de torno

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Messaggioda Berto » lun giu 22, 2015 7:59 am

Comounisti, internasicomounisti e de torno
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Orrore e degrado comunista.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Comounisti e de torno

Messaggioda Berto » ven mar 11, 2016 9:56 pm

I catto-comunisti odiano se stessi e amano l’islam che ci distrugge e che li distruggerà

http://www.ioamolitalia.it/blogs/il-pol ... gge-e-che-
In passato ritenevo -a torto- che il comunismo fosse una specie di “infezione esogena”, così come anche Churchill lo definì -a torto- una “pestilenza”: cioè qualcosa che ti salta addosso, che ti aggredisce dall’esterno.

Sbagliavo. Il comunismo invero è una degenerazione del pensiero occidentale. Il comunismo è una degenerazione nostra. Il comunismo è una “affezione endogena”.

Chi di noi non ha un parente, un amico, un collega, un compagno di scuola, un vicino di casa, un cliente, un fornitore, un insegnante, un conoscente, più o meno “de sinistra” ?

Mica sono tutti degli alieni. Sono dei nostri. Siamo “noi”.

Il comunismo, nato in Occidente, prese piede in Russia (parte dell’Occidente) poiché quella società era particolarmente predisposta ad esso dalla preesistente tirannia zarista, della quale i comunisti furono degni epigoni e continuatori.

Poi si diffuse nel mondo… .

Il comunismo non fu una filosofia, né una tecnica economica più o meno perfezionata (i risultati li abbiamo visti...) né un sistema per regolare i rapporti tra le componenti di una data società.

Nossignori: il comunismo fu una associazione criminale di menti occidentali borghesi dispotiche, volta alla conquista e al mantenimento del potere attraverso una suggestione massificata di tipo religioso e mediante l’uso spregiudicato della forza.

Il comunismo ebbe un certo successo, per un certo tempo, essenzialmente nei panni di “religione”.

Una “religione” che peraltro nella pratica poco aveva a che fare con coloro che ne posero le basi teoriche (stavo per scrivere “teologiche”… .). Tant’è.

In Italia ha avuto un certo successo. Purtroppo.

Oggi il comunismo è morto, seppellitosi con tanti, troppi errori e delitti, ma tanti, troppi comunisti sono purtroppo ancora vivi. Vivi e attivi. Vivi e sofferenti di quella squallida, penosa, pericolosa demenza senile chiamata “catto-comunismo”.

E coloro, consapevoli del fallimento epocale e generale della loro ideologia/religione, odiano se stessi e amano chi li distruggerà; bramano di annientare quel che non furono capaci di trasformare, e che al massimo furono capaci di corrompere.

Il “comunismo”… ovvero il “catto-comunismo” nelle sue attuali metastasi dai nomi equivoci (“PRC”, “PDS”, “DS”, “PD”, “SEL” etc etc ) rappresentate da troppe persone discutibili, e italianissime (i vari “progressisti” D’Alema, Bindi, Fassino, Boldrini, Prodi, Vendola, Letta, Bonino, Angius, Monti, Rizzo, Amato, Bertinotti, Finocchiaro, Renzi, Napolitano, etc etc …) ancorché cafone imitatrici di pessimi esempi stranieri seppure occidentali, il “comunismo” fu ed è la nostra metà oscura.

L’islamismo (incoraggiati dall’ignoranza e dall’indifferenza complice dei tanti cittadini i quali persistono a seguirli) che i catto-comunisti ancora illegittimamente al potere irresponsabilmente corteggiano scherzando col fuoco, illudendosi di poterlo trattare a proprio uso e consumo, …l’islamismo che ci sta invadendo annienterà il catto-comunismo.

Rimane (poco ma meglio di niente) la speranza che il legittimo furore “islamo-fobico” nutrito dalle persone ancora libere e consapevoli, non più disposte a inchini e passate indenni attraverso questi tristi tempi di pubblica follia, riusciranno a liberarci dall’islamismo.


di Giancarlo Matta 21/06/2015
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Re: Comounisti e de torno

Messaggioda Berto » mer mar 16, 2016 10:32 pm

Putin liquida il padre della rivoluzione: «Lenin ha distrutto la Russia storica»
di Franco Bianchini
venerdì 22 gennaio 2016
http://www.secoloditalia.it/2016/01/put ... ia-storica

Il presidente Putin ha criticato aspramente le idee – e i risultati – del padre della rivoluzione russa Vladimir Lenin, che secondo il leader del Cremlino hanno portato alla distruzione della “Russia storica”: «Gestire l’andamento del proprio pensiero è giusto, solo che questo pensiero deve portare a risultati corretti e non a quelli di Lenin», ha detto Putin durante un incontro coi vertici dell’accademia delle Scienze della Russia. «È stato proprio questo modo di pensare che ha portato al crollo dell’Unione Sovietica; ci sono state molte idee del genere, come l’autonomizzazione… hanno messo una bomba atomica sotto l’edificio che si chiama Russia.
La bomba poi è esplosa. La rivoluzione mondiale – ha chiosato Putin rispondendo al capo dell’Istituto Kurciatov, che aveva citato una poesia di Pasternak su Lenin – non ci serviva».

La svolta di Putin sul “mostro sacro” del comunismo sovietico
Una svolta significativa, quella di Putin, perché Lenin fu uno dei principali pensatori marxisti, il promotore e l’indiscusso leader della corrente bolscevica, l’animatore della rivoluzione d’ottobre e il fondatore dello stato sovietico. Formatosi negli ambienti rivoluzionari populisti, venne a contatto con il pensiero marxista frequentando i circoli operai e socialisti di Pietroburgo.
Ma non solo. C’è un’altra questione in ballo: bisogna evitare un’escalation della tensione dopo le parole di Ramzan Kadyrov sulla “opposizione extra-sistemica” e «leggere con calma quello che lui ha detto», ha dichiarato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov. Il luogotenente in Cecenia del Cremlino, Ramzan Kadyrov, qualche giorno fa ha definito «nemici del popolo e traditori» gli oppositori del governo russo.


Fanatixmo, totałitarixmo, culto de ła personałetà, omo màsa/massa
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Re: Comounisti e de torno

Messaggioda Berto » sab mar 19, 2016 6:57 am

A colpi di martello: la sinistra, Israele, Obama: Parla David Horowitz
16 marzo 2016 Niram Ferretti

http://www.linformale.eu/a-colpi-di-mar ... d-horowitz

David Horowitz non le manda a dire. Dalla sua bocca non sentirete mai uscire qualcosa di moderato perché sa che la tomba della verità in questa nostra epoca è la Newspeak del politicamente corretto. Horowitz è il testimone di un itinerario politico intenso e radicale da quando giovane intellettuale marxista a Londra negli anni Sessanta collaborava con Bertrand Russell e diventava amico di Isaac Deutscher, biografo di Trotzky e vate del New Left inglese, a quando nella California psichedelica e anarcoide del ’68 approdava alle Black Panthers per poi abbandonarle quando la sua visione cambio profondamente. “Così come Stalin usò l’idealismo e la fedeltà della generazione dei miei genitori per commettere i suoi crimini negli anni Trenta, le Black Panthers hanno usato l’idealismo della mia generazione negli anni Sessanta”, avrebbe detto in seguito.

Oggi David Horowitz è il presidente del think tank conservatore che porta il suo nome, il David Horowitz Freedom Center e l’editore della vera macchina da guerra contro quella che lui considera la sottomissione americana all’ideologia progressive, che è Frontpage Magazine.

Autore di decine di libri di cui una buona parte intesi a mettere in luce gli ingranaggi e le mistificazioni liberal (e della sinistra tout court), rappresenta una delle voci più scomode e abrasive del panorama americano.

Vorrei cominciare con una domanda sul Freedom Centre di cui lei è presidente. Quali sono gli obiettivi del centro?
Il centro è stato creato per difendere le società libere che si trovano sotto attacco da parte di forze totalitarie interne ed esterne. Questa prima missione conduce a una seconda: svegliare i conservatori e altri patrioti i quali non capiscono che la sinistra “progressista” “sociale democratica” è una forza totalitaria, o una favoritrice del totalitarismo, e dunque una formazione in guerra contro le democrazie che si basano sul libero mercato.

Come George Orwell e Arthur Koestler anche lei viene dalla sinistra ed è diventato uno dei suoi più convinti oppositori. Se dovesse identificare le più persistenti e fallaci idee della mentalità progressista, quali sarebbero?
Praticamente tutte le idee della sinistra sono false perché sono basate sulla premessa che se alla sinistra verrà concesso il potere necessario potrà creare un paradiso mitico chiamato alternativamente “comunismo” o “socialismo” o “giustizia sociale”. Sono la seduzione e l’impossibilità dei loro sogni utopici ciò che rende i suoi seguaci così pericolosi e disponibili ad allearsi con i nemici della democrazia, anche i barbari islamici.

Per anni lei ha denunciato il modo in cui molti campus e università americane sono diventati luoghi di indottrinamento liberal se non palesemente neo-marxista e anti-occidentalista. Cosa ha determinato si questa situazione?
La cecità dei conservatori nei confronti della minaccia. Il termine “liberal” attribuito alla sinistra, che è bigotta e intollerante, è un termine ingannevole. “Neo-marxista” è troppo moderato. Nemmeno Marx aveva chiesto l’espulsione dei conservatori e dei dissenzienti dalle facoltà universitarie e dalle liste di conferenze.

Oggi l’antisionismo è espressione di una mentalità che va a braccetto con l’antiamericanismo. Per chi la pensa così l’Occidente è visto come la fonte di tutti i problemi. E’ come se ci trovassimo ancora nel periodo della Guerra Fredda e l’Unione Sovietica non fosse mai caduta. E’ d’accordo?
L’antisionismo è un sinonimo di odio per gli ebrei. Non c’è nessun’altra etnia o religione al mondo che potrebbe essere il bersaglio di un simile odio come lo è lo stato ebraico e nessun altro antagonismo – se non quello contro gli Stati Uniti – che possa forgiare una alleanza tra la sinistra progressista e i nazisti dell’Islam, i quali, diversamente da Hitler che celava i suoi piani per la Soluzione Finale, gridano dai tetti che il loro obbiettivo è quello di portare a compimento il lavoro cominciato da lui.

Come spiega che personaggi come Noam Chomsky e Norman Finkelstein, entrambi ebrei, siano arrivati al punto di tessere le lodi di un gruppo terrorista come Hezbollah il quale interpreta l’Islam in modo radicale ed è apertamente antisemita?
Chomsky e Finkelstein sono ebrei deliranti la cui religione è la fantasia utopica della sinistra. Questo fa sì che le loro priorità siano l’antiamericanismo e la distruzione di Israele che li porta ad allearsi con odiatori medioevali degli ebrei il cui obiettivo è un genocidio non solo degli ebrei ma dei cristiani, degli Indù e di tutti i non-musulmani.

Non è un segreto per nessuno che tra il Presidente Obama e il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ci sia un profondo contrasto relativamente a cosa sia meglio per Israele e per il Medioriente. Molti pensano che il Presidente Obama sia stato il presidente americano meno amichevole nei confronti di Israele. Cosa ne pensa?
Obama ha dato il suo appoggio ai Fratelli Musulmani, che sono la fonte del nazismo e del terrore islamico e l’origine della campagna genocidiaria palestinese che ha come scopo quello di gettare in mare tutti gli ebrei. Malgrado i conservatori siano tuttora intimiditi dal dire la verità su Obama perché è nero, Obama è un traditore americano che ha consegnato armi nucleari e missili balistici agli iraniani i quali proclamano apertamente il loro obiettivo, “Morte agli Stati Uniti” e “Morte a Israele”.

Nel suo discorso al Cairo del 2008, il presidente Obama ha definito l’Islam una “religione di pace”, una definizione usata prima di lui dal presidente Bush Jr. Questa Amministrazione ha costantemente rifiutato di connettere il jihadismo alle sue origini musulmane, coraniche. Quanto è importante che questo stato di cose cambi?
E’ cruciale per vincere la guerra globale che gli islamisti ci hanno dichiarato. Il profeta Maometto ha incitato allo sterminio degli ebrei e a una guerra contro gli infedeli, cristiani, indù, atei, e chiunque non si sottometta alla fede islamica. L’Islam è l’unica religione che si è diffusa attraverso la spada dietro specifico ordine del suo profeta.

Matthias Kuntzel uno dei maggiori esperti europei del legame tra islamismo e jihadismo, in una recente intervista rilasciatoci, ci ha detto che l’accordo nucleare iraniano è stato come avere promesso a un piromane, per dieci anni di contenimento, un magazzino pieno di taniche di benzina. E’ d’accordo?
Sì ma le sue parole sono troppo moderate. Obama ha dato le armi nucleari agli Hitler del Medioriente e dunque ha segnato la condanna a morte di Israele. Se Israele sarà in grado di difendersi cancellando il regime iraniano è da vedere. Ma lo spargimento di sangue che Obama ha autorizzato sarà orribile.

Come ultima domanda le vorrei chiedere di Donald Trump. Molti in Europa lo vedono come un segno di involuzione terzomondista e inadatto a diventare presidente. Qual è la sua opinione?
Mi ricordo quando Kennedy venne assassinato e Lyndon Johnson divenne presidente. Mi trovavo in Inghilterra all’epoca. Gli europei la pensavano allo stesso modo di Johnson. Gli europei hanno la tendenza a guardare dall’alto in basso gli americani perché li abbiamo salvati in due guerre mondiali. Abbiamo dovuto farlo perché molto tempo fa hanno rinunciato alla volontà di difendere le magnifiche culture che i loro antenati hanno creato. I salvatori vengono crocifissi, questa è una morale del cristianesimo che è ricordata raramente.
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Re: Comounisti e de torno

Messaggioda Berto » sab mar 19, 2016 6:58 am

Una fine impietosa per l'icona della sinistra
Riccardo Pelliccetti - Ven, 18/03/2016

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 36722.html

La caduta dei giganti di aria fritta.
C'è poco da dire sullo scandalo che ha colpito le figure simbolo del Brasile, anzi le icone della sinistra mondiale.

Luiz Ignacio Lula da Silva, ex presidente brasiliano, è finito nella polvere. Lui, considerato il «leader operaio», quello che faceva sognare un'intera nazione ed era stato eretto a simbolo del riscatto per milioni di poveri, trascinato a forza dalla polizia federale in caserma per essere interrogato. Il suo marxismo in salsa sudamericana gli aveva attirato le simpatie dei compagni di tutto il mondo, il suo populismo totalmente incentrato sulla difesa dei più deboli, degli sfruttati e sulla guerra al capitalismo, considerato un male della storia.
Fino a poco tempo fa era proibito criticarlo, tanto che molti affermavano che Lula «è al di sopra del bene e del male. Il Movimento dei campesinos aveva annunciato che sarebbe sceso in campo con le armi se lo avessero arrestato e gli stessi presidenti neo marxisti del Venezuela, Nicolas Maduro, e della Bolivia, Evo Morales, avevano paventato un intervento armato in Brasile per difendere i compagni.
Ma sono solo chiacchiere. Oggi il Brasile non ama più Lula e ama sempre meno anche l'attuale presidente Dilma Roussef. Lo scandalo colossale che ha colpito questa sinistra illuminata ha spinto addirittura i brasiliani a scendere in piazza contro di loro.

Soldi dal colosso petrolifero di Stato Petrobras, tangenti da imprese di costruzione, villa di lusso e attici in regalo, favori per sé e per i suoi familiari. La lista non è finita ed è lunghissima. Alla faccia dei poveri e dei diseredati. Insomma, era «il boss della banda» come lo definiscono in questi giorni i partiti d'opposizione. Ora rischia davvero l'arresto, quantomeno ai domiciliari, perché le prove raccolte dai magistrati sono pesanti e nessuno avvierebbe un'inchiesta di questo calibro contro un uomo così potente e divenuto quasi intoccabile, se non avesse in mano le carte per incastrarlo. Ma è arrivato subito il soccorso rosso. La presidente Roussef ha infatti deciso di nominarlo ministro proprio per metterlo al riparo dalle accuse. Ma non solo. In un'intercettazione telefonica, resa nota dalla magistratura, viene a galla che la nomina è proprio una strategia confezionata dalla presidente per salvare il compagno Lula.
Il Tribunale federale ha così deciso di annullarla, mettendo nei guai anche la Roussef. Ed è infuocata la protesta nelle piazze. La gente si aspetta un cambiamento. La crisi economica, la corruzione, la caduta vertiginosa del Pil hanno creato un clima di aspettativa. Il possibile arresto di Lula potrebbe delegittimare il governo e la stessa presidente, che rischierebbe l'impeachment, dopo il suo maldestro tentativo di creargli uno scudo contro le inchieste giudiziarie. Ma significherebbe anche la fine di un'epoca, l'epoca del Partito marxista leninista che governa ininterrottamente il Brasile dal 2003.
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Re: Comounisti e de torno

Messaggioda Berto » mar mar 22, 2016 11:34 pm

Massimo D'Alema: quarant'anni di filoislamismo - Progetto Dreyfus
Gabriele Zweilawyer

http://www.progettodreyfus.com/massimo- ... oislamismo

La recente esternazione di D'Alema, "Renzi è un uomo del Mossad", riportata sulle pagine del Corriere delle Sera da Maria Teresa Meli, ha creato scalpore (e anche qualche risata). Eppure si tratta di un'affermazione perfettamente coerente con la progressiva radicalizzazione delle posizioni anti-israeliane e filo-islamiche dell'ex-segretario del Partito Comunista Italiano.
Dobbiamo immaginare che, come suo padre, il Senatore Giuseppe D'Alema, e tanti altri comunisti, anche il giovane Massimo abbia seguito il netto "Compagni, dietrofront!" giunto dall'URSS all'inizio degli anni sessanta in relazione all'atteggiamento da tenere nei confronti di Israele. D'altronde, è proprio il giornale di partito comunista, L'Unità, a fornirci una visione dettagliata degli effetti provocati dal brusco diktat sovietico. È sufficiente sfogliare le pagine dell'organo di partito dell'epoca per leggere affermazioni quali "Ho visto combattere Israele, superiorità tattica e morale", "il Gran Muftì, ex fedelissimo di Hitler, sta preparando assieme ai signorotti della Lega Araba l'invasione della Palestina ed il massacro degli ebrei", "Il Governo Britannico ha combattuto una guerra non dichiarata ma effettiva contro gli ebrei, col confiscare le loro armi mentre essi erano esposti agli attacchi arabi", ecc.

Solo successivamente, visto l'avvicinamento degli USA a Israele, iniziamo a leggere i vari "Israele forza occupante" "Israele colonialista" e "Israele torturatore" che sono in voga ancora oggi presso coloro i quali preferiscono una cieca osservanza dell'ideologia allo studio della storia.

È in questo contesto che emerge, poco più che ventenne, il giovane D'Alema. Oltre a scrivere per il periodico togliattiano Rinascita, egli, sotto l'ala protettiva della rispettata figura paterna, arriva in breve tempo a essere segretario dei Giovani Comunisti. Proprio in queste vesti, il 12 luglio 1976, ossia a una settimana dalla liberazione degli ostaggi israeliani sequestrati sul volo 139 dell'Air France, il ventiseienne Massimo si esprime così in un'intervista a L'Unità (giornale di cui diverrà direttore qualche anno dopo): "È ormai evidente a tutti che nello sviluppo della situazione in Medio Oriente sempre più gravi sono le responsabilità di Israele, che mentre si ostina a respingere qualsiasi proposta di soluzione pacifica, che riconosca i diritti del popolo arabo palestinese al pari di quelli del popolo israeliano, tenta di imporre con la forza la propria volontà"

Per D'Alema Israele, nonostante le tre guerre vinte in cui è sempre stato aggredito da tutte le nazioni confinanti, è solo un feroce aggressore che si ostina a rifiutare le proposte di pace. Verrebbe da chiedersi se D'Alema avesse chiara la politica dell'OLP nel 1976, visto che era appena stato testimone, assieme al resto del mondo, della ferocia dei terroristi palestinesi. Ma evidentemente il contrordine dell'URSS aveva già dato i primi frutti, instillando un cieco pregiudizio anti-israeliano nelle menti delle nuove leve politiche. Il generico interesse manifestato dall'OLP verso un accordo con Israele, specie dopo i fatti legati a Settembre Nero e alla Guerra del 1973, si era rivelato infatti uno specchietto per le allodole. Il Fronte Nazionale per la Liberazione della Palestina, membro OLP fino al 1974, aveva infatti continuato a massacrare ebrei nel disinteresse (o connivenza?) delle altre fazioni palestinesi. Solo per rimanere alla prima metà degli anni'70, possiamo citare il massacro dello scuola bus di Avivim nel 1970 (12 morti, di cui 9 bambini), quello dell'aeroporto di Lod nel 1972 (26 morti e 80 feriti) e quello di Kiryat Shmona nel 1974 (18 morti, di cui 8 bambini). Tutti fatti testimoniano in modo inequivocabile la pressione del terrorismo palestinese su Israele. Ancora più grave era stato, sempre nel 1974, il Massacro di Ma'alot (30 morti, quasi tutti bambini), perpetrato dal Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina, facente parte dell'OLP fautore del famoso "Programma dei 10 Punti" di Fatah.

Vale la pena ricordare che gli ultimi due massacri menzionati erano avvenuti appena due anni prima della dichiarazione di D'Alema, eppure il presidente dei Giovani Comunisti evita di menzionarli. Né gli interessa sottolineare come l'OLP consideri il "Programma dei 10 Punti" come una mera tappa all'interno del piano generale perseguito dall'organizzazione, che prevede l'espulsione degli ebrei dalla Palestina.
Si sa, sono Compagni che sbagliano.

La menzogna sottesa alla proposta di Fatah cade meno di due anni dopo, quando il partito rivendica il c.d. Massacro della Strada costiera. Anche in questo caso, L'Unità parla di "commando della resistenza palestinese", di "azione contro veicoli militari" e lamenta "la rigida censura posta dalle autorità di Tel Aviv sulle notizie". Visti i 38 civili morti, compresi 13 bambini, viene da chiedersi se la definizione di "veicoli militari" de L'Unità sia troppo ampia.

Elencare l'enorme numero degli articoli filo-islamici de L'Unità in seguito ad attentati palestinesi sarebbe troppo oneroso, ma bisogna almeno riportare l'incipit dell'agghiacciante comunicato del PCI successivo all'attentato del 1985 all'Aeroporto di Fiumicino: "Questi atti sanguinosi sono rivolti contro la causa della pace, contro la ricerca di una giusta soluzione ai conflitti dell'area del Mediterraneo, contro i diritti dello stesso popolo palestinese."

Insomma, la storia ha ridicolizzato in ogni modo possibile le parole di D'Alema, che nella medesima intervista del 1976 si sofferma anche sull'esaltazione, da parte della stampa italiana, dell'impresa compiuta dal commando israeliano con l'Operazione Entebbe, in cui ha perso la vita, fra l'altro, il fratello dell'attuale premier Israeliano. D'Alema spiega che l'Operazione Entebbe è: "in contrasto con quella prospettiva di amicizia, solidarietà e cooperazione fra i popoli, particolarmente del Terzo mondo."

Il riferimento ad "amicizia, solidarietà e cooperazione" è terribilmente fraintendibile, poiché l'Operazione Entebbe avviene nell'Uganda del sanguinario dittatore musulmano Idi Amin. Essere amici di una nazione gestita da un soggetto capace di far uccidere e torturare 300.000 persone in meno di dieci anni potrebbe essere considerato quantomeno di cattivo gusto, ma già nel 1974 Idi Amin aveva ricevuto dei segnali positivi dai comunisti europei, che lo consideravano un ottimo alleato nella battaglia contro il "capitalismo imperialista", il genere in cui i comunisti dell'epoca avevano deciso di inserire una nuova specie: il sionismo. Nel febbraio 1974, sulle pagine dell'Unità era comparso addirittura un articolo in cui si diceva che "l'immagine [di Idi Amin] del dittatore stravagante e spaccone, pittoresco e imprevedibile" era stata "costruita dai mass media occidentali".

Forse un altro Compagno che sbaglia.

In sostanza quindi, già nel 1976 D'Alema impastava l'antisionismo con il terzomondismo, e confondeva il dovere di dare la giusta considerazione al terzo mondo con quello di non intervenire in caso di dirottamenti e atti terroristici aventi luogo fuori dai confini nazionali.

Sono dichiarazioni di quaranta anni fa, eppure di eccezionale attualità visti i successivi sviluppi, fino ad arrivare ai più recenti, del pensiero di D'Alema. Dall'appoggio e all'amicizia dati ad Arafat e ai suoi rappresentanti italiani negli anni '80 e '90, l'ex- enfant prodige del PCI è arrivato a dare pieno supporto ai carnefici di Hezbollah, sancito definitivamente nel 2006 dopo un lungo corteggiamento. In quell'occasione, quando molti giornalisti fecero notare l'assurdità del suo comportamento, D'Alema rispose "riandrei a braccetto con Hezbollah". E da quel giorno le cose sono peggiorate ulteriormente. L'idea fissa di D'Alema, almeno in relazione alla politica estera, è condizionata in modo sempre più torbido e incomprensibile dalla critica moralistica all'Occidente, rappresentato come il portatore di un peccato originale che non può in alcun modo essere espiato.

Con queste premesse, non deve stupire che la sua islamofilia esasperata sia giunta al salto di qualità. Oggi infatti si accompagna a soggetti ambigui come Tariq Ramadan, nipote del fondatore dei Fratelli Musulmani, e a terzomondisti militanti quali il Prof. Ian Chambers (con cui presenzierà ad un evento pro-palestina il prossimo 15 marzo a Napoli), uno dei principali sostenitori italiani del movimento BDS, che ha ricevuto di recente il ringraziamento ufficiale di Hamas per il contributo dato allo sforzo palestinese volto alla distruzione di Israele.

Insomma, sono passate più di quattro decadi dai primi articoli firmati per la rivista Rinascita, eppure D'Alema non sembra aver dimenticato gli insegnamenti impartiti in quella redazione, fra cui spiccava il "Non separiamo e non possiamo separare le idee dai fatti". La realtà storica deve inchinarsi ed essere modellata in base a un’ideologia, a prescindere da quanto contorta e deleteria possa essere quest'ultima.
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Re: Comounisti e de torno

Messaggioda Berto » mer mar 23, 2016 12:26 pm

???

Federica Mogherini’s remarks at “Call to Europe V: Islam in Europe”
FEPS conference 23-24 June, 2015

Video – Mogherini: “l’islam è nel presente e nel futuro dell’Europa!” - Imola Oggi
EUROPA UE, Video sabato, 27, giugno, 2015

http://www.imolaoggi.it/2015/06/27/vide ... delleuropa

Vorrei cominciare ringraziando Massimo D’Alema per l’organizzazione di questa conferenza e per avermi invitato

Bruxelles: “L’idea di uno scontro tra Islam e “Occidente “- una parola in cui tutto è messo insieme e confuso – ha indotto in errore le nostre politiche e le nostre narrazioni. L’Islam ha un posto nelle nostre società occidentali. L’Islam appartiene all’Europa… occupa un posto nella storia dell’Europa, nella nostra cultura, nel nostro cibo e – ciò che più conta – nel presente e futuro dell’Europa. Che piaccia o no, questa è la realtà.”

Chi riportò l’Afghanistan al medioevo, più di trent’anni fa

“Alcune persone stanno ora cercando di convincerci che un musulmano non può essere un buon cittadino europeo, che con più musulmani in Europa sarà la fine dell’Europa Queste persone non sono solo sbagliano sui musulmani:. Queste persone si sbagliano sull’Europa, non hanno idea di cosa sono l’Europa e l’identità europea ”

“Il cosiddetto Stato islamico sta portando avanti un tentativo senza precedenti di pervertire l’Islam per giustificare un progetto politico e strategico malvagio. … Da’esh è il peggior nemico dell’Islam nel mondo di oggi. Le sue vittime sono prima di tutto persone musulmane. L’Islam è una vittima stessa (dell’Isis). ”

“Io non ho paura di dire che l’Islam politico dovrebbe essere parte del quadro. La religione gioca un ruolo nella politica -.. Non sempre per il bene, non sempre per il male.

La religione (sharia??) può essere parte del processo. Ciò che fa la differenza è se il processo è democratico o no.”

«Forse dovremmo anche prendere il tempo di rispolverare ‘” acquis” di alcuni Stati membri. Abbiamo un problema di coerenza interna. … Abbiamo sostenuto la “campagna per riportare le nostre ragazze” per aiutare le ragazze nigeriane rapite da Boko Haram. C’è una tale contraddizione di solidarietà quando queste ragazze sono lontane e la nostra mancanza di solidarietà quando sono alla nostra porta. Questo è impossibile da sostenere. Nei prossimi giorni e mesi abbiamo bisogno di trovare soluzioni, non solo per le ragazze in Nigeria, ma per le loro sorelle e madri e figlie che sono costrette a fuggire dagli stessi movimenti (islamisti) radicalizzati “.

“Qualsiasi tentativo di dividere i popoli d’Europa in” noi “e” loro “ci porta nella direzione sbagliata. I migranti e noi. I musulmani e noi. Gli ebrei e noi. L ‘”altro” e noi. Abbiamo imparato dalla nostra storia che tutti noi siamo di qualcun altro “altro”. La paura dell’altro non può che portare a nuovi conflitti. ”

Nota: Federica Mogherini è Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza
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Re: Comounisti e de torno

Messaggioda Berto » gio mar 24, 2016 9:18 am

El livro nero del comounixmo

https://it.wikipedia.org/wiki/Il_libro_ ... _comunismo

Il libro nero del comunismo (Le Livre noir du communisme: Crimes, terreur, répression, 1997), a cura dello storico del comunismo Stéphane Courtois, è una raccolta di saggi sugli stati comunisti e su crimini e abusi compiuti dai regimi di tali stati. I saggi sono scritti da diversi accademici e ricercatori del CNRS francese, alcuni già collaboratori di François Furet, autore di un precedente libro sull'argomento:Il passato di un'illusione. Il libro descrive una storia di repressioni, sia civili che politiche, commesse dagli stati comunisti, che includono genocidi, esecuzioni extragiuridiche, deportazioni e carestie. Il libro fu originariamente pubblicato nel 1997 dalla Éditions Robert Laffont.


https://it.wikipedia.org/wiki/Olocausto_rosso
Olocausto rosso è un concetto storiografico che si riferisce agli stermini commessi da dittature comuniste, che sono crimini contro l'umanità attuati mediante terrorismo di Stato dagli Stati comunisti.[1] Secondo vari libri, come l'antologia di racconti Arcipelago Gulag, o varie pubblicazioni saggistiche (Il libro nero del comunismo, Il costo umano del comunismo, Lubjanka), le persone uccise sono circa 100.000.000.[2] Gli storici definiscono genericamente tali regimi come dittature ma specificatamente distinguono tra totalitarismo e autocrazia. Gli studiosi ritengono che le politiche dei governi e gli errori nella gestione portarono a questi eccidi e, sulla base di tale conclusione, tutti questi massacri sono nelle categorie: omicidi di massa, democidio, politicidio, classicidio e genocidio. Di genocidio si documenta per Cina, Unione Sovietica, Jugoslavia, Cambogia, Vietnam, Nord Corea (che ha però poi abbandonato l'ideologia comunista, sostituendola con la Juche) mentre per altre dittature (come Cuba sotto Fidel Castro) si tratterebbe di eccidi.

I maggiori sterminatori comunisti sono individuati in Mao Tse Tung, Stalin e Pol Pot, sebbene taluni, soprattutto studiosi socialisti democratici, trotskisti e marxisti non leninisti e nuovi socialisti ma persino alcuni filo-stalinisti, escludano quest'ultimo dal novero dei leader comunisti, affermando che la sua ideologia fosse più simile al socialismo nazionale, date le forte componenti xenofobe, antimoderniste, anti-internazionaliste e quindi nazionaliste del regime cambogiano dei Khmer Rossi.[3][4][5] In particolare c'è chi ha affermato, in area trotskista, che i citati Stalin, Mao e Pol Pot rappresentano l'assoluta "negazione del comunismo" (capitalismo di stato, stato proletario deformato, ecc.) così come inteso da Marx, Lenin e Lev Trotskij.[6]

http://veritanascoste.giovani.it/diari/ ... nismo.html
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Re: Comounisti e de torno

Messaggioda Berto » gio mar 24, 2016 9:19 am

El sangoe dei vinti

https://it.wikipedia.org/wiki/Il_sangue_dei_vinti

Il sangue dei vinti è un saggio storico scritto da Giampaolo Pansa ed edito da Sperling & Kupfer.

Il libro racconta delle esecuzioni e dei crimini compiuti da partigiani e da altri individui dopo il 25 aprile 1945, a Liberazione ormai compiuta, verso fascisti e presunti tali o antifascisti non comunisti. La tesi centrale del libro è che tra i giustiziati e le vittime vi furono persone responsabili di crimini sia militari che civili, ma anche persone che, pur legate al fascismo, non avevano compiuto direttamente atti criminosi. Secondo tale tesi, tra le esecuzioni sommarie di quei giorni vi sarebbero stati anche diversi omicidi di partigiani non comunisti e di giornalisti uccisi in quanto avevano denunciato le vessazioni e le violenze operate nel cosiddetto "triangolo della morte". Le tesi di Pansa, presentate in questo libro e ulteriormente sviluppate in altri due successivi, hanno sollevato notevoli critiche da parte della sinistra italiana, ed in particolar modo da parte dell'ANPI).

ANPI e 'l so 25 april, n'oror tuto tałian
viewtopic.php?f=178&t=799
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Re: Comounisti e de torno

Messaggioda Berto » sab mar 26, 2016 11:13 pm

Lula vuol sfuggire al carcere: "L'Italia mi dia asilo politico"
Il piano segreto di Lula rivelato dal settimanale Veja: pronto a rifugiarsi nella nostra ambasciata a Brasilia
Giulia Bonaudi - Ven, 25/03/2016

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 39246.html

Le maglie della giustizia brasiliana si stringono sempre di più intorno a Lula.

L'ex presidente operaio, stando alle rivelazione della rivista Veja, avrebbe già un piano di fuga e la meta prescelta sarebbe proprio l'Italia.

Luis Inacio Lula da Silva, alias Lula, sta cercando una scappatoia dalla scure dei giudici di Curitiba che indagano su un giro di mazzette con il colosso petrolifero Petrobras. Lo scandalo che lo ha travolto, mettendo a serio rischio anche il mandato dell'attuale presidente, nonché sua pupilla, Dilma Rousseff, ha portato in piazza milioni di brasiliani. Un evento senza precedenti nella storia del Paese. E così, dopo il tentativo fallito di farsi nominare ministro della Casa Civile, che gli avrebbe garantito l'immunità, adesso Lula avrebbe pronto un "piano b".

Secondo il settimanale brasiliano, Veja, di gran lunga il più venduto nel Paese, Lula avrebbe intenzione di rifugiarsi nel Belpaese. L’anticipazione fornita dal settimanale offre finora pochi dettagli. Il piano consisterebbe nel chiedere aiuto all’Italia e poi rifugiarsi nell’ambasciata italiana a Brasilia. Da lì ottenere una sorta di salvacondotto dal Congresso per poter lasciare la sede diplomatica e raggiungere l’aeroporto senza essere arrestato. La scelta del Paese sarebbe merito della moglie di Lula, Marisa Leticia, nelle cui vene scorre sangue tricolore, o meglio bergamasco: l’ex “Prima Dama”, infatti, è originaria di Palazzago dove risiedevano, in via Valle, i bisnonni Giovanni Casa e Albina Mazoleni, sposati dal 1908, prima di trasferirsi in Sud America.
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