9 deçenbare, a se scuminsia (?)

Re: 9 deçenbare, a se scuminsia (?)

Messaggioda Berto » ven ago 15, 2014 8:25 am

El gheva raxon: el tricolor el ga desfà el M.9D.:


Il Movimento del 9 dicembre ha senso solo se è anti-italiano

http://www.lindipendenzanuova.com/il-mo ... i-italiano

di ALESSANDRO MORANDINI
Mentre ancora non sono stato chiariti ed ufficializzati gli obiettivi politici del movimento del 9 dicembre, i coordinatori, giustamente, si stanno preoccupando dell’organizzazione. Si stanno preoccupando, cioè, di come ordinare un aggregato di persone che era stato mosso, fino ad oggi, da un generico risentimento verso lo stato, da protezionismi corporativi e da una malcelata superbia espressa, quest’ultima, dallo sventolare delle bandiere italiane; bandiere dietro le quali ogni autentico indipendentista riconosce la presenza di convinti sostenitori della superiorità italiana e dell’indissolubilità dello stato (il perché di questa convinzione deve essere cercato, a mio parere, nella storia dello stato italiano; anche se, in una certa misura, tutti gli stati-nazione devono patire un’immagine di sé stessi adeguata ad attribuire alla sovranità dello stato un valore massimo tra le preferenze che gli individui maturano nell’ambito della sfera politica).
In questo articolo voglio esaminare in modo più approfondito il problema del tricolore, perché penso che dalla sua soluzione dipenda il futuro del movimento. Lo faccio pensando al beneficio che si può trarre da una analisi; non lo faccio, ovviamente, per avanzare polemiche inutili.
Il problema del tricolore non è una questione sulla quale si possa stendere un velo pietoso. Soprattutto in Lombardia ed in Piemonte, ma anche in Friuli Venezia Giulia, il tricolore è ancora il simbolo più visibile esposto in tutti i presidi stradali o virtuali. I simboli non sono una variabile ininfluente rispetto al progresso di un movimento politico. L’adesione alla “rivoluzione popolare” che ha avuto inizio il 9 dicembre (termine piuttosto infelice per indicare un fatto sociale che immagino non abbia quale effetto quello di sovvertire, con l’uso della violenza, le istituzioni dello stato italiano) passa infatti da un riconoscimento diffuso dei suoi propositi. Le icone definiscono sinteticamente e con estrema chiarezza i propositi principali di un movimento. E sono importanti perché l’adesione ad un movimento politico non è fatta solamente di militanti che animano attivamente i presidi, occupano posti all’interno della gerarchia e discutendo quotidianamente rinforzano, indipendentemente dai contenuti delle discussioni, le motivazioni della loro partecipazione. Tutti i protagonisti ed i decisori, i primi attori sociali, sono un elemento indispensabile ma non sufficiente, almeno se tra gli scopi dell’organizzazione c’è la crescita dei consensi e non c’è il sovvertimento delle istituzioni democratiche. I simboli sono decisivi perché se i primi attori dei movimenti (e dei partiti) sono quasi sempre animati da una efficace miscela di narcisismo, gregarismo, coraggio, calcolo razionale, creatività, sentimenti altruistici ed egoistici, ed altre abilità diplomatiche, la partecipazione popolare (che si manifesta in tantissimi modi e con diverse intensità) passa quasi esclusivamente dalla condivisione dei principali obiettivi. L’adeguamento a norme sociali quali, per esempio, “chi è Veneto deve amare il Veneto”, è poi il frutto successivo della centralizzazione degli istituti politici e culturali (ma bisogna ricordare che nessuna norma sociale è resa efficace dal sentimento dell’amore, ma dai sentimenti della vergogna e del disprezzo). Rischiando di rendere la lettura più noiosa, voglio ancora una volta precisare che non sto affrontando il tema con l’intenzione di definire la complessità psicologica dei capi popolo, non minore della complessità psicologica di ogni individuo. Lo scopo della prospettiva analitica della sociologia è pur sempre la spiegazione di fenomeni sociali, con la differenza che, fondando i macro fenomeni nella sfera micro, si rendono necessari modelli semplificati dell’azione individuale per poter comprendere quella sociale. Fatto ciò possiamo avanzare spiegazioni senza dover ricorrere a teorie generali sulla società, quasi sempre inapplicabili proprio in virtù della complessità dell’oggetto di studio.
Il movimento del 9 dicembre, sulla cui organizzazione democratica dobbiamo attendere fiduciosi pregiudicando positivamente intorno alle abilità dei coordinatori, è stato caratterizzato fin dai suoi esordi da una insanabile contraddizione interna: nella pur ammirabile confusione dei primi giorni, determinata dall’urgenza dell’emozione, si è delineata una vera e propria opposizione tra simboli (non ancora manifesta in virtù del clima di festa che ha accompagnato la riuscita dei presidi): da una parte il tricolore, che evoca l’unità dell’Italia, dall’altre le bandiere locali, che sintetizzano l’aspirazione all’indipendenza dall’Italia.
Se, nel corso dei dibattiti, si dovesse tentare di raggiungere un compromesso tra queste due aspirazioni, il movimento si disperderebbe. Non perché sia impossibile trovare un punto di equilibrio tra Italia e Veneto, o tra tasse pagate all’Italia e tasse pagate al Veneto o tra tasse e stato, ma perché la ricerca di quel punto di equilibrio costituisce lo sforzo quotidiano di più o meno tutti i partiti politici attualmente sul mercato, in primo luogo della Lega Nord.
Ed il consenso che gli italiani manifestano verso questi partiti, per esempio per il partito di Beppe Grillo, è anche il risultato di questa operazione.
Il Movimento del 9 dicembre ha senso solo se è anti-italiano, se si propone pubblicamente di dividere l’Italia, di costruire una nuova Europa con meno tasse e meno stato. Solo se si pone nelle posizioni più di avanguardia, solo se sostiene la battaglia dell’indipendenza del Veneto, solo se lascia a Grillo gli italiani, il movimento non avrà neanche bisogno di presentarsi alle elezioni per contribuire veramente in quella pacifica evoluzione dell’architettura politica europea. Solo in questo caso preoccuparsi dell’efficienza dell’organizzazione non sarà, rispetto all’influenza del movimento sulla società, tempo sprecato.
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Re: 9 deçenbare, a se scuminsia (?)

Messaggioda Berto » sab ott 25, 2014 9:32 pm

Thiene: "Inneggiano all'Isis" - Via il presidio '9 dicembre'

Il sindaco Casarotto: «Abbiamo già concesso tre proroghe di tre mesi ciascuna, contro i canonici 90 giorni. Lascino libera l'area»

http://www.ilgiornaledivicenza.it/stori ... 9_dicembre

THIENE. Ore contate per il presidio del Movimento 9 dicembre Alto Vicentino, noto nell'ambito della protesta dei forconi. Ore contate per il maxi gazebo montato sette mesi fa, lungo via dell'Autostrada a Thiene, seconda location dopo il trasloco dalla rotatoria del Carrefour dove era nata la protesta, lo scorso dicembre. Dopo dieci mesi complessivi di permanenza sul suolo thienese, in un'area pubblica prima e in un terreno privato ora, l'amministrazione comunale sembra orientata a far chiudere, forse definitivamente, il punto informativo del 9 dicembre.
«Non uno sfratto - precisa il sindaco Gianni Casarotto - ma un invito a sgomberare motivato da un'occupazione del suolo andata ormai troppo per le lunghe». In effetti, il permesso per il tendone, «che anche se montato in un terreno privato è comunque una costruzione che necessita di autorizzazione, è scaduto da qualche giorno e abbiamo dunque chiesto al movimento di lasciare libera l'area. (...)

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... tendon.jpg
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Re: 9 deçenbare, a se scuminsia (?)

Messaggioda Berto » dom ott 26, 2014 7:31 am

???

Lucio del 9 Diçenbre kel se la ciapa co la Banca Mondial e co i masoni come se fuse lori la colpa de tute le nostre dexgràsie:

https://www.youtube.com/watch?v=RhCEsZoM2Ec
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Re: 9 deçenbare, a se scuminsia (?)

Messaggioda Berto » mar dic 02, 2014 10:59 am

A xe rivà "el teron-talego-roman" co l'alicotaro

Immagine

I forconi ci riprovano e partono dal Veneto

http://www.lindipendenzanuova.com/i-for ... dal-veneto

Vito Collins Babila, coordinatore regionale del Veneto del movimento, è sceso direttamente da un elicottero a Thiene (Vicenza) per la conferenza stampa dell’iniziativa che farà parlare di nuovo dei Forconi. “Bloccheremo il Veneto dal 5 al 9 dicembre (esattamente a un anno dalla nascita ufficiale del movimento, detto appunto ‘Movimento 9 dicembre’, ndr) – dice – per lanciare un ultimatum allo Stato Italiano. I politici che hanno trascinato l’Italia in questo stato devono pagare”. Per cinque giorni, come un anno fa, i manifestanti organizzeranno sit in e azioni di volantinaggio tentando di bloccare la viabilità.



«Bloccheremo la regione per lanciare un ultimatum allo Stato italiano»
http://corrieredelveneto.corriere.it/ve ... 2948.shtml

Immagine

Il 22enne portavoce regionale del Coordinamento 9 Dicembre arriva a Thiene in elicottero: «Non commetteremo gli errori dell’anno scorso»

VICENZA Vito Collins Babila, il portavoce regionale del Coordinamento 9 Dicembre, conosce bene i rischi: «Non possiamo permetterci di fare gli errori dello scorso anno: ora siamo organizzati, pronti a combattere il nemico». Venerdì tornano in azione i presìdi in una dozzina di città venete, con un unico obiettivo: «Bloccheremo la regione per lanciare un ultimatum allo Stato italiano: i politici che hanno trascinato l’Italia nel baratro devono pagare per le loro colpe».

Programma politico del Movimento 9 Dicembre

Cinque giorni di protesta: dal 5 al 9 dicembre, con volantinaggi e sit in improvvisati che – nel “piano” degli organizzatori – dovrebbero paralizzare la viabilità. «Scaduto l’ultimatum non garantiamo più che il dissenso si manifesti in modo ordinato e pacifico: ciascuno risponderà delle proprie azioni», assicura Babila, 22 anni, che è letteralmente atterrato a Thiene, a bordo di un elicottero, per la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa.




Forconi in elicottero,protesta 'segreta' Movimento annuncia, dal 5 dicembre di nuovo in piazza

http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews ... f66b3.html

(ANSA) - TORINO, 1 DIC - Doveva essere una conferenza stampa, per presentare la protesta, ma i piani restano segreti. I leader dei Forconi, che venerdì tornano in piazza in tutta Italia, si sono presentati in elicottero a Casale Monferrato. Ad aspettarli un gruppo di manifestanti in tenuta militare. "I piani restano segreti", dice il coordinatore regionale del movimento Riccardo Visetti mostrando una valigetta rigorosamente chiusa. "Posso assicurare - si limita a dire - che saranno manifestazioni pacifiche".

Torna Galvani e Baldareli (ke oror!)
http://video.corriere.it/video-embed/1e ... 132dc377f5


https://www.facebook.com/groups/2413621 ... 6/?fref=ts

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... 9DRoma.jpg

https://www.facebook.com/video.php?v=36 ... =2&theater


Tornano i Forconi guidati da ex militare che fu guardia del corpo dell'ex ministro Zanonato
http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/C ... 4829.shtml

Venerdì 5 dicembre tornano i forconi del Coordinamento 9 dicembre, e quest’anno non vogliono lasciare niente al caso. Fervono i preparativi per tornare sulle strade e non solo, come si è visto l’altro giorno con le manifestazioni in elicottero con il tricolore. Il nemico, si sa, è lo Stato.

Ma chi sono i forconi? C’è di tutto, c’è quel ceto medio impoverito, operai, disoccupati, partite Iva, pezzi di società che non si riconoscono più in nessun tipo di rappresentanza. Ci sono quei mediani che vivevano proprio a metà tra lo Stato, e le sue articolazioni, e gli strati sociali meno raggiunti dalla politica.

Il portavoce veneto del movimento è un ex militare: Vito Collins Babila, 22 anni. Segni particolari: ex guardia del corpo. Ha lavorato a stretto contatto con la politica, Vito. Prima l'ha protetta per lavoro e ora vuole squalificarla. Tra i vip che ha scortato ci sono Flavio Zanonato, l’ex Ministro dello Sviluppo Economico nel Governo Letta.

In rete è già iniziato il passaparola per incontrarsi: "... non chiediamo, non trattiamo ma ESIGIAMO !! Signori politici, Signor Presidente della Repubblica, abbiate rispetto per il Popolo Italiano .... andatevene, questa volta andremo fino in fondo. Il 5 DICEMBRE iniziano le ostilità, il 9 DICEMBRE scade l'ULTIMATUM !!!"



Forconi, torna la rabbia «Bloccheremo il Veneto»

Il nuovo portavoce Vito Babila: ci muoviamo nel rispetto della Costituzione La mappa dei presidi: dal cuore della città del Santo all’autostrada Venezia-Verona di Albino Salmaso
http://mattinopadova.gelocal.it/regione ... 1.10434843

PADOVA.

«Forconi» di terra con i trattori, di cielo con gli elicotteri e anche di mare per bloccare l’Italia, dalla Sicilia al Brennero, dal 5 al 9 dicembre, proprio quando inizia lo shopping natalizio per risollevare il Belpaese dalla recessione. L’obiettivo è assediare Roma, ma la polizia non starà certo a guardare e come prevede Lucio Chiavegato chi protesta «otterrà solo manganellate» e se lo dice il leader del movimento 2013 finito in gattabuia con il blitz «Serenissimi 2» c’è proprio da crederci: saranno cinque giorni di altissima tensione, con polizia e Ros impegnati su più fronti.

L’elicottero.

Se nel ponte dell’Immacolata scorgete volteggiare sopra l’A4 un elicottero non chiedetevi se è Berlusconi che torna in Veneto per rianimare le truppe di Forza Italia, perché si tratta del Movimento 9 Dicembre, che predica la «rivoluzione» in otto punti. Un programma «grillo-marinettiano», che si apre con la foto del Quarto Stato di Pellizza e si racchiude in otto punti che vanno dallo scioglimento delle Camere alle dimissione del presidente della Repubblica, dal ritorno al proporzionale puro al riconoscimento in Costituzione del referendum propositivo vincolante. Per finire con l’introduzione di un «Tribunale Speciale per processare chi ha distrutto la nostra economia».

Il leader veneto.

A guidare il movimento in Veneto è un ragazzo di 22 anni, Vito Collins Babila, nome d’arte e profilo Fb, che trascorre le sue giornate tra Piove di Sacco, Padova e Bojon. Il sindaco di Campolongo, Alessandro Campalto, taglia corto: «Collins Babila? So che vive qui con la famiglia e gira i bar, sono molto preoccupato per il progetto dei Forconi che punta a destabilizzare l’Italia. Avere in paese il loro leader non mi lascia sereno, abbiamo fatto di tutto per cancellare l’eredità di Felice Maniero. Di certi primati farei volentieri a meno».Chi è Vito Babila? Una cintura nera di karate, ju jutsu e kick boxing e body gard su richiesta. «Non ho una scuola di arti marziali, ma addestro alla difesa personale i miei collaboratori», dice il portavoce dei Forconi veneti, «non ho mai fatto parte di nessun partito. Cosa penso di Grillo? Tanti punti del loro programma mi convincono, ma da quando hanno messo piede in Parlamento sono come gli altri. Salvini? La Lega ha approvato il patto di stabilità Ue-Bce che ci strangolerà. Renzi? Non è stato eletto e deve obbedire ai diktat di banche e Merkel. L’elicottero con cui sono atterrato a Thiene? L’ha messo a disposizione un gruppo di amici elicotteristi per i leader, io non ho i soldi per la benzina».

Protesta e indipendenza.

Se il movimento 2013, in Veneto, è stata la quinta colonna dell’indipendentismo, quello del 2014 si richiama alla Costituzione e ha nel tricolore la sua bandiera. Un programma che sembra ritagliato apposta per il movimento verde-nero di Salvini: unire da Bolzano alla Sicilia le partire Iva, gli artigiani, gli agricoltori messi alle corde delle tasse e pronti alla rivolta. Insomma cavalcare la protesta sociale, come hanno fatto l’imprenditore Lucio Chiavegato, leader veneto del 2013, finito in carcere insieme a Patrizia Badii, un'ex imprenditrice con un passato da ballerina di rock'n roll acrobatico, anche lei militante indipendentista e uno dei volti femminili più noti delle proteste forconiane, oggi usciti di scena.
Marco Oliviero, imprenditore edile vicentino, spiega la svolta: «Non siamo i fiancheggiatori di nessun partito, il nostro leader nazionale è Danilo Galvani, un agricoltore di Latina, e ci muoviamo nel rispetto dell’articolo 52 della Costituzione secondo cui la “difesa della Patria è un sacro dovere del cittadino”. Non ci saranno tensioni né blocchi stradali, ma dei rallentamenti».

La mappa della protesta.

I questori del Veneto hanno convocati i leader per definire la mappa dei presidi, che potrebbero però cambiare. A Padova, «Forconi» schierati in Prato della Valle e in via Messico alla Zip di Camin; a Vicenza disagi alla rotatoria del Villaggio del Sole e all’uscita dal casello A4 di Montecchio Maggior; ad Affi di Verona sull’Autobrennero a san Giovanni Lupatoto; a Treviso città, a Rovigo sulla transpolesana per Adria; a Pieve di Cadore nel Bellunese e poi a Marghera nel raccordo per Venezia e a Chioggia sulla Romea.
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Re: 9 deçenbare, a se scuminsia (?)

Messaggioda Berto » ven dic 05, 2014 9:22 pm

Tornano i forconi, ma è flop

Malumori in viale del Sole
Lo slogan: «Dimissioni in massa di tutti i politici».
Ma il Movimento 9 dicembre è diviso sulle azioni
I venetisti: «I sit-in sulle strade? Capitolo chiuso»

http://www.ilgiornaledivicenza.it/stori ... e_del_sole

VICENZA. ORE 12.41 UN FLOP IL PRESIDIO. Si è risolto in un flop il ritorno in strada dei forconi. Scarsa la partecipazione di manifestanti ai presidi nel vicentino e il volantinaggio è stato mal digerito dagli automobilisti. Pochi si sono fermati per accettare il volantino, quasi nessuno per uno scambio di opinioni con i manifestanti.

ORE 8.36. Blocchi stradali, volantinaggio, protesta. Tornano i forconi. Con il loro ultimatum allo Stato, uguale a quello di un anno fa: «I politici che hanno trascinato nel baratro l'Italia devono dimettersi in massa». Ricomincia anche a Vicenza la contestazione del Movimento 9 dicembre, con un presidio all'incrocio di viale del Sole che prenderà vita dalle 7 di oggi. Tutto già scritto, disagi compresi?

Non esattamente.
Perché Gabriele Perucca, lunga militanza Life, votato anima e corpo alla causa di San Marco e coordinatore del presidio cittadino durante la “rivoluzione” 2013 non ci sarà e i venetisti nemmeno. «I blocchi stradali? Capitolo chiuso», dice.

Forconi un anno dopo. Un film già visto?
Noi forconi non lo siamo mai stati. (...)

Forconi, al via la protesta: aggiornamenti
http://www.vicenzatoday.it/cronaca/forc ... menti.html
Come annunciato sono iniziati, lunedì alle 7, i volantinaggi del "Movimento 9 dicembre" in due punti nevralgici per la circolazione stradale vicentina, al casello di Montecchio Maggiore ed all'incrocio tra viale del Sole e via Brigata Granatieri di Sardegna. La protesta si protrarrà per l'intero weekend dell'Immacolata, fino al 9.
Forconi, al via la protesta: aggiornamenti
„Aggiornamento ore 18 E' finora un 'ritorno' flop quello del movimento '9 dicembre', il comitato generato dalla protesta dei forconi, in Veneto. Nei due presidi annunciati stamane nei pressi di Vicenza, uno al casello ovest della A4, l'altro all'uscita di Montecchio Maggiore, c'erano in tutto una decina di manifestanti. Quattro quelli contati nel presidio piu' vicino alla citta', qualche persona in piu' in quello di Montecchio, dove i dimostranti hanno issato un tendone ed esposto striscioni con slogan contro la politica e il Governo. "5/12 inizio ostilita'. 9/12 il Governo si dimette" era scritto in uno di questi. Data la scarsa presenza di manifestanti anche il tentativo di distribuire volantini agli automobilisti si e' rivelato un buco nell'acqua. Le forze dell'ordine si sono limitate ad osservare lo svolgersi della protesta. .“



Movimento Forconi, flop a Torino: “Siamo in sei e 300 poliziotti. Che figura di m…”
http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/12/ ... i-m/319534

“Noi siamo in sei, ci sono 20 giornalisti e 300 agenti. Stanno ridendo di noi, stiamo facendo una figuraccia”.
Sono amareggiati i pochissimi forconi scesi in piazza questa mattina a Torino.
“Il responsabile del presidio si è dato malato”, spiega uno dei manifestanti presenti in piazza Crispi ancora prima dell’alba.
Un altro manifestante tenta di chiamare i referenti nazionali del movimento che lo scorso 9 dicembre mise in ginocchio Torino.
I telefoni squillano a vuoto, solo dopo mezz’ora di tentativi una voce risponde: “Tranquilli è normale che non ci sia nessuno, la gente è nel letto”.
I presenti puntano il dito contro Danilo Calvani, il leader “in jaguar” che guidò la protesta dello scorso anno: “La gente ha visto che c’era lui e ci ha voltato le spalle”. Prossimo appuntamento dei forconi a Roma il 9 dicembre, “quando scadrà l’ultimatum a Renzi e inizieranno le ostilità” di Cosimo Caridi


Forconi: un vero flop a Torino
http://www.lastampa.it/2014/12/05/crona ... agina.html

Una decina di persone e tanta delusione. In piazza Crispi, il presidio dei forconi è un fallimento. “Il popolo non ci ha dato fiducia a differenza dell’anno scorso - dice il responsabile del presidio organizzato dal “comitato 9 dicembre”, Tano, 54 anni, disoccupato senza fissa dimora. «Ci aspettavamo tanta gente - dicono i pochi presenti - pensionati, operai, licenziati, non c’è nessuno. Forse hanno avuto paura».

Alle 11,30, i manifestanti sono stati raggiunti da quattro persone, con bandiera italiani, dal presidio di Rivoli, andato quasi completamente deserto. In piazza Crispi un imponente dispositivo di sicurezza, costituito da polizia, carabinieri e Finanza ha tenuto sotto controllo la viabilità e gli snodi del traffico. La questura ha schierato in campo oltre 500 uomini, divisi nelle aree più a rischio, Pinerolo compreso e zona Caat. La situazione è ora completamente sotto controllo.

https://www.facebook.com/pages/Moviment ... 5254561355


Forconi flop: in pochissimi nel Padovano
Un anno dopo, riparte nel disinteresse generale il movimento che contesta la classe politica italiana
http://mattinopadova.gelocal.it/padova/ ... 1.10439824

PADOVA. Forconi flop. Un anno dopo, riparte nel disinteresse generale il movimento che contesta la classe politica italiana. Erano pochissimi i manifestanti oggi a Padova, nei due concentramenti in Prato della Valle e in zona industriale, vicino all'Idrovia. I forconi padovani oggi si sono limitati a una protesta molto pacifica e tranquilla, un semplice volantinaggio. Staremo a vedere come evolve la situazione nei prossimi giorni.

Ed è un mezzo fallimento anche il presidio a Montecchio Maggiore, nel Vicentino. Un gruppo di attivisti blocca il traffico in uscita dalla A4 e distribuisce il volantino con il programma politico. Gli 8 punti stampati sembrano una dichiarazione di guerra al Parlamento: scioglimento delle Camere, immediate dimissioni del Presidente della Repubblica, istituzione di un tribunale speciale, una sorta di Robespierre in salsa Forconi.

A Pordenon coatro gati e teroni!
https://www.facebook.com/video.php?v=39 ... =2&theater


Forconi in piazza, un flop inaspettato: mini corteo verso Equitalia
http://www.ilsecoloxix.it/p/savona/2014 ... alia.shtml
Savona - Non arrivano nemmeno a 20 i “Forconi” che questa mattina si sono dati appuntamento in piazza del Popolo a Savona. Una protesta, organizzata dal “Coordinamento 9 dicembre”, che impallidisce rispetto a quella di un anno fa, quando ai fischietti e agli slogan si erano uniti centinaia di studenti, con i conseguenti cortei e blocchi stradali che avevano fatto imbestialire automobilisti e dato il via a una serie di segnalazioni e multe che, oggi, hanno probabilmente tenuto tanti giovani lontani dalla manifestazione. L’accusa di interruzione di pubblico servizio e i conseguenti guai con la giustizia (i ragazzi identificati si trovano oggi a dover far fronte a multe che superano i tremila euro) devono aver portato i più a desistere, e a entrare regolarmente in classe.

Chi era presente questa mattina, invece, ha dato vita a un mini corteo super pacifico (i manifestanti hanno camminato in modo ordinato, sui marciapiedi e rispettando semafori e strisce pedonali) che ha raggiunto la sede di Equitalia, “salutata” con un cartello scritto col pennarello (“Equitalia assassina, basta suicidi!”) e con tre fumogeni tricolore, alla presenza di forze dell’ordine ben più numerose dei “forconi”. Una sosta durata appena qualche minuto, per poi tornare in piazza del Popolo.

«Abbiamo organizzato tutto in due settimane appena, e certamente certe accuse, come quella di essere neofascisti, ci hanno penalizzato, facendo desistere molti – dice Ned Taubl, alla guida del corteo savonese – Resteremo qui tutto il giorno, vedremo che fare nelle prossime ore». L’idea è quella di un presidio che potrebbe non arrivare a domenica.

Intanto, sul fronte opposto, si aspetta la manifestazione “anti-forconi” organizzata dalle tante sigle, politiche e non, dell’area della sinistra: l’appuntamento è per le 17.

Un flop anche la mobilitazione dei forconi organizzata in provincia di Torino. I quattro presidi convocati a Torino, Rivoli, Pinerolo e Nichelino, non hanno mai superato le 20 unità e non hanno provocato alcun problema al traffico. Alla protesta non hanno aderito, a differenza dell’anno scorso, né gli ambulanti né gli autotrasportatori. Imponente, invece, lo schieramento delle forze dell’ordine, che in tutti i presidi ha superato numericamente quello dei manifestanti.



Danilo Galvani el teron roman- ke oror!
https://www.facebook.com/video.php?v=84 ... =2&theater
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Re: 9 deçenbare, a se scuminsia (?)

Messaggioda Berto » dom dic 07, 2014 3:48 am

Il flop dei Forconi: “Rinunciamo e smantelliamo i presìdi nelle strade” In piazza Crispi i manifestanti erano meno di dieci i manifestanti, a Rivoli e Pinerolo nessuno

http://www.lastampa.it/2014/12/06/crona ... agina.html

Forconi addio. Il flop della manifestazione di protesta che era iniziata venerdì per proseguire fino a martedì ha indotto gli organizzatori a rinunciare a tutte le iniziative di lotta annunciate sia sulla rete che attraverso la distribuzione di 70 mila volantini in tutta la provincia di Torino.

Ieri in piazza Crispi i manifestanti erano meno di dieci i manifestanti, a Rivoli e Pinerolo nessuno; e così i promotori si sono presentati in questura per confermare la fine della protesta che, nel 2013, aveva mobilitato migliaia di persone. La questura ha preso atto dei propositi, dovuti alla totale mancanza di partecipazione, e ha tolto i presidi interforze in tutte le zone a rischio blocchi. Una ritirata senza ripensamenti.
«La gente non ci ha seguito, non ha avuto fiducia nelle nostre proposte. Non ha senso proseguire, far perdere tempo a quei pochi che si sono alzati all’alba per raggiungere i presidi».


Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... D-2014.jpg

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... cenza1.jpg
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Re: 9 deçenbare, a se scuminsia (?)

Messaggioda Berto » lun mag 23, 2016 8:21 pm

FORCONI: IL PROBLEMA DELL’ITALIA SAREBBERO I RICCHI EBREI
E SULLA RETE PUBBLICA PASSANO ACCUSE HITLERIANE COME NULLA FOSSE

23/05/2016

https://www.facebook.com/ProgettoDreyfu ... 3450967687

In Italia il livello di tassazione è alle stelle; le dirigenze politiche che si sono susseguite in questi anni non hanno posto l’interesse del cittadino prima della vittoria di partito; l’economia non gira e le piccole e medie imprese sono con l’acqua alla gola; le spese per mantenere i nostri deputati e i nostri senatori sono almeno quattro volte più alte rispetto al budget che utilizzano gli altri paesi europei; la ricerca scientifica è praticamente ferma e i cervelli italiani sono in fuga; le dirigenze ci chiedono sforzi dove l’ultimo buco della cinghia è già stato occupato, ma il funzionario comunale della piccola frazione del paesino Taldetali guadagna 3000 euro al mese. Insomma, la gestione delle risorse è un disastro e l’individualismo domina la scena politica.

Eppure, per il leader dei Forconi il problema sono gli ebrei. Eh, si. La causa di tutti i mali dell’Italia sono cinque ebrei che lui sostiene essere i più ricchi del mondo, non si sa su quale base e secondo quale fonte. Non so a voi, ma a noi ricorda qualcosa, e se non erro l’ultima volta che uscirono fuori questo tipo di accuse non finì bene per gli ebrei di tutta Europa.

Vi proponiamo di seguito l’intervista di Vera Schiavazzi a Andrea Zunino (Repubblica, 13/12/2013):

TORINO - Andrea Zunino, classe 1953, professione agricoltore, residenza al confine tra le province di Biella e Vercelli, è il leader ("meglio: portavoce") del Movimento 9 dicembre, quello che da lunedì ha acceso i riflettori su una Torino rivoltosa, delusa, impoverita. Il suo manifesto? "Vogliamo le dimissioni del governo. Vogliamo la sovranità dell'Italia, oggi schiava dei banchieri, come i Rotschild: è curioso che 5 o 6 tra i più ricchi del mondo siano ebrei, ma è una cosa che devo approfondire. Con Grillo mi incontrerei, i 5 Stelle sono persone perbene. Con Berlusconi mai, anche se le porcate peggiori da noi le ha fatte la sinistra". E sullo sfondo un mito: il premier ungherese Viktor Orbàn: "Lui sì che sta liberando davvero il suo Paese".

Signor Zunino, si rende conto che da questa stessa dichiarazione sulle banche "ebraiche" è nato il nazismo? Si rende conto di quel che dice?
"Non ho le prove. Ma penso che Hitler, che probabilmente era pazzo, si sia vendicato con l'antisemitismo del voltafaccia dei suoi iniziali finanziatori americani. Personalmente non mi interessa".

L'idea del movimento è stata sua? O l'ha ispirata qualcuno?
"Non è venuta solo a me. Passo molto tempo su Internet, ho visto il lancio nazionale mesi fa, ho trovato un gruppo di ragazzi di Torino che aderiva e sono andato da loro. Mi hanno chiesto di fare il portavoce, sono persone semplici, ed eccomi qui".

Quali erano le sue idee politiche? E i suoi precedenti?
"Sono incensurato e non ho mai avuto una tessera. Appartengo a una generazione che ha avuto la fortuna di non trovarsi in pieno Sessantotto, ma ha vissuto le ricadute peggiori. Per 14 anni ho praticato andavo al seggio e facevo mettere a verbale che rifiutavo la scheda perché non mi sentivo rappresentato".

E se non sono italiani? Qual è la vostra posizione sugli immigrati in Italia?
"È un argomento esplosivo, che sto cercando di far uscire su Facebook. Per me va bene chiunque rispetta le leggi, ma capisco il disoccupato che si lamenta perché al marocchino arrivato col barconedanno la casa e mille euro mentre lui deve dormire in macchina. Ha ragione, è uno scandalo, ma gli dico: non è col marocchino che te la devi prendere, ma col governo".

Vi siete accordati con altre organizzazioni nelle piazze?
"Gli unici coi quali avevamo un accordo erano una sigla di commercianti dei mercati ambulanti che si era ribellata ai sindacati. Ma non ci hanno fatto fare bella figura: io andavo in Questura a metterci la faccia e chiedere i permessi e loro in piazza facevano quel che volevano. Adesso basta".

Qual è il vero obiettivo?
"Le dimissioni del governo e delle due Camere. Ma non vogliamo una giunta militare, anzi: stiamo lanciando un appello per formare un tavolo di giuristi e costituzionalisti che ci aiutino a capire come può nascere un governo provvisorio di solidarietà. Non un governo tecnico, quello è lo strumento con cui la politica ha truffato la nostra gente".

Che cosa dice della violenza?
"Noi siamo contro. Il codice etico del Movimento 9 dicembre l'ho scritto io, è piaciuto ai ragazzi, è diventato nazionale. Si parla di giovani pagati, e anche molto, per venire a infiltrarsi, a far casino. Anche le nostre pagine Facebook sono infiltrate, ora comunichiamo diversamente. La Digos sa quel che ho fatto per portare via la gente mentre in piazza Castello volavano le pietre. Ma sono in molti ad avere interesse che Cota vada a casa ".

Una domanda personale: lei in che cosa crede?
"Mi sono convertito all'Islam per poter praticare il sufismo. E così sono diventato un maestro del respiro consapevole".

E ANCORA MATERIALE SUL TEMA

Un articolo preciso e puntuale di Emanuele Conegliano (Globalist.it, 12/12/2013) sulla scandalosa puntata di Virus in cui le affermazione hitleriane sono passate sulla rete pubblica lisce come l’olio (di ricino):

http://www.globalist.it/Detail_News_Dis ... 68&typeb=0
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Re: 9 deçenbare, a se scuminsia (?)

Messaggioda Berto » dom feb 05, 2017 8:16 am

Romania, governo “battuto” dalla piazza. Ritirate le leggi “salva corrotti”
4 febbraio 2017

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/02 ... ti/3368651

Sotto la pressione crescente della protesta popolare e di manifestazioni quotidiane che andavano avanti da cinque giorni, il governo romeno ha ceduto, accettando di ritirare il controverso decreto sulla depenalizzazione dell’abuso di ufficio e di altri reati di corruzione, una misura interpretata dalla popolazione come un ‘regalò ai tanti politici, funzionari, imprenditori sotto inchiesta in Romania con accuse di corruzione.

Contro il provvedimento era schierato apertamente anche il presidente romeno Klaus Iohannis. Alla notizia della marcia indietro del governo è esplosa la gioia delle decine di migliaia di manifestanti che anche stasera erano scesi in piazza a Bucarest e nella altre principali città per contestare il governo e la sua volontà di annacquare e vanificare la lotta alla corruzione dilagante nel Paese balcanico.

“Non è mia intenzione spaccare il Paese in due. Vi è tanta confusione. Ho convocato per domani una riunione urgente del governo con l’obiettivo di abrogare l’ordinanza di urgenza sulla riforma del codice penale”, ha detto il premier Sorin Grindeanu parlando in serata in diretta televisiva. Il capo del governo ha aggiunto di aver preso la sua decisione dopo aver ascoltato “il parere di diversi esponenti politici, colleghi di partito, rappresentanti della società civile”.

E in effetti nel pomeriggio a lasciar presagire un cedimento del governo con la revoca del contestato decreto era stato Liviu Dragnea, leader del partito socialdemocratico (Psd) al governo. “E’ possibile che parleremo di una tale eventualità in seno al partito, e se il premier sarà d’accordo”, aveva detto Dragnea, che è lui stesso indagato per corruzione, e che sarebbe stato tra i primi beneficiari del decreto ora ritirato.

Ad anticipare il dietrofront del governo era poi stato stasera Calin Tariceanu, presidente del Senato e leader del partito Alde, alleato dei socialdemocratici al governo. “Non è una questione di cedere di fronte a un avversario ma di avere il buon senso di pensare all’interesse del Paese. Ed è proprio perché non abbiamo nulla da nascondere che ritiriamo quest’ordinanza”, ha detto.

Il presidente Iohannis, che sin dal primo giorno ha condiviso la protesta popolare, aveva chiesto nei giorni scorsi alla Corte costituzionale di pronunciarsi sulla legittimità del decreto sulla corruzione, e per martedì era atteso un primo pronunciamento dei giudici.

Un duro monito alle autorità rumene era stato lanciato dalla commissione Ue. Il presidente Jean Claude Juncker e il vicepresidente Frans Timmermans, in una dichiarazione scritta, avevano messo in guardia la Romania dal compiere “passi indietro nella lotta alla corruzione, minacciando di non far progredire il dossier sull’accesso del paese balcanico all’area Schengen.


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