Antisemetixmo verso li ebrei

Antisemetixmo verso li ebrei

Messaggioda Berto » sab gen 25, 2014 9:00 am

Con la parola antisemitismo si indicano i pregiudizi e gli atteggiamenti persecutori nei confronti degli ebrei.

Antisemitismo

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Il termine "antisemitismo" venne coniato nel settembre 1879, a Berlino, in Germania, da parte del nazionalista Wilhelm Marr, nello scritto La strada verso la vittoria del Germanismo sul Giudaismo, da una prospettiva aconfessionale, come eufemismo di Judenhass («odio per gli ebrei»): nonostante l'etimologia, esso non si riferisce all'odio nei confronti dei "popoli semiti" (cioè quelli che parlano lingue appartenenti al gruppo semitico, quali l'arabo, l'ebraico, l'aramaico e l'amarico), ma unicamente all'odio e alla discriminazione nei confronti degli ebrei. Il concetto espresso da Marr, che nei suoi scritti successivi verrà visto come un errore e ritrattato, nel secolo successivo assumerà valenze diverse, più ampie, e coinciderà spesso con la definizione degli atteggiamenti persecutori, tra i più gravi della storia contemporanea.

Storicamente si possono individuare un antisemitismo di carattere religioso (antigiudaismo), espresso nel paganesimo, nel Cristianesimo (Concilio Lateranense IV del 1213 relativamente ai decreti 67, 68, 69, 70, e bolle pontificie Cum Nimis Absurdum, Caeca et Obdurata, Hebraeorum Gens) e nell'Islam, e un antisemitismo di carattere razziale e culturale.

In Europa i pregiudizi e i miti relativi agli ebrei sono sempre stati molteplici, talvolta alimentati da testi pseudo-storici come Il libro del Kahal di Jacob Brafman o palesemente falsi come gli anonimi Protocolli dei Savi di Sion.
Gli ebrei sono stati accusati di corporativismo e di elitarismo religioso per il fatto di prevedere il diritto a partecipare al culto ebraico in base alla linea di sangue.
Furono inoltre accusati di refrattarietà alle altre culture e di essere attaccati al denaro.
Paradossalmente agli ebrei si rinfacciava di essere ciò che la maggioranza imponeva loro, cioè di separarsi dagli altri quando erano costretti per legge a vivere in quartieri separati; di praticare laddove la legge permetteva loro – e anzi li incoraggiava – il prestito a interesse, che a cristiani e musulmani era ufficialmente interdetto; di non favorire le conversioni, quando queste erano duramente sanzionate[???] dalla legge.

L'antisemitismo era particolarmente diffuso nell'Europa dell'Ottocento, venendo accolto non solo da pensatori nazionalisti come Richard Wagner o Adolf Stoecker, ma anche da anarchici come Proudhon e Bakunin e progressisti come Charles Fourier, nonché da scrittori apolitici come Thomas Eliot, fino a sfociare in questioni pubbliche come l'Affare Dreyfus.

In tempi più recenti, fra le tante azioni attribuite agli ebrei c'è anche quella di aver preparato teoricamente la Rivoluzione russa.
Di origine ebraica era infatti [img]Karl%20Marx[/img], il principale e più illustre teorico del socialismo scientifico; di origine ebraica era Rosa Luxemburg, fondatrice del Partito Comunista Tedesco e Lev Trockij, il famoso fondatore dell'Armata Rossa. Anche Lenin, principale fautore della Rivoluzione russa, aveva remote origini ebraiche, e dei 12 membri del Comitato Centrale del Partito Comunista Russo del 1918, nove erano ebrei.


Vigneta antisemita statunitense ke ła dipinxe łi ebrei come ladri e sasini de Cristo

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Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Antisemetixmo verso li ebrei

Messaggioda Berto » mar gen 28, 2014 9:08 am

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Re: Antisemetixmo verso li ebrei

Messaggioda Berto » mar feb 17, 2015 11:05 pm

Gli ebrei devono lasciare l'Europa? Polemica dopo l'invito di Netanyahu

Hollande risponde a Netanyahu, che ieri aveva nuovamente aperto le porte alle comunità ebraiche. E l'ex presidente Peres: "Venite, ma per i motivi giusti" - Lucio Di Marzo - Lun, 16/02/2015

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/giu ... 94592.html

"Venite perché vorreste vivere in Israele" e non per paura o per colpa del terrorismo. L'ex presidente israeliano Shimon Peres ha le idee chiare.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu durante una conferenza stampa

"Gli ebrei possono vivere in tutto il mondo" e dunque l'invito reiterato ieri dal premier Benjamin Netanyahu è fuori luogo, anche se il nome di Bibi - almeno apertamente - non lo fa mai.

All'indomani degli attentati a Copenaghen, che hanno causato due vittime e cinque feriti, dal leader israeliano era arrivato ancora una volta un invito a partire rivolto alle comunità ebraiche, e a quei settemila che vivono in Danimarca, ma pure a francesi, belgi e ucraini.

Perché, diceva ieri Netanyahu, "questa ondata di attacchi terroristici continuerà" e "gli ebrei vengono ucci solo perché ebrei" in Europa. Una considerazione fatta dopo le quattro vittime del negozio kosher a Parigi, prese in ostaggio da Amedy Coulibaly e la morte di un uomo che faceva la guardia a una sinagoga danese. Per questo il premier israeliano, ieri e dopo i fatti di Parigi, aveva invitato le comunità a lasciare il Vecchio continente.

Una posizione su cui si è allineato anche il ministro degli Esteri, Avigdor Lieberman. "È il momento di prendere una decisione e di fare aliya e venire in Israele", ha detto, rincarando la dose. "Con tutto il rispetto per le comunità ebraiche, sapete esattamente cosa succede al giorno d'oggi con l'assimilazione, non solo con anti-semitismo e attacchi terroristici".

Non tutti hanno apprezzato le posizioni dei politici israeliani. Non è stato soltanto l'ex presidente Peres a rispondergli. Ieri il rabbino capo di Danimarca aveva fatto bene o male la stessa osservazione. "Il terrorismo - aveva detto Jair Melchior - non è una ragione per spostarsi in Israele". Ma è pur vero che Joseph Sitruk, che prima di emigrare era rabbino capo in Francia dice: "I nostri fratelli d'Europa non si sentono più al sicuro".

Nella polemica si è inserito questa mattina anche il presidente francese, François Hollande, convinto che "gli ebrei hanno il loro posto in Europa, e in particolare in Francia", che ha per loro "una grande considerazione". Un botta e risposta con Netanyahu già visto dopo gli attentati di Parigi.

Oggi ha parlato anche il premier di Copenaghen, Helle Thorning-Schmidt, che ha ribadito con forza che "la comunità ebraica è stata in questo Paese per secoli, appartengono alla Danimarca, sono parte della comunità danese e non sarebbe lo stesso senza la comunità ebraica in Danimarca".
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